l'angolo di....

A short description about your blog

viviamo

Posted by: balzanelli

Tagged in: Untagged 

balzanelli

Viviamo.

 

Con la massima intensità, con la massima gioia, con il massimo entusiasmo.
Non consentiamo ai limiti oggettivi di distruggerci, a ciò che in noi si chiude - in qualsiasi modo e per un qualsiasi perché - alla vita di precipitarci nell’assurdo.

 

Non permettiamo a ciò che nel nostro cuore ci tormenta e ci ferisce orribilmente di annientarci, di farci scivolare sul piano inclinato e saponato dello sconforto che può portare alla nostra ed altrui negazione, allo sfascio di ciò che abbiamo costruito, alla demolizione del nostro progetto di vita su cui tante energie abbiamo investito.

 

Non concediamo alla stanchezza ed alla delusione, per quanto atroce, di sfigurare il nostro sogno.

 

Viviamo.

 

Prendiamo atto che la strada è così inevitabilmente in salita, la discesa così ripida e scivolosa, la navigazione troppo spesso soggetta al pericolo di un mare sempre così innaturalmente agitato e ricolmo di scogli affilatissimi, ed inattesi, a pelo d’acqua.

 

Facciamoci una ragione che la fregatura è dietro l’angolo, la coltellata inferta con puntualità, ovviamente dietro le spalle e proprio da chi non ti aspetti.

 

Non rallentiamo la danza del nostro respiro, non cediamo alla tentazione di tornare indietro se siamo convinti di essere sulla strada giusta, non rinunciamo allo slancio ed alla corsa solo perchè il vento è contrario, il mondo è cattivo e sin da quando siamo piccoli ci hanno insegnato – purtroppo non a torto – che la passeggiata nel bosco vede attenderci paziente il lupo mannaro, l’orco maledetto, l’uomo nero.

 

Viviamo.

 

Vivere la vita, viverla davvero, essere ciò che siamo nel profondo, impone anche la scelta di far fronte con tutte le nostre forze, quali che siano, vigorose o labili, alle sollecitazioni, di reggere agli urti, di non sottrarsi – quando proprio inevitabile – allo scontro.

 

Vivere la vita, nutrire la vita, amare la vita e, quindi, amare davvero, concretamente, personalmente, in prima persona, significa avere il coraggio di non mollare e di andare avanti, anche e soprattutto quando tutto, in noi stessi, nel tempio sacro più profondo della nostra intimità, non ce la fa più, ed incomincia a ritenere inevitabile la resa, gettare la spugna.

 

Viviamo.

 

Non rassegniamoci all’incubo di ciò che evidente, alla follia verso cui evolve il mondo dell’umano dimentico della sua grandezza intrinseca costitutiva e della sua reale misura che va ben oltre le cose che si possono vendere e possedere.

 

Non stiamo a guardare quando c’è da fornire una risposta corale a ciò che, a qualunque latitudine, impietosamente devasta e ferocemente annienta.

 

Non mettiamoci a pettegolare sul balcone, a curiosare alla finestra, a dormicchiare sull’amaca quando c’è da scendere sulla strada, rimboccarsi le maniche, entrare nell’agone e dire e motivare ed agire sostanziando con gesti ed azioni concrete i “no” a cui crediamo oltre che “sì” a cui crediamo.

 

Si definisce un cristiano ispirato Anders B. Breivik, l’autore delle due stragi terrificanti in Norvegia, che hanno ucciso ad Oslo 7 persone e sull’isola di Utoeya 84 persone.

 

Un albanese ubriaco e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti ha, qualche ora fa, investito ed ucciso guidando ad altissima velocità un ciclista a Bollate (Milano), scaraventato per aria ad una altezza di 10 metri e finito sulla corsia opposta per essere travolto dalle altre macchine, per poi fuggire immediatamente.

 

In un non meglio precisato comune della provincia di Taranto una bambina di 5 anni è stata costretta a subire abusi sessuali ripetuti da tre quindicenni.

 

In Florida giovane di 17 anni massacra a colpi di martello i genitori, li chiude in camera da letto dopo aver disteso i loro corpi sul letto matrimoniale, ed organizza una festa in casa con un centinaio di amici…

 

In California una giovane madre di 27 anni ha ucciso la figlia di sei settimane chiudendola in un forno….

 

Viviamo.

 

Sia l’attimo che respiriamo immensità goduta e forza orientata al bene.

 

Sia ciascun momento unione profonda con la vita che in noi vive, protegge, avvolge.

 

Sia ciascuna ora, ciascun giorno, ciascuna settimana rivoluzione copernicana di speranza, forza decisionale al servizio della capacità di essere e della capacità di amare, senza nulla chiedere, senza nulla pretendere, senza nessuna alimentazione del mostro che in noi la vita evita e cerca di abbattere.

 

Viviamo.

 

Sembra strano, ma è tutto ciò per cui siamo.

 

La vita non è un sostantivo.

 

E’ un verbo.

 

Tutto da vivere.

 

Viviamoci.

 


TEMPO DI RIPENSAMENTO

Posted by: balzanelli

Tagged in: Untagged 

balzanelli

Tempo di ripensamento.

Tempo difficile.

Ricostruzione possibile di destino.

Necessità, irrinunciabile, di una riflessione più incisiva.

Pare pienamente accettata ed uniformemente condivisa la visione secondo cui le nostre azioni rivelano il nucleo più profondo dei nostri interessi.

In tale contesto interpretativo, il nostro comportamento rivela, giorno dopo giorno, istante dopo istante, ciò che per noi ha maggiore importanza.

Piaccia o meno, il nostro agire rivela fedelmente ciò in cui si esprime, tangibilmente, la nostra – reale – autenticità, direi la nostra più autentica “sostanza” costitutiva.

Giovanni Battista Vico scrisse: “verum = factum”.

Ossia “è vero ciò che viene a tradursi in fatti reali”.

Potremmo affermare, quindi, considerando la linearità dell’equazione, anche l’inverso: “factum = verum”.

Quindi, “il fatto rivela la nostra verità”.

In sintesi nuda e cruda: dai fatti emerge chi veramente siamo.

Tradotto in slogan, di particolare immediatezza comunicativa: “vediamo come ti comporti e ti dirò chi sei”.

Se così è, oppure – con maggiore realismo - considerando che almeno in gran parte è proprio così, siamo, oggi più che mai, nei guai.

Tempo di ripensamento.

Tempo difficile.

Tempo tremendo.

Abbiamo smarrito, credo, il senso della nostra relazione.

Con noi stessi, ma non solo.

A partire da noi stessi.

E da qui tutto di più…

Abbiamo smarrito il senso della nostra relazione tra esseri umani.

Questa evidenza oggettiva ha conseguenze assolutamente devastanti.

Sara, Yara e Melania sono, purtroppo, in “buona compagnia”…

Il mare di sangue della follia omicida nazionale è in perenne, inesorabile espansione.

Episodi assurdi e sconvolgenti, fatti gravissimi ed atroci, delitti efferati ed inenarrabili si stanno susseguendo, nella cronaca quotidiana, ad un ritmo spaventoso, dai contesti complessivi sempre più allucinanti.

Riccardo ammazza Gianluca, il suo miglior amico, colpendolo con 20 coltellate e quindi, Ilaria, la sua ex fidanzata, sorella di Gianluca, soffocandola con un sacchetto avvolto intorno alla testa, dopo averla riempita di botte e ripetutamente violentata per almeno 12 ore di seguito.

Alla domanda cruciale del “perché” pare abbia risposto: “ Non lo so”.

A Butera, Caltanisetta, per una questione legate ad un confine di terreni, è stata sterminata, con una trentina di colpi, una famiglia intera, padre, madre  e figlio.

Un ragazzo di 25 anni è stato ucciso a coltellate a Settimo Torinese dall’ex convivente della madre, per futili motivi.

Padre e madre, a Mazara del Vallo, Trapani, avrebbero maltrattato ed abusato sessualmente della loro figlia di 4 anni, legandola ad una sedia, picchiandola e costringendola ad assistere ad atti sessuali, anche di gruppo, e a guardare film porno: padre e madre!!!!......

Un caro “amico di famiglia”, a Lecce, per ben 4 anni, ha molestato e violentato due ragazze minorenni, cugine tra loro.
A Villaricca, in provincia di Napoli, violenza sessuale di gruppo, ripetuta per quattro mesi di seguito, su due ragazzine di 12 e 14 anni da parte di due minorenni....
Idem a Fano, violenza sessuale ripetuta da tre minori nei confronti di una ragazza di 15 anni...

E così via…

Una sagra degli orrori, uno schifo dopo l’altro, un crimine dopo l’altro (oltraggio nell’oltraggio: le pene da pagare, per quanti commettano questi atroci delitti, si documentano – sentenza dopo sentenza - paradossalmente quali sempre più leggere).

Siamo giunti ad una incontenibile esplosione di assurde dinamiche sociali di annientamento interpersonale.

