l'angolo di....

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non c'è posto per la vita

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balzanelli

Non c’è posto per la Vita.

 

Dispiace un po’ a tutti, ma non c’è posto.

 

C’è sempre un’ottima ragione, una necessità di maggiore impellenza, una priorità non subordinabile.

 

Non c’è posto per la vita.

 

Non c’è tempo per la vita.

 

Tutti occupati, tutti impegnati, tutti di fretta.

 

Tutti nel vortice, tutti pensierosi, tutti che sanno quello che fanno.

 

Tutti nell’accelerometro.

 

Non c’è posto.

 

Non c’è tempo.

 

Eppure la Vita, ugualmente, nasce.

 

Dove capita.

 

Nasce e riscalda.

 

Nasce e respira.

 

Nasce e vive.

 

Magari in un cassonetto.

 

O in una grotta.

 

Non c’è posto per la Vita.

 

Non c’è tempo per la vita.

 

Tutto è un atto dovuto.

 

Il fatto che ci sono e che respiro è un atto dovuto.

 

Il fatto che sono così come sono, unico e irripetibile, è un atto dovuto.

 

Il fatto che provo sentimenti, sogno, sorrido, piango, è un atto dovuto.

 

Il fatto che amo, odio, spero, dispero, è un atto dovuto.

 

Così non c’è posto.

 

Così non c’è tempo.

 

Per guardare, capire, ascoltare, gustare.

 

Per accogliere.

 

Accogliere di giorno, con il sole spendente.

 

Accogliere di notte, con l’oscurità più totale.

 

Per accogliere lei, la Vita che nasce.

 

Diventiamo polvere.

 

E questo non ci è mai sufficientemente chiaro.

 

Solo una questione di qualche giro, più o meno variabile, di orologio.

 

Diventiamo polvere.

 

Piaccia o meno.

 

Mentre siamo qui, a volteggiare intorno al sole.

 

Aprirsi all’immenso.

 

Spalancare i confini dell’anima.

 

Dilatare il cuore.

 

Riempirsi a pieni polmoni, istante per istante, di meraviglia.

 

Ascoltare l’assoluta profondità.

 

Accogliere l’infinito stupore.

 

Tradursi in dono senza riserve per te stesso e per gli altri.

 

Diventare tu stesso una benedizione per chi ti incontra.

 

Tendere la tua mano per sanare, proteggere, nutrire, consolare.

 

Attendere con fiducia nel silenzio di questa notte.

 

Essere sveglio, nel silenzio di questa notte, lontano dai clamori.

 

E percepire lei.

 

Sentire, nel silenzio, lei.

 

Lei che c’è e che vive in me, che vive in te, in ciascuno di noi.

 

Lei, la vita.

 

Sto parlando della mia vita, della tua vita.

 

Dargli spazio. Farla agire.

 

Consentire alla vita di espandersi in ogni fibra del tuo essere, e di trasformare nel suo mistero te stesso, l’aria che respiri, chi hai difronte, il mondo intero.

 

Dargli tempo, vivere pienamente la vita, la tua vita, la nostra vita, con autocoscienza, con l’orgoglio assoluto di essere vivi e viventi e, quindi, con assoluta umiltà.

 

La vita non protesta, accetta di essere evitata, si fa respingere.

 

La vita non rivedica.

 

La vita non dice “lei non sa chi sono io”.

 

Non c’è posto.

 

Non c’è tempo.

 

Guarda bene.

 

Pare tutto occupato.

 

Eppure, ugualmente, nasce.

 

In silenzio.

 

Di notte.

 

In povertà assoluta.

 

Lei, la Vita.

 

Di notte si chiudono gli occhi.

 

C’è poi una notte in cui si chiudono gli occhi.

 

Questa notte, però, succede un fatto strano.

 

Un movimento insolito, un percorso inedito.

 

La storia dell’uomo è un tentativo di salto, dal basso verso l’alto.

 

Questo notte, no.

 

C’è un fatto strano.

 

Una canzone dice una cosa strana.

 

La vita non sale, scende.

 

Non sale dalla terra.

 

Scende dalle stelle.

 

Se dove non c’è posto, se dove non c’è tempo la vita inverte il suo percorso, e invece di salire, scende, vuol dire che il nostro spazio – tempo non sono le uniche categorie cui fare riferimento.

 

Una buona notizia, uno splendido messaggio, direi proprio un lieto annunzio.

 

La Vita scende.

 

Il neonato nel cassonetto ora sta bene.

 

La grotta è illuminata.

 

La Vita nasce.

 

La Vita nasce e ti sorride.

 

E ti abbraccia.

 

Nasce per te.

 

Quindi guardala bene.

 

Apriti al suo ingresso.

 

Abbracciala forte.

 

Non staccarti mai da lei!!!

 

Perché nasce in te, all’interno di te stesso.

 

Non viene solo da quaggiù.

 

Anche la tua polvere verrà toccata dal calore del suo respiro.

 

Sia un nuovo spazio – tempo di Vita nella tua vita.

Buon Natale!


vento sul mare

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Vento sul mare.

Levarsi su.

Levarsi su di nuovo.

Rialzarsi.

Ripartire.

Non farsi schiacciare dai nostri limiti, dalla nostra miseria.

Questa è la sfida prioritaria.

Levarsi su.

Riconsiderare il giusto rapporto tra centro e periferia, tra essenziale e secondario, tra l’assoluto irrinunciabile ed il doverosamente eliminabile.

Restituirci a noi stessi.

Ricominciare quando necessario lavorando innanzi tutto su di noi.

Restituire alla nostra vita la possibilità di continuare a chiamarsi vita, di cominciare a chiamarsi vita.

Levarsi su di nuovo.

Levarsi su.

Aprire gli occhi, contemplare l’incanto, individuare l’inganno.

Avere il coraggio di accogliere il meraviglioso, la lucidità di riconoscere il sublime, la determinazione più incrollabile ad affrontare prioritariamente ciò che in noi porta solo alla distruzione.

Non farsi incantare da sortilegi ben strutturati e non farsi trascinare da venti effimeri.

Andare dritti all’essenziale.

Puntare al cuore supremo di ogni cosa e in ogni cosa puntare al cuore supremo dell’esistere: il mistero dell’esser uomini ed il respiro a pieni polmoni della nostra autenticità.

Scegliere la vita come ragione prioritaria per vivere.

Levarsi su.

Evitare le perdite di tempo.

Mettere in discussione, anche la più radicale, noi stessi.

Scendere con passione nelle verità profonde della nostra coscienza.

Respirare a fondo l’ossigeno puro che ci mantiene in vita e che ci ricorda l’essenza reale del nostro destino.

