l'angolo di....

A short description about your blog

sconcerto

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balzanelli

Sconcerto.

Sgomento.

Annientamento.

Frantumazione e negazione: del cuore, di senso, di tutto.

Inesprimibile orrore.

Dolore.

Dolore atroce.

Dolore assoluto.

Ti abbiamo trovato, Yara…

Le parole non trovano forza né ragioni sufficienti per essere pronunziate, sussurrate, addirittura pensate.

Tanti, troppi, mai come oggi, mai come in queste ore, parlano, dissertano, filosofeggiano, pontificano, con straordinaria incalzante ipertrofica loquacità.

Il tuo corpo straziato, violato, colpito selvaggiamente a morte, abbandonato alle intemperie, buttato tra le sterpaglie come banale residuo di spazzatura, come inutile bambola di pezza spezzata e lacerata, mostra – per intero – l’esito di follia esistenziale più atroce che si possa anche solo immaginare, specchio della più efferata negazione di un qualsiasi residuo terminale che ancora possa definirsi umanità, la follia che ti ha uccisa, nel cuore degli anni, nel cuore del tuo sogno appena sbocciato come germoglio, all’alba della danza più delicata e bella della tua primavera.

Siamo oltre l’abuso sui minori, la più disgustosa e bieca pedofilia.

Siamo molto oltre l’orco delle fiabe, l’uomo nero del quartiere, il lupo mannaro del vicolo accanto.

Siamo all’inaccettabile dell’inaccettabile.

Siamo alla tua morte.

Tutto ciò che non avrebbe mai dovuto verificarsi.

Mai.

E’ invece è puntualmente successo.

Penso a te, Yara, come penso a Sarah, ad Elisa, ad Alessandro, a tanti altri piccoli, grandi amici.

Penso che l’unica parola, forte e definitiva, che sento di dirti adesso, che sento di dirvi adesso, e’ – con tutto il cuore - che ti abbracciamo forte, vi abbracciamo forte, finchè vita sarà in noi.

Così come, da questo sito, dedicato alla vita, abbracciamo forte i tuoi e vostri genitori, i tuoi e vostri cari.

Sconcerto.

Riscopriamo, dall’ennesimo insondabile abisso di dolore più atroce, dall’ennesimo fiume in piena di sangue innocente versato in conseguenza di orribile, inconcepibile, bestiale, maledetto atto folle e violento, la forza, il diritto, il dovere di scandalizzarci davvero, tutti insieme, di arrabbiarci una buona volta sul serio, tutti insieme, di fare rete efficace, tutti insieme, al fine di difendere strenuamente le vite nostre e dei nostri figli, diventando - tutti insieme . gli uni i reali e affidabili custodi degli altri, ogni giorno, ogni notte, vigilando sempre e comunque, ovunque.

Sconcerto.

Invece di ritirarci a casa come degli sconfitti, nell’unità di quell’abbraccio, invincibile perché di vero Amore, la fiaccolata dobbiamo incominciarla ora e non terminarla più, sino a quando anche uno solo dei nostri ragazzi sarà in pericolo.

Yara, ti stringiamo forte al nostro cuore.

Non molleremo la presa.


tempo magico

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Tempo magico.

Farci gli auguri.

Farsi gli auguri significa più di augurarsi che le cose ci vadano meglio.

E’ un mettere in gioco se stessi perché questo accada.

Farsi gli auguri significa aprirsi ad un cambio di prospettiva radicale, nel contesto del quale decidiamo di diventare parte attiva del processo di costruzione dinamica di quel “meglio” che ci auguriamo.

Nel tenderci la mano, nello scambiarci un bacio, prendiamo una posizione di reciproco sostegno.

Significhiamo un impegno personale liberamente scelto.

Doniamo noi stessi ed, al contempo, accogliamo l’altro perché domani sia migliore a partire da ciò che decidiamo di donarci e di accogliere reciprocamente quest’oggi l’uno accanto all’altro, l’uno per l’altro.

Se le cose, in pratica, non cambiano vuol dire che ci siamo fatti gli auguri senza consapevolezza, senza sostanza, senza progetto di vita.

Tempo magico.

Fare tesoro delle lezioni del passato e guardare al presente per evitare di cadere negli stessi errori.

E’ utilizzare l’attimo per ricevere da ciascun istante l’immenso potenziale di vita che nell’attimo ci viene donato.

E’ conservare lo stupore davanti a ciò che siamo, irripetibile miracolo della vita che vita chiede, e Amore in questa vita, per essere, e null’altro…

E’ scegliere di stabilire obiettivi chiari, fedelmente a noi stessi, per fornire al nostro cammino non solo una direzione ma anche e soprattutto un verso.

E’ decidere, una volta per tutte, di avere un senso pieno, innanzi tutto per noi stessi.

E’ credere con orgoglio alla possibilità di diventare a misura dei nostri sogni migliori.

Tempo magico.

Avere il coraggio di scegliere.

Schierarsi a tutela di ciò che in noi rappresenta l’essenza irrinunciabile, il nostro respiro inviolabile, la nostra dignità suprema.

Il nostro valore, reale, assoluto, di persone.

Credere nell’unica rivoluzione possibile, quella del buon esempio, della testimonianza coerente, del vissuto credibile speso giorno per giorno, nonostante cadute e limitazioni, insufficienze e mancanze, deragliamenti e ferite, nonostante il peggior nemico, che più che fuori continua a celarsi, sempre più forte di ciò che si creda, all’interno di noi.

Tempo magico.

Rendersi conto che nessun bene individuale può essere perseguito con successo se non aperto, al contempo, al bene degli altri.

E’ farsi portatori di pace quale possibilità realistica di armonia, laddove si condividano – a tutti i livelli – scelte efficaci ed efficienti di solidarietà che sappiano tutelare davvero, aldilà dei profluvi scontati di parole e delle solite promesse, chi più necessita e, in proporzioni massive di livello planetario, autenticamente dispera semplicemente perché non ce la fa più.

E’ aprirsi al dialogo tra culture, all’abbraccio tra religioni, al sostegno fedele della speranza con il canto di tutti, la forza di ciascuno, il sentimento più forte dell’umano in transito che ancora – doverosamente - rinuncia  a morire prima del tempo.