Il sociologo svizzero Ziegler definisce il sistema sociale nel quale viviamo oggi “cannibalistico”.

Abbiamo ampiamente superato la concezione di Hobbes, secondo il quale l’uomo è lupo nei confronti dell’altro uomo (homo omini lupus).

Dati alla mano, “epidemiologia multiprofessionale” alla mano, il nostro contesto sociale si caratterizza ormai per una condizione, in piena forma evolutiva, di estrema violenza interpersonale.

Società impazzita e, auspicando di essere in errore, in piena deriva verso un livello di follia sempre maggiore.

Questo il progresso del moderno e del post-moderno?

Certamente una indubbia certificazione oggettiva di fallimento.

E’ in pieno fallimento il senso, il valore della relazione tra persone, tra esseri umani.

Almeno per ciò che riguarda l’Italia, si raccoglie quanto seminato, ossia il peso – evidentissimo – del più drastico fallimento delle tre agenzie educative per eccellenza, ossia famiglia, scuola (Stato), Chiesa.

Siamo – comunque - tutti responsabili.

Se ci facciamo a pezzi a vicenda, e non solo fisicamente, dove ciascuno sta diventando la minaccia più pericolosa per l’altro, occorre, senza mezzi termini, affermare un sincero “mea culpa” collettivo e da questo atto di sano realismo trovare in se stessi il coraggio, la forza, la perseveranza di impegnarsi personalmente, magari facendo gruppo, per invertire la rotta, con piena consapevolezza di andare – nettamente – contro corrente (stanca moltissimo e non è esente da rischi anche significativi…).

Lo Stato rischia di disintegrarsi grazie all’inconsistenza, sempre più palese, della multicolore coorte (ogni giorno più confusa e sbiadita) di quanti da un lato si fregiano di rappresentarlo democraticamente (e ancor più di rappresentarci) mentre al contempo, quale vettore di sintesi, ci impediscono – nel modo più drastico, direi ad oltranza - addirittura secondo legge, di rimuovere proprio essi stessi, quanto più democraticamente possibile, per manifesta perniciosa radicale incapacità.

I nostri governanti hanno ormai la stessa credibilità che può avere (se ne contano già due) chi proclami a gran voce che libererà Napoli dai rifiuti in cinque giorni…

La Chiesa può fare molto meglio se sostenuta con maggiore efficacia “dalla base” di quanti vi aderiscono, se realmente vissuta, quale dimensione possibile di realizzante comune unione, in libera adesione alle verità infinite cui conduce la fede cristiana e, da parte del clero, se invece di scegliere di parlare di più in latino ci si accorga, magari, che è traguardo improcrastinabile parlare molto di più in italiano, a partire dalla “lingua della strada”, attraverso fatti concreti e testimonianze vissute, invece che mediante prediche, più o meno altisonanti, così spesso completamente scollegate da qualunque riscontro con il reale.

Ho il timore che se nella Chiesa Cattolica non cambieranno, anche rapidamente, troppe cose, sempre più bambini e genitori fuggiranno anni luce lontano da essa e, ancor più, sempre meno vi entreranno.

La famiglia, infine, racchiude ed esprime il dramma più profondo della nostra tristissima inconsapevolezza esistenziale e relazionale.

Aldilà degli orrori, delle incompatibilità, delle mille lacerazioni della vita di tutti i giorni occorre ribadire, con massima forza possibile, che la famiglia, particolarmente quando vi siano dei figli, è sacra.

I suoi legami sono sacri. Le vite di cui si compone sono sacre.

I sentimenti che uniscono quanti compongono una famiglia non possono non essere sacri.

La famiglia deve ripartire molto prima e molto di più di Stato e Chiesa, se vogliamo evitare il naufragio.

Tempo di ripensamento.

Tempo di revisione.

Tempo di riscoperta.

Tempo difficile.

Ricostruzione possibile di destino.

Possiamo riorientare il nostro destino.

Penso spesso, in questi giorni, ad una frase del Vangelo di Matteo: “là dove è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore” (Mt, 6.21).

Possa recarsi, in questo ripensamento, il nostro cuore là dove c’è davvero il nostro tesoro, ciò che può renderci davvero felici, invece che condurci verso l’abisso.


Vivere la vita

Posted by: balzanelli

Tagged in: Untagged 

balzanelli

Vivere la vita.

L’importanza suprema.

La valenza assoluta.

Il senso che introduce alla verità prima ed ultima dell’uomo.

La possibilità grandiosa.

La concentrazione sublime di ogni significato.

La risposta immanente che introduce alla spiegazione unica appagante, e vera, ad ogni domanda.

Palpito del palpito del nostro cuore.

Palpito incommensurabile.

Vivere la vita.

Paradosso dei paradossi.

Luce dimenticata.

Bene evidente non considerato, messo da parte.

Infinito ignorato.

Follia di ciascuno.

Ingratitudine suprema.

Penso ad Alice.

Alice ha 15 anni e da quattro anni combatte con un linfoma di Hodgkin, una neoplasia maligna che, nel suo caso, pare ormai avviata – inesorabilmente - ad ucciderla, nonostante la puntuale implementazione dei più efficaci protocolli terapeutici internazionali.

Così, informata dai medici della sua possibile morte in tempi relativamente ravvicinati - «sembra che non vincerò la mia battaglia” - Alice Pyne, quindicenne inglese di Ulverston, nel Nord dell'Inghilterra, ha deciso di aprire un blog e di compilare su Twitter una lista degli "ultimi desideri" perché "ci sono ancora un sacco di cose che mi piacerebbe fare: alcune sono possibili, altre resteranno un sogno".

In pochi giorni la pagina di Alice è diventata una delle più cliccate della rete con migliaia di commenti ai suoi post pubblicati.

Come scrive il quotidiano britannico "The Telegraph", Alice si è ispirata al film "Non è mai troppo tardi", uscito tre anni fa, con Jack Nicholson e Morgan Freeman, due malati terminali di cancro che decidono di stilare una "lista del capolinea", con tutte le cose da fare prima di morire.

La “lista” di Alice è stata immediatamente sostenuta e diffusa da celebrità (tra i quali star della musica come Katy Perry e Justin Bieber, ma anche il premier inglese David Cameron) nonché dalla gente comune, diventando il principale argomento di conversazione sul popolare sito di microblogging.

Nella sua "bucket list" (letteralmente “calciare il secchio” , espressione inglese traducibile nella nostra lingua con la frase «tirare le cuoia») Alice chiede, prima di tutto, agli internauti di "diventare donatori di midollo osseo" (il trapianto è una delle terapie contro il linfoma di Hodgkin).

Poi esprime alcuni desideri tra cui "nuotare con gli squali", "viaggiare in camper", "andare dal parrucchiere", "diventare addestratrice di delfini", "incontrare i Take That", "avere un massaggio alla schiena", "vedere le balene"….

Le risposte non si sono fatte attendere.

La giovane incontrerà i Take That già nel corso di questo fine settimana.

Le fotografie con amiche e cane sono state scattate da un fotografo della vicina città di Barrow.

Un cinema locale ha offerto alla ragazza e ai suoi amici il party richiesto, al quale i principali invitati arriveranno a bordo di una Limousine, gratuitamente messa a disposizione da un noleggiatore.

Le sono stati offerti da altrettanti operatori del settore, un massaggio aroma-terapico e una nuova acconciatura curata da una parrucchiera specializzata nel trattare i capelli delle donne che si sono sottoposte a chemioterapia.

Un camper tutto per Alice e altri cinque tra familiari e amici è stato messo a disposizione con l’aggiunta dell’invito a visitare un safari park inglese, essendo problematico per la quindicenne viaggiare fino all’agognato Kenya.

Il resort per famiglie Alton Towers è pronto ad accogliere Alice nella stanza del cioccolato, ma anche a farla nuotare con gli squali nell’acquario all’interno del complesso e omaggiarla di un massaggio alla schiena e di qualunque altro trattamento desideri, nell’area dedicata del resort.

La ragazzina inglese ha voluto rispondere a tutti coloro che le hanno inviato messaggi e solidarietà: «Grazie davvero di tutti i deliziosi messaggi che mi avete inviato. Non ho dormito molto bene e quindi ho passato la notte leggendoli via via che arrivavano da tutto il pianeta, uno per uno, e mi hanno fatto davvero sorridere».

Che cosa diventa, all’improvviso, la vita, quando se ne va…

Quando ci accorgiamo che se ne va.

Di colpo, recuperiamo lucidità.

Il cuore si dilata.

Il sentimento dell’uomo sviluppa una forza immensa.

Sposta le montagne.

Davanti alla morte la vita dell’uomo si eleva, si fa ciò che essa, in verità, è: immensa.

Fortissima.

Sublime.

Vivere la vita.

Non aspettare l’ultimo giorno, o la sua notizia.

Vivere la vita, oggi, adesso, al massimo, istante per istante.

Lontano dalle nubi, dal referto di un emocromo, dalle mille inutili lagne, dagli orrori più volgari e dalle insignificanze più meschine di cui riempiamo, follemente, la nostra ed altrui quotidianità.