Eliminare senza rimpianti ciò che ci intossica.

Vedere subito l’alba nel profondo della notte.

Anticipare istantaneamente con l’anima il raggiungimento del traguardo proprio nei momenti di maggiore difficoltà per non perdere la strada, per fuoriuscire dai vortici, per salvarsi ancora in tempo.

Levarsi su.

Riconoscere il nostro vero volto.

Riconoscere il primato che in noi salva e ci salva, l’unico davanti a cui inchinarsi, l’unico su cui far leva per rivoluzionare a misura reale d’uomo la nostra storia: i nostri sentimenti.

Far leva su ciò che ci unisce piuttosto che su ciò che ci divide.

Alzare il ritmo della corsa per evitare lo scivolamento nel baratro.

Rallentare il ritmo della corsa per evitare lo schianto che non lascia più alcuna residua possibilità.

Dare all’anima la possibilità di farci volare a misura delle nostre reali potenzialità, che nell’uomo realizzano l’uomo, ma non solo.

Levarsi su.

Fare silenzio.

Imparare dal silenzio.

Farsi rinnovare dalla voce che si affaccia nel profondo proprio nel silenzio.

Non avere timore di riconoscere senza mezzi termini i limiti quando si è disposti a mettersi totalmente in gioco per superarli, laddove portatori del nulla e di ogni frontiera di annientamento.

Levarsi su.

Una preghiera dice: “adesso e nell’ora della nostra morte”.

Penso e ci ripenso: “adesso e nell’ora della nostra morte”.

La meditazione di una vita, la portata riassuntiva di tutto.

Due pilastri – sconvolgenti – della verità.

L’unico bene irripetibile, il dono sconvolgente dell’esistere: l’essere uomini con un tempo, un tempo vero, un tempo tutto per noi, un tempo che non ha prezzo, un tempo in cui, istante dopo istante, la nostra vita è qui, “adesso”.

Avere ben presente, in ciascun istante della nostra vita, che essa, ci piaccia o meno, un giorno finirà: “e nell’ora della nostra morte”.

Levarsi su.

Non ho mai visto un morto che dopo tre giorni risorge.

Ho avuto il grandissimo onore di strappare alla morte numerose vite.

Ne ricordo i volti, le espressioni, i drammi.

Ricordo tutto, attimo per attimo.

Ma chi è morto, il cadavere, tristissimo, l’ho sempre visto lì, immobile, rompersi, annientarsi.

Realtà sconvolgente.

Un giorno la mia, la tua, la realtà di ciascuno di noi.

Levarsi su.

In questo giorno diverso.

Che sfida l’evidenza.

Che vede la logica sentenziare di assurdo quel messaggio di ieri, che viene e ci incontra oggi.

Storia del bruco e della farfalla.

Il paradosso del bruco e della farfalla.

Il bruco muore e la farfalla si libra nel cielo.

La stessa storia del chicco di grano che muore per dare alla luce la spiga.

Levarsi su.

Levarsi su (surgere) di nuovo (re).

Irruzione di luce fendente nell’obitorio.

Messaggio per me e per te.

Messaggio definitivo della Vita per la Vita.

Resurrezione.

Vento sul mare.

Buona Pasqua a tutti


possibilita

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Poter essere.

Eventualità di essere.

Capacità di essere.

Occasione straordinaria.

Affermazione del fatto che può verificarsi un salto

dimensionale vertiginoso che vede il passaggio da ciò

che non c’è a ciò che c’è.

Volo inaudito dal non essere all’essere.

Possibilità.

Concessione plastica dell’esistere al mutevole

divenire

di forma e sostanza.

Volto duttile del reale che plasma nuove modalità

della sua esistenza.

Essere che diviene e che si muove.

Pulsazione ritmata della vita.

Inspirio. Espirio.

Cambiamento.

Possibilità.

Passaggio.

Varco.

Offerta che si offre.

Notte che diventa giorno e viceversa.

Segno alternante.

L’apertura del tutto.

La chiusura del nulla.

Possibilità.

Viraggio incessante di ipotesi.

Spettro polimorfo e policromo di combinazioni.

Variabile itinerante di variabili.

Valzer esistenziale tra alti e bassi.

Danza mutevole tra due punti fissi.

Possibilità.

Squilla il telefono.

E penso.

Giorni diversi, pensieri diversi, nomi diversi.

Penso a te, Laura.

Veniamo allertati su un codice rosso.

Sono le ore 19.00 di un giorno prefestivo.

Non è stata granchè l’idea di tuo fratello, quella di fare inversione U su quella strada a scorrimento così veloce, a quattro corsie, per andare all’ipermercato.

Uno schianto devastante.

Abbiamo trovato l’inferno.

Vetri, lamiere, sassi e terriccio, macchine che sembravano giocattoli rotti.

Solito corteo, il traffico fermo. La gente scesa a curiosare.

Lui era lì, accartocciato sul volante. Cadavere.

Tu, sbalzata dal lunotto posteriore, eri finita diversi metri più dietro, vicino al guardrail.

Avevi il cranio sfondato in corrispondenza della regione parieto-occipitale sinistra.

Eri in shock emorragico, con pressione zero. La più grave tra i feriti. Eravate in cinque.

Sentivo, a più riprese, le voci intorno a me: “questa è morta”.

Siamo riusciti a stabilizzarti, a recuperare parametri minimi di attività circolatoria. Per poi precipitarci in ospedale. So che oggi tu vivi.

Penso a te, Daniel, piccolo Daniel.

Altro codice rosso.

Sono le ore 20.00 dell’ultimo dell’anno. Nelle strade si sentono i botti di fine d’anno.

Tutto lascia pregustare la festa, la gioia del cenone con i parenti, con gli amici.

Non si è mai capito come tu abbia fatto ad entrare letteralmente nel vetro del portone di casa, rompendolo in mille pezzi e procurandoti quella ferita così devastante.

Ti ho trovato agonizzante, in coma, quasi completamente dissanguato. Ancora il sangue, rutilante, rosso vivo, zampillava dal polpaccio, con fiotti che arrivavano ad estendere quella enorme pozza di sangue in cui eri finito, il tuo sangue.

Anche tu, in shock emorragico, con pressione arteriosa zero, sul punto di finire in arresto cardiaco.

Siamo riusciti a stabilizzarti, a bloccare temporaneamente l’emorragia, ad infondere liquidi in modo da portarti vivo, con la massima velocità possibile, in sala operatoria.

L’intervento chirurgico ha dimostrato che un vetro ti aveva letteralmente reciso arteria e vena poplitea. So che oggi tu vivi.

Penso a te, Federica.

Un martedì come un altro. Pare tranquillo. Giornata gelida.