Tempo magico.

Sangue versato.

Sempre lui.

Ha coperto, in questi giorni, in queste ore, sull’esplosione di centinaia corpi dilaniati, il volto del Cristo in alcune chiese, ad Alessandria d’Egitto, a Jos, in Nigeria, a Baghdad.

Sangue versato sul volto raffigurato di un uomo che già gronda di sangue versato.

La domanda che ci interpella in merito a quale sia la parte presso cui abbiamo deciso di stare.

Tempo magico.

Stagione intramontabile del cuore immenso in cui, nonostante tutto, e più di tutto, andiamo avanti.

Felice 2011 a tutti!!!


tu sei la vita mia

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Tu sei la Vita mia


Andare oltre.

Fissare di notte la vita

nel suo incanto.

Guardare nell’immenso.

Tuffarsi in esso.

Nella meraviglia assoluta.

Nel silenzio.

La vita che vive.

La vita che ama.

Nel tempo.

Aldilà del tempo.

Andare oltre.

Non accettare l’assurdo.

Non piegarsi alla sua negazione.

Non rassegnarsi alla violenza del non senso, alla devastazione dell’ingiusto, alla presa in giro, così sistematica, della nostra dignità.

Non credere come gonzi alle frottole dispensate a dismisura secondo copione replicante il suo puntualissimo, squallido, ubiquitario primato di delusione.

Non rimanere inermi nei confronti di ciò che deliberatamente ci ferisce.

Prendere posizione.

Fare sino in fondo la propria parte.

Rialzarsi dopo la caduta.

Non rinunciare al cammino, alla corsa, allo slancio.

Non rinunciare al movimento.

Non rinunciare all’immobilità.

Andare oltre.

Dire di “sì” a se stessi, nel rispetto degli altri.

Dire di “sì” agli altri, nel rispetto di se stessi.

Essere fedeli a noi stessi.

Sempre.

Con gioia, nonostante le lacrime.

Con gusto, nonostante lo schifo.

Avere il desiderio di nutrire, attimo dopo attimo, questa intima appartenenza.

Comprendere l’arcano con la felicità di un bimbo.

Guardare sino in fondo, in quell’immenso.

Vita nella vita.

La Vita è nella vita.

Cuore pulsante nel palpito di ciò che in noi ci chiama ad essere.

Capire, sino in fondo, che se non ci apparteniamo possiamo solo perderci.

Andare oltre.

Avere cura, attenzione, premura.

Proteggere, difendere,se necessario  a spada tratta, ciò che in noi è essenziale.

Rispondere con immutata convinzione, anche quando sofferta, al sorriso della vita, che è il sorriso più alto .

Avere la sensibilità, e la forza, di  dichiarare a gran voce che la vita risplende  alta, come sole aldilà delle nubi, sulla nostra quotidiana frantumazione.

Sentire sulla pelle, percepire nel cuore, invocare nel sangue, nel nostro sangue, la sua sacralità .

E alla vita trovare il tempo di dedicare, con tutto il cuore, un pensiero, una dedica.

Erano questi i sentimenti che si agitavano in me in una notte d’estate del 2007.

Che strano, mi dissi, dedichiamo tutto a tutti e neanche una parola alla nostra vita….

La vita, la nostra vita, la mia vita, pensai, merita una dedica, un canto.

Così dedicai alla Vita, ed alla mia vita, una poesia e scrissi, in qualche ora, “Tu sei la Vita mia”.

Mai mi sarei immaginato che, dopo qualche anno, insieme con i bravissimi Stefano Berto, compositore, e Mary Venneri, cantante, “Tu sei la Vita mia”sarebbe diventata una canzone.

Lunedì 20 dicembre mega “convention” di “Un Messaggio per la Vita”.

L’appuntamento è dalle ore 08.30 alle 13.00 e dalle ore 15.30 sino alle ore 19.30, presso l’Hotel Park, viale Virgilio, Taranto.

Ci troveremo, tutti insieme, a discutere, nella sessione mattutina, della nostra iniziativa legislativa popolare finalizzata all’introduzione dell’insegnamento del Primo Soccorso nella scuola dell’obbligo, ormai divenuta duplice Disegno di Legge, peraltro bipartisan.

Interessantissimi workshop saranno contestualmente tenuti, per i ragazzi delle scuole e gli adulti che vorranno parteciparvi, durante la sessione mattutina, coordinati complessivamente dalla nostra straordinaria, direi incredibile, Italia Amati, in tema di Autostima, Primo Soccorso, Sicurezza Stradale, binomio Sport – Vita.

Nel pomeriggio, focalizzeremo la nostra attenzione sulla nostra campagna di prevenzione primaria delle stragi sulla strada “Un Messaggio per Non Morire”.

Il momento topico è previsto nel cuore della sessione pomeridiana, quando Mary Venneri canterà “Tu sei la Vita mia”.

Il 20 dicembre, quindi, ti aspettiamo.

Sarà anche una bellissima occasione per farci gli auguri di Natale.

Un nuovo giorno.

Fissare all’alba la vita

nel suo incanto.

Guardare nell’immenso.

Tuffarsi in esso.

Andiamo oltre.


dolcezza

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balzanelli

Dolcezza.

Segreto dell’intimità profonda.

Esigenza totale.

Anelito nascosto.

Ricongiunzione

delicata,

irresistibile,

con la nostra verità.


Dolcezza.

Apertura all’incanto.

Effusione del calore.

Fascino avvolgente dell’immenso

che tocca,

pervade,

delicatamente

invade

e trasforma.


Dolcezza.

Segreto

inesprimibile

che unisce

nel sentimento

senza tramonto

il giorno della nascita

e la speranza

del cuore,

oltre  la notte,

dopo quel giorno,

possibilità autentica di essere

e di vivere,

oltre la fragilità estrema

di ciò che appare

e muore.


Dolcezza.

Unione dell’Amore vero

che nulla può spezzare,

legge suprema

che nella sensazione

afferma il nostro volto,

per quanto sfigurato,

dove qualunque strada,

anche se non lo sa,

cerca solo e  sempre

il cuore.







I primi giorni del 2011 hanno segnato una vera e propria carneficina.