Vivere la vita.

Significa Amare.

Consapevolmente Amare.

Nulla è scontato.

Tutto, in meno che un istante, può svanire!!!

SP, a Platania (Catanzaro), di soli 15 anni, si accascia mentre gioca a calcetto e muore.

Antonella di Iorio, splendida ragazza di 23 anni, si accascia, a Napoli, mentre sostiene l’esame di Storia Contemporanea, uno degli ultimi prima della laurea, e muore.

Vivere la vita…

Ho la sensazione che non abbiamo ancora compreso…

Ancora ogni istante, adesso, ci chiama, come non mai, a noi stessi.


Notte di speranza

Posted by: balzanelli

Tagged in: Untagged 

balzanelli

La notte è, di per sé, un momento magico.

Ha il fascino dell’ignoto, dell’inesplorato.

Il buio, infatti, annullando le distinzioni, o redistribuendole, apre un varco meraviglioso al nostro desiderio di ricerca, di passione, alla nostra voglia di emozione, che ci porta, inconsciamente, aldilà di ciò che, volta per volta, sperimentiamo, a crescere nel nostro bisogno di infinito e nella nostra risposta personale al bisogno di infinito.

La notte stimola la mente ed i sensi, evoca potenti suggestioni, consente alla fantasia, ed alla relazione interpersonale di affermare e di sviluppare il nostro istinto vitale, di viaggiare sul piano esperienziale e di nutrirsi vicendevolmente, con importanti, talvolta esaltanti, potenzialmente illimitate, possibilità di arricchimento, libere dai mille condizionamenti, anche di tipo temporale, più o meno limitanti, che, invece, ci porta, volenti o nolenti, il giorno.

La notte, di per sé, è semplicemente fantastica.

E’ anche, e soprattutto, il momento, bellissimo, del rilassamento, della quiete, del recupero, vera e propria oasi della respirazione tranquilla, spiaggia, dolcissima, del nostro riposo, della nostra disintossicazione esistenziale.

La notte, quella vera, è notte di vita, è notte di incanto.

La notte, con il suo fascino, va goduta, in pieno, nei suoi ritmi, nei suoi tempi, nel suo dinamismo alternato di emozione e di riposo, di attivismo e di relax, di relazione gustosa e di sonno adeguato, un sonno che deve essere rispettoso delle necessità del nostro organismo.

La notte va vissuta, in modo sapiente, nel rispetto più meticoloso del suo equilibrio vincente, accogliendo gioiosi l’invito iniziale che madre natura ci fa, inizialmente, nelle prime ore, a rimanere svegli, con gli occhi aperti e, quindi, subito dopo, per almeno sei – sette ore, a riposare, altrettanto naturalmente, con gli occhi chiusi.

Come la notte è il fondamento dell’alba, così la buona notte è l’essenza del buon giorno, è la base preparatoria, indispensabile, della buona vita che il nostro cuore desidera vivere ogni giorno.

Purtroppo, non tutto è così scontato. C’è dell’altro.

La notte, quella reale, altrettanto vera, sta diventando, ormai sempre più spesso, tutto il contrario di ciò che si possa chiamare notte di vita.

E’notte di morte.

Il rito della notte partorisce mostri fecondati di giorno.

Questo vediamo, sempre più spesso, nelle ore del buio: devastazione.

Sguardi spenti, palpebre socchiuse, andature barcollanti, ragazzi seduti con la bava alla bocca, taluni sdraiati, talvolta agitati da scosse muscolari.

Le rilevazioni all’alcol test che abbiamo effettuate su centinaia di ragazzi volontari (che ringraziamo di cuore) all’uscita dai locali notturni ci dicono che oltre il 90% presenta livelli alcolemici altissimi, ben oltre lo stato di ebbrezza.

Oltre il 90%.

Un 90% di giovani che non dovrebbe guidare e che, invece, accende puntualmente il motore dell’auto.

Tra questo 90% qualcuno, dati alla mano, si siede al volante ed accende il motore, non solo dell’auto quanto, più ancora, del vertice ultimo della propria follia, semplicemente per spegnere, qualche km più avanti, l’incanto irripetibile di una vita, anche più di una vita, spesso non la sua.

Ti scrivo, su questa evidenza, in difesa della notte, ti scrivo, con l’inchiostro di questo sangue, in difesa della vita.

Ti scrivo per prendere posizione contro questa maledetta alchimia destruente nella cui dinamica evolutiva, con conseguenze di estrema gravità, configuranti vera e propria strage colposa/dolosa, si stanno perdendo sempre più i confini tra irresponsabilità e responsabilità, a livello personale, collettivo, istituzionale, interistituzionale, di governo nazionale, di Comunità Europea.

La maggiore percentuale di incidenti mortali si verifica, nei fine settimana, di notte.

Occorre mettere, al riguardo, punti fermi, e metterli tutti insieme, in modo da renderli irremovibili.

Sbarriamo l’assurdo con la forza dei valori in cui ci riconosciamo.

Facciamo barriera affermando, con tutta la forza di cui siamo capaci, i valori in cui crediamo.

Deve essere chiaro, una volta per tutte, quando parliamo di stragi sulla strada, che la notte è fatta per vivere la vita, non per togliere la vita.

La notte è fatta per vivere, non per uccidere.

Sia la notte di ciascuno ferma, e centrata, su questa consapevolezza.

Produca la notte di ciascuno una scelta opzionale definitiva, che partorisca un proprio comportamento personale, e di gruppo, diverso da ciò che è stato, da ciò che si vede, assolutamente risoluto, di esempio vero, prezioso, trascinante, verso se stessi, verso gli altri, amici, sconosciuti.

Sia la notte di ciascuno notte di vita, notte di amore, non notte di orrore.

Sia luce in questo buio che non passa, sia certezza in questa notte così lontana dall’alba.

Sia buona la notte, lieto il risveglio, senza telefonate, quelle che, con il loro annuncio, ti distruggono per sempre.

Sia questa nostra notte, notte di speranza.


Indispensabile

Posted by: balzanelli

Tagged in: Untagged 

balzanelli

Indispensabile prendere una decisione.

Di assoluta importanza evitare l’equivoco, il fraintendimento.

Se vogliamo cambiare le cose dobbiamo impegnarci in prima persona.

Se aspettiamo che “il mondo migliore”, che “il bene comune” ci vengano offerti, suggestivamente calati dall’alto e magari su un piatto d’argento, da altri, da terzi, più o meno altisonanti elargitori di promesse salvifiche a buon mercato, magari puntualmente rinnovate solo qualche giorno prima di qualche ennesima scadenza elettorale, rimarremo – così come peraltro inesorabilmente accade – dei poveri illusi.

Noi, gente comune, gente che vive sulla strada, e non sulla luna, gente che vive e trepida nella grandiosa intimità condivisa con le proprie famiglie, e non sui palcoscenici di carta dei rotocalchi, siamo quelli che pagano sempre: gli errori propri e gli errori altrui.

Siamo noi quelli che finiscono a pezzi.

Occorre svegliarci.

Occorre fare rete.

Occorre fare gruppo.

Occorre parlarci, confrontarci.

Se vogliamo che quanto ci circonda sia profondamente diverso dobbiamo cominciare con l’esempio personale.

Non c’è nessuna svolta possibile senza partire da noi stessi.

Occorre rifuggire la tentazione di fermarsi alle analisi di grande respiro e partire, con la massima decisione di cui siamo capaci, dal metro quadro in cui dinamicamente ci muoviamo giorno dopo giorno.

Occorre batterci, con tutta la forza di cui siamo capaci, per l’autenticazione dei nostri valori, la sostanza in cui ci riconosciamo, verso cui orientiamo i nostri sforzi, le mete verso cui indirizziamo il nostro cammino.

Sento dire, sempre più spesso, che non ci sono più i “valori di una volta”.

Sciocchezze. Fandonie. Miseri alibi alla nostra evidente incapacità, personale e comunitaria.

I valori non sono bolle di sapone, neve che si scioglie al sorgere del sole, nebbia che svanisce con le prime luci dell’alba.

I valori esistono nella misura esiste qualcuno disposto a viverli, nel proprio cuore, nel pulsare del suo sangue, attimo per attimo, nel suo respiro più profondo, sulla sua pelle.

I valori esistono nella misura in cui ci rendiamo disponibili a viverli, attimo per attimo, nei fatti concreti, ed oggettivamente riscontrabili, e non solo a parole.

Indispensabile ricominciare ad affermare, quando riteniamo di dover dire di “sì”, a negare, quando riteniamo di dover dire di “no”.

Sono sconcertato, in questi giorni, da due eventi di cronaca.

Il primo è la vergognosa intervista che Michele Misseri ha rilasciato ad una trasmissione televisiva non appena ha rimesso piede a casa propria, dopo alcuni mesi di carcere.