Sono le 14.00.

Da due settimane hai partorito il tuo quarto figlio.

Spieghi a tuo marito, che ti diede dove vai, che ti stai recando un attimo sul terrazzo.

La Centrale Operativa mi comunica: “Una donna si è buttata dal balcone, pare dal quarto piano”.

Codice rosso.

Ti trovo in peri-arresto cardiaco, shock emorragico, trauma cranico grave ed altro ancora.

Riusciamo a stabilizzarti, a portarti viva in ospedale. Tutti i tuoi, disperati, inseguono la nostra ambulanza. Mentre ti immobilizziamo sull’asse spinale vedo il volto sconcertato, allucinato, di alcuni bambini, che non c’è modo di allontanare. Devono essere gli altri tuoi figli.

So che oggi tu vivi.

Penso a te e a me.

So che oggi noi viviamo.

Grande dono!!!

Evento degli eventi.

Noi siamo qui.

Vivi.

Palpitanti di vita!!!

Capaci di vivere, di sognare, di amare.

Di più e ancora.

Oggi noi viviamo!!!

Possibilità.

Penso che la Vita meriti più attenzione.

Penso che questo istante è unico ed ha valore assoluto.

Penso che ciascuno dei nostri palpiti è immenso, nella sua importanza, nel suo fascino, nella sua illimitata potenzialità.

Penso che le cose possono andare diversamente se solo lo vogliamo, se ci impegniamo tutti insieme ad affermare il senso compiuto, la ricchezza immanente ed evidente che la nostra Vita ha, attimo dopo attimo, respiro dopo respiro, tra cadute e sollevamenti, sotto il sole e la pioggia, indipendentemente da riso e lacrime.

Possibilità.

Viraggio incessante di ipotesi.

Spettro polimorfo e policromo di combinazioni.

Variabile itinerante di variabili.

Valzer esistenziale tra alti e bassi.

Danza mutevole tra due punti fissi.

Tra due inevitabili certezze.

La nostra Vita. La nostra morte.

Inesorabile restrizione duale.

La nostra vita, la nostra morte.

Sia la nostra possibilità umana, di singoli e collettiva, finchè in potere di determinare se stessa, scelta consapevole ed appassionata, scelta innamorata, scelta irriducibile di questa prima, tutta ancora da vivere, qui, adesso, in ciascun istante, rispetto a quest’ultima, comunque, prima o poi, il più lontano che vuoi, da subire.

 


trovarci

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Trovarci.

Trovarci nella notte.

Pensare che non tutto è perso.

Vedere il presente come opportunità.

Riscoprire nell’attimo una potenzialità vitale.

Recuperare ciò che in noi esprime l’essenza reale di

ciò che siamo.

Trovarci.

Aprire nuovamente la storia, la nostra storia.

Scoprire la gioia inattesa: ci siamo, ci siamo ancora.

Sussultare di gioia perché davvero siamo, e siamo qui.

Vedere che la realtà si offre, una volta di più, come

possibilità.

Trovarci.

Rientrare in noi stessi.

Riprendere possesso di quanto smarrito.

Recuperare il respiro profondo, i tratti palpitanti del

nostro volto.

Diventare, una volta per tutte, consapevoli,

pienamente consapevoli.

Trovarci.

Risalire dal baratro.

Riprendere la rotta verso ciò in cui crediamo.

Tornare a voler essere.

Scegliere di essere fedeli a noi stessi.

Affermare nel tempo il diritto inalienabile ad essere

protagonisti – veri - di ciò che chiamiamo la nostra

vita.

Trovarci.

Un attimo di pausa nel vento.

Rivisitazione.

Necessità assoluta.

Con forza maggiore, necessità di svolta.

Improrogabile assoluta necessità di svolta.

Trovarci.

Quando incominci a perdere fiducia.

Quando ti accorgi che non ti aspetti più niente o

perlomeno niente di buono.

Quando la nebbia avvolge, ti avvolge, e non se ne va.

Dono inatteso del reale, talvolta prodigo di

un’occasione in più.

Trovarci.

Quando si spegne la luce.

Improvvisamente e ancora una volta.

Mentre continuiamo a perderci.

Una storia dopo l’altra.

Urla nel silenzio.

Solito epilogo.

Follia.

Revine Lago (Treviso). Emilio ha solo 10 anni. Saluta la mamma. Scende dall’auto. Va a scuola. La mamma non si accorge che Emilio è rimasto impigliato con le cinghie dello zaino al camper. E riparte. E’ in ritardo. Va di fretta. Emilio viene trascinato, travolto, e quindi schiacciato. Muore sul colpo.

Borghetto Lodigiano (Lodi). Cristiano ha solo 5 anni. Viene accompagnato dalla mamma a scuola. E’ in ritardo. Va di fretta. Apre la portiera non appena l’auto si ferma nel parcheggio. La mamma ha appena il tempo di dirgli “stai attento alle auto!!!”. Solo un attimo. Passa un SUV, velocemente. Troppo velocemente. Cristiano finisce sotto le ruote. Una ruota gli schiaccia la testa. Anche lui muore sul colpo.

Dallas (USA). Jonathan ha solo 10 anni. Muore completamente disidratato. Muore di sete. Sino a qualche istante prima era in punizione. I genitori gli avevano proibito di bere per 5 giorni di seguito, poiché era colpevole di fare la pipì a letto…

Isola del Giglio (Grosseto). Una nave da crociera – assurdamente – affonda, in pochi minuti, nel cuore della notte. Il comandante, pienamente responsabile del disastro, abbandona la nave molto prima di assicurarsi, come da irrinunciabile dovere deontologico, che tutti gli altri passeggeri, invero migliaia, siano stati soccorsi in modo adeguato e siano sostanzialmente al sicuro. Invece di essere l’ultimo, si mette al sicuro tra i primi…

Europa. Viene finanziariamente declassato il vecchio continente. Credo stia sostanzialmente sfuggendo a quanti detengano le grandi responsabilità internazionali che il percorso fallimentare non risieda tanto nella crisi attuale dell’eurozona o, più in generale, del sistema economico occidentale, quanto nella crisi irreversibile cui sta andando incontro la concezione di una economia sempre più sganciata dal rapporto reale con le risorse tangibili, con i beni concreti, universo in piena drammatica implosione ormai in balia di artifizi moltiplicativi della ricchezza monetaria sostanzialmente vuoti ed improduttivi nella loro essenza, colosso dai piedi d’argilla paradossalmente incapace di rispecchiare i valori delle cose e dei processi di scambio, più ancora palude del tutto incapace di tradursi in bene comune duraturo per la gente.