In Liguria omicidi – suicidi a ripetizione, occorsi nel mese di gennaio, hanno davvero sconvolto, per gli analoghi contesti di scenario, totalmente assurdo, e lasciati attoniti.

A Schio, Vicenza, una ginecologa ha, qualche ora fa, prima sparato al marito, gravemente malato, uccidendolo, e poi si è suicidata gettandosi da una finestra dell’ospedale in cui lavorava.

A Roma si è consumata l’ennesima tragedia evitabile in un campo Rom, peraltro segnalato con massima tempestività dai controlli istituzionali alle massime autorità istituzionali di competenza, proprio in riferimento ai suoi caratteri di estrema pericolosità, innanzi tutto in riferimento al rischio incendio, in una dinamica sconcertante che ha visto, in pochi minuti, morire di notte quattro bambini atrocemente carbonizzati.

Il Paese intero è, a dir poco, straziato, allucinato, per il possibile atroce destino delle gemelline Livia e Alessia che il padre, difficile scriverlo, ma si tratta proprio del “padre”, avrebbe – in una spirale inarrestabile di follia - ucciso prima di suicidarsi gettandosi sotto un treno, in conseguenza della non voluta separazione dalla moglie e, particolarmente, del mancato conseguimento dell’affidamento congiunto dei figli.

Mentre ci apprestiamo a festeggiare, con lecito orgoglio, il 150° anniversario dell’Unità di Italia, assistiamo – sgomenti – alla recrudescenza della solita gazzarra indegna a livello politico nazionale di vertice, nel cui contesto emergono unicamente feroci, violente, interminabili delegittimazioni reciproche tra maggioranza ed opposizione che nulla producono in riferimento alla necessità improcrastinabile, grave, urgentissima di fornire risposte credibili per il rilancio dell’economia, per la creazione di posti di lavoro stabili, per il processo di razionalizzazione e modernizzazione dello Stato che richiede volontà condivise, metodologie chiare, stabilità di percorso programmatico ed attuativo.

Lo scontro, pienamente in corso, tra i poteri dello Stato, lo squallore estremo, avvilente, invero inaccettabile, e per certi aspetti disgustoso, degli stili di vita apertamente contestati, con chiara documentata motivazione, ed associata massima inconcludenza ravvisata nell’azione di governo, ad una compagine da parte di un contraltare politico che si pone, d’altra parte, microscopicamente frantumato al proprio interno, permanentemente litigioso, privo di autorevole figura di leadership,  incapace di chiara univoca proposta alternativa e peraltro spaesatamente sognante ad occhi aperti, nella massima inconcludenza parimenti ravvisata, ci rende, ogni giorno di più, sempre più perplessi in qualità di cittadini stipendianti, con i propri sacrifici, questi benemeriti signori.

La bufala secondo cui l’ennesima invocata tornata elettorale possa rappresentare, senza che – ovviamente - aldilà delle tante chiacchiere, si consenta ai cittadini di riappropriarsi del diritto - dovere di scegliere nell’urna, e nel segreto della propria coscienza, i propri rappresentanti attraverso una indispensabile sacrosanta riforma della legge elettorale, una panacea, il vero rimedio a tutti i mali del belpaese, non se la beve più nessuno.

Se questi sono gli uomini, prova a rifare un qualsiasi governo: si faranno a pezzi dopo pochi giorni, litigheranno in continuazione, non faranno nulla di determinante per il bene comune.

A sprezzo dei drammi e dei problemi gravi di 60 milioni di persone “costrette”, impotenti, a fidarsi, con la beffa puntuale, unico finale certo della storia che non si smentisce, di volta in volta, di alimentare generosamente, a fine mese, con i propri sacrifici, i principeschi conti correnti bancari, in perenne aumento, dei nuovi “eletti” a far parte dell’olimpo dei più umili e disinteressati servitori della patria.

Se questi sono gli uomini.

A Caserta un boss della camorra si pente e i familiari scrivono immediatamente un manifesto, che fanno affiggere capillarmente in ben tre paesi della provincia, per dissociarsi apertamente dalla sua decisione di collaborare con la giustizia.

Le popolazioni di Egitto, Algeria e Nigeria stanno affermando il loro naturale diritto di costruire uno Stato più autenticamente democratico a prezzo di significativi atti di violenza e spargimenti di sangue: non c’era propria nessuna altra alternativa?

Ha fatto, nel frattempo il giro del mondo, con la copertina del settimanale Time, la foto in primo piano di Bibi Aisha, splendida 18 enne afghana cui sono stati tagliati naso ed orecchie per aver abbandonato il letto coniugale.





Dolcezza.

Stridente contraltare

dove la Vita

vuole essere vissuta

ed essere più vita

a misura di se stessa.


La dolcezza, come splendido binomio di traguardo – partenza, rimanda alla necessità più alta di dare una risposta.

La dolcezza ci chiama tutti, aldilà dello sfascio e degli orrori evidenti, nella profondità dello splendore immenso che pure in noi si rende irresistibilmente evidente, se si scelga di avere ancora occhi per vedere, ad essere capaci di vittoria, ad essere costruttori efficaci di salvezza concreta nella vita che viviamo.

Dobbiamo fornire, ciascuno nel suo, una risposta salva  vita all’assurdo alienante che subiamo tutti i giorni.

Il primo passaggio di metodo, la reale premessa affidabile per riuscire con certezza nell’intento, consiste nel ristabilire personalmente la nostra gerarchia dei valori.

Occorre ripartire, con assoluta fermezza, da qui.

Dobbiamo decidere: in che cosa crediamo, in quale modello di persona e di società decidiamo di investire i nostri respiri, il nostro sudore, i nostri sorrisi, le nostre lacrime.

Ristabilire la gerarchia dei valori partendo da un voluto cambiamento della nostra personalità, da una coraggiosa trasformazione della nostra persona, sostanziando ciò che siamo e che diveniamo attraverso fatti concreti ed oggettivi, incominciando da piccole scelte grazie a cui fornire un orientamento più essenziale e completamente diverso al nostro quotidiano, al sentiero dinamico del nostro cammino.