E’ assolutamente disgustoso aver assistito al racconto, vero o falso che sia (riterrei assolutamente falso, considerato che il presunto autore di un delitto più che perfetto – quel corpo in quel pozzo non lo avrebbero trovato neanche dopo tre secoli – non avrebbe avuto neanche una sola ragione in tutto l’universo di tirar fuori dal nulla un telefonino polarizzando l’attenzione del mondo intero su di sé..), mostrando come si è inclinato il capo della povera Sarah mentre veniva strangolata, come si accasciava, come ne venivano assurdamente ricercati nell’immediato i segni di morte (guardando addirittura, con massima attenzione, se fossero presenti movimenti spontanei oculari, i veri e propri guizzi, come se fosse un pesce..), mostrando, con estrema dovizia di particolari, come addirittura Sarah veniva incaprettata e fatta scivolare nell’acqua, avendo però massima cura, un attimo prima, di comporre il segno della croce sul suo torace con la sua stessa mano esangue, in quanto, poverina, non era battezzata….

Siamo alla follia più totale!!!!

La questione non è considerare la ragion pura del giornalista (chiamato ad arte) che coglie l’occasione per fare lo scoop della sua vita, né documentare, con pieno diritto, un fatto di cronaca di massima evidenza nazionale.

La questione è altra e ben più semplice: ciò che è stato videoripreso e trasmesso in onda, per la vista attonita ed incredula di tutti gli italiani, rappresenta uno schifo indicibile, la negazione di qualsiasi senso morale, la cancellazione più becera di qualsiasi prospettiva di minimale decoro e di dovuto rispetto per Sarah Scazzi e per la sua famiglia, per la sensibilità – assolutamente viva e non certo narcotizzata - di ciascuno di noi !!!

Al giornalista va ricordato, con estrema chiarezza, che aldilà di ciò che possa ritenersi tecnicamente lecito, senz’altro stabilito come tale da tutte le norme di legge di questo mondo, esistono regole non scritte e di solito non dette che sono estremamente ed incommensurabilmente più importanti, almeno per chi, come me, ancora ci crede: l’umana pietà, l’educazione dei sentimenti, il senso morale che sa rinunciare anche alla migliore delle opportunità laddove invece che proporre un qualsiasi dato interessante di cronaca si afferma unicamente l’evidenza di una lucidissima grottesca recita, peraltro pessima, da vero e proprio circo equestre dell’orrore…

Una farsa squallidissima che, attraverso la concertazione di vari fronti mass mediatici di parte, in totale allineamento tra loro, dimostra, con andamento incalzante, unicamente l’obiettivo (non proprio secondario) di pretendere di dimostrare che i magistrati sono completamente fuori di testa, cosa che, peraltro, a dirla tutta, non ritengo completamente infondata se mai si confermi in altra più autorevole sede di giudizio la tesi per cui, sempre riguardo il caso di Sarah Scazzi, la gelosia non sarebbe motivo sufficiente per commettere un delitto (credo che si siano persi, al riguardo, almeno due milioni e mezzo di anni di storia e di storia criminale….).

Sono sconcertato per ciò che è successo a Torri di Quartesolo, nel vicentino.

Alex, a 24 anni, muore, ucciso in uno scontro violentissimo perché preso in pieno da una macchina che andava contromano, avente alla guida un ragazzo ubriaco e drogato (positivi il riscontro all’alcool test ed al test di riscontro per le sostanze stupefacenti).

Annientata, distrutta, disintegrata, impazzita dal dolore, dopo solo qualche ora, la madre di Alex, Carla, si impicca.

Lascia il marito Piero, e l’altra figlia piccola, Martina.

Anche qui non trovo le parole.

So solo che il sito “ Un Messaggio per la Vita”, e la nostra campagna di prevenzione primaria delle stragi sulla strada “ Un Messaggio per Non Morire” sono nate per affrontare tutto questo ennesimo scempio, questo ulteriore carico infinito di dolore nato da questo evitabilissimo mare di sangue innocente versato…

Per farcela, per ridurre in qualche modo, per ridimensionare, per quanto possibile, la mostruosità evidente, con le sue atroci e disumane conseguenze, occorre procedere insieme, non arrenderci, non mollare, fare di più.

Non ci sono altre strade.

Indispensabile prendere una decisione.


LA VITA ENTRA NELLA VITA

Posted by: balzanelli

Tagged in: Untagged 

balzanelli

La Vita entra nella vita con luce ordinaria, senza effetti speciali.

Si presenta serena, umile, scontata.

Si rende alla portata di tutti.

E accoglie nel suo sorriso il volto, il viso, il cuore di noi tutti.

La Vita accoglie la vita.

La Vita accoglie la vita di noi tutti, la mia, la tua, così, semplicemente.

E procede tranquilla per la sua strada.

Passa tra di noi.

E procede con il suo passo, inarrestabile, inesorabile, avvolta nel suo mistero.

I greci chiamavano la palma “Phoenix”, come la Fenice, il mitico uccello che risorgeva dalle sue ceneri.

Gli egizi rendevano omaggio ad Hathor, la dea del cielo, definendola al contempo “la signora delle palme”.

I romani raffiguravano Minerva, la dea della saggezza, con un rametto di palme stretto nella mano e avevano attribuito il nome di Palmaris alla dea della vittoria.

Ci capita così, nella nostra vita di tutti i giorni, che la Vita stessa passi in noi, attraverso noi, fluendo nel nostro stesso sangue, respirando attraverso i nostri stessi respiri, in tutta la sua maestosità, senza che ce ne accorgiamo più di tanto, perdendola così spesso di vista o, magari con maggiore frequenza, quasi totalmente ignorandola.

Questo è un giorno speciale.

Una domenica dal sapore speciale.

Ci ricorda, la domenica delle palme, che la Vita procede nella nostra vita.

In mezzo  a noi passa la Vita.

In ogni istante.

Scorre, trascorre, e’ dinamicamente presente.

In noi vive la vita.

Nel nostro respiro lei respira.

Ci rialza dalle nostre cadute (Phoenix), ci chiama a guardare da altezze diverse (Hathor), ci chiede di riscoprire il sapore delle cose in questa stessa vita (la saggezza di Minerva), ci ricorda che possiamo vincere su ciò che ci opprime (Palmaris).

Difficile parlare di Vita che procede nella vita.

A guardar bene dovremmo dire - anche - che la morte procede nella vita, nel cuore stesso della vita.

E falcia. Di continuo falcia.

Selvaggiamente falcia.

Materialmente, spiritualmente.

Penso a Wellington Menezes de Oliveira, il 24enne che a Rio de Janeiro ha fatto irruzione nella sua ex scuola media sparando all’impazzata ed uccidendo undici ragazzi, di cui nove bambine, per poi suicidarsi, quale segno eclatante di protesta  motivato – a suo dire – dalla tesi secondo cui in questo tempo storico non si fa abbastanza contro il fenomeno del bullismo…

Penso a quanto è successo l’altro giorno a Bordighera, dove, in ottica di riscontro clinico oggettivo, non si è obiettivato per tempo, giuridicamente, lo “stato di necessità” per sottoporre comunque a trasfusione di urgenza una paziente testimone di Geova giunta al Pronto Soccorso in gravissime condizioni, e dove si è puntualmente eccepita presenza di vizio di forma alla richiesta disperata della figlia alla competente autorità giudiziaria di procedere comunque alla trasfusione, con l’inevitabile risultanza del ben noto epilogo finale.

Penso ai valori morali nazionali concretamente espressi , al momento del bisogno, dai Paesi membri della Comunità Europea, così fieri della presunta unità (forse, a guardar bene, neanche finanziaria), i quali davanti alla prospettiva di concordare, in ottica attuativa necessariamente unitaria, un piano di accoglienza strategicamente equilibrato dei profughi del nord – africa, insieme all’Italia ed alla Francia, si sono, uno ad uno, sostanzialmente defilati suscitando sentimento di profonda delusione, se non proprio di autentica vergogna, a livello internazionale.

Questa giornata propone, di fatto, una sfida interpretativa.

La Vita procede in mezzo alla vita.

Prospettiva grandiosa, dal peso esistenziale determinante.

Ma c’è ancora di più.

Livello estremo.

La sfida è più alta.

Antiversione della logica fondata sulle evidenze.

Il tema proposto è che la Vita procede in mezzo alla morte.

Qualcosa di più di duemila anni fa un uomo, che si attendeva coralmente quale re, liberatore e trionfatore, ovviamente immaginato a cavallo, entra a Gerusalemme senza fasti e ricchezze, senza armi e soldati, con quadro – sconcertante – di umiltà, serenità, ordinarietà, cavalcando l’animale più umile e mite in assoluto, un asino.

Una scena che ha dell’incredibile, se non del comico.

La gente acclama. Applaude. E’ festa.

Le stesse grida di gioia diventeranno, dopo qualche ora, inspiegabile ed atroce urlo unanime di condanna, di condanna a morte.

Vita che passa attraverso la vita.

Vita che passa attraverso la morte.