Italia. Si sta perdendo, a livello istituzionale, la graduazione delle priorità. Significa che si sta perdendo anche il più pallido ricordo dell’unica lezione che può cambiare davvero le cose: dare l’esempio. Si massacra il popolo chiedendo l’impossibile agli italiani e chi per primo è tenuto a dare l’esempio – vergognosamente – si sottrae al proprio dovere primario, ossia partire dal pretendere prima da sé , e dalla propria categoria di appartenenza, ciò che poi si impone, con sicumera, agli altri, addirittura a partire dai più deboli. L’intera nostra classe politica nazionale, con nessuna differenza davvero sostanziale attualmente evidenziabile tra i vari gruppi, assume ormai – per caratteri di sostanza - connotazione sempre più inqualificabile.

Trovarci.

Quando si spegne la luce.

Improvvisamente e ancora una volta.

Mentre continuiamo a perderci.

Trovarci.

Trovarci ancora.

Capaci di ripartire e di ricostruire.

Senza fretta.

Senza tornare indietro.

Senza rallentare il passo.

Ricominciando dal primo passo.

Partendo dalla massima attenzione a valorizzare

prioritariamente l’umano che è in noi.

Trovarci nella notte.

Dopo la notte.

Ancora più vivi, alle prime luci dell’alba.


essere ottimisti

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OTTIMISTI

 

Ottimisti.

 

Convinti che l’essere è per il

 

bene.

 

Anche nonostante l’assurdo.

 

Capaci di vedere l’alba nel cuore della notte.

 

E di attenderla pazientemente.

 

Certi che la vita è il valore supremo.

 

Incapaci di rimanere al tappeto dopo l’ennesimo

 

crollo.

 

Desiderosi di rialzarci dalle nostre cadute.

 

Nonostante la puntuale debolezza, l’inevitabile

 

fragilità.

 

Ottimisti.

 

Assetati di emozioni.

 

Stupiti dall’incanto.

 

Affascinati dalla bellezza.

 

Sincronizzati con i battiti del cuore.

 

Permanentemente in partenza dal traguardo.

 

In grado di trovare pace nella tempesta.

 

Risposte chiare nei dilemmi.

 

Più forti dell’assurdo.

 

Più tenaci dello sconforto.

 

Più ricchi di quanto miseri.

 

Assolutamente pieni nonostante i vuoti.

 

Liberi nonostante l’oppressione.

 

Ottimisti.

 

Radicati in ciò che non passa nonostante il divenire.

 

Saldi sull’isola dopo il naufragio.

 

Immersi nel tempo e fuori da esso.

 

Resistenti e resilienti.

 

Irresistibilmente attratti dal sapore, dal gusto, dal

 

colore.

 

Persi e ritrovati nella ricerca di calore.

 

Ottimisti.

 

Difensori strenui della vita, al servizio più naturale di

 

essa.

 

Ancora sul campo di battaglia nonostante la fuga e

 

l’evasione.

 

Incapaci di arretrare nonostante la paura.

 

Inevitabilmente qui, dove solo possiamo stare.

 

Chiedilo a chi ci incontra.

 

In prima linea.

 

Ottimisti.

 

Sempre gli stessi pur se sfigurati.

 

Vicini quando serve e quanto occorre.

 

Anche se lontani.

 

Attaccati alla terra cercando il sole.

 

Cercando di volare oltre il dolore.

 

Veri nella passione come nell’errore.

 

Nemici della violenza e dell’orrore.

 

Abbiamo scelto di credere.

 

Di scegliere.

 

Un solo senso.

 

Un solo destino.

L’Amore.


seguire il cuore

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Seguire il cuore.

 

Rendersi conto che tutto è centrato sul suo primato.

 

Vivere la vita nella consapevolezza che il sentimento vero, laddove ama, non è mai sconfitto.

 

Comprendere che la distruzione è figlia inevitabile del non amore.

 

Avere il coraggio di seguire i propri sogni, di ricercare le altezze, di affermare se stessi e l’altro in un progetto che veda entrambi arricchirsi insieme, sempre reciprocamente, e non l’uno prosperare sulla disgrazia dell’altro.

 

Rendersi conto che possiamo riuscire nella vita unicamente quali concreti realizzatori di bene.

 

Seguire il cuore.

 

Dare a ciascun istante la massima importanza.

 

Riconoscere ad ognuno di noi il diritto sacro ad esistere e a vivere nel più totale rispetto della propria dignità.

 

Tutelare le vere priorità esistenziali.

 

Essere al primo posto al servizio dell’Amore.

 

Orgogliosi della capacità di provare sentimenti.

 

Unità di sconfinati spazi.

 

Seguire il cuore.

 

Rimanere lucidi. Non farsi incantare dalle suadenti illusioni.

 

Mantenere la capacità di donare senza pretendere in cambio.

 

Rimanere fedeli alla propria dignità.

 

Non mettersi in vendita.

 

Procedere a testa alta forti del proprio orgoglio di esistere e di essere uomini.

 

Seguire il cuore.

 

Tutelare la tenerezza e la forza, la dolcezza ed il coraggio.

 

Vivere senza soste la propria passione tipicamente umana.

 

Saper essere attaccati alla terra e capaci di volare.

 

Umili e fieri.

 

Costantemente vicini a chi ha maggiore necessità.

 

Non accettare passivamente lo scempio, la demolizione, l’oltraggio vile e vergognoso.

 

Non piegarsi alla violenza, alla follia.

 

Non soggiacere alla distruzione.

 

La scorsa notte due ragazzi a Roma, sulla Flaminia, andando contromano, si sono schiantati ad altissima velocità con un'auto: sono morti sul colpo.

 

A San Giovanni Valdarno, Arezzo, Allison Owens, di 23 anni, viene travolta ed uccisa sul colpo mentre fa jogging. Il suo cadavere, compiendo un volo di oltre dieci metri, viene ritrovato il giorno dopo in un fossato.

 

A Macerata, Maurizio Camillucci, di 50 anni, mentre andava al lavoro in bicicletta, viene travolto e ucciso sul colpo da un’ auto condotta da un ubriaco-drogato e per giunta senza patente.

 

A Milano un ragazzo di 35 anni a bordo di uno scooter, Lassendro Mosele, in seguito ad un litigio stradale, dovuto al fatto che lo scooter aveva accidentalmente rotto lo specchietto di una vettura, sputa in faccia al guidatore dell’auto, un pensionato di 71 anni. Questi lo insegue, lo investe, lo uccide.

 

A Milano due ragazzi sono stati ridotti in fin di vita da un tale di 55 anni che dopo un sorpasso azzardato, ed una conseguente accesa discussione, ha pensato bene di scendere dalla macchina e di fracassare il cranio ad entrambi con il cric.

