118: cos'è, come funziona e come avviene un intervento

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118 : COS’E’, COME FUNZIONA E COME AVVIENE UN INTERVENTO

 


Cos’è il 118?

Per 118 o Sistema di Emergenza Sanitaria si intende un insieme organizzato e coordinato di persone e strutture (ospedali, forze di polizia, carabinieri, vigili del fuoco, protezione civile, forze di volontariato) che interagiscono a diversi livelli e con competenze specifiche per il raggiungimento di obiettivi comuni. L’obiettivo principale che il Sistema 118 si pone è la capacità di rispondere a tutte le esigenze del cittadino che rivestono carattere di emergenza sanitaria.

 

Chiamata

La chiamata viene smistata automaticamente alla Centrale Operativa 118 più vicina al chiamante. Nelle Centrali Operative operano infermieri e tecnici con specifica formazione e addestramento. La procedura prevede una valutazione immediata del livello di gravità della chiamata. Il personale al momento della risposta:

·         localizza l’evento tramite un software gestionale dotato di modulo cartografico (sistema informativo geografico);

·         valuta la gravità dell’evento, ponendo alcune domande semplici al chiamante e attribuisce all’emergenza una priorità di intervento;

·         invia i mezzi di soccorso idonei all’emergenza e al suo livello di priorità. I mezzi più comuni sono le ambulanze, l’automedica o l’intervento di elisoccorso.

All’atto della chiamata il chiamante deve attenersi esclusivamente alle richieste dell’operatore, evitando di scendere in dettagli non richiesti.

Le domande chieste secondo il protocollo riguardano principalmente:

·         dov’è il luogo dell’emergenza: vanno indicati il comune, la via e il numero civico più vicino. Se necessario, bisogna segnalare eventuali difficoltà sul percorso che potrebbero ostacolare i soccorsi;

·         cosa è successo: il chiamante deve dare in modo sintetico tutte le informazioni di cui è a conoscenza, specificando la tipologia dell’evento;

·         livello di coscienza della vittima o delle vittime;

·         descrizione della scena e presenza di persone incastrate, principi di incendio, se vi sono sostanze chimiche o pericolose, edifici pericolanti, intralcio al traffico…;

·         identificazione del chiamante: viene verificata l’autenticità della chiamata;

·         numero di telefono di reperibilità: se non è disponibile automaticamente, può essere chiesto un recapito telefonico per eventuali contatti da parte della Centrale Operativa in caso di necessità, richiesta di chiarimenti o di comunicazioni. È molto importante che la comunicazione sia chiusa solo dall’operatore, mai dal chiamante, per accertarsi che siano stati comunicati tutti i dati.

 

I codici di priorità

Ogni richiesta è trattata secondo uno schema di codici di priorità, con la tecnica del Triage (dal Francese trier = scegliere), termine con il quale si intende una preventiva selezione, effettuata da personale specializzato e specificamente addestrato (infermieri e medici), in base alla quale viene individuata una ridistribuzione delle priorità di accesso al Pronto Soccorso regolata non già dall’ordine di arrivo, ma da un criterio di gravità: le patologie vengono cioè classificate in base alla loro effettiva urgenza e alla possibilità di compromettere le funzioni vitali o più in generale lo stato di salute del paziente.

Ad ogni grado di priorità è assegnato un colore:

1.      Codice Bianco. Indica l’assenza di urgenza o viene usato nei casi in cui il paziente presenta lievi patologie che dovrebbero essere viste dal medico curante. È detto anche priorità 1 o taxi sanitario e può essere soggetto a ticket. Nei codici bianchi rientrano anche i trasporti senza emergenza per consentire al malato di effettuare terapie ospedaliere. Solo molto raramente viene effettuato dalle ambulanze del 118 e viene più frequentemente girato alle forze di volontariato.

I codici verde, giallo e rosso sono sia di uscita che di rientro, ovvero possono essere dati dalla centrale all’ambulanza che deve effettuare l’intervento, sia dall’ambulanza alla centrale una volta visitato il paziente e/o i pazienti.