Quella domenica un segno.

Un segno premonitore.

Un segno su tutti.

Le palme.

Palme mosse dal cuore dell’uomo.

Palme mosse del vento.

Palme.

Phoenix

Già, la fenice…

Provocazione di senso.

Possibile anticipazione allegorica del nostro stesso destino.

Questione di risposta a noi stessi.

Prospettiva di valutazione individuale.

Chi, che cosa sta passando in mezzo a noi, in noi, nella nostra vita.

Buone Palme a tutti.

Mario Balzanelli


messaggio

Posted by: balzanelli

Tagged in: Untagged 

balzanelli

Messaggio


Messaggio.

Sintesi comunicativa.

Cuore pulsante di significato.

Il sé che si porta al di fuori dell’io come dono.

Dono di gratuità.

Sostanza profonda di sentimento.

Vita che vuole essere vissuta.

Messaggio.

Possibilità di incontrarsi, occasione di conoscenza.

Luogo naturale in cui lo stare insieme esprime il nostro naturale bisogno di profondità,

stare insieme.

Gioia autentica di relazione.

Auspicio di condivisione nel fluire delle ore e dei giorni.

Messaggio “da” diventa messaggio “per”.

Aprire dall’interno una strada per l’esterno.

Definizione di un obiettivo, individuazione di una meta.

Tendere verso per affermare qualcosa.

La nostra storia di questi anni.

Il nostro gruppo.

Questo sito.

Il nostro sito.

Messaggio per la Vita.

Sì, abbiamo lei, la Vita, quale sintesi suprema di tutti i nostri “da”, di tutti i nostri “qualcosa”, di tutti i nostri “ per”.

Vita, essenza e sintesi, sostanza e analisi.

Significato di tutto, in tutto, oltre tutto.

La Vita, il nostro destino, il nostro slancio.

Il nostro Amore in cui tutto è e diviene.

Dono di gratuità.

Gratis datum”, grazia.

Messaggio.

Necessità - del cuore - di esprimere un grazie.

Grazie a Roberta Bruzzone, Criminologa e Psicologa Forense, Presidente Accademia Internazionale di Scienze Forensi, Roma.

Grazie per aver scelto, con gioia, di far parte del nostro gruppo, per aver accettato l’incarico di Program Manager per l’Italia di Un Messaggio per la Vita, per tutto l’immenso potenziale di bene che ne potrà derivare, particolarmente per i giovani e per chi rischia di trovarsi in maggiore difficoltà.

Grazie ad Italia Amati, Psicologa e Psicoterapeuta, Docente Universitario, per aver sorretto e nutrito, giorno dopo giorno, con contributo prezioso, delicato, poetico, instancabile il nostro sito, rendendolo sempre più incisivo nelle definizioni più variegate di proposta culturale.

Grazie a Stefano Fabbiano, Presidente della nostra Campagna di prevenzione Un Messaggio per Non Morire, per il maiuscolo impegno nell’incontare i ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado, portando loro evidenze concrete e credibili di fiducia e di speranza.

Grazie ed Enzo Natale, Direttore del Pronto Soccorso  dell’Ospedale di Vibo Valentia, per aver promosso l’ennesimo incontro in Calabria, verso cui ci stiamo dirigendo in queste ore, con i ragazzi delle scuole di Melito Porto Salvo  (Reggio Calabria).

Grazie a Fabrizio Lamanna e a Tania Giovane, per gli interessantissimi scenari di approfondimento giuridico che stiamo promuovendo in tema di profili di responsabilità connessi agli incidenti stradali e, particolarmente, agli incidenti mortali, a Giampiero Gianfreda, nostro mitico webmaster (a breve nuova veste grafica del sito), a Mary Venneri e Stefano Berto, per aver realizzato insieme a me la nostra prima canzone (Tu sei la Vita mia), a Daniela Peretto, docente di educazione fisica dell’istituto Vittorino da Feltre, Taranto, a Studio 100 TV Sat, per il dono gratuito della seguitissima trasmissione via satellite “Un Messaggio per la Vita” (Sky 925, tutti i gioverdì, dalle 16.50 alle 17.50) e a tantissimi altri amici.

Grazie, particolarmente, a tutti voi, cari amici, protagonisti dei 60.000 accessi in meno di due anni, per la vostra presenza, per la vostra vicinanza, per il vostro continuo incoraggiamento.

Il 4 – 5 maggio 2011 ci troveremo ancora insieme, a Taranto, presso la nostra base operativa del Park Hotel, viale Virgilio, per delineare il bilancio dei primi 4 anni di attività e, più ancora, per slanciarci verso i nostri nuovi prossimi obiettivi.

Messaggio significa segno che comunica.

"Per la vita" significa essere dinamicamente in grado di viverla, questa nostra bellissima, unica, irripetibile, magica vita, scegliendo di viverci consapevolmente, di viverci istante per istante, di viverci con passione ed intensità, di viverci alla grande.

Essere Per la vita significa risultato certo.
Significa riuscire.
In pienezza.
Messaggio di verità.


Mario Balzanelli


possedere la vita

Posted by: balzanelli

Tagged in: Untagged 

balzanelli

Possedere la vita


Possediamo già ciò che ci serve per essere felici.

Anche se, nella maggior parte dei casi, non ce ne accorgiamo.

Siamo vivi.

Nulla di più sconvolgente.

Nulla di più determinante.

Essere vivi.

Il valore assoluto, il valore fondamentale.

Nell’epoca che si ritiene fiera, in molteplici contesti, di celebrare il non essere, noi affermiamo l’essere attraverso la vita e la vita dell’uomo.

La vita è il senso che apre alla realizzazione compiuta del senso stesso della vita.

Per ciascuno di noi.

Vivere e vivere pienamente.

Cammino dinamico.

Sapere, in ogni istante, che ci sei e respiri, che sono e che sei vivo…

Grandiosità dinamica.

Nutrire, attimo per attimo, la consapevolezza di questa grandiosità.

Affermarla con fierezza.

Scegliere, con tutta l’intensità possibile, di essere vivi e vivi nella vita.

E’l’unica strategia vincente. In un mondo che muore.

Vivere significa difendere la vita, quando viene minacciata.

Vivere significa proteggere la vita, quando è in pericolo.

Vivere significa nutrire la vita, perché la vita ha fame e sete di vita, e può spegnersi, se non riceve calore, sempre più intenso, nella vita.

Lo spettacolo, meraviglioso ed irripetibile, di ciò che la vita di ciascuno di noi è e diviene affronta, giorno dopo giorno, le risultanze, durissime, di uno scontro concomitante, divenuto nella nostra “evoluzione” ormai inevitabile, con tutto ciò che rispetto alla vita si pone quale dimensione sostanzialmente antitetica.

Il mondo delle grandi responsabilità istituzionali continua a deludere pesantemente.

Si ha, a livello nazionale, la sensazione, peraltro sempre crescente, di trovarci stretti in una morsa, asfittica ed asfissiante, che vede protagonisti dell’inutile, se non del controproducente, gruppi in cui si distingue da un lato chi pare avere, quale unica preoccupazione, quella di non finire in galera, e dall’altro, figli dei fiori in perenne discordia tra loro, incapaci di qualsivoglia, sia pur minimo, progetto di governance unitario del Paese.

Mentre la gente comune stenta, e non poco, ad arrivare a fine mese, e le prospettive di occupazione concreta, in termini temporali accettabili, dei giovani affrontano una stagione assolutamente intricata di sfide sempre più complesse e di ingravescenti rilevanti obiettive difficoltà, i nostri stipendiati di lusso del massimo vertice istituzionale si confermano, nel loro magnifico stato di permanente beatitudine, tranne qualche pur meritoria nobile eccezione, eccellenti nell’unica arte di cui sono, evidentemente, capaci: friggere l’aria.

Siamo sotto i colpi di una ondata di violenza interpersonale senza precedenti.

Una vera e propria fiera degli orrori.

Luca viene selvaggiamente massacrato, sino a sviluppare lesioni cerebrali mortali, da una raffica devastante di calci e pugni sferrati da un terzetto di gentiluomini solo perché un cane, senza guinzaglio, del tutto fortuitamente, e – purtroppo- incontrollabilmente, aveva attraversato la strada infilandosi all’improvviso sotto le ruote del suo taxi.

Maricica muore dopo aver ricevuto un violentissimo pugno in faccia, preceduto da uno sputo in faccia, solo perché aveva protestato per essere stata scavalcata alla fila della biglietteria della metropolitana.




Sarah viene strangolata e uccisa nel cuore degli anni, al sorgere più luminoso della sua primavera, da una infernale cooperazione familiare in grado di simulare e dissimulare l’impossibile, tutto ed il contrario di tutto, producendo il sentimento di disgusto più profondo, con dolore atroce, in tutta la nazione.

Vita e negazione della vita.

A volte l’orrore genera nuovo orrore.