 

A Roggiano Gravina, Cosenza, un giovane di 34 anni ha ucciso una donna investendola con la propria auto, passandole ripetutamente sul corpo.

 

Qualche ora fa un mio collega di Taranto ha perso la moglie, morta sul colpo dopo essere stata sbalzata a notevole distanza dall'autovettura, in seguito ad un incidente stradale, occorso sulla Taranto - Mottola, nel contesto della cui dinamica - ha riferito il conducendo di una vettura che procedeva dietro di lui - è stato costretto a scartare improvvisamente a destra, finendo fuori strada, per evitare uno scontro frontale con un'auto che, proveniendo in senso contrario, si era lanciata ad altissima velocità in un sorpasso folle, occupando del tutto l'altra carreggiata. Lui stesso, in queste ore, mentre scrivo, è in fin di vita.

 

Seguire il cuore.

 

Svegliarsi, recuperare lucidità.

 

Non rinunciare a sognare, a creare, a dare tutto.

 

A dare tutto nonostante…..

 

Seguire il cuore.

 

Ascoltare in silenzio, ascoltare il silenzio.

 

Colmi di gratitudine verso la vita, la nostra vita.

 

Senza tradire noi stessi per l’ennesima volta.

 

Senza buttarla, la vita.

 

Mario Balzanelli

 

 

"Restate affamati, restate folli.

 

Il vostro tempo è limitato, allora non buttatelo vivendo la vita di qualcun altro.

 

Non lasciate che il rumore delle opinioni degli altri affoghi la vostra voce interiore.

 

Abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno già cosa voi volete davvero diventare. Tutto il resto è secondario".

Steve Jobs


indimenticabile pensiero

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Indimenticabile pensiero.

 

Ingresso prepotente.

 

Intensità policroma di luce.

 

Qui e adesso.

 

Inedito.

 

 

Indimenticabile pensiero.

 

Ignoto che non ti aspetti.

 

Accenni del respiro

 

che diventano all’improvviso

 

più alti di un’onda del mare.

 

Attraverso l’istante.

 

Qui e adesso.

 

Inatteso.

 

 

Indimenticabile pensiero.

 

L’alba sorride

 

e mi racconta

 

che sino ad oggi

 

l’ho scambiata

 

per il crepuscolo.

 

La luce

 

diventa più forte.

 

Imprevisto.

 

 

Indimenticabile pensiero.

 

Scorrono gli istanti.

 

La velocità supera se stessa.

 

Sole nella notte.

 

Estate nell’inverno.

 

Incontrovertibile evidenza.

 

Nuovo giorno

 

Indimenticabile pensiero.

 

La vita rinasce.

 

Rinasce e si rinnova.

 

Mi restituisce.

 

E partorisce.

 

Qui.

 

Adesso.

 

 

Indimenticabile pensiero.

 

Così forte.

 

Scuotente.

 

Ancora qualche istante.

 

Socchiudo gli occhi.

 

Mi porta con sé.

 

Te l’ho detto.

 

Costellazione d’incanto.

 

Intenso.

 

 

Indimenticabile pensiero.

 

Ricapitolazione.

 

Vita troppo forte.

 

Lambisce la pelle.

 

Avvolge l’anima.

 

Cambia il destino.

 

Vita troppo forte.

 

Più forte della morte.

 

Qui e adesso.

 

Riconosco il tuo dono.

 

Il vento.



indignanti , indignati

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Indignanti, indignati


Indignanti.

E tragicamente sprovveduti.

La violenza genera solo violenza.

La distruzione annienta.

La ferocia distrugge.

La scontro fine a se stesso desertifica.

Occorre guardare nel profondo di ciò che sentiamo.

Siamo stanchi.

Siamo stanchi del nostro vivere violento.

Siamo esasperati dalla violenza quale unico comune denominatore della nostra relazione quotidiana.

Siamo inorriditi dalla violenza quale strumento imposto e subìto cui non sfugge il rapporto interpersonale, per sgretolarsi ed evolvere, di certo, a conti fatti, verso il nulla.

Siamo sconcertati davanti alla sistematica frantumazione di tutto e di tutti, del tutto contro tutti, che va ben oltre le vetrine, le automobili, gli oggetti e quant’altro, la quale nulla esprime se non la frantumazione reale della nostra più profonda unità ed integrità in qualità di persone.

Siamo devastati dalla spirale ubiquitaria di odio, dal covo di serpi di puntuale insospettabile riscontro, dalla più spregevole malvolenza, dalla perfida maldicenza, dal pensiero becero e negativo che – di fatto – contamina e svilisce, offende e tradisce, certamente infine colpisce, ferisce, che in noi e fuori di noi, purtroppo ed inaccettabilmente, in mille modi, impoverisce e prima del tempo uccide.

Siamo stufi delle parole senza verità vissute, delle farneticazioni illusioniste senza riscontro reale, delle sistematiche prese in giro smentite puntualmente dal crudo riscontro dei fatti, della dissonanza perpetua non solo tra il dire e il fare quanto, ancora più gravemente, tra il dire ed il pensare, e – più ancora – tra il pensare e l’essere.

Non ne possiamo più delle continue frasi ad effetto, degli sproloqui tecnici più letteralmente incomprensibili, delle altolocate recite a soggetto, dei circhi equestri cosiddetti “istituzionali” che – vere e proprie grottesche “corti dei miracoli” – nulla hanno ormai a che vedere con i problemi autentici ed i drammi reali della gente che pur è stata “costretta” a fidarsi, nella palude di sistema di menzogna più volgare che ha ancora la sfrontatezza di presentarsi alla nostra residua attenzione quale democrazia rappresentativa, considerato che così o poco o nulla oggi effettivamente rappresenta della nostra gente.

Indignanti.

Non è col bastone che si conquista la libertà, la possibilità, il rispetto.

Ma è con la forza delle idee, con la nostra comune integrità, con il procedere tutti insieme, anche in salita, anche andando contro corrente, anche e soprattutto nonostante la stanchezza e lo sfinimento, lo sconforto e la delusione, lo sdegno più paralizzante e demotivante.

Si cambiano le cose con il “fare coro”.

Si cambiano le cose cambiando lucidamente insieme le regole.

Non è tirando sassi o lanciando lacrimogeni, ferendosi e ferendo, procurando danni enormi a chi, personalmente, non ti ha fatto niente, che si costruisce una ormai indispensabile civiltà alternativa, di cui tutti sentiamo più profondamente l’irrinunciabile bisogno.

Non è coprendosi il volto che si costruisce l’alternativa.

