Il Coraggio e la Forza Interiore per vivere

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IL CORAGGIO E LA FORZA INTERIORE PER VIVERE

Il coraggio e la forza interiore sono elementi fondamentali per vivere, per andare incontro alla vita che di certo ha in serbo difficoltà in grado di suscitare in noi non poche paure.

La vita a volte dà uno scossone alla nostra esistenza con tragedie come un lutto, la fine di una relazione importante o malattie improvvise, ma anche con eventi positivi e belli come la nascita di un figlio, un nuovo lavoro, una nuova relazione e, in entrambi i casi, occorre coraggio e forza interiore nell’affrontare il cambiamento di qualunque natura esso sia. Sicuramente in caso di eventi negativi il nostro coraggio, la nostra forza interiore ed il nostro equilibrio psicologico vengono messi a dura prova: emozioni forti, un senso di profonda inquietudine ed incertezza prendono il sopravvento e ci si sente come un “puzzle che va in pezzi”.

La paura connessa al cambiamento è normale, sia che il cambiamento sia improvviso o anelato, sia che sia stato voluto o che sia stato subito. Inizialmente si esperisce un’angoscia dovuta al fatto che la persona si trova a fronteggiare ed accettare una “perdita”, generata da tale cambiamento per poi far leva sulla propria forza interiore al fine di attivare le proprie risorse e potenzialità, nella ricerca di nuove e fragranti modalità per affrontare il cambiamento. Per ridurre il dolore ci si può affidare ad altri, per esempio agli psicoterapeuti, agli amici di cui ci si fida, ad una nonna saggia, per attraversare ed avere indicazioni utili su come superare il momento di sofferenza.

Nella nostra società, il superamento costruttivo di queste fasi è reso più difficile dalla mancanza di riti di passaggio. In alcune tribù degli indiani d’America, ad esempio, esistevano alcuni riti per “l’addestramento alla sofferenza”. Da noi, invece, la vita va presa per quella che è!

Non credo che esista una strada che allevi totalmente il dolore, possiamo solo mitigarlo condividendo i vissuti, imparando i modi che la nostra comunità (famiglia, scuola, società) ha codificato per elaborare questa difficile esperienza.

Alcuni si adattano presto al cambiamento, altri richiedono un processo più laborioso e faticoso: ma da cosa deriva questa differente capacità di resistere agli “urti” della vita?

In psicologia, a tale proposito si parla di resilienza. Questo termine è stato mutuato dalla fisica e sta ad indicare la capacità che hanno i materiali di “assorbire” gli urti ed evitare di “spezzarsi”. Allo stesso modo, per noi psicologi, la resilienza è la capacità di un individuo di affrontare situazioni negative o traumatiche, reimpostandole e riorganizzandole, in modo da non farsi travolgere da esse.

Attraverso la resilienza un individuo riesce a trarre da qualsiasi evento negativo una motivazione positiva, gestendo così in modo del tutto personale la negatività esterna ed avendo il pieno controllo di se stesso. Non è quindi solo capacità di resistere, ma anche di “ricostruire” la propria dimensione, il proprio percorso di vita, trovando una nuova chiave di lettura di sé, degli altri e del mondo, scoprendo una nuova forza per superare le avversità.

Uno degli elementi fondamentali e forse uno tra quelli più importanti della resilienza è proprio quello di trasformare le difficoltà, i problemi, ecc., in opportunità positive. Le domande utili che ci possono servire per operare questa “trasformazione” sono:

“Cosa c’è di positivo, di buono, nell’evento negativo che mi sta accadendo?”

“Qual è il senso che posso attribuire a ciò che mi sta accadendo?”

Si tratta in sintesi di capire la sofferenza, accettarla, elaborarla e comprendere che l’evento negativo diventerà occasione di apprendimento per meglio superare le situazioni problematiche o negative future.

Ecco di seguito alcuni suggerimenti pratici per diventare più resilienti:

·         Nutrire una visione positiva di noi stessi, avendo fiducia nella nostra capacità di risolvere i problemi e fidandoci del nostro intuito.

·         Osservare consapevolmente la nostra vita e agire su di essa per imparare ad essere presenti a noi stessi e non solo passeggeri o testimoni della nostra esistenza.

·         Prendersi cura di se stessi, imparando a prestare attenzione ai nostri bisogni, alle nostre emozioni e ai nostri sentimenti.

·         Distinguere ciò che possiamo e non possiamo controllare e cambiare. Se la situazione può essere cambiata, allora programmiamo un graduale cambiamento step by step.

·         Imparare dal passato. Pensiamo alle avversità passate per ricavare lezioni utili a migliorare le proprie attuali strategie di coping (= di fronteggiare situazioni stressanti).

·         Creare rapporti sociali. Buone relazioni con i familiari più prossimi o con gli amici sono importanti per sostenerci nei momenti difficili. Accettare aiuto e sostegno da chi è interessato a noi e ci ascolta rafforza sicuramente la nostra capacità di resilienza.

·         Evitare di vedere le crisi come problemi insormontabili. Non possiamo cambiare il fatto che eventi altamente stressanti succedano, ma possiamo cambiare il modo di interpretare e rispondere agli stessi.

·         Sviluppare obiettivi realistici. Impariamo a fare qualcosa regolarmente, anche se sembra una realizzazione di poco conto, che permetta di muoverci verso i nostri obiettivi. Invece di focalizzarci sui compiti che sembrano irrealizzabili, domandiamoci “Che cosa posso compiere oggi che mi aiuti a muovermi nella direzione in cui voglio andare?”.

·         Cercare opportunità per imparare. Spesso impariamo qualcosa su noi stessi e osserviamo come, per certi aspetti, nella lotta con la perdita cambiamo. Generalmente le persone che hanno vissuto esperienze tragiche ed avverse, conseguono miglioramenti nelle relazioni, una maggiore forza interiore anche nei momenti di vulnerabilità, un incremento di autostima, una più sviluppata spiritualità ed un maggiore apprezzamento per la vita.

 

Avere un alto livello di resilienza non significa non sperimentare affatto le difficoltà o gli stress della vita, avere un alto livello di resilienza non significa essere infallibili ma è resiliente chi è disposto al cambiamento quando necessario, chi è disposto a pensare di poter sbagliare, ma anche chi si dà la possibilità di poter correggere la rotta.

Insomma per concludere, non cerchiamo la nostra forza fuori di noi, la vera forza è soltanto dentro noi stessi, dobbiamo soltanto imparare la strada che ci condurrà ad essa. Fidiamoci del nostro intuito o del nostro sesto senso, come dir si voglia, cambiamo le nostre prospettive, non guardiamo sempre da un solo punto di vista. Spesso le situazioni più difficili richiedono “pennellate e tocchi” di creatività e fantasia per essere risolti. Provare per credere.