Mi fanno schifo gli amici di Michael, il primo a massacrare Luca per strada dopo l’investimento del cane, che lo applaudono, dedicandogli a gran voce cori di lode e sostegno, mentre viene arrestato.

Mi fanno schifo i passanti alla metropolitana di Roma, puntualmente ripresi dalle telecamere di sorveglianza, mentre, quasi infastiditi, nel loro frettoloso brulicare, girano attorno al corpo di Maricica, distesa, in coma, sull’asfalto, senza che nessuno si fermi, senza che nessuno cerchi di capire, senza che nessuno si preoccupi minimamente di prestare un qualsiasi tentativo di soccorso.

Mi fanno schifo quanti, sul portale dei portali, all’indomani della “confessione” (pseudo?) del Misseri, hanno aperto siti, per fortuna immediatamente intercettati e soppressi dalle autorità competenti, di entusiastico plauso per le sue gesta, definendo un “eroe” chi ha è riuscito perlomeno a trasportare ed occultare “egregiamente” il cadavere della “adorata” nipote di 15 anni, per lui una vera e propria “figlia”.

Parimenti schifo mi fa chi ha pubblicato sul web, anche qui, per fortuna, con immediata cancellazione, le foto del corpo saponificato di Sarah, disteso sul letto dell’obitorio ed ancora rannicchiato in posizione fetale.

Orrore che genera ulteriore non senso e farneticazione allo stato puro.

Subiamo ormai, su tutte le reti, lo spettacolo assurdo, e direi, del tutto grottesco, nota sintesi amara di tragico e ridicolo, rappresentato da giornalisti appollaiati h 24 ad Avetrana, davanti al garage dei Misseri, da cui, attimo per attimo, nella prospettiva di una trasmissione in diretta “minuto per minuto”, ci vengono forniti continui “sensazionali” aggiornamenti addirittura in riferimento al fatto che ci si chiede se chi vive in casa sia ancora in casa o se, invece, sia uscito, se sia entrato, e da quale porta, oppure se sia andato a fare la spesa, o magari se abbia avuto, da un momento all’altro, una qualche forma di imbarazzo intestinale….

L’assurdo mediatico di questi giorni, che non è certo confondibile con i percorsi culturali della più doverosa corretta informazione, e dell’importantissimo approfondimento multidimensionale di “qualità” scaturito dal fatto di cronaca (sociologico, antropologico, psicologico, psichiatrico, criminologico etc) al diritto - dovere dell’informazione necessariamente correlato, sta vedendo partire per Avertrana, quale conseguenza, serie di pulmann, provenienti da varie regioni, stracarichi di veri e propri turisti dell’orrore, smaniosi di realizzare il tour di fine settimana nei luoghi “maledetti”di questa tragedia, la casa, il garage, il pozzo.

Di questa preoccupante gita itinerante salverei, quale momento di eventuale altissima prospettiva spirituale, solamente l’ultimo stadio, il solo per cui valga – assolutamente – la pena di muovere l’io di ciascuno, la sua abissale insondabile profondità: inginocchiarsi, con profondissimo silenzio, davanti alla lapide di Sarah, crocevia emblematico che evidenzia, per tutti noi, non solo il dramma infinito della vita spezzata quanto, almeno per chi scrive, il mistero infinito, ancora più sconvolgente, della vita che attraverso l’Amore restituisce vita vera alla vita spezzata, il mistero della vita più grande della morte.

L’orrore è una scelta dell’uomo.

Credo che, se vogliamo, possiamo scegliere diversamente.

Ma prima di scegliere c’è da prendere atto di una verità più alta.

Possediamo già ciò che ci serve per essere felici.



Anche se, nella maggior parte dei casi, non ce ne accorgiamo.

Siamo vivi.

Siamo ancora vivi.


nascere

Posted by: balzanelli

Tagged in: Untagged 

balzanelli
Nascere

Nascere.
Venire alla vita.
La prospettiva più interessante.
Dal nulla, tutto ciò che si siamo.
Che meraviglia!!!
Giocare a dadi col genoma ha in sé dello sconvolgente ma nulla ci dice su ciò che la vita è.
E sul perché
la vita
nasce.
L’uomo, questo oceano in continua misteriosa espansione…
Nascere.
Aprirsi alla vita.
Accogliere la vita a braccia aperte.
Affidarsi, nell’abbandono, al suo respiro possente.
Credere al significato possibile oltre l’assurdo evidente.
Qualunque interruzione del respiro nulla ci dice in merito al fatto che il respiro è e può avere un senso , un senso oltre tutto.
Un senso in tutto.
Un senso più evidente e davanti agli occhi, non sempre così nascosto.
Nascere.
Conseguenza.
Conseguenza di unione profonda, profondissima, oltre l’irresistibile fascino della pelle e di ogni emozione.
Immenso che si unisce nella carne e nuovo immenso concepisce…
La vita diviene vita.
L’incredibile irripetibile, ciascuno di noi.
Il nostro volto.
Capolavoro di unicità.
Dimensione sacra a portata di mano.
Viaggio di vita che vita ancora cerca.
Nascere.
Vedere la vita per vivere la vita.
Considerare la vita.
Nutrire la vita.
Tutelare la vita.
L’unico modo di affidarsi alle sue ali nella certezza di non cadere.
Il neonato è totalmente dipendente.
L’unione che concepisce deve tradursi in amore concreto che dona.
Se vogliamo che la vita viva.
Se vogliamo che esprima il significato per cui nasce.
Unione diviene amore e amore genera Amore.
Amore più grande.
Amore infinito.
Amore con un volto.
Amore per sempre.
Amore oltre la morte.
Amore oltre qualsiasi morte.
Nascere.
Nella grotta c’è un bambino appena nato.
Nel suo pianto, il mio, il tuo.
Nel cielo c’è un canto.
Nel suo canto, il mio, il tuo.
Su tutti c’è una stella.
Altissima.
In ciascuno dei nostri cuori.
E venuto da oriente vedo qualcuno che si inginocchia davanti alla vita.
In quell’inginocchiarsi,
il mio, il tuo.
Vedo con gioia.
Contemplo con gioia.
Vedo qualcuno che non si è stancato di seguire la stella.
Nonostante tutto, non si è stancato…
Non mi sono stancato,
non ti sei stancato,
non ci siamo stancati
davanti al vagito della vita,
ancora primo in noi,
in questa vita,
per questa vita,
nell’unione più profonda
della nostra vita,
non ci siamo stancati
di nascere
e di vivere
per nascere
di più e ancora
alla Vita,
alla Vita
in noi
discesa,
oggi più che mai,
tra noi.
Buon Natale!!!

primavera nell'inverno

Posted by: balzanelli

Tagged in: Untagged 

balzanelli

Primavera nell’inverno.

Nel cuore dell’inverno.

Nella sua profondità.

Inverno.

Freddo.

Talvolta glaciazione.

Talvolta glaciazione assurda.

Penso al terremoto, allo tsunami, al cataclisma che ha colpito il Giappone.
Penso alle decine di migliaia di morti, agli innumerevoli feriti, alla cancellazione di città intere, al disastro, nel medio – lungo termine, di una straziante potenziale ulteriore carneficina di massa per gli effetti della minaccia nucleare, della pioggia di radiazioni, dell’acqua radioattiva, di frutta e verdura potenzialmente armata di effetti biologici devastanti per quanti, chissà per quanto tempo, se ne nutriranno.

Penso allo sconforto della gente, all’incubo di un possibile nuovo terremoto nella terra del rischio sismico per eccellenza.

Penso al dolore, alla quota infinita e straziante di dolore di tantissimi che, in un pochi istanti, hanno visto una apocalisse di distruzione senza precedenti che lascia annientati, attoniti, senza parole, in silenzio assoluto.

Non so nemmeno che cosa si possa dire davanti alle immagini di un oceano vorace che con onda altissima avanza distruggendo, alla velocità di oltre 800 km all’ora, ancora maggiore, quindi di un boeing supersonico, tutto ciò che trova davanti a sé: oltre le cose, ancora, non mi stancherò mai di dirlo, persone, famiglie, vite, vite piene di vita, seppellite, inghiottite, fatte a pezzi, cancellate dalla faccia delle terra.

Penso alla guerra.

Sì, alla guerra, la strage evitabile che più evitabile non si può.

Penso alla guerra con la Libia e al lacerante, disperato dramma insurrezionale che stanno vivendo, in questo momento, le popolazioni del nord africa.

Penso che non si è riusciti, in ambito comunitario internazionale, ad evitare queste stragi.

Penso a come mai non si riesca, così spesso, ad evitare queste stragi evitabili.

Penso che forse non ci si è voluto spendere più di tanto per evitarle.

Penso a cosa si dovrebbe – assolutamente – fare, nel giusto tempo, per evitarle.

Penso che la ricetta è sempre la stessa: guardare, ciascuno secondo il proprio profilo di responsabilità, la vita negli occhi e rispondere per tempo ad essa nel comune denominatore che non può essere solo il bene mio o tuo ma, necessariamente, il bene nostro, il bene di tutti, il bene comune.