L’alternativa si costruisce scoprendosi,invece, il volto, dichiarandosi apertamente, dimostrando il coraggio non di colpire e vigliaccamente fuggire ma di avanzare a testa alta verso i nostri obiettivi essenziali e resistere, ed andare comunque avanti senza lasciare, di fatto, il campo ai mascalzoni, all'arroganza autenticamente dittatoriale di sistemi multinazionali d'affari che impongono l’economia unicamente quale strumento essenziale per realizzare  profitto e non piuttosto gestendone l'essenza quale prezioso, indispensabile strumento di valorizzazione ed interscambio delle risorse planetarie e delle possibilità complessive di sviluppo finalizzato a garantire a tutti il maggior livello possibile di bene comune, una vita degna, la serenità necessaria per essere noi stessi, sviluppare in pieno il nostro potenziale, per vivere bene e bene insieme.

Indignanti.

Giusta la punizione.

Necessaria la condanna più ferma ed irrevocabile.

Dovuto, nel significato, il gesto repressivo.

Indispensabile la stroncatura del modo e del contesto.

Urgente, più di ogni altra cosa, l’approfondimento.

La discesa nel profondo.

Il confronto senza veli con la verità.

Occorre guardare nel profondo di ciò che sentiamo.

Indignati.

Come non esserlo?

Guardare, semplicemente, ciò che è.

Dati alla mano.

Dati obiettivi.

Altro che sociologie di comodo, aria fritta per i gonzi che ci credono.

Dati veri.

Di cui poco si parla.

Ovviamente.

Indignati.

Il 20% della popolazione umana assorbe l’80% delle risorse del pianeta.

Le spese militari, nel mondo, ammontano al doppio di quelle per lo sviluppo.

Ogni giorno muoiono 5000 persone a causa di falde acquifere inquinate.

Un miliardo di persone non ha accesso ad acqua potabile pura.

Un miliardo di persone soffre la fame.

Il 40% dei terreni agricoli non ha prospettive a lunga scadenza.

Ogni anno vanno persi 13 milioni di ettari di superficie boschiva.

Sono a rischio di estinzione un mammifero su 4, un uccello su 8, un anfibio su 3.

La scomparsa di specie viventi ha oggi un ritmo che è mille volte superiore a quello naturale.

Tre quarti delle riserve di pesca sono esaurite o molto ridotte.

Le calotte polari si sono assottigliate del 40% rispetto a 40 anni fa.

Entro il 2050 il numero di persone costrette ad emigrare per motivi climatici potrebbe salire a duecento milioni o più.

Indignati.

Il motivo più grave, la lacerazione peggiore: non poter oggettivamente intravedere una valida aspettativa di futuro, del proprio futuro, di quello delle proprie famiglie, dei propri cari.

Aspettative doverose per chi non ha chiesto di venire al mondo: di vita riuscita, di lavoro, di realizzazione.

Derubati di possibilità essenziali, troppe, inaccettabilmente.

Come non esserlo?

Indignati.

Negli ultimi anni, negli ultimi mesi, si sono bruciati i cassonetti, e non solo, a Parigi, a Londra, a Napoli, a Roma, un pò in tutto il mondo.

Problema planetario.

Impegno prioritario in cui siamo tutti coinvolti.

Possa la nostra indignazione vedere nel fuoco la forza invincibile della speranza se invece che alla violenza scegliamo di credere all’immensità della vita che in noi ama e può trasformare, come niente e nessuno in alternativa, noi stessi e il mondo.

grazie steve

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balzanelli

Grazie Steve

Seguire il cuore.

Rendersi conto che tutto è centrato sul suo primato.

Vivere la vita nella consapevolezza che il sentimento vero, laddove ama, non è mai sconfitto.

Comprendere che la distruzione è figlia inevitabile del non amore.

Avere il coraggio di seguire i propri sogni, di ricercare le altezze, di affermare se stessi e l’altro in un progetto che veda entrambi arricchirsi insieme, sempre reciprocamente, e non l’uno prosperare sulla disgrazia dell’altro.

Rendersi conto che possiamo riuscire nella vita unicamente quali concreti realizzatori di bene.

Seguire il cuore.

Dare a ciascun istante la massima importanza.

Riconoscere ad ognuno di noi il diritto sacro ad esistere e a vivere nel più totale rispetto della propria dignità.

Tutelare le vere priorità esistenziali.

Essere al primo posto al servizio dell’Amore.

Orgogliosi della capacità di provare sentimenti.

Unità di sconfinati spazi.

Seguire il cuore.

Rimanere lucidi. Non farsi incantare dalle suadenti illusioni.

Mantenere la capacità di donare senza pretendere in cambio.

Rimanere fedeli alla propria dignità.

Non mettersi in vendita.

Procedere a testa alta forti del proprio orgoglio di esistere e di essere uomini.

Seguire il cuore.

Tutelare la tenerezza e la forza, la dolcezza ed il coraggio.

Vivere senza soste la propria passione tipicamente umana.

Saper essere attaccati alla terra e capaci di volare.

Umili e fieri.

Costantemente vicini a chi ha maggiore ha necessità.

Non rinunciare a sognare, a creare, a dare tutto.

A dare tutto nonostante…..

Seguire il cuore.

Ascoltare in silenzio chi può dirci di più su noi stessi.

Colmi di gratitudine.

Grazie Steve

Mario Balzanelli

"Restate affamati, restate folli.

Il vostro tempo è limitato, allora non buttatelo vivendo la vita di qualcun altro.

Non lasciate che il rumore delle opinioni degli altri affoghi la vostra voce interiore.

Abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno già cosa voi volete davvero diventare. Tutto il resto è secondario".

Steve Jobs


Ripresa

Posted by: balzanelli

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balzanelli

Ripresa.

Ripartenza.

Riavvio.

Strana magia dello scorrere cosciente del nostro tempo.

Vedere, con stupore, il prima ed il poi quando tutto, in realtà, scorre senza interruzioni.

Nel nostro tempo limitato.

La vita chiama ad un cambio di passo, ad un ritmo alternato.

L’alba ed il tramonto si susseguono ciclicamente.

Ci piace gustare il tramonto, dopo l’alba.

Ci piace gustare l’alba, dopo il tramonto e la notte.

Sentiamo il bisogno di ricominciare, di un nuovo inizio.

Necessità impellente di un nuovo giorno.

Ripresa.

Possibilità.

Possibilità grandiosa.

Possibilità di cambiare le cose, di dare un impulso, di sviluppare un’idea, di portare a compimento un progetto, di godere di una nuova emozione.

Possibilità di scoprire la vita, di riscoprire la bellezza, l’incanto, il fascino di ogni istante che scorre con tonalità unica, irripetibile, straordinaria, densa, densissima.