Con dolcezza, l’impresa di riappropriarci, in tutto e per tutto, di una vita a maggiore misura della nostra verità più alta e realizzante, è a portata di mano, se lasciamo la nostra mano connessa con cervello e cuore, nostri ed altrui, se lasciamo, la nostra mano, proprio veicolando cervello e cuore, tesa, e non chiusa, accogliente, e non retratta, capace ancora, e con disinteresse, del primo gesto fondamentale di abbracciare, gioiosamente, invece che di allontanare e, purtroppo sempre di più, selvaggiamente respingere.


fiducia

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Fiducia.

Avere la forza di sollevare le palpebre e di guardare in faccia la propria vita.

Fiducia.

Appartenersi.

Sentire, intimamente, di avere un senso, un significato.

Scegliere, con tutto di noi stessi, di avere un senso definito, decidere, qui ed adesso, per la sua attuazione.

Scegliere di dare alla vita, a ciascun secondo della nostra vita, la massima importanza.

Scegliere di riconoscere a ciascuno dei nostri respiri la massima dignità, il valore più alto.

Scegliere di accogliere, attimo per attimo, l’infinito donato, volto reale, mistero sconvolgente, della nostra identità.

Scegliere, nella gioia creativa, nella libertà liberante, di vivere in pienezza la massima insondabile profondità, misura fedele della possibilità naturale di movimento del nostro io.

Scegliere di accogliere, con stupore, con umiltà, con grandiosità, la vita, la vita di tutti i giorni, l’altrui vita nella nostra, l’altro nella nostra vita, a partire dal più vicino.

Scegliere, concretamente, di essere con, scegliere, sugli spigoli taglienti del nostro selciato, di essere per.

Fiducia diventa, inevitabilmente, la scelta suprema di assumersi, giorno dopo giorno, una responsabilità più alta: darsi una direzione, darsi un verso.

Fiducia diventa avere il coraggio di andare avanti, nonostante

Fiducia significa, dopo aver scelto, non mollare, significa, di fatto, non rinunciare, non arrendersi.

Perché qualunque scelta di direzione e di verso, qualunque autenticazione esistenziale di obiettivi esistenziali autentici non può prescindere dal prendere coscienza di una realtà incontrovertibile: il cammino è in salita, facile la caduta, certo il “traumatismo multiplo” proprio del “normale” divenire.

Fiducia significa mettere preventivamente in conto tradimenti e disattese, inganni ed amarezze, e ugualmente significa avere la forza, trovare la forza, costi quel che costi, di non tornare indietro.

Fiducia significa, di fatto,  non vendersi a ciò che non ci appartiene, a ciò in cui non ci riconosciamo, a ciò che sfigura, orribilmente, promettendo falsi sconti sulla quota parte inevitabile del nostro dolore personale, il nostro volto, la nostra dignità, il cuore pulsante della nostra vita.

E’ imperativo recuperare fiducia.

Fiducia nonostante la meritata sfiducia dilagante dai contesti molteplici di questi difficili giorni.

Si continua a non vedere la grande necessità, a fregarsene del bisogno reale della comunità, a non centrarsi sull’essenziale rispetto al secondario.

Si continua a non rendersi conto, o, più probabilmente, a far finta di non rendersi conto, del fatto che oggi nel nostro Paese la priorità di governo reale, non certamente immaginaria, è rappresentata dalla crisi economica, dalla carenza occupazionale, dalla insufficiente ripresa dei mercati, dal crollo delle imprese, dalla paralisi progressiva dei consumi, dall’aumento esponenziale dei fallimenti e dei cassintegrati, e non dalla, per quanto importante, riforma della Giustizia.

Si continua a non considerare, tanto per fare un esempio, che nella fascia di età compresa tra 15 e 24 anni il tasso di occupazione è salito al 26.4%.

Si continua a profondere fiumi di parole senza risposte fattive, progetti reali, metodologie chiare, percorsi obiettivi di cambiamento intellegibili a chi, non potendosi aumentare lo stipendio, come taluni, se mai lo si riceve a fine mese, paga poi per tutti, come, tanto per cambiare, la gente comune.

Fiducia.

Avere la forza di sollevare le palpebre e di guardare in faccia la propria vita.

Fiducia, affermazione, costruzione.

Sfiducia, negazione, distruzione.

Penso a Norman.

Norman, a 27 anni, si suicida a Palermo, gettandosi dal 7 ° piano della facoltà di Lettere e di Filosofia, perché, stando a quanto a riferito dal padre, “non vedeva sbocchi per la sua carriera”. Due lauree ed un dottorato di ricerca hanno avuto, quale unico esito, quello di lasciarci trovare, nella sua stanza, un suo ultimo scritto: “la libertà di pensiero è anche la libertà di morire”.

Claudia, a 29 anni, si suicida a Roma, sparandosi un colpo di pistola nel cuore, turbata da una indagine interna maturata in ambiente di lavoro che, pare, la riguardasse. Bellissima e descritta da tutti come solare, piena di vita. Era stata anche una miss.

Penso a chi non ce la fa.

Penso a chi, la fiducia, l’ha persa e non riesce a recuperarla.

Penso a come far fronte a questo dramma culturalmente evolutivo, così rapidamente evolutivo.

Ripartiamo dall’impegno personale, dalla testimonianza coerente, da una stretta di mano nuova e condivisa tra noi.

Auspico, dal nostro sito, tutto dedicato all’importanza della vita, alla sua irripetibile bellezza, alla sua reale infinità, un rinnovato impegno, individuale e corale, della nostra coscienza, verso noi stessi, verso tutti, realmente verso tutti, perché, come dicevano gli antichi, “chi più ha più dia”, perché si inauguri,  a partire da queste sconfortanti macerie, desolate ed ogni giorno di più insanguinate, una nuova stagione della speranza e della fiducia, che si traduca, visibilmente, nella scelta concreta di rimanere in piedi, nonostante tutto, di rialzarsi, nonostante le inevitabili cadute, nella scelta fiera di sapersi mettere in ginocchio, per terra, quando necessario, al più sensibile e disinteressato servizio di chi, avendo perso se stesso, oltre la fiducia, non ha più neanche la forza di sollevare le palpebre e di guardarla in faccia, la propria vita.

Prima che sia, ancora una volta, troppo tardi.


