trovarci

Posted by: balzanelli

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balzanelli

Trovarci.

Trovarci nella notte.

Pensare che non tutto è perso.

Vedere il presente come opportunità.

Riscoprire nell’attimo una potenzialità vitale.

Recuperare ciò che in noi esprime l’essenza reale di

ciò che siamo.

Trovarci.

Aprire nuovamente la storia, la nostra storia.

Scoprire la gioia inattesa: ci siamo, ci siamo ancora.

Sussultare di gioia perché davvero siamo, e siamo qui.

Vedere che la realtà si offre, una volta di più, come

possibilità.

Trovarci.

Rientrare in noi stessi.

Riprendere possesso di quanto smarrito.

Recuperare il respiro profondo, i tratti palpitanti del

nostro volto.

Diventare, una volta per tutte, consapevoli,

pienamente consapevoli.

Trovarci.

Risalire dal baratro.

Riprendere la rotta verso ciò in cui crediamo.

Tornare a voler essere.

Scegliere di essere fedeli a noi stessi.

Affermare nel tempo il diritto inalienabile ad essere

protagonisti – veri - di ciò che chiamiamo la nostra

vita.

Trovarci.

Un attimo di pausa nel vento.

Rivisitazione.

Necessità assoluta.

Con forza maggiore, necessità di svolta.

Improrogabile assoluta necessità di svolta.

Trovarci.

Quando incominci a perdere fiducia.

Quando ti accorgi che non ti aspetti più niente o

perlomeno niente di buono.

Quando la nebbia avvolge, ti avvolge, e non se ne va.

Dono inatteso del reale, talvolta prodigo di

un’occasione in più.

Trovarci.

Quando si spegne la luce.

Improvvisamente e ancora una volta.

Mentre continuiamo a perderci.

Una storia dopo l’altra.

Urla nel silenzio.

Solito epilogo.

Follia.

Revine Lago (Treviso). Emilio ha solo 10 anni. Saluta la mamma. Scende dall’auto. Va a scuola. La mamma non si accorge che Emilio è rimasto impigliato con le cinghie dello zaino al camper. E riparte. E’ in ritardo. Va di fretta. Emilio viene trascinato, travolto, e quindi schiacciato. Muore sul colpo.

Borghetto Lodigiano (Lodi). Cristiano ha solo 5 anni. Viene accompagnato dalla mamma a scuola. E’ in ritardo. Va di fretta. Apre la portiera non appena l’auto si ferma nel parcheggio. La mamma ha appena il tempo di dirgli “stai attento alle auto!!!”. Solo un attimo. Passa un SUV, velocemente. Troppo velocemente. Cristiano finisce sotto le ruote. Una ruota gli schiaccia la testa. Anche lui muore sul colpo.

Dallas (USA). Jonathan ha solo 10 anni. Muore completamente disidratato. Muore di sete. Sino a qualche istante prima era in punizione. I genitori gli avevano proibito di bere per 5 giorni di seguito, poiché era colpevole di fare la pipì a letto…

Isola del Giglio (Grosseto). Una nave da crociera – assurdamente – affonda, in pochi minuti, nel cuore della notte. Il comandante, pienamente responsabile del disastro, abbandona la nave molto prima di assicurarsi, come da irrinunciabile dovere deontologico, che tutti gli altri passeggeri, invero migliaia, siano stati soccorsi in modo adeguato e siano sostanzialmente al sicuro. Invece di essere l’ultimo, si mette al sicuro tra i primi…

Europa. Viene finanziariamente declassato il vecchio continente. Credo stia sostanzialmente sfuggendo a quanti detengano le grandi responsabilità internazionali che il percorso fallimentare non risieda tanto nella crisi attuale dell’eurozona o, più in generale, del sistema economico occidentale, quanto nella crisi irreversibile cui sta andando incontro la concezione di una economia sempre più sganciata dal rapporto reale con le risorse tangibili, con i beni concreti, universo in piena drammatica implosione ormai in balia di artifizi moltiplicativi della ricchezza monetaria sostanzialmente vuoti ed improduttivi nella loro essenza, colosso dai piedi d’argilla paradossalmente incapace di rispecchiare i valori delle cose e dei processi di scambio, più ancora palude del tutto incapace di tradursi in bene comune duraturo per la gente.

Italia. Si sta perdendo, a livello istituzionale, la graduazione delle priorità. Significa che si sta perdendo anche il più pallido ricordo dell’unica lezione che può cambiare davvero le cose: dare l’esempio. Si massacra il popolo chiedendo l’impossibile agli italiani e chi per primo è tenuto a dare l’esempio – vergognosamente – si sottrae al proprio dovere primario, ossia partire dal pretendere prima da sé , e dalla propria categoria di appartenenza, ciò che poi si impone, con sicumera, agli altri, addirittura a partire dai più deboli. L’intera nostra classe politica nazionale, con nessuna differenza davvero sostanziale attualmente evidenziabile tra i vari gruppi, assume ormai – per caratteri di sostanza - connotazione sempre più inqualificabile.

Trovarci.

Quando si spegne la luce.

Improvvisamente e ancora una volta.

Mentre continuiamo a perderci.

Trovarci.

Trovarci ancora.

Capaci di ripartire e di ricostruire.

Senza fretta.

Senza tornare indietro.

Senza rallentare il passo.

Ricominciando dal primo passo.

Partendo dalla massima attenzione a valorizzare

prioritariamente l’umano che è in noi.

Trovarci nella notte.

Dopo la notte.

Ancora più vivi, alle prime luci dell’alba.