Possibilità di ripartire, dopo esserci fermati, di accelerare, dopo aver frenato, di frenare, un attimo prima che sia troppo tardi.

Ripresa.

Occasione di restituzione.

Riportare all’umano l’immenso che lo costituisce e che in lui respira dentro e aldilà di qualsiasi limite.

Occasione di recupero di consapevolezza.

Scoperta e riscoperta: chi siamo.

Quanto siamo grandi, quanto siamo piccoli, quanto siamo polvere.

Polvere tratta dalla terra.

Ma terra speciale.

Terra mossa dal vento.

Ripresa.

Risveglio.

Ripresa che chiede di svegliarci, di sollevare le palpebre, di far entrare luce all’interno.

Necessità urgentissima di tutela che chiama alla veglia, individuale e collettiva.

Ogni settimana in Italia vengono ammazzate sulla strada due persone a causa di un criminale. Ieri si parlava di “pirata della strada”. Oggi, con maggiore lucidità, dobbiamo trovare il rispetto di noi stessi e la forza di chiarezza espressiva per poter denominare l’esatta qualifica di uccide in condizioni aberranti: assassino della strada. Nei primi sei mesi a livello nazionale si sono contati 347 sinistri di questo tipo, che hanno prodotto 55 morti e 418 feriti, con un aumento complessivo di eventi del 39% rispetto al 2010. Nei 230 casi su 347 in cui si è riusciti ad identificare il responsabile (gli altri sono fuggiti) solo 47 erano ubriachi e di questi solo 8 erano drogati. Si conferma quanto noi del 118 – Italia sosteniamo da tempo: gli “assassini della strada” sono in stragrande maggioranza assolutamente lucidi e ben capaci di intendere e di volere.

A Radda in Chianti (Siena) un ragazzo indiano ha preso a calci e a pugni la moglie, all’ottavo mese di gravidanza, perché ha in grembo una femmina e non un maschio.

Un bambino di 5 anni è stato abbandonato dai genitori presso un ristorante antistante la stazione Termini di Roma e da parte dei suoi genitori non ha più ricevuto alcun segnale.

L’europarlamentare italiano Mario Borghezio ha affermato che “il 100 % delle idee di Anders Breivik - pluriassassino, autore dell’attentato di Oslo e della strage di Utoya, con 77 ragazzi uccisi a fucilate - sono buone, in qualche caso ottime”.

Ripresa.

Recupero.

Riappropriazione di identità.

Punto di partenza indispensabile.

Restituzione per ricominciare.

Scelta di avere ancora fiducia.

Decisione di riprovarci.

Ripresa.

Non possiamo farne a meno.

Indispensabile atto di autotutela.

Chi ci scappa dalla mani, chi rischia di perdersi, di cadere, una volta di troppo, è la nostra vita.