L'angolo di Mario

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balzanelli

 

Centomila grazie.

Per centomila volte, in questi tre anni, abbiamo ricevuto la visita di un amico sul nostro sito.

Siamo onorati di questa stupenda accoglienza.

Una grandissima gioia sperimentare, attimo dopo attimo, lo spirito genuino, il sapore autentico della nostra scelta: condividere – nella massima semplicità – la nostra voglia di vivere, la nostra gioia di vivere.

Proprio da questo auspicio è nato il nostro sito.

Proprio da questo intenso, irrefrenabile desiderio è nato il nostro gruppo.

Centomila grazie.

Siamo nati nel 2005.

In tutta Italia ci proponemmo di promuovere una svolta culturale significativa a favore di tutti: garantire che le manovre di Primo Soccorso vengano obbligatoriamente insegnate nella Scuola dell’obbligo.

Chiamammo la nostra iniziativa legislativa popolare Una Firma per la Vita.

Raccogliemmo 93.000 firme, che – depositate al Senato – hanno visto a tutt’oggi la nascita di due disegni di legge bipartisan, presentati a Camera e Senato, i quali hanno integralmente riportato, nei contenuti, il testo, l’impianto didattico-scientifico della nostra proposta di legge.

Oggi più che mai le tragedie delle morti improvvise che hanno colpito giovanissimi atleti, quali Vigor Bovolenta e Mario Morosini, porta alla ribalta la necessità drammatica di assicurare, in alto ambito istituzionale, le migliori garanzie di soccorso a chi diventi vittima di un arresto cardiaco improvviso, laddove il problema non è riempire di defibrillatori l’Italia quanto di assicurare preliminarmente che 60 milioni di italiani siano in grado, in questi casi, di effettuare correttamente ed immediatamente il massaggio cardiaco e di utilizzare in modo appropriato un defibrillatore che, particolarmente durante lo svolgimento di eventi di massa, deve essere rapidamente disponibile.

In autunno, torneremo, quale gruppo dei 93.000, a Roma, alla Camera ed al Senato, incontreremo le massime cariche dello Stato, riproporremo - a gran voce – la necessità storica inalienabile di edificare finalmente questo primato di civiltà nel nostro Paese: ciascun cittadino italiano deve essere in grado di soccorrere in modo adeguato e tempestivo un proprio simile che possa trovarsi in evidente, imminente pericolo di vita.

Centomila grazie.

Nel 2007, il 30 maggio, abbiamo deciso di rivolgere la nostra attenzione alla prevenzione primaria del dramma spaventoso delle stragi sulla strada, stanchi – personalmente – di trovare corpi straziati, macellati, disintegrati tra le lamiere, sbalzati di decine di metri da abitacoli accartocciati ed irriconoscibili, odissea senza fine di dolore e orrore. Vite spezzate, cuori spezzati. Uno scempio.

Chiamammo la nostra campagna Un Messaggio per Non Morire”.

Da quel giorno, ininterrottamente, siamo tra la gente, con i ragazzi delle scuole, al fianco di famiglie e genitori, tra seminari e congressi, tra radio e TV, a divulgare alla popolazione messaggi di prevenzione primaria con la speranza di vedere, il prima possibile, sulla strada panorami radicalmente mutati della nostra cronaca, riduzioni statisticamente significative di morti, feriti gravi, disabili gravi permanenti.

Centomila grazie.

Nel 2008 abbiamo pensato alla necessità di fornire ai giovani delle scuole, agli adulti, un po’ a tutti, una sintesi efficace, messa per iscritto, del nostro pensiero, sintetizzando in modo schematico, diretto, massimamente accessibile, la nostra visione della vita, presentando una nostra sintesi, assolutamente inedita, di ciò che abbiamo individuato quale selezione dei “saperi utili a vivere una buona vita”, condensato di sintesi valoriali che, spaziando dall’Educazione Civica alla Educazione Stradale, dal Primo Soccorso alla Qualità della Vita, possa mettere ciascun cittadino italiano ed europeo nella condizione di vivere consapevolmente bene.

Nacque così la nostra pubblicazione “Principi per una Buona Vita”.

Tra il 2013 ed il 2014 pubblicheremo la terza edizione di “Principi”.

Centomila grazie.

Nel 2009 abbiamo pensare a dare un nome al nostro movimento, grazie a cui da Taranto a Vibo Valentia, da Napoli a Roma, da Palmi a Caserta, rinnoviamo periodicamente la gioia di incontrarci, di confrontarci, di proporre nuove idee, di conoscere ed accogliere nuovi amici.

Nasce così la denominazione attuale del nostro gruppo, ed al contempo, il nostro sito: “Messaggio per la Vita”.

Con Stefano Fabbiano, Italia Amati, Gianpiero Gianfreda, Walter Baldacconi, Enzo Natale, Fedele Clemente, Diego Paternosto, Giovanna Ferretti, Raffaele Russo, Pietro Lentini, Sarah Yacoubi, Claudia Palmisano e tanti altri fraterni amici si sono intraprese, così, nuove navigazioni, nuove e non agevoli traversate altalenanti tra certezze ed incertezze, meraviglie e tragedie, affanni e rincorse, lacrime frammiste di dolore e di gioia, insieme a ciascuno di voi, settimana dopo settimana, mese dopo mese, nello straordinario cammino che ci porta sino ad oggi.

A breve Messaggio per la Vita diventerà Associazione “no profit” ed appena pronto lo statuto lo presenteremo per accogliere suggerimenti e le eventuali adesioni di quanti vorranno farvi parte.

Centomila grazie.

Nel 2011, il 26 aprile, con Roberta Bruzzone e Fabrizio Lamanna, tra i primissimi in Italia, ci siamo schierati a favore dell’introduzione del reato di omicidio stradale.

A partire dal 2011, mese di settembre, con Roberta Bruzzone, ideatrice del progetto, e Daniela Peretto, coordinatrice, stiamo proponendo a 21 istituti scolastici la diffusione presso gli studenti, e la relativa compilazione, di un questionario, unico nel suo genere, finalizzato ad individuare precocemente in età scolare soggetti “deboli” inquadrabili quali a maggior rischio di andare incontro ad incidente stradale.

