La prevenzione negli incidenti stradali

Posted by: i.amati

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LA PREVENZIONE NEGLI INCIDENTI STRADALI

È purtroppo diventata una dolorosa consuetudine apprendere dai media la tragica notizia di un’ennesima vita stroncata in un incidente stradale.

Sebbene, nella migliore delle ipotesi, le vittime di queste sciagure riescano a sopravvivere, può accadere che subiscano conseguenti lesioni fisiche talmente gravi che i relativi postumi possono comportare deficit cognitivi e motori notevoli, al punto di impedire loro di condurre un'esistenza autonoma e soddisfacente. Ecco allora che tragiche conseguenze possano sconvolgere oltre che la vittima stessa anche intere famiglie il cui equilibrio esistenziale viene messo, naturalmente a dura prova; la vittima di un grave incidente stradale dovrà infatti accusare anzitutto il dolore fisico di dover subire sofferenze corporee e psicologiche indicibili, l’umiliazione di dover necessitare di bisogni assistenziali che richiedono la presenza costante di una persona 24 ore su 24, la sofferenza morale di veder sfumare inesorabilmente i propri progetti esistenziali, per il resto della vita... Tutto come conseguenza dell'errore di un attimo. Si sono predisposte, negli ultimi anni, molte misure finalizzate a contenere tale fenomeno, molti deterrenti finalizzati a scongiurare lo sconsiderato uso ed abuso di alcolici e/o droghe e a limitare la velocità nella guida dei veicoli; incentivi ad una sana promozione del divertimento privo di trasgressioni illecite (...). Ciononostante, i risultati agognati non sempre sono stati incoraggianti. L’impressione che emerge, tuttavia, è che molte delle misure proposte (limiti di velocità, chiusura anticipata dei locali, patente a punti, etc.), siano di per sé ragionevoli e che non si possa far altro che proseguire con tenacia in questa direzione, magari adottando qualche nuova norma, se occorre, ancor più restrittiva ma, al tempo stesso, costruttiva poiché proiettata alla cultura della prevenzione. È giusto trasmettere il valore della prevenzione, perché solo prevenendo con la giusta educazione tali sciagure, si può tentare di proteggere l’incolumità dei nostri simili e, nel contempo, di proteggere noi stessi.
Per tali motivi, è quanto meno doveroso cercare di eliminare radicalmente le cause che portano a questi dolorosi eventi. E un valido aiuto, in tale direzione, dovrebbe essere offerto anche dallo Stato: si potrebbe forse cominciare col progettare e costruire strade più sicure; non è raro vedere in Italia il manto stradale ridotto in condizioni pietose, con grosse buche, prive di segnaletica adeguata o di protezioni in prossimità di canali e precipizi.
Ed ancora, le stesse case automobilistiche potrebbero venire in soccorso progettando e costruendo veicoli provvisti di tutti quei dispositivi di scurezza (air-bag, sistemi di frenatura ABS, computer di bordo, etc.), che la moderna tecnologia mette a disposizione.
Infine, e non da ultimo, l'educazione stradale: tale disciplina andrebbe insegnata in maniera più intensiva, partendo già dalla scuola dell'obbligo o anche prima se possibile, compatibilmente con le capacità di apprendimento dei bambini.

L’educazione stradale dovrebbe essere insegnata prima che a scuola anche e soprattutto in famiglia. Non basta “regalare” l’auto al compiersi del diciottesimo anno, magari mugugnando, ma alla fine cedendo al ricatto sentimentale, “perché ormai lo fanno tutti”. L’educazione delle nuove generazioni è una fatica quotidiana, esige coerenza e coraggio, sa dire anche di no, se necessario. Chi si sottrae a questo impegno non ha scuse. Anche l’educazione stradale non si improvvisa, e i giovani apprendono la vita più per imitazione che per conoscenze libresche e sermoni.

Concludo evidenziando che queste su esposte sono pur sempre soluzioni utili, ma parziali. Infatti, tanto occorrerà lavorare affinché le cronache cessino di raccontarci di vite stroncate da incidenti stradali, perché la cura più efficace in questi casi è la prevenzione primaria attraverso la diffusione di una Cultura della Vita in antitesi alla cultura della sballo, allo sbandamento esistenziale a tutti i costi che si traduce inesorabilmente in stragi sulla strada, soprattutto a carico di più giovani. Promuovere una Cultura della Vita, a cominciare dalla scuola dell’obbligo, significa sostanzialmente diffondere informazioni utili per vivere una Buona Vita e per migliorare la qualità della nostra esistenza insegnando l’autentico valore della Vita. Infatti, l’obiettivo della nostra campagna di prevenzione primaria sugli incidenti stradali, denominata “Un messaggio per non morire”, è proprio quello di proporre, sin dalle scuole primarie, un percorso educativo finalizzato allo sviluppo e all’acquisizione di una sana identità, autostima, orientamento esistenziale per promuovere una cultura delle Vita, della Salute e del Benessere. Il fornire indicazioni adeguate consente all’individuo di cambiare le proprie conoscenze e di conseguenza modificare il proprio comportamento. In questo senso l’arricchimento personale (self empowerment), fatto di informazioni e conoscenze che sensibilizzino alla Vita, verrebbe a costituire per l’individuo stesso un vero e proprio serbatoio di risorse per affrontare il proprio percorso esistenziale. Un progetto ambizioso il nostro ed, ahimè, in grado di produrre effetti solo a lungo termine.