viviamo

Posted by: balzanelli

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Viviamo.

 

Con la massima intensità, con la massima gioia, con il massimo entusiasmo.
Non consentiamo ai limiti oggettivi di distruggerci, a ciò che in noi si chiude - in qualsiasi modo e per un qualsiasi perché - alla vita di precipitarci nell’assurdo.

 

Non permettiamo a ciò che nel nostro cuore ci tormenta e ci ferisce orribilmente di annientarci, di farci scivolare sul piano inclinato e saponato dello sconforto che può portare alla nostra ed altrui negazione, allo sfascio di ciò che abbiamo costruito, alla demolizione del nostro progetto di vita su cui tante energie abbiamo investito.

 

Non concediamo alla stanchezza ed alla delusione, per quanto atroce, di sfigurare il nostro sogno.

 

Viviamo.

 

Prendiamo atto che la strada è così inevitabilmente in salita, la discesa così ripida e scivolosa, la navigazione troppo spesso soggetta al pericolo di un mare sempre così innaturalmente agitato e ricolmo di scogli affilatissimi, ed inattesi, a pelo d’acqua.

 

Facciamoci una ragione che la fregatura è dietro l’angolo, la coltellata inferta con puntualità, ovviamente dietro le spalle e proprio da chi non ti aspetti.

 

Non rallentiamo la danza del nostro respiro, non cediamo alla tentazione di tornare indietro se siamo convinti di essere sulla strada giusta, non rinunciamo allo slancio ed alla corsa solo perchè il vento è contrario, il mondo è cattivo e sin da quando siamo piccoli ci hanno insegnato – purtroppo non a torto – che la passeggiata nel bosco vede attenderci paziente il lupo mannaro, l’orco maledetto, l’uomo nero.

 

Viviamo.

 

Vivere la vita, viverla davvero, essere ciò che siamo nel profondo, impone anche la scelta di far fronte con tutte le nostre forze, quali che siano, vigorose o labili, alle sollecitazioni, di reggere agli urti, di non sottrarsi – quando proprio inevitabile – allo scontro.

 

Vivere la vita, nutrire la vita, amare la vita e, quindi, amare davvero, concretamente, personalmente, in prima persona, significa avere il coraggio di non mollare e di andare avanti, anche e soprattutto quando tutto, in noi stessi, nel tempio sacro più profondo della nostra intimità, non ce la fa più, ed incomincia a ritenere inevitabile la resa, gettare la spugna.

 

Viviamo.

 

Non rassegniamoci all’incubo di ciò che evidente, alla follia verso cui evolve il mondo dell’umano dimentico della sua grandezza intrinseca costitutiva e della sua reale misura che va ben oltre le cose che si possono vendere e possedere.

 

Non stiamo a guardare quando c’è da fornire una risposta corale a ciò che, a qualunque latitudine, impietosamente devasta e ferocemente annienta.

 

Non mettiamoci a pettegolare sul balcone, a curiosare alla finestra, a dormicchiare sull’amaca quando c’è da scendere sulla strada, rimboccarsi le maniche, entrare nell’agone e dire e motivare ed agire sostanziando con gesti ed azioni concrete i “no” a cui crediamo oltre che “sì” a cui crediamo.

 

Si definisce un cristiano ispirato Anders B. Breivik, l’autore delle due stragi terrificanti in Norvegia, che hanno ucciso ad Oslo 7 persone e sull’isola di Utoeya 84 persone.

 

Un albanese ubriaco e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti ha, qualche ora fa, investito ed ucciso guidando ad altissima velocità un ciclista a Bollate (Milano), scaraventato per aria ad una altezza di 10 metri e finito sulla corsia opposta per essere travolto dalle altre macchine, per poi fuggire immediatamente.

 

In un non meglio precisato comune della provincia di Taranto una bambina di 5 anni è stata costretta a subire abusi sessuali ripetuti da tre quindicenni.

 

In Florida giovane di 17 anni massacra a colpi di martello i genitori, li chiude in camera da letto dopo aver disteso i loro corpi sul letto matrimoniale, ed organizza una festa in casa con un centinaio di amici…

 

In California una giovane madre di 27 anni ha ucciso la figlia di sei settimane chiudendola in un forno….

 

Viviamo.

 

Sia l’attimo che respiriamo immensità goduta e forza orientata al bene.

 

Sia ciascun momento unione profonda con la vita che in noi vive, protegge, avvolge.

 

Sia ciascuna ora, ciascun giorno, ciascuna settimana rivoluzione copernicana di speranza, forza decisionale al servizio della capacità di essere e della capacità di amare, senza nulla chiedere, senza nulla pretendere, senza nessuna alimentazione del mostro che in noi la vita evita e cerca di abbattere.

 

Viviamo.

 

Sembra strano, ma è tutto ciò per cui siamo.

 

La vita non è un sostantivo.

 

E’ un verbo.

 

Tutto da vivere.

 

Viviamoci.