Nel 2012, con Roberta Bruzzone e Paolo di Cuio abbiamo pensare di realizzare un CD musicale interamente dedicato alla vita, i cui ricavati saranno devoluti interamente in favore delle nostre iniziative, e di cui saprete tutto a breve.

Centomila grazie.

La parola “grazie” viene dal greco “Charis” e significa dono.

Più di tutto, in tutto, oltre tutto, abbiamo sentito, impellente, indomabile, viva e pulsante in noi stessi, la necessità più alta di ringraziare la Vita, di porgerLe l’omaggio dovuto, il dono autentico e definitivo di noi stessi.

L’obiettivo prioritario è affermare, oggi più di ieri, il primato della Vita sulla morte, della cultura della Vita sulla cultura della morte, del senso rispetto alla negazione di senso, della speranza rispetto alla disperazione, del rialzarsi rispetto al rimanere sulla caduta.

L’obiettivo prioritario è provocare noi stessi a rinascere, istante dopo istante, dalle nostre ceneri, capaci di Amare sino in fondo dando tutto, indipendentemente da tutto.

Felici di scoprire, ogni giorno di più, di non essere soli.

Centomila grazie!!!

 

Mario Balzanelli


Alcuni miei interventi

 



L'angolo di Mario

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balzanelli

 

Cuore pulsante.

Domanda nel silenzio.

Si dilata, raccoglie sangue.

Si contrae, si svuota.

Lo spinge in circolo.

Segreto della vita.

Guardalo bene.

Il segreto della mia vita.

Il segreto della tua.

Cerca una risposta.

Cuore pulsante.

Azione ritmica che consente la vita.

Dinamismo reciprocante, interdipendente, necessario.

Diastole, sistole.

Danza ineludibile.

Ricevo i globuli rossi privi di ossigeno.

Li invio al polmone perché si riempiano di ossigeno.

Dono a tutte le cellule dell’organismo questo dono essenziale, l’ossigeno.

L’ossigeno che dà vita.

L’ossigeno che mi dà vita.

Cuore pulsante.

Accogliere la nostra storia, i nostri ricordi.

Consentire al nostro vissuto di essere percepito come tale.

Raccogliere il nostro passato nella sua essenza, tale e quale si è prodotto in noi stessi.

Essere consapevoli, guardare bene sino in fondo, vedere nitidamente ciò che siamo stati, con luci ed ombre, sino ad oggi, sino ad ora.

Cuore pulsante.

Accogliere per potersi riempire.

Riempirsi per potersi rigenerare.

Aprirci alla Vita.

Donarci alla Vita.

Consegnarci alla Vita.

Esporci con totale nudità al flusso immenso della Vita, che in noi rinnova, che in noi risana, che in noi restituisce noi a noi stessi.

Vita che si trasforma incessantemente in Vita più grande.

Cuore pulsante.

Accolgo pienamente.

Mettere nelle mani della Vita semplicemente ciò che siamo, così come siamo.

Senza riserve.

Farci attraversare con fiducia dall’essenza stessa della Vita.

In ciò che siamo, per ciò che siamo, per ciò che diventiamo.

Abbracciare senza riserve, come il vento del mattino, la Vita in noi, la Vita viva in noi, la Vita trasformante in noi.

La Vita vivificante in noi.

Il nostro ossigeno.

Cuore pulsante.

Diastole prima della sistole.

Se non accogli sangue non puoi donare sangue.

Se non sei pieno non puoi svuotarti.

Se non ricevi non puoi dare.

Un battito dopo l’altro.

Non me ne accorgo.

Ma la Vita mi riempie di continuo.

La Vita ci riempie di continuo.

Cuore pulsante.

Sistole dopo la diastole.

Sistole funzione della diastole.

Ciò che mi riempie va donato.

Ciò che mi rigenera va offerto in dono.

Il sangue ricevuto diventa sangue donato.

La vita viva in me si dona perché io la doni al di fuori di me.

Al di fuori di me e per me.

Se non mi svuoto, non mi riempirò più.

Se non dono, non potrò più accogliere.

Se non dono la vita, se non condivido la vita, perdo la vita, perdo la mia vita.

Cuore pulsante.

Diastole e quindi sistole.

Sistole prima di qualunque diastole.

E’ salvando che ci si salva”, diceva Agostino.

E’ dando che si riceve”, diceva Francesco di Assisi.

Se non sono “per” non potrò ricevere “da”.

Da me stesso, innanzi tutto, dalla mia vita per la mia vita.

Cuore pulsante.

Sistole e diastole.

Pulsazioni, palpiti, fremiti.

Attimi scanditi dall’immenso, dai nostri immensi.

Cuore pulsante con un volto, un nome, una storia.

Una storia che va nutrita, protetta, custodita.

Una storia sacra, dal valore assoluta, bene supremo.

La vita di ciascuno di noi.

Penso a te, Claudio. Qualche testimone ha visto che piangevi, mentre alle 6.20 del mattino, innalzato verso il cielo dalle braccia di tuo padre, sei stato scaraventato nel Tevere.

Penso a voi, Francesca, Vito, Chiara e Domenico, sterminati a Brescia alle tre e mezza del mattino, da un raptus devastante di gelosia e follia.

Raptus dilagante di una follia sempre più diffusa ed incontenibile, festival dell'orrido, attestante la totale incapacità di ripartire dopo lo sfascio più totale delle proprie relazioni sentimentali, certificante una immaturità assoluta a far fronte ai propri fallimenti.

Penso a te, Laura. Sono felice perchè dopo quell’incidente devastante sulla Taranto-Massafra, in cui eri quasi morta, ora stai complessivamente bene e stai completando la riabilitazione neuro-motoria. Non so, però, se ti hanno avvisato che neanche dopo un mese da quello schianto, tuo padre, all’alba, a soli 45 anni, è morto di arresto cardiaco improvviso, letteralmente schiantato, come ha confessato ad un amico qualche giorno prima, dal dolore per aver perso tuo fratello in quell’incidente maledetto e per saperti in rianimazione in prognosi riservata.

