Le ranocchie nella panna

Posted by: i.amati

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Finora nella mia rubrica non ho mai condiviso con voi le mie letture, allora oggi sono ben lieta di rompere il mio schema e di “presentare” due libri. Sono del medesimo autore, Jorge Bucay, psicoterapeuta della gestalt argentino. Il primo si intitola “Raccontami”. È una simpaticissima, quanto geniale, raccolta di storielle e racconti dell’autore che esprimono il suo pensiero riguardo temi prettamente incentrati sull’individuo, del suo rapporto con la realtà e col prossimo, e sull’intrinseco anelito umano di felicità. Realista dal più profondo dell’anima, ma mai pessimista o disfattista, anzi genuinamente ottimista, l’autore lascia che sia la morale celata dietro ogni storia o la potenza di alcuni semplici concetti a fornire uno stimolo per riflettere ed evolversi. Ogni storia, travolgente o pacata che sia, nelle forme e nei significati, è una lezione, un potenziale nuovo punto di vista.

Il secondo: “Lascia che ti racconti” è filosoficamente molto simile al primo in quanto consistente in una variegata raccolta di storie ma, a differenza del primo, inserite all’interno di un’immaginaria serie di sedute psicoterapeutiche tenute dallo stesso autore ad un ragazzo, Demiàn. I problemi presentati da Demiàn durante tali sedute forniscono di volta in volta lo spunto a Jorge per narrare una storia. Sarà la lezione contenuta in ciascuna e le riflessioni che ne conseguiranno a fornire al giovane Demiàn, così come al lettore, la saggezza necessaria ad affrontare le sfide che quotidianamente gli si presentano.

Amo definire questo libro un diamante “lavorato”, in contrapposizione a “Raccontami” che definirei un diamante grezzo, in virtù di questa bravura dell’autore di inserire i racconti in contesti di vita vissuta e di esplicitare alcuni dettagli riguardo le storielle altrimenti non facili da comprendere o da interpretare. La storiella “le ranocchie nella panna” ne è un estratto.

 


LE RANOCCHIE NELLA PANNA

C'erano una volta due ranocchie che caddero in un recipiente di panna. Immediatamente intuirono che sarebbero annegate: era impossibile nuotare o galleggiare a lungo in quella massa densa come sabbie mobili. All'inizio, le due rane scalciarono nella panna per arrivare al bordo del recipiente però era inutile, riuscivano solamente a sguazzare nello stesso punto e ad affondare. Sentivano che era sempre più difficile affiorare in superficie e respirare. Una di loro disse a voce alta:

- «Non ce la faccio più. E' impossibile uscire da qui, questa roba non è fatta per nuotarci. Dato che morirò, non vedo il motivo per il quale prolungare questa sofferenza. Non comprendo che senso ha morire sfinita per uno sforzo sterile».

E detto questo, smise di scalciare e annegò con rapidità, venendo letteralmente inghiottita da quel liquido bianco e denso.

L'altra rana, più perseverante o forse più cocciuta, disse fra sé e sé: - «Non c'è verso! Non si può fare niente per superare questa cosa. Comunque, dato che la morte mi sopraggiunge, preferisco lottare fino al mio ultimo respiro. Non vorrei morire un secondo prima che giunga la mia ora». E continuò a scalciare e a sguazzare sempre nello stesso punto, senza avanzare di un solo centimetro. Per ore ed ore! E ad un tratto... dal tanto scalciare, agitare e scalciare... La panna si trasformò in burro. La rana sorpresa spiccò un salto e pattinando arrivò fino al bordo del recipiente. Da lì, non gli rimaneva altro che tornare a casa gracidando allegramente.

(tratto da “Lascia che ti racconti" di Jorge Bucay)

È vero, si,  è esattamente così, mai darsi per vinti, bisogna tenacemente lottare. Sempre. Perché la soluzione apparirà, in maniera più o meno consapevole ma ci sarà, chi si sente perduto e schiacciato dagli avvenimenti non potrà mai ottenere ciò che vuole e, dunque, sarà un soccombente. Diciamo che chiunque abbia degli obiettivi da perseguire non si dovrebbe lasciare annichilire dagli ostacoli, perché se si è dotati di forza interiore l’energia la si stringe nelle proprie mani e … il compito che può sembrare arduo è saper gestire questa energia a proprio favore, senza disperderla nell’effimero, perché solo seguendo ciò che vogliamo riusciremo veramente a focalizzare la nostra energia nell’obiettivo proposto, nonostante le difficoltà. Non è difficile, bisogna solo amare se stessi e la vita.