Già, il bene comune…

Facile a dirsi.

Da tutti, a gran voce, invocato, e sempre meno, di fatto, sinergicamente perseguito.

Penso che, quali coscienze individuali e collettive, dobbiamo riflettere un po’ di più su cosa sta accadendo in questo tempo, aldilà di subire, più o meno passivamente, i proclami e delle gesta dei più vari benemeriti  assicuratori di giustizia del mondo in perenne ricerca di petrolio (nessuno ha mai fatto o anche pensato, benché minimamente, di fare guerra alla Corea, la quale ha pubblicamente, già da qualche anno – addirittura nel bel mezzo di una sessione dei lavori ONU – annunciato a voce ufficiale del proprio ambasciatore di stato di avere armi nucleari molto ben nascoste in un territorio sotto la cui crosta, però, guarda caso, c’è solo roccia, nuda e cruda, e nessun oro nero da prelevare in nome e per conto dei migliori superdiritti e doveri morali, nazionali, internazionali e siderali)….

Penso che la gente, i singoli, le comunità, i popoli si sono stancati dei dittatori e non li sopportano più.

I dittatori sono mostri, negazione di ogni negazione di ogni diritto umano e devono essere, semplicemente, annientati dalla storia, da qualunque storia.



Credo che i dittatori, a partire dai più “deboli”, verranno progressivamente eliminati da se stessi, dalla loro sostanziale nullità prima che da sistemi internazionali coesi di forze economiche (mi sarebbe piaciuto scrivere di forze morali) le quali, pur in grado di assicurare ai rispettivi popoli livelli di civilizzazione assai più evoluti e complessivamente più democratici rispetto ai parametri socio – culturali di riferimento attuali (invero non ci vuole poi così tanto), sostanzialmente governeranno il pianeta con parametri di uniformità gestionale che non accetteranno, in alcun modo, personalismi anarchici e sovversivi rispetto all’ordine comune contingente del momento.

Solo qualche stagione fa il colonnello Gheddafi riceveva, a casa nostra, baciamano e salamelecchi dalle nostre massime autorità di governo, propinando amenità di ogni tipo a centinaia di hostess dell’Alitalia superpagate per ascoltarlo, in una vera e propria corte dei miracoli che ci ha messi istituzionalmente in ridicolo davanti a tutto il mondo.

Adesso, il colonnello ringrazia di cuore e ci chiama “mostri, barbari e traditori”.

Penso ai 150 anni di Unità d’Italia ed alla festa nazionale in cui ci siamo abbracciati.

Momento grandioso, irripetibile, stupendo di festa vera, orgoglio legittimo, affermazione preziosa ed indispensabile del nostro patrimonio millenario di valori comuni.

Festa della nostra storia, del nostro animo condiviso di popolo, del sentimento autentico che fa del nostro Paese, e e della nostra gente, una dimensione meravigliosa di cittadinanza, tradizione, cultura, tradizione artistica, capacità di vivere e di Amare unica al mondo, documentabilmente unica e grandiosa in tutte le epoche della storia dell’uomo.

Auspico che tutti i deputati della Lega che si sono assentati nel momento di maggiore rilevanza istituzionale della festa dell’unità nazionale si vergognino profondamente. Sarebbe ora di chiarire, una volta per tutte, che se non si accetta l’unità nazionale non si ha diritto a sedere sui seggi del parlamento in qualità di parlamentari italiani pagati, anzi strapagati a fine mese con i soldi degli italiani, di tutti gli italiani.

Primavera.

Primavera nell’inverno.

A nove giorni dal sisma in Giappone sono state ritrovate vive, per quanto completamente seppellite dalle macerie di Ishinomaki, città completamente distrutta, una donna anziana di 80 anni ed un adolescente di 16.

Hanno detto ai soccorritori: “Stiamo bene. Stiamo bene. Nonostante tutto stiamo bene…”

Una anziana. Un ragazzo.

Primavera e Inverno.

Segnali di vita oltre la morte.

Usciamo dalle macerie, dalle nostre macerie, quelle che non ci mancano mai, quelle che potrebbero aumentare, quelle che potremmo, se ci uniamo veramente, diminuire.

Siamo vivi.


<< Inizio < Prec. 1 2 3 Succ. > Fine >>

se ti serve ....

inviaci un pensiero! lo appenderemo sulla lavagna

schede culturali

un grazie a...

 