2.      Codice Verde. È il codice di priorità minore e viene usato nel caso in cui non siano compromesse le funzioni vitali del paziente. Tipici codici verdi sono piccole lesioni, dolori o patologie in cui il paziente è comunque stabile.

3.    Codice Giallo. Si applica quando le condizioni del soggetto sono a rischio. Una forte dispnea, ovvero difficoltà respiratoria, emorragie, ustioni di secondo grado non troppo estese o sospette lesioni ad organi interni sono solitamente codici gialli.

4.      Codice Rosso. Indica la massima urgenza. Il paziente ha una o più funzioni vitali compromesse, quindi è incosciente, o in arresto respiratorio o cardiocircolatorio.

5.      Codice Nero. Viene dato solo a constatato decesso da parte di un medico ed è un codice di solo rientro. Il defunto non può essere trasportato in ambulanza e si deve attendere l’autorizzazione dell’autorità per la rimozione dopo l’arrivo del medico legale. La rimozione di cadavere è infatti punibile a norma di legge. Una salma può essere trasportata in ambulanza solo quando il decesso avviene a bordo del mezzo stesso.

 

Intervento

Una volta accolta la chiamata, l’infermiere della Centrale Operativa passa la comunicazione ad un operatore radio che sceglie l’ambulanza della zona di competenza (o la più vicina al luogo dell’incidente) alla quale passare il servizio. L’equipaggio dell’ambulanza riceve tutte le informazioni (indirizzo, codice di priorità, ecc.) necessarie per attuare l’intervento. Esistono tre tipologie di ambulanze:

1.      Mezzo di Soccorso di Base (MSB): prevede la presenza di un autista e due soccorritori volontari, con esperienza di trasporti sanitari ordinari, qualificati ai Servizi 118 e con certificazione di primo soccorso quali: BLS o BLS/D se abilitati all’uso del defibrillatore semiautomatico.

2.      Mezzo di Soccorso Avanzato di Base (MSAB): oltre ai soccorritori prevede nell’equipaggio un infermiere professionale (IP).

3.      Mezzo di Soccorso Avanzato (MSA): a bordo prevede uno o due soccorritori, un infermiere ed un medico di 118 (spesso specializzato in Medicina d’Urgenza o Anestesia e Rianimazione). Questa ambulanza, detta anche “medicalizzata”, è quella che viene inviata nelle situazioni più gravi e che necessitano della presenza di sanitari.

In alcuni casi un Mezzo di Soccorso di Base (MSB) può essere inviato su un codice giallo o rosso, se l’MSA (Mezzo di Soccorso Avanzato) è occupato su un altro intervento.

In caso di incidenti stradali, la Centrale Operativa del 118 provvede ad allertare anche la Polizia Stradale o la Polizia Municipale per i rilievi e la gestione del traffico veicolare nel luogo del sinistro e, se necessario, i Vigili del Fuoco per il soccorso tecnico.

Arrivati sul posto, il personale sanitario procede alla valutazione dell’infortunato e, dopo le manovre di stabilizzazione / primo soccorso ed il caricamento (se ritenuto necessario), decide un codice di rientro e chiede la competenza dell’ospedale. Non sempre l’invio è effettuato presso l’ospedale più vicino, in quanto la patologia del paziente può richiedere un ospedale con reparti più qualificati, come un centro traumatologico, pediatrico, oftalmologico e così via. All’arrivo in Pronto Soccorso, l’infermiere e/o il medico mediante la tecnica del Triage rivaluta il paziente e stabilisce il codice colore con cui sarà trattato nel reparto.

Oltre all’ambulanza, è possibile che venga inviata un’automedica (MSA). L’automedica trasporta un medico ed un infermiere che sono autorizzati ad intervenire sul paziente con le terapie necessarie. Essa può raggiungere, separatamente sul luogo dell’intervento, l’equipaggio di un MSB (Mezzo di Soccorso di Base) e l’equipaggio di un MSAB (Mezzo di Soccorso Avanzato di Base).

Infine, nel caso di un trasporto rapido a grande distanza è previsto l’elisoccorso che trasporta personale qualificato.

 

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