I giovani e il limite

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 I GIOVANI E IL LIMITE

Il mondo della notte,

il tempo del week-end,

legati ad una cultura del

divertimento e a modalità

più disinibite e anticonvenzionali di espressione di sé,

costituiscono un’area ponte

tra “normalità” e tentazioni

devianti, tra uscita libera dalla quotidianità e sperimentazioni

spericolate di ricerca di identità e autoaffermazione.

È in quest’area ponte

che emergono le condotte

a rischio di ragazzi e ragazze,

intorno alle quali gira spesso

un cocktail di emozioni

troppo difficili da gestire.

 

I dati epidemiologici evidenziano che : <<l’adolescente è un individuo che si ammala poco, ma muore spesso>>. Le principali cause di morte sono gli incidenti stradali e, da alcuni anni a questa parte, le malattie sessualmente trasmissibili (Epatiti, Aids, ecc.). Da ciò si può inferire che la morte nei giovani è riconducibile a comportamenti a rischio, più che a malattie.

Nel mondo della notte vi è un altro rischio molto diffuso, ossia l’uso e l’abuso di sostanze tossiche, con i loro effetti acuti e cronici. Ma, al di là del rischio sostanza, ci sono tre rischi in parte indotti e potenziati  dall’uso delle cosiddette nuove droghe e impliciti nel modo di intendere il divertimento, la notte, il week-end e sono sintetizzabili sotto il titolo delle <<tre V>>: Violenza, Velocità, Virus.

Per quanto concerne la violenza, i segnali più diffusi sono manifestazioni aggressive che si possono osservare in occasione di avvenimenti sportivi, nelle discoteche attraverso le risse, insomma una vera e propria psicopatologia dell’aggressività del week-end. Episodi di cronaca e ricerche documentate tendono ad evidenziare il ruolo delle sostanze stupefacenti, cocaina in particolare, dietro tali comportamenti.

La velocità, invece, è rilevata dagli incidenti stradali, principale causa di morte tra i giovani. Gli incidenti stradali vanno dalle trasgressioni banali ma molto diffuse, come andare in moto senza casco, passare con il rosso, sporgersi dall’auto in corsa, fino alla prove ordaliche dell’andare contromano. Gli effetti delle sostanze tossiche, la spossatezza e la stanchezza concorrono a diminuire la capacità di attenzione, la prontezza dei riflessi e della percezione del rischio.

Infine, il virus: la questione riguarda le malattie sessualmente trasmesse (Epatiti, Aids, ecc.). I dati statistici rilevano che la diffusione di malattie virali è più frequente tra i consumatori di cocaina, eterosessuali, coinvolti nel “mondo della notte”. Non bisogna poi trascurare le gravidanze indesiderate, senza dimenticare che oggi a 15 anni uno studente su 10 ha già “debuttato” sessualmente, a 16 anni 4 su 10; ma il dato significativo è che almeno la metà di loro non usa condom. Su questa disattenzione è importante sottolineare che l’uso di sostanze risulta concausa significativa delle mancate precauzioni.

Le condotte a rischio sono, dunque, un fenomeno tanto più pericoloso perché sottostimato: non c’è nulla di peggio dell’abitudine al male, della “normalità negativa”. Spaventa questa competizione autodistruttiva, che non si ferma neppure di fronte alla morte. Perché lo fanno? Per incoscienza, per spavalderia, per dimostrare la propria superiorità, o per colmare il vuoto dell’anima e il disagio che inevitabilmente ne deriva? Per incuria della società – dallo Stato alla famiglia – che non sa decifrare il malessere dei giovani e offrire spiragli più nobili alla loro naturale esuberanza?

Ognuno è chiamato a riflettere, a fare il suo esame di coscienza, perché – questo è certo – non si troveranno cure efficaci fino a quando non si smetterà di rimandare “agli altri” le responsabilità. I giovani, come i bambini, sono di tutti e tutti siamo chiamati a farci carico del loro presente e del loro futuro.