Penso a te, e non so neanche come ti chiami, che l’altra mattina a Grottaglie hai trovato impiccato ad un albero il tuo compagno, e sei riuscita da sola a tagliare la fune, a distenderlo per terra, ad effettuare il massaggio cardiaco e a farlo tornare in vita. Ti abbiamo trovata mentre, disperata, eseguivi la rianimazione cardiopolmonare mentre lui – attualmente ricoverato in coma in rianimazione - tornava a respirare.

Cuore pulsante.

Gerarchia pedagogica prioritaria.

Tutta la vita è affidata al movimento.

Senza ossigeno si muore.

Senza dono si desertifica.

Senza passione ci si annienta.

Senza Amore ci si distrugge.

Senza vita nell’Amore e Amore nella vita si è finiti prima di cominciare.

Cuore pulsante.

Il cuore con un volto.

Il cuore ha sempre un volto.

Quando la sera mi attardo a studiare, a lavorare, guardo, talvolta, mentre dormono, i volti di Alessandra, mia moglie, e di Graziana, mia figlia.

Sento il mio cuore pulsare.

Irruzione sconfinata di luce.

Nella pulsazione verso chi ami ed in chi ami c’è la domanda.

Nella pulsazione verso chi ami ed in chi ami c’è la risposta.

L’unica.

 

 

Mario Balzanelli

 

 

 

 


