La notte è, di per sé, un momento magico.
Ha il fascino dell’ignoto, dell’inesplorato.


Il buio, infatti, annullando le distinzioni, o redistribuendole, apre un varco meraviglioso al nostro desiderio di ricerca, di passione, alla nostra voglia di emozione, che ci porta, inconsciamente, aldilà di ciò che, volta per volta, sperimentiamo, a crescere nel nostro bisogno di infinito e nella nostra risposta personale al bisogno di infinito.
La notte stimola la mente ed i sensi, evoca potenti suggestioni, consente alla fantasia, ed alla relazione interpersonale di affermare e di sviluppare il nostro istinto vitale, di viaggiare sul piano esperienziale e di nutrirsi vicendevolmente, con importanti, talvolta esaltanti, potenzialmente illimitate, possibilità di arricchimento, libere dai mille condizionamenti, anche di tipo temporale, più o meno limitanti, che, invece, ci porta, volenti o nolenti, il giorno.
La notte, di per sé, è semplicemente fantastica.
E’ anche, e soprattutto, il momento, bellissimo, del rilassamento, della quiete, del recupero, vera e propria oasi della respirazione tranquilla, spiaggia, dolcissima, del nostro riposo, della nostra disintossicazione esistenziale.
La notte, quella vera, è notte di vita, è notte di incanto.
La notte, con il suo fascino, va goduta, in pieno, nei suoi ritmi, nei suoi tempi, nel suo dinamismo alternato di emozione e di riposo, di attivismo e di relax, di relazione gustosa e di sonno adeguato, un sonno che deve essere rispettoso delle necessità del nostro organismo.
La notte va vissuta, in modo sapiente, nel rispetto più meticoloso del suo equilibrio vincente, accogliendo gioiosi l’invito iniziale che madre natura ci fa, inizialmente, nelle prime ore, a rimanere svegli, con gli occhi aperti e, quindi, subito dopo, per almeno sei – sette ore, a riposare, altrettanto naturalmente, con gli occhi chiusi.
Come la notte è il fondamento dell’alba, così la buona notte è l’essenza del buon giorno, è la base preparatoria, indispensabile, della buona vita che il nostro cuore desidera vivere ogni giorno.
Purtroppo, non tutto è così scontato. C’è dell’altro.
La notte, quella reale, altrettanto vera, sta diventando, ormai sempre più spesso, tutto il contrario di ciò che si possa chiamare notte di vita.
E’ notte di morte.
Il rito della notte partorisce mostri fecondati di giorno.
Questo vediamo, sempre più spesso, nelle ore del buio: devastazione.
Sguardi spenti, palpebre socchiuse, andature barcollanti, ragazzi seduti con la bava alla bocca, taluni sdraiati, talvolta agitati da scosse muscolari.
Le rilevazioni all’alcol test che abbiamo effettuate su centinaia di ragazzi volontari (che ringraziamo di cuore) all’uscita dai locali notturni ci dicono che oltre il 90% presenta livelli alcolemici altissimi, ben oltre lo stato di ebbrezza.
Oltre il 90%.
Un 90% di giovani che, per legge, scienza, ragione, e coscienza, non dovrebbe guidare.
Tra questo 90% qualcuno, dati alla mano, si siede, invece, al volante ed accende il motore, non solo dell’auto quanto, più ancora, del vertice ultimo della propria follia, semplicemente per spegnere, qualche km più avanti, l’incanto irripetibile di una vita, anche più di una vita, spesso non la sua.
Ti scrivo, su questa evidenza, in difesa della notte, ti scrivo, con l’inchiostro di questo sangue, in difesa della vita.
Ti scrivo per prendere posizione contro questa maledetta alchimia destruente nella cui dinamica evolutiva, con conseguenze di estrema gravità, configuranti vera e propria strage colposa/dolosa, si stanno perdendo sempre più i confini tra irresponsabilità e responsabilità, a livello personale, collettivo, istituzionale, interistituzionale, di governo nazionale, di Comunità Europea.
La maggiore percentuale di incidenti mortali si verifica, nei fine settimana, di notte.
Occorre mettere, al riguardo, punti fermi, e metterli tutti insieme, in modo da renderli irremovibili.
Sbarriamo l’assurdo con la forza dei valori in cui ci riconosciamo.
Facciamo barriera affermando, con tutta la forza di cui siamo capaci, i valori in cui crediamo.
Deve essere chiaro, una volta per tutte, quando parliamo di stragi sulla strada, che la notte è fatta per vivere la vita, non per togliere la vita.

La notte è fatta per vivere, non per uccidere.
Sia la notte di ciascuno ferma, e centrata, su questa consapevolezza.
Produca la notte di ciascuno una scelta opzionale definitiva, che partorisca un proprio comportamento personale, e di gruppo, diverso da ciò che è stato, da ciò che si vede, assolutamente risoluto, di esempio vero, prezioso, trascinante, verso se stessi, verso gli altri, amici, sconosciuti.
Sia la notte di ciascuno notte di vita, notte di amore, non notte di orrore.
Sia luce in questo buio che non passa, sia certezza in questa notte così lontana dall’alba.
Sia buona la notte, lieto il risveglio, senza telefonate, quelle che, con il loro annuncio, ti distruggono per sempre.
Sia questa nostra notte, notte di speranza.

Mario Balzanelli
Leader Project