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  • merlino : Rallenta i movimenti per gustare la delicatezza e la poesia dell' attimo.
  • merlino : Il tuo Amore per la vita aumenterà in modo proporzionale alla tua consapevolezza di essere vivo.
  • merlino : Le risposte stanno nell'infinitamente piccolo piuttosto che nell'infinitamrnte grande.
  • merlino : Con calma moltiplicherai meraviglie.
  • merlino : Per riuscire nello sforzo, per compiere cose straordinarie, devi prima fare il vuoto nella tua mente.
  • merlino : Nei dettagli, nella cura dei dettagli, la svolta per la riuscita.
  • merlino : Se l'obiettivo è importante lo sforzo oltre che mirato e intenso, ha spesso la necessita' di essere continuato. Impara quindi a dosare nel tempo le energie.
  • merlino : Prevenzione è intanto liberarsi delle persone moleste.
  • merlino : Per quanto possibile, cambia il mondo sorridendo.
  • merlino : Riappropriati del tuo corpo. Lo devi a te stesso.
  • merlino : L'ispirazione sana è sempre un dono. Ringrazia la vita anche per questo.
  • merlino : Le 24 ore siano, giorno per giorno, un capolavoro.
  • merlino : Perché è solo l'amore, figlia mia, ciò che conta.
  • merlino : E' proprio il tuo distinguerti per eccellenza e spirito di verità che vedrà i mediocri irritarsi e coalizzarsi contro di te. È più che normale. Vai oltre.
  • merlino : Vi sono attese che esasperano, destruenti. Qui interviene la speranza, come impegno di fiducia verso il futuro, unico viatico possibile di salvezza.
  • merlino : Nel tempo lento gusti e allunghi la tua vita.
  • merlino : Preparati un ordine mentale, prima di procedere.
  • merlino : Pensa bene prima di conferire a qualunque affermazione il carattere di assolutezza.
  • merlino : Lavora bene, con grande intensita', e vedrai che intorno a te anche gli altri incominceranno a fare di piu'.
  • merlino : Lavora ogni giorno ad almeno una priorita' che ritieni fondamentale.
  • merlino : Il tragico errore ricorrente effettuato dalla maggior parte delle organizzazioni e' la mancanza di coinvolgimento della base circa le politiche di sviluppo e di destino comune.
  • merlino : Intanto vi e'da capire se il vuoto e' solo vuoto o un altro modo di manifestarsi del pieno.
  • merlino : La pace e' il luogo in cui dimora la nostra verita'. Ma non illuderti e preparati. Inevitabile nella vita e' il conflitto. E dovrai metterti nelle condizioni di affrontarlo con successo.
  • merlino : Impara a pensare prioritariamente l'irrinunciabile.
  • merlino : Dopo la grande battaglia il riposo concede la gioia piu grande.
  • merlino : Il Primo Soccorso e' entrato nella Scuola Italiana. Abbiamo fatto cio' che abbiamo detto.
  • merlino : Vi e'un momemto in cui aldila' di qualunque preparazione e addestramento dovrai scendere in campo e affrontare la sfida a viso aperto. Quel giorno ha davvero inizio la tua navigazione.
  • merlino : Accetta immediatamente le dimissioni dei guastatori.
  • merlino : Tutte le rivoluzioni partono con una visione. Sia essa sempre e comunque orientata al bene.
  • merlino : Il pensiero e' generativo. Si apre come l'aurora. Lascialo sbocciare.
  • merlino : La ragione e il cuore fanno lavori diversi.
  • merlino : Cio' e chi hai deciso di essere definisce la tua responsabilita'.
  • merlino : Affronta le sfide facendoti trovare preparato.
  • merlino : Dichiara o dimostra di avere un punto debole e verrai ferito esattamente li'.
  • merlino : Tutti di corsa. Ma dove andiamo?
  • merlino : Quanto piu' hai successo tanto piu' faranno l'impossibile per eliminarti. Fatti trovare concentrato e determinato sui tuoi obiettivi e persevera nel tuo cammino. Caino non prende pace perche' il nuovo Abele continua a vincere.
  • merlino : Una vita ha valore assoluto. Parti riconoscendo la tua.
  • merlino : La stanchezza impone la valorizzazione estrema del tempo.
  • merlino : Poi succede che si debba prendere una posizione netta, e anche scomoda, per difendere i diritti, per difendere i doveri, piu' essenziali, della tua comunita'. Non ti sottrarre.
  • merlino : Argutamente criticano e analizzano, senza muovere un dito.
  • merlino : Fai attenzione a quanti intendono sostituire il dire con il fare.
  • merlino : Creare cio' che non esiste. Generare un capolavoro. Un po' come quando si diventa condapevoli della propria infinita'.
  • merlino : Incanto autentico sconfigge qualunque surrogato. L'amore non teme confronti.
  • merlino : La cosa che piu' ferisce, le bugie.
  • merlino : Puoi creare all'improvviso un nuovo capolavoro anche mentre stai lavorando alla realizzazione di un altro.
  • merlino : La storia insegna a valorizzare solo cio' che conta, secondo la classifica che viene stilata dal cuore.
  • merlino : Il gelido trova gelido tutto.
  • merlino : Sveglio significa intanto consapevole.
  • merlino : Il tuo coraggio sia al servizio del tuo amore.
  • merlino : Nulla e'scontato e tutto puo' essere meraviglia se guardi all'istante come ad un dono.
  • merlino : Quando ti accorgi che hai gia'tutto espandi in modo impressionante le tue potenzialita' e le tue ricchezze.
  • merlino : L'abbraccio salva piu di qualsiasi discorso o ragionamento.
  • merlino : Se intendi raggiungere obiettivi importanti devi imparare a fare squadra, a promuovere coesione. Sui valori, sul rispetto, sulla coerenza, sulla testimonianza diretta.
  • merlino : E'in tempo di pace che ti sferreranno attacchi micidiali contro. Per questo rinforzati e preparati a respingere l'assalto, proprio quando tutto ti sembra tranquillo.
  • merlino : Quando ti senti svuotato devi innanzi tutto riposare.
  • merlino : Pontificano su cio' che non hanno mai vissuti
  • merlino : Credono di fare fortuna andando a tagliare la testa ad altri.
  • merlino : Una gioia straordinaria aderire solo all'essenziale, senza sprecare un solo istante, senza concedere nulla al superfluo.
  • merlino : Il valore parte da te e da te si estende avvolgendo nel bene.
  • merlino : Non ti tocchi la desertificazione valorisle
  • merlino : Devi avere fiducia nel futuro e dare tutto per la piena riuscita dei tuoi sogni.
  • merlino : Non nutrirti di cio'che non sei disposto a dare.
  • merlino : Nessun nuovo umanesimo può concepirsi e attuarsi rinunciando cronicamente ad affermare i valori perenni che fanno l'uomo.
  • merlino : Mettere al centro la sorgente di vita in noi.
  • merlino : L'esperienza diventi pienezza di umanita'.
  • merlino : Il silenzio parla con una voce più chiara delle parole.
  • merlino : Il diritto a vivere in pace, perlomeno con se stessi, è inalienabile.
  • merlino : La vita ci parla troppo chiaramente.
  • merlino : Aumenta di continuo il tuo livello culturale, non tanto in erudizione, che pure è necessaria, quanto nello sviluppare il gusto e la scoperta di senso della vita.
  • merlino : Quando hai fissato l'obiettivo prioritario, il migliore per te, devi essere inesorabile. Non arrestarti sino a quando lo hai raggiunto.
  • merlino : Prudenza significa tutelare in modo efficace il maggior bene cui tieni.
  • merlino : Nell'amore si rimane insieme. In ogni istante. In ogni luogo.
  • merlino : Rifletti sull'appartenenza. Ma vi è poco da riflettere. L'appartenenza c'è o non c'è. E quando ami si genera da sola.
  • merlino : Mi chiedi della fedeltà. Quando ami è come l'aria che respiri. Quando ami essere fedele è legge suprema, spontanea, obbligata, inevitabile del cuore.
  • merlino : Amore rimane. Nonostante tutto e tutti.
  • merlino : La luce illumina per se stessa.
  • merlino : Sul lavoro ogni soffio d'aria è un potenziale sgambetto. Sii pronto a saltare in ogni momento.
  • merlino : La nostalgia dell'amore è infinita.
  • merlino : Nutri la poesia. Evita chi ti spoetizza.
  • merlino : Sviluppa la visione di lungo periodo.
  • merlino : Questa generazione pseudopolitica trova la sua fortuna nella gentile reiterata concessione del popolo ad avere pazienza.
  • merlino : Si siedono ai tavoli rappresentando le istituzioni mentre deviano l'impossibile su meri interessi di parte.
  • merlino : Meno hanno da offrire, meno sono disposti a donare e più pretendono.
  • merlino : Fare attenzione estrema ed essere lucidi cambia non solo la qualità della vita ma anche il tuo destino.
  • merlino : Fare una legge dello Stato: si può, se ci credi.
  • merlino : Il grande sforzo è indispensabile ed inevitabile se devi fare la grande corsa. Quindi mettilo in conto.
  • merlino : La vita è venuta a trovarmi con l'unicita' dei suoi occhi.
  • merlino : Il futuro è nell'attimo immediatamente successivo.
  • merlino : Sostenere l'importanza della Scuola significa al contempo produrre posti veri di lavoro per i nostri giovani.
  • merlino : La scuola riporti la vita al centro
  • merlino : Proveranno, figlio, ad atterrarti sistematicamente. Ma tu rispondi colpo su colpo, con il bene. Solo con il bene.
  • merlino : Respirare con calma anche nell'affanno.
  • merlino : Ascolta bene prima di prendere posizione. Gli altri e te stesso.
  • merlino : L'estremo rallentamento in un solo istante rende più nitida la visione.
  • merlino : Comprendere è la base fondamentale per l'agire appropriato. Talvolta, sarai chiamato, da urgenze inappellabili, ad agire anche senza aver compreso
  • merlino : Ciò che illumina, riscalda e da' vita non si spegne.
  • merlino : La politica vive di attentati. Proprio quando sembra che tutto vada bene, mantieni il più elevato indice di sospetto.
  • merlino : Lo studio deve rispondere intanto alle domande di significato.
  • merlino : Non gareggiare. Sviluppa invece instancabilmente, e con entusiasmo, le tue potenzialità. È la strada giusta per vincere.
  • merlino : Camminare a testa alta. Ci rende conformi a noi stessi.

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