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  • merlino : Poiché il conflitto è inevitabile nella vita, ti ci devi preparare per tempo. Allo scontro devi arrivare pronto.
  • merlino : Incontrerai gli eccellenti nell'arte di prendere senza dare. Lasciali perdere.
  • merlino : Non vi è vita senza cura.
  • merlino : Aver cura è una necessità intrinseca della vita.
  • merlino : Ci si prepara tutta una vita ad affrontare le sfide. Non pensare mai di essere sufficientemente pronto. Affrontare gli uragani richiede, intanto, lucidità e profonda umiltà.
  • merlino : Essere alleato di te stesso significa aprire il cuore ad una visione della vita che accolga l'altro con spirito di fraternità.
  • merlino : Se vuoi affrontare al meglio ciò che hai davanti a te rifletti con estrema attenzione a ciò che hai dietro di te. È dal tuo passato che devi, innanzi tutto, trarre insegnamento.
  • merlino : Quando qualcuno ti parla presta attenzione non solo a cosa ti dice ma anche a ciò che non ti dice.
  • merlino : Passare all'azione è molto più di una scelta di qualità: è una necessità assoluta cui improntare il tuo tempo di vita.
  • merlino : La misura è la massima capacità di dono e di accoglienza del tuo cuore.
  • merlino : Ti chiedo di essere instancabile nel prenderti cura.
  • merlino : A quanti avidi di prendere senza essere disposti a dare non concedere mai troppa importanza.
  • merlino : L'eccesso fa parte dell'amare.
  • merlino : Non dimenticare le priorità che ti sei dato è un atto fondamentale di tutela che fai nei confronti di te stesso e di chi ami.
  • merlino : Il tempo che viene ti porti la pienezza di te stesso, nella grandezza, nella ricchezza, nella poesia di ogni meraviglia della vita. Auguri!
  • merlino : Il sapiente possiede e gode il sapore, la percezione fluente, il senso palpitante della vita.
  • merlino : Non puoi risolvere un problema se non lo riconosci e se non lo affronti direttamente
  • merlino : Sappi resistere all'infinito e non vendere mai a nessuno e per qualunque prezzo la tua dignità.
  • merlino : Non perdere il proprio tempo in chiacchiere è uno dei segreti per migliorare ogni giorno sensibilmente nella vita.
  • merlino : L'amore va intanto custodito.
  • merlino : Il primo passo per la definizione di un problema è la sua analisi.
  • merlino : Un minuto del tuo tempo è illimitato se sei nell'immenso del tuo amore.
  • merlino : L'atto di verità più alto che tu possa fare verso te stesso è amare senza riserve.
  • merlino : Utilizza le critiche per trasformare in punti di forza i tuoi punti deboli.
  • merlino : Annunciano slanci impetuosi oltre l'abisso quando in realtà abbozzano timidamente un saltello da una altezza di pochi centimetri.
  • merlino : Trova il riposo in ciò che ti provoca diletto. E nutri di ascolto il tuo silenzio.
  • merlino : La gran parte di quanti si presentano quali salvatori della patria in realtà sono unicamente interessati a riempire a dismisura i propri portafogli.
  • merlino : Sorrisi fatui. Nascondono in realtà ghigni.
  • merlino : L'asfissia della relazione umana si genera quando si rinnova ogni disponibilità a ricevere senza dare.
  • merlino : La grande difficoltà, pur estrema, non può mai legittimare il nostro abdicare ai valori che riteniamo essenziali.
  • merlino : Il silenzio degli invidiosi e dei malvagi prelude alla loro ostilità. Non ci troveranno mai impreparati ad affrontarli.
  • merlino : Esiste una complessità intrinseca al nostro vivere che non può essere ridotta ai minimi termini essenziali. Questo spiega il nostro tormento.
  • merlino : Il Natale è innesto di ciò che siamo nel flusso generativo di vita dell'infinito di Dio.
  • merlino : Il grande tema è arrivare bene sino in fondo, compiere la corsa secondo i nostri sogni, fedelmente rispetto ai battiti del nostro cuore.
  • merlino : Aprire il cuore significa aprire la vita. In concreto.
  • merlino : Sappi entrare in te stesso per fare pulizia dei detriti del cuore.
  • merlino : La vita va sviluppata dall'interno di noi stessi.
  • merlino : La spiritualità si occupa di come vivere una vita piena.
  • merlino : Dai un significato alla tua fatica. Sia carico di senso il tuo affanno.
  • merlino : Prova gratitudine e gioia per gli obiettivi che raggiungi.
  • merlino : La stella che cerchi è la stessa che ti guida.
  • merlino : La tua realtà superi i tuoi sogni.
  • merlino : Puoi conoscere ma non sapere.
  • merlino : Leggi il cuore prima di toccare il corpo.
  • merlino : Quando ami vedi per primo.
  • merlino : Non perdere tempo in chiacchiere. Le risposte dell'amore sono due: "si" e "no".
  • merlino : Mirare all'essenziale è un atto supremo di coraggio.
  • merlino : Per vincere una battaglia devi vincerla prima nella tua mente.
  • merlino : Il guerriero è intanto impegnato a padroneggiare se stesso.
  • merlino : La leadership non è una competenza o una serie di competenze. È intanto un tratto essenziale della personalità.
  • merlino : Quando cambia la consapevolezza aumenta l'intensità e la qualità, di ciò che sei, fai e diventi.
  • merlino : L'unico effetto collaterale che devi permetterti è amare di più.
  • merlino : Non esiste un amore che si dichiara tale e poi non fa sul serio.
  • merlino : Suddividi il progetto finalizzato al raggiungimento di un obiettivo in passaggi fondamentali. Non più di tre.
  • merlino : Il segreto più prezioso risiede nel tempo. La tua vera ricchezza è il tempo. Vivilo nella sua massima pienezza, estendilo, dilatalo, sguazza felice nella sua infinita profondità.
  • merlino : Sii competente nel vivere e, quindi, nell'amare.
  • merlino : Le parole di verità allo stesso tempo generano serenità e suscitano inquietudine.
  • merlino : Quando ti dico di finalizzare tutto all'amore, ti indirizzo sull'unica strada che ha senso, che compie te stesso, che genera, sviluppa e trasforma te stesso nell'appartenenza identitaria alla vita.
  • merlino : Sanguini per amore e per amore rischi di morire. Ma solo per amore ha un senso morire, così solo per amore ha un senso vivere.
  • merlino : Proprio la guerra per la tua serenità interiore sarà la più difficile e sofferta.
  • merlino : La morte è l'offesa suprema, l'innominabile negazione, l'assoluto annientamento, l'insanabile voragine che distrugge. Pure è abbattuta, a sua volta annientata e distrutta, dalla potenza infinita ribelle, anarchica, suprema, l'amore. La morte è vinta dall'amore. E l'amore schiude vita, e più ancora vita, dalla morte. Mistero di me e di te.
  • merlino : Fai della morte, di ogni morte, potenza di trasformazione in una vita più grande.
  • merlino : Concentrarsi significa intanto che non puoi mirare a due obiettivi contemporaneamente.
  • merlino : Il cuore spezzato ora è molto più terapeutico del cuore spezzato più avanti.
  • merlino : Vai dritto all'essenziale. Questa sia la prima connotazione della tua "semplicita'".
  • merlino : Rinunciare e' molto spesso guadagnare in modo esponenziale.
  • merlino : A volte accontentarsi del meno fa vivere di più e molto meglio.
  • merlino : Previsione vuol dire "vedere prima". Occorre sviluppare questa capacità, considerato che può consentirti di non perdere ricchezze e di evitare baratri destruenti.
  • merlino : Il tuo cuore è con chi ami. Non perdere tempo. È lì che devi stare.
  • merlino : Fare ciò che è giusto a volte spezza il cuore. Ma in alcuni casi è inevitabile.
  • merlino : Quando è indispensabile devi dare il massimo. E aumentarne di continuo l'intensita'.
  • merlino : La perfezione è nella pienezza dell'amore.
  • merlino : Non dare mai nulla per scontato. L'invidioso, il geloso, il meschino non aspettano altro che una tua minima sbavatura o debolezza per colpirti e ferirti, anche irreparabilmente.
  • merlino : Sonnecchiano convinti di protestare.
  • merlino : Modula i cambi di passo considerando le tue forze. Devi massimizzare le possibilità di tagliare il tragurardo raggiungendo al meglio i tuoi obiettivi.
  • merlino : La crescita si sviluppa rigogliosa nel silenzio molto più che tra parole e frastuono.
  • merlino : Voler bene significa avere sempre una visione attenta al presente ed estesa al futuro.
  • merlino : La competenza non può prescindere da uno studio continuo, meticoloso e appassionato.
  • merlino : Trovano strano e quasi irriverente il fatto che qualcuno dica la verità.
  • merlino : Concentrarsi sul silenzio significa concentrarsi all'ascolto.
  • merlino : Intendono fare la "differenza" con la tua fatica. Falla questa differenza ma mostrati per ciò che hai prodotto con il sudore della tua fronte.
  • merlino : Anche nell'errore conserva la lucidità per rimetterti in tempo utile in carreggiata.
  • merlino : Si pretende molto più di quanto si è disposti a dare.
  • merlino : Trovi le risorse dove non te le aspetti.
  • merlino : Ossessionati dalle novità e dall'ignoto non vediamo i capolavori che dietro di noi ci illuminano il cammino.
  • merlino : E' proprio ciò che funziona e bene l'oggetto prioritario che si sceglie di demolire.
  • merlino : Vedono l'affare quando si tratta di servizio.
  • merlino : Diventano paladini dai più vari proclami quanti mai si sono realmente occupati degli argomenti di cui discutono.
  • merlino : Appartiene ai miseri e ai tracotanti parlare senza ascoltare.
  • merlino : Con il sorriso impongono e propongono bugie.
  • merlino : Anche nel più totale disaccordo con altri, non venire mai meno a rispetto e lealta'.
  • merlino : Esamina con attenzione ed equilibrio prima di agitarti.
  • merlino : Se vuoi imparare a pensare coltiva in te la facoltà dello stupore.
  • merlino : Nessuna forma di attenzione o cura è davvero possibile senza rispetto.
  • merlino : Non puoi sfuggire alla forza di gravità della tua coscienza.
  • merlino : Assistere un malato è un grande onore. Assistere il tuo genitore malato è il più grande onore.
  • merlino : L'illogico non può tutelare le tue priorita' vitali. In merito a ciò che davvero conta, non farti ingannare dalle sue brame.
  • merlino : Le tue decisioni hanno il potere di orientare la tua vita in direzioni completamente diverse. Anche a costo di fare un passo indietro, di metterti in secondo piano, scegli per il bene maggiore, secondo ciò che ti detta la maggiore profondità della tua coscienza.
  • merlino : La sfacciataggine diventa costume nella sostanza dei mediocri.
  • merlino : Dai a ciascun attimo tutto l'immenso valore che merita. Perché è nell'attimo, e tante volte in un attimo, che ti giochi la vita.

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