Il Silenzio

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Il Silenzio

Da "La Purificazione della Mente" di Inayat Khan Hazrat٭

(…) L'arte del silenzio si può imparare ovunque: in tutta la vita, per quanto impegnati, si può mantenere il silenzio.

Il silenzio è qualcosa che, consciamente o inconsciamente, cerchiamo in ogni momento della vita. Cerchiamo il silenzio e lo fuggiamo, nello stesso tempo. Dove si ascolta la parola di Dio? Nel silenzio. I veggenti, i santi, i saggi, i profeti, i maestri hanno udito la voce che viene dall'interno, avendo reso se stessi silenziosi. Ciò non significa che si potrà udire la voce, perché si è silenziosi; ma una volta che si è raggiunto il silenzio, ci sarà la possibilità di udire la parola che giunge costantemente dall'interno. Quando la mente è stata acquietata, si può comunicare con chiunque si incontri. Non c'è bisogno di molte parole; quando gli sguardi s'incontrano, ci si capisce. Due persone possono parlare e discutere per tutta la vita e non capirsi; altre due, se hanno acquietata la mente, si guardano e in un momento tra loro il contatto è stabilito.

Da dove provengono le differenze che ci sono tra le persone? Dall'interno. Dalla loro attività. E da dove l'armonia? Dalla quiete della mente. È il rumore, che ostacola la voce, che udiamo distante; è l'acqua agitata della sorgente, che ci impedisce di vedere la nostra immagine riflessa nell'acqua.

Quando l'acqua è quieta, il riflesso è chiaro; quando la nostra atmosfera è quieta, udiamo la voce che giunge costantemente dal cuore di ogni persona. Cerchiamo consiglio, cerchiamo la verità, cerchiamo il mistero. Il mistero è dentro di noi; i consigli e la guida sono nella nostra anima.

La via per sviluppare - in noi stessi - il potere di resistere a tutte le influenze perturbatrici che incontriamo nella vita di ogni giorno, è di acquietarci, per mezzo della concentrazione, sviluppando l’arte del silenzio. (…)

 

 

٭Hazrat Inayat Khan nato nel 1882 a Baroda (India) da una famiglia di musicisti, fu egli stesso musicista di grande valore. Tuttavia, preferì rinunciare ad una brillante carriera in campo musicale per dedicarsi completamente alla diffusione del Messaggio Sufi in Occidente. Fu il suo maestro spirituale a dargli il compito di diffondere la saggezza del messaggio Sufi, poiché questo era il compito al quale Dio l'aveva destinato. Egli si recò quindi negli Stati Uniti nel 1910 e successivamente passò in Europa. Il Divino Messaggio fu da lui chiamato il Messaggio dell'Amore, dell'Armonia e della Bellezza. Tornato in India nel 1926, Hazrat Inayat Kahn vi morì, nel 1927, a New Delhi.

 


MI PRESENTO: SONO IL  SILENZIO

(di Don Pino Pellegrino)

Per  favore. Lasciatemi, una volta tanto, prendere la parola.

Lo so che è paradossale che il silenzio parli. E' contrario al mio carattere schivo e riservato.

Però sento il dovere di parlare: voi uomini non mi conoscete abbastanza!

Ecco, quindi, qualcosa di me.

Intanto le mie origini sono assolutamente nobili.

Prima che il mondo fosse, tutto era silenzio. Non un silenzio vuoto, no, ma traboccante.

Così traboccante che una parola sola detta dentro di me ha fatto tutto!

Poi, però, ho dovuto fare i conti con una lama invisibile che mi taglia dentro: il rumore!

Ebbene lasciate che ve lo dica subito: non immaginate cosa perdete ferendomi! Il baccano non vi dà mai una mano!

Io, invece, sì. Io sono un'officina nella quale si fabbricano le idee più profonde, dove si costruiscono le parole che fanno succedere qualcosa.

Io sono come l'uovo del cardellino: la custodia del cantare e del volare.

Simpatico, no?

Io segno i momenti più belli della vita: quello dei nove mesi, quello delle coccole, quello dello sguardo degli innamorati...

Segno anche i momenti più seri: i momenti del dolore, della sofferenza, della morte.

No, non mi sto elogiando, ma dicendo la pura verità.

Io mi inerpico sulle vette ove nidificano le aquile. Io scendo negli abissi degli oceani. Io vado a contare le stelle...

Io vi regalo momenti di pace, di stupore, di meraviglia.

Io sono il sentiero che conduce al paese dell'anima. Sono il trampolino di lancio della preghiera. Sono, addirittura, il recinto di Dio!

Ecco qualcosa di me.

Scusatemi se ho interrotto i vostri rumori e le vostre chiacchiere.

Prima di lasciarci, però, permettete che riassuma tutto in sole quattro parole:

Custoditemi e sarete custoditi!

Proteggetemi e sarete protetti!

Dal vostro primo alleato

Il Silenzio