Indispensabile

Posted by: balzanelli

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balzanelli

Indispensabile prendere una decisione.

Di assoluta importanza evitare l’equivoco, il fraintendimento.

Se vogliamo cambiare le cose dobbiamo impegnarci in prima persona.

Se aspettiamo che “il mondo migliore”, che “il bene comune” ci vengano offerti, suggestivamente calati dall’alto e magari su un piatto d’argento, da altri, da terzi, più o meno altisonanti elargitori di promesse salvifiche a buon mercato, magari puntualmente rinnovate solo qualche giorno prima di qualche ennesima scadenza elettorale, rimarremo – così come peraltro inesorabilmente accade – dei poveri illusi.

Noi, gente comune, gente che vive sulla strada, e non sulla luna, gente che vive e trepida nella grandiosa intimità condivisa con le proprie famiglie, e non sui palcoscenici di carta dei rotocalchi, siamo quelli che pagano sempre: gli errori propri e gli errori altrui.

Siamo noi quelli che finiscono a pezzi.

Occorre svegliarci.

Occorre fare rete.

Occorre fare gruppo.

Occorre parlarci, confrontarci.

Se vogliamo che quanto ci circonda sia profondamente diverso dobbiamo cominciare con l’esempio personale.

Non c’è nessuna svolta possibile senza partire da noi stessi.

Occorre rifuggire la tentazione di fermarsi alle analisi di grande respiro e partire, con la massima decisione di cui siamo capaci, dal metro quadro in cui dinamicamente ci muoviamo giorno dopo giorno.

Occorre batterci, con tutta la forza di cui siamo capaci, per l’autenticazione dei nostri valori, la sostanza in cui ci riconosciamo, verso cui orientiamo i nostri sforzi, le mete verso cui indirizziamo il nostro cammino.

Sento dire, sempre più spesso, che non ci sono più i “valori di una volta”.

Sciocchezze. Fandonie. Miseri alibi alla nostra evidente incapacità, personale e comunitaria.

I valori non sono bolle di sapone, neve che si scioglie al sorgere del sole, nebbia che svanisce con le prime luci dell’alba.

I valori esistono nella misura esiste qualcuno disposto a viverli, nel proprio cuore, nel pulsare del suo sangue, attimo per attimo, nel suo respiro più profondo, sulla sua pelle.

I valori esistono nella misura in cui ci rendiamo disponibili a viverli, attimo per attimo, nei fatti concreti, ed oggettivamente riscontrabili, e non solo a parole.

Indispensabile ricominciare ad affermare, quando riteniamo di dover dire di “sì”, a negare, quando riteniamo di dover dire di “no”.

Sono sconcertato, in questi giorni, da due eventi di cronaca.

Il primo è la vergognosa intervista che Michele Misseri ha rilasciato ad una trasmissione televisiva non appena ha rimesso piede a casa propria, dopo alcuni mesi di carcere.

E’ assolutamente disgustoso aver assistito al racconto, vero o falso che sia (riterrei assolutamente falso, considerato che il presunto autore di un delitto più che perfetto – quel corpo in quel pozzo non lo avrebbero trovato neanche dopo tre secoli – non avrebbe avuto neanche una sola ragione in tutto l’universo di tirar fuori dal nulla un telefonino polarizzando l’attenzione del mondo intero su di sé..), mostrando come si è inclinato il capo della povera Sarah mentre veniva strangolata, come si accasciava, come ne venivano assurdamente ricercati nell’immediato i segni di morte (guardando addirittura, con massima attenzione, se fossero presenti movimenti spontanei oculari, i veri e propri guizzi, come se fosse un pesce..), mostrando, con estrema dovizia di particolari, come addirittura Sarah veniva incaprettata e fatta scivolare nell’acqua, avendo però massima cura, un attimo prima, di comporre il segno della croce sul suo torace con la sua stessa mano esangue, in quanto, poverina, non era battezzata….

Siamo alla follia più totale!!!!

La questione non è considerare la ragion pura del giornalista (chiamato ad arte) che coglie l’occasione per fare lo scoop della sua vita, né documentare, con pieno diritto, un fatto di cronaca di massima evidenza nazionale.

La questione è altra e ben più semplice: ciò che è stato videoripreso e trasmesso in onda, per la vista attonita ed incredula di tutti gli italiani, rappresenta uno schifo indicibile, la negazione di qualsiasi senso morale, la cancellazione più becera di qualsiasi prospettiva di minimale decoro e di dovuto rispetto per Sarah Scazzi e per la sua famiglia, per la sensibilità – assolutamente viva e non certo narcotizzata - di ciascuno di noi !!!

Al giornalista va ricordato, con estrema chiarezza, che aldilà di ciò che possa ritenersi tecnicamente lecito, senz’altro stabilito come tale da tutte le norme di legge di questo mondo, esistono regole non scritte e di solito non dette che sono estremamente ed incommensurabilmente più importanti, almeno per chi, come me, ancora ci crede: l’umana pietà, l’educazione dei sentimenti, il senso morale che sa rinunciare anche alla migliore delle opportunità laddove invece che proporre un qualsiasi dato interessante di cronaca si afferma unicamente l’evidenza di una lucidissima grottesca recita, peraltro pessima, da vero e proprio circo equestre dell’orrore…

Una farsa squallidissima che, attraverso la concertazione di vari fronti mass mediatici di parte, in totale allineamento tra loro, dimostra, con andamento incalzante, unicamente l’obiettivo (non proprio secondario) di pretendere di dimostrare che i magistrati sono completamente fuori di testa, cosa che, peraltro, a dirla tutta, non ritengo completamente infondata se mai si confermi in altra più autorevole sede di giudizio la tesi per cui, sempre riguardo il caso di Sarah Scazzi, la gelosia non sarebbe motivo sufficiente per commettere un delitto (credo che si siano persi, al riguardo, almeno due milioni e mezzo di anni di storia e di storia criminale….).

Sono sconcertato per ciò che è successo a Torri di Quartesolo, nel vicentino.

Alex, a 24 anni, muore, ucciso in uno scontro violentissimo perché preso in pieno da una macchina che andava contromano, avente alla guida un ragazzo ubriaco e drogato (positivi il riscontro all’alcool test ed al test di riscontro per le sostanze stupefacenti).

Annientata, distrutta, disintegrata, impazzita dal dolore, dopo solo qualche ora, la madre di Alex, Carla, si impicca.

Lascia il marito Piero, e l’altra figlia piccola, Martina.

Anche qui non trovo le parole.

So solo che il sito “ Un Messaggio per la Vita”, e la nostra campagna di prevenzione primaria delle stragi sulla strada “ Un Messaggio per Non Morire” sono nate per affrontare tutto questo ennesimo scempio, questo ulteriore carico infinito di dolore nato da questo evitabilissimo mare di sangue innocente versato…

Per farcela, per ridurre in qualche modo, per ridimensionare, per quanto possibile, la mostruosità evidente, con le sue atroci e disumane conseguenze, occorre procedere insieme, non arrenderci, non mollare, fare di più.

Non ci sono altre strade.

Indispensabile prendere una decisione.