cerca
non bere

dalla Calabria

opinion leader

<<  Aprile 2019  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
  1  2  3  4  5  6  7
  8  91011121314
15161718192021
22232425262728
2930     
few sentences
ultimo messaggio: 1 settimana, 1 giorno fa
  • merlino : I dispensatori di verità ascoltano solo loro stessi. Evitali.
  • merlino : Sono tutti ossessionati dal management. Pochi sono interessati alla leadership. Quella vera. Che si sostanzia intanto con l'essere "per".
  • merlino : Come ogni istante rinnova il precedente e viene rinnovato dal successivo, cosi la tua vita è chiamata, proprio in ogni istante, a rinascere di nuovo, a rigenerarsi, a risplendere, di più e meglio.
  • merlino : Se analizzi la caduta, la tua caduta, trovi sempre una causa ben precisa. Ecco, su quella devi lavorare per evitare recidive, anche potenzialmente pericolose se non destruenti.
  • merlino : Difficile affermare la speranza camminando sulle sabbie mobili. Quindi attenzione ai movimenti. Perché comunque si impone uscirne fuori e vivi.
  • merlino : Difficile affermare la speranza camminando sulle sabbie mobili. Quindi attenzione ai movimenti. Perché comunque si impone uscirne fuori e vivi.
  • merlino : La svolta ci precipita nel disastro quando decidiamo di essere coerenti con noi stessi, ma al contempo ci salva da disastri peggiori.
  • merlino : Il nostro sorriso ci rende giustizia molto più del nostro pianto.
  • merlino : L'amore non accetta condizioni. Esige la resa.
  • merlino : Sperare è camminare in attesa di un avvenire positivo, realizzante, migliore del passato e del presente, percependo quale garante la vita, indipendentemente da qualunque evidenza di morte.
  • merlino : La speranza è la scelta consapevole di slanciarsi nell'infinito, indipendentemente da ogni limite.
  • merlino : La speranza rende elastica la nostra capacità di amare, cioè la dilata. Quanto più vi è speranza, tanto più si dilata la nostra capacità di amare.
  • merlino : Le insidie peggiori sono quelle che meglio si nascondono. Sii molto sensibile e attento nell'intercettare quanto prima i segni rivelatori.
  • merlino : Conta intanto su di te. Ti scoprirai molto più forte e potente di quel che pensi.
  • merlino : E' sconvolgente considerare che in ogni istante ci viene fatto dono della vita.
  • merlino : Metti a fuoco una questione prioritaria essenziale: il tuo cuore è in cerca di significato.
  • merlino : In sintesi, è tutto un viaggio dal cuore alla testa e ritorno.
  • merlino : Volgi il tuo cammino intanto verso il paese del tuo cuore.
  • merlino : Significa stare lì sulla trasformazione, ossia trasformare ogni percorso in percorso di vita.
  • merlino : La sfida? Diventare il significante del proprio significato.
  • [merlino] : Non banalizzare mai il senso sacro della vita.
  • merlino : Incomincia dalla "visione". Stabilisci, quindi, per prima cosa, verso quale traguardo intendi condurre la tua vita.
  • merlino : I valori sono i comportamenti essenziali che ti impediscono di precipitare nell'abisso.
  • merlino : Il cuore pulsante della tua vita è nell'abbraccio più forte a chi ami.
  • merlino : Non è solo elevandosi verso l'alto ma anche e sopratutto chinandosi verso il basso che si agisce autenticamente al servizio.
  • merlino : Eserciti di gentaglia marciano come predatori per saccheggiare in ogni modo possibile e immaginabile. Evitali. E se mai li affronti non avere mai timore di essere nel giusto.
  • merlino : La malattia ti mette davanti la tua identità, insieme fragile e grandiosa. Attraverso il dolore vedi la tua reale miseria e la tua immensa grandezza.
  • merlino : La menzogna uccide. Noi stessi, gli altri, chiunque. Durissimo subirne le conseguenze. Evita la menzogna e riparti da nuove verità se la subisci.
  • merlino : L'osservazione del dolore ti impegni a farti carico delle tue responsabilità, ad essere di supporto, scudo a chi soffre.
  • merlino : Il fallimento, anche più abissale,non ci impedisca di rilanciare tutto di noi verso la vita.
  • merlino : La grande difficolta' ed il sentimento di sfiducia verso noi stessi generi proprio in noi stessi buon senso e rinnovata fiducia, intesa quale determinazione forte a ripartire, quale affermazione più convinta della volontà e della necessità di non arrendersi.
  • merlino : La semplicità è conseguenza della scelta di dire di "si" alla vita.
  • merlino : Prima di preoccuparti di cambiare il mondo incomincia ad adoperarti per cambiare te stesso.
  • merlino : Siamo nella necessità di trovare il nostro equilibrio nell'ordinario, molto più che nello straordinario.
  • merlino : È questo l'istante in cui sei chiamato a sentirti vivo. E così in ogni istante.
  • merlino : Stare insieme a chi ami non ha prezzo. È il valore più alto incarnato. L'amore è unione con l'amato.
  • merlino : Subire all'improvviso l'annientamento di sé stessi. In un attimo non siamo e rischiamo di non essere tu. Sono le occasioni più importanti per ascoltare il silenzio, fermare il tempo, rigenerare la vita.
  • merlino : La nostra società è ampiamente in crisi perché non riusciamo a rispettare neanche noi stessi.
  • merlino : La stanchezza ti chiama a recuperare energia vitale. È il tempo prezioso della ricarica. Una opportunità straordinaria di rigenerazione. Fai buon uso della tua stanchezza.
  • merlino : Occorre trovare vive in noi la bellezza e la determinante importanza prima di perdere tutto, e non dopo. Siamo ricchi e non lo sappiamo.
  • merlino : La forza interiore deriva dal tuo amore più profondo. Obbedisci a quella infinita profondità. Tutto il resto è un accessorio passeggero.
  • merlino : È proprio l'attimo di smarrimento il pretesto per farti fuori. Sii sempre sulla riga e non deviare. Questo è un tempo in cui non sono consentiti cedimenti.
  • merlino : Un attimo. Un attimo e perdi tutto. Pre-vedi. Evita l'attimo della caduta. Fai questo immane sforzo.
  • merlino : Ovunque tu vada, vai verso la vita. Fattelo dire da chi vede morire tutti i giorni.
  • merlino : Fa parte della tua integrità mantenere le promesse.
  • merlino : La forza in te ti consente di compiere prodigi. Devi solo crederci.
  • merlino : Non perdere tempo a ritenere che siano gli altri a doverti promuovere.Tocca a te promuovere te stesso.
  • merlino : La tua salute va privilegiata come bene supremo da tutelare. Non riscoprire il suo valore quando compromessa.
  • merlino : L'essere in vita è lo stato di grazia indispensabile per poter ricreare, a partire da ciascun istante, tutta la nostra vita.
  • merlino : Il mistero della morte è l'evidenza che pare infrangere in ultimo il respiro della vita. In realtà è la Vita che avvolge la morte e che dall'interno della sua mostruosità la rigenera in vita, più grande, infinita. Strada stretta, antinomia di logica e biologia: chiamala fede.
  • merlino : Si ricomincia ogni giorno. Si cade e ci si alza. Ma questa sia la tua costante tensione, oltre qualunque reiterata fragilità: preoccupati ogni giorno di amare di più.
  • merlino : Si tratta dell'unica priorità: metti al centro la Vita. La Vita al centro di tutto. La vita nell'Amore. La Vita che nell'amore è più forte della morte.
  • merlino : Se ti decidi per la vita non potrai essere distrutto, nemmeno da qualsiasi crollo delle illusioni.
  • merlino : Costruisci la tua vita su un fondamento che sostiene.
  • merlino : Non è un altro giorno. È un giorno in meno. Vivilo in pienezza.
  • merlino : Sperare è saper cogliere la primavera nell'inverno.
  • merlino : Vi sono piani di realtà di cui non puoi non tenere conto. Di cui devi tenere conto.
  • merlino : Prendere le distanze da ciò che non si condivide è di fondamentale importanza per recuperare ed espandere forze e ricchezze di vita.
  • merlino : Il dramma è doversi sopportare i bugiardi cronici istituzionali. Rispondi con l'esempio corretto. E tante volte meglio senza proferire verbo. Esempi lampanti. Nulla più.
  • merlino : Inutile e pericoloso rispondere istintivamente alle offese se non hai le idee chiare e la corretta comprensione della forza reale del tuo avversario. Aspetta, valuta, verifica e solo quando nelle reali possibilità di replica efficace rispondi a tono.
  • merlino : Devi farti sempre trovare pronto, lucido, reattivo. La sofferenza irrompe quasi sempre inaspettata nella vita. Nessuno è esente da questa sgradevolissima irruzione. Rimani quindi pronto a reagire e ad agire.
  • merlino : Siamo chiamati a nutrirci creativamente dello smisurato prodigio della vita.
  • merlino : Il nostro corpo e la nostra esistenza sono profezie di un amore incondizionato.
  • merlino : Non ti colpevolizzare se vieni rifiutato. Riparti dalle ceneri e persino da esasperazione e disperazione. Ma riparti. Nel flusso della vita. Nel dono nuovo della vita.
  • merlino : La stanchezza estrema ci porge con nitida chiarezza l'evidenza della nostra finitudine e insieme la nostra capacità di rinascita.
  • merlino : Spiegano ciò che non vivono, e vi è anche chi li ascolta.
  • merlino : Il distacco aiuta a comprendere la tua verità, e a scegliere per viverla nella sua pienezza.
  • merlino : Assapora il gusto di vivere nell'amore. È unico. Ti rende vivo.
  • merlino : Semplifica. Essenzializza. Vai all'irrinunciabile determinante. Dai al tuo tempo sostanza piena e traboccante di vita.
  • merlino : Consuma solo ciò che ti è necessario. Ciò che ti rende felice non può essere acquistato.
  • merlino : Incoraggia e supporta sempre, senza nulla chiedere in cambio, il talento altrui. Il tuo passare sia germinativo di una umanità migliore.
  • merlino : Prima di decidere valuta con attenzione il contesto esterno in cui produrranno gli effetti delle tue decisioni.
  • merlino : Non si condivide a parole.
  • merlino : Trova la forza nell'irrinunciabile.
  • merlino : Le tue parole siano donatrici di speranza.
  • merlino : Le due alleanze difficili da rispettare, quella con il passato e più ancora quella con il futuro.
  • merlino : La speranza ha un laboratorio sperimentale. Si chiama perseveranza.
  • merlino : Non abbandonare a metà l'opera intrapresa.
  • merlino : Vieni ostacolato dal malaffare? Consideralo un alto onore.
  • merlino : Tutti pronti a combattere nascosti dietro la tua schiena.
  • merlino : L'amore si volge indietro e impara, nel presente da' tutto senza riserve, ma per sua natura è aperto al futuro, guarda lontano e con coraggio si avvia, qualunque sia il tempo, verso il domani.
  • merlino : Accetta battute d'arresto. Fai di una sconfitta tesoro di espansione di vita. Proteggi il tuo amore. Respira immensità sotto le stelle.
  • merlino : L'incompiutezza ti sia alleata. Una profonda umiltà sia la tua strada maestra. Con passione e pazienza vivi, accogli e crea, durante il giorno e la notte, meraviglie nel tuo cammino.
  • merlino : Si parla troppo di gestione e quasi nulla di risultati.
  • merlino : Ciò che puoi e devi imparare solo a tue spese:la responsabilità.
  • merlino : Non rinnegare la tua verità se a causa di essa dovrai subire ingiuste e pesanti ostilità.
  • merlino : L'amore obbedisce solo a se stesso e nella finalità di se stesso.
  • merlino : Ci si rompe in ogni momento. Ci si deve curare in ogni momento.
  • merlino : Non credere quando ti dicono che la perfezione non esiste. Io l'ho incontrata, vissuta, abbracciata.
  • merlino : Fai attenzione ai professionisti del muro a tutti costi, delle barricate a prescindere. Evitali. Ignorali. Affrontali solo quando sai di essere nel giusto e di avere le spalle sufficientemente larghe.
  • merlino : Solo affermando l'amore irrinunciabile trovi pace nel cuore.
  • merlino : La serenità diventa possibile solo quando rinunci a tutto ciò cui brami per amore di chi ami.
  • merlino : I moltiplicatori di problemi sono una pericolosa perdita di tempo. Concedi loro pochissimo spazio e vai oltre e speditamente sulle questioni essenziali.
  • merlino : Prendi la delusione di adesso e trasformala in speranza e azione mirata per il tuo avvenire.
  • merlino : Cura la tua preparazione ogni giorno. Sviluppa e arricchisci ogni giorno le tue conoscenze.
  • merlino : Il chiarirsi deve essere diretto, essenziale, deciso.
  • merlino : Se ti offendono ignora. Replica puntando dritto ai tuoi obiettivi.
  • merlino : Ricordati che scaricano le responsabilità delle loro insufficienze sul più forte, mai su loro stessi.
  • merlino : La coerenza paga sempre, quando è specchio di competenza, passione, integrità.
  • merlino : Si tratta di rivedere il concetto di speranza. Non è un augurio, un auspicio. È la decisione, è l'agire, dettato dalla fiducia, dalla fede, che ti porta ad andare verso un obiettivo che ritieni irrinunciabile, nonostante tutto.

Only registered users are allowed to post

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counteroggi501
mod_vvisit_counterquesto mese33779
mod_vvisit_countertotali2219300
 29 visitatori online