Riflessioni sul Convegno del 28 e 29 Maggio 2010

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RIFLESSIONI SUL CONVEGNO DEL 28 E 29 MAGGIO 2010

Il 28 e 29 Maggio il nostro team con la leadership del dr. Mario Balzanelli, ha realizzato a Taranto un convegno sulla Cultura della Vita, “Da una buona strada nella vita ad una buona vita sulla strada”. Anche questa volta non potevo esimermi dal condividere con tutti voi le mie riflessioni sul meeting appena conclusosi e l’ho fatto partendo da una definizione sulla Vita, fornita da uno dei relatori, il dr. Luigi Mangione (farmacista di Taranto), che mi ha particolarmente colpita ed affascinata e che volevo fosse assolutamente riportata anche nel nostro sito.  Che dire a caldo su queste due giornate? Intanto, che nella nostra campagna di prevenzione primaria sugli incidenti stradali, a differenza di altre, poniamo in figura, in primo piano la “VITA” anziché la “MORTE”, sicché l’incipit dei nostri congressi è diffondere una Cultura della Vita.  Inoltre, in questo simposio abbiamo anche festeggiato il terzo compleanno di “Un Messaggio per la Vita”, una campagna di sensibilizzazione contro le stragi sulla strada denominata anche “Un Messaggio per non Morire” ed abbiamo presentato la seconda edizione di Principi per una Buona Vita, un manuale di sicurezza e tutela della persona che sarà distribuito in tutte le scuole dell’obbligo quando il Primo Soccorso diventerà materia curriculare. Due giornate piene ed intense che hanno visto coinvolte diverse figure istituzionali, professori universitari, giornalisti, opinion leader della nostra campagna, operatori della protezione civile, operatori del 118, associazioni di volontariato, allievi, professori e dirigenti scolastici di alcuni istituti della scuola superiore di Taranto, etc. Cosa mi porto a casa dopo questa esperienza? Sicuramente molta stanchezza fisica ma nel contempo una piacevolissima sensazione di arricchimento, tanti input ed una gran voglia di continuare a perorare la nostra causa: promuovere una cultura sulla qualità della vita. È bella, stimolante, familiare e accogliente l’area che si respira nel nostro team e nei nostri convegni, ciò che convoglia le nostre competenze professionali ed umane è sicuramente il forte senso di appartenenza al gruppo che ci caratterizza e il riconoscere pienamente i principi sui quali si fonda il nostro progetto. Le indagini statistiche, nella provincia di Taranto, rilevano che la mortalità a causa degli incidenti stradali è diminuita solo del 16% dal 2007 ad oggi (data di inizio della nostra campagna di prevenzione primaria sulle condotte infortunistiche), per noi questo, anche se minimo, è comunque un dato incoraggiante che ci fa da sprone e ci dà la motivazione a continuare ad andare avanti. Tanto si può e si deve ancora fare affinché tutti, giovani e meno giovani, vengano realmente sensibilizzati alla Vita come un dono prezioso, infatti a tal proposito ritengo che i frutti del nostro operato si potranno raccogliere solo e forse tra qualche anno. Voglio concludere le mie riflessioni sul nostro congresso con due pensieri di Nietzsche tratti dalla sua opera Aurora che sintetizzano, semplicemente, la nostra ragione d'essere. Eccoli riportati qui di seguito:


Da non dimenticare!
– Quando più in alto ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a coloro che non possono volare.

  

 

Noi, aeronauti dello spirito! – Tutti questi temerari uccelli che volano là in lontananza, in estrema lontananza, - di sicuro! A un certo punto non potranno più andar oltre e si appollaieranno sull’albero di una nave o su un piccolo scoglio – e grati per giunta di questo misero rifugio! Ma a chi sarebbe lecito trarne la conclusione che dinanzi a loro non c’è più nessuna immensa, libera via, che essi sono volati tanto lontano quanto si può volare! Tutti i nostri grandi maestri e precursori hanno finito per arrestarsi, e non è il gesto più nobile e leggiadro quello con cui la stanchezza si arresta: anche a me e a te accadrà così! Ma cosa importa di me e di te! Altri uccelli voleranno oltre! Questa nostra consapevolezza e fiducia spicca il volo con essi facendo a gara nel volare in alto, sale a picco sul nostro capo e oltre la sua impotenza, lassù in alto, e di là guarda nella lontananza, anti- vede stormi d’uccelli molto più possenti di quel che siamo noi, che aneleranno quel che noi anelammo, in quella direzione dove tutto è ancora mare, mare, mare! – E dove vogliamo dunque arrivare! Al di là del mare? Dove ci trascina questa potente brama, che per noi è più forte di qualsiasi altro desiderio? Perché proprio in questa direzione, laggiù dove fino ad oggi sono tramontati tutti i soli dell’umanità? Si dirà forse un giorno di noi che, volgendo la prua a occidente, anche noi speravamo di raggiungere le Indie, - ma che nostro destino fu quello di naufragare nell’infinito? Oppure, fratelli miei? Oppure? -