fiducia

Posted by: balzanelli

Tagged in: Untagged 

balzanelli

Fiducia.

Avere la forza di sollevare le palpebre e di guardare in faccia la propria vita.

Fiducia.

Appartenersi.

Sentire, intimamente, di avere un senso, un significato.

Scegliere, con tutto di noi stessi, di avere un senso definito, decidere, qui ed adesso, per la sua attuazione.

Scegliere di dare alla vita, a ciascun secondo della nostra vita, la massima importanza.

Scegliere di riconoscere a ciascuno dei nostri respiri la massima dignità, il valore più alto.

Scegliere di accogliere, attimo per attimo, l’infinito donato, volto reale, mistero sconvolgente, della nostra identità.

Scegliere, nella gioia creativa, nella libertà liberante, di vivere in pienezza la massima insondabile profondità, misura fedele della possibilità naturale di movimento del nostro io.

Scegliere di accogliere, con stupore, con umiltà, con grandiosità, la vita, la vita di tutti i giorni, l’altrui vita nella nostra, l’altro nella nostra vita, a partire dal più vicino.

Scegliere, concretamente, di essere con, scegliere, sugli spigoli taglienti del nostro selciato, di essere per.

Fiducia diventa, inevitabilmente, la scelta suprema di assumersi, giorno dopo giorno, una responsabilità più alta: darsi una direzione, darsi un verso.

Fiducia diventa avere il coraggio di andare avanti, nonostante

Fiducia significa, dopo aver scelto, non mollare, significa, di fatto, non rinunciare, non arrendersi.

Perché qualunque scelta di direzione e di verso, qualunque autenticazione esistenziale di obiettivi esistenziali autentici non può prescindere dal prendere coscienza di una realtà incontrovertibile: il cammino è in salita, facile la caduta, certo il “traumatismo multiplo” proprio del “normale” divenire.

Fiducia significa mettere preventivamente in conto tradimenti e disattese, inganni ed amarezze, e ugualmente significa avere la forza, trovare la forza, costi quel che costi, di non tornare indietro.

Fiducia significa, di fatto,  non vendersi a ciò che non ci appartiene, a ciò in cui non ci riconosciamo, a ciò che sfigura, orribilmente, promettendo falsi sconti sulla quota parte inevitabile del nostro dolore personale, il nostro volto, la nostra dignità, il cuore pulsante della nostra vita.

E’ imperativo recuperare fiducia.

Fiducia nonostante la meritata sfiducia dilagante dai contesti molteplici di questi difficili giorni.

Si continua a non vedere la grande necessità, a fregarsene del bisogno reale della comunità, a non centrarsi sull’essenziale rispetto al secondario.

Si continua a non rendersi conto, o, più probabilmente, a far finta di non rendersi conto, del fatto che oggi nel nostro Paese la priorità di governo reale, non certamente immaginaria, è rappresentata dalla crisi economica, dalla carenza occupazionale, dalla insufficiente ripresa dei mercati, dal crollo delle imprese, dalla paralisi progressiva dei consumi, dall’aumento esponenziale dei fallimenti e dei cassintegrati, e non dalla, per quanto importante, riforma della Giustizia.

Si continua a non considerare, tanto per fare un esempio, che nella fascia di età compresa tra 15 e 24 anni il tasso di occupazione è salito al 26.4%.

Si continua a profondere fiumi di parole senza risposte fattive, progetti reali, metodologie chiare, percorsi obiettivi di cambiamento intellegibili a chi, non potendosi aumentare lo stipendio, come taluni, se mai lo si riceve a fine mese, paga poi per tutti, come, tanto per cambiare, la gente comune.

Fiducia.

Avere la forza di sollevare le palpebre e di guardare in faccia la propria vita.

Fiducia, affermazione, costruzione.

Sfiducia, negazione, distruzione.

Penso a Norman.

Norman, a 27 anni, si suicida a Palermo, gettandosi dal 7 ° piano della facoltà di Lettere e di Filosofia, perché, stando a quanto a riferito dal padre, “non vedeva sbocchi per la sua carriera”. Due lauree ed un dottorato di ricerca hanno avuto, quale unico esito, quello di lasciarci trovare, nella sua stanza, un suo ultimo scritto: “la libertà di pensiero è anche la libertà di morire”.

Claudia, a 29 anni, si suicida a Roma, sparandosi un colpo di pistola nel cuore, turbata da una indagine interna maturata in ambiente di lavoro che, pare, la riguardasse. Bellissima e descritta da tutti come solare, piena di vita. Era stata anche una miss.

Penso a chi non ce la fa.

Penso a chi, la fiducia, l’ha persa e non riesce a recuperarla.

Penso a come far fronte a questo dramma culturalmente evolutivo, così rapidamente evolutivo.

Ripartiamo dall’impegno personale, dalla testimonianza coerente, da una stretta di mano nuova e condivisa tra noi.

Auspico, dal nostro sito, tutto dedicato all’importanza della vita, alla sua irripetibile bellezza, alla sua reale infinità, un rinnovato impegno, individuale e corale, della nostra coscienza, verso noi stessi, verso tutti, realmente verso tutti, perché, come dicevano gli antichi, “chi più ha più dia”, perché si inauguri,  a partire da queste sconfortanti macerie, desolate ed ogni giorno di più insanguinate, una nuova stagione della speranza e della fiducia, che si traduca, visibilmente, nella scelta concreta di rimanere in piedi, nonostante tutto, di rialzarsi, nonostante le inevitabili cadute, nella scelta fiera di sapersi mettere in ginocchio, per terra, quando necessario, al più sensibile e disinteressato servizio di chi, avendo perso se stesso, oltre la fiducia, non ha più neanche la forza di sollevare le palpebre e di guardarla in faccia, la propria vita.

Prima che sia, ancora una volta, troppo tardi.