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Che stress!

Posted by: i.amati

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STRESS: INDICAZIONI, POSOLOGIA E MODALITA’ D’USO

 

Ammettiamolo, chi di noi qualche volta non si è sentito almeno un po’ stressato? In effetti, i ritmi della vita moderna sono tali che anche la persona più calma e serafica per carattere, di tanto in tanto si sente sotto pressione. Per molte persone, però, lo stress è diventato una condizione cronica capace di minare il benessere psicologico, la vita sessuale e la salute fisica. Purtroppo, molti considerano lo stress come una parte inevitabile della vita quotidiana e sottovalutano i suoi effetti deleteri sulla psiche e sul corpo. Questo, però, è un grave errore di valutazione, perché lo stress può farci ammalare ed anche seriamente.

Fortunatamente, si può fare molto per ridurre lo stress a livelli accettabili con conseguenti benefici a livello psicofisico. Vediamo intanto che cos’è lo stress.

Anche se il termine "stress" è ormai entrato a far parte del nostro linguaggio comune, questo termine viene spesso usato in modo vago e impreciso. Molte persone usano, infatti, questo vocabolo come  sinonimo di malessere psicologico o di ansia. Molto banalmente, lo stress è una reazione ad una situazione logorante in cui le richieste dell'ambiente e della vita moderna superano le capacità di adattamento e le risorse di una persona. Lo stress può essere inteso come un sovraccarico di stimoli: chi è stressato deve districarsi fra compiti diversi che gli richiedono competenze diverse e spesso in conflitto fra di loro. E' importante sapere che lo stress non riguarda solo i manager o le persone che ricoprono elevati incarichi professionali ma anche le persone comuni con vite normali. Prendiamo un esempio scontato, ma purtroppo molto diffuso, di una donna sposata con bambini, un lavoro a tempo pieno ed una casa da mandare avanti. La vita di questa donna è un abituarsi a svolgere più compiti simultaneamente (multitasking work), una corsa contro il tempo, un gioco di equilibrio, un cercare di  stare dietro a tutto, cercando di soddisfare contemporaneamente esigenze in contrasto fra loro.

Quali sono, però, le situazioni che vengono definite stressanti?
Potenzialmente tutti i cambiamenti, anche quelli positivi come sposarsi, iniziare a lavorare, avere un figlio, sono fonte di stress perché ci chiedono di rinunciare a qualcosa di noi stessi per far fronte a maggiori responsabilità e comportano un disequilibrio momentaneo per raggiungerne uno nuovo che sia compatibile con le richieste dell’ambiente. Ma in genere, lo stress è solo temporaneo, il tempo di adattarsi alla nuova situazione ed è subito compensato dalle soddisfazioni che si ricavano dalla nuova condizione. Ci sono, invece, una serie di situazioni che comportano uno stress ben più grande e che possono mettere alla prova il nostro equilibrio psicologico. Alcune delle condizioni di vita più stressanti sono: avere una malattia cronica grave, assistere un parente o un coniuge molto malato fisicamente o psicologicamente, elaborare il lutto di una persona cara, affrontare un divorzio, essere licenziati, subire mobbing, avere gravi problemi economici, subire abusi e violenze.

Fortunatamente, esistono dei fattori protettivi contro lo stress come l'avere delle buone amicizie o un buon rapporto di coppia ed il sostegno della famiglia. Per esempio, un uomo separato con problemi economici, un nuovo alloggio da trovare, due figli da crescere e mantenere, è di per sé una condizione molto stressante, ma lo stress potrà essere notevolmente mitigato se si  ha la fortuna di ricevere un sostengo affettuoso da parte di parenti ed amici. In casi come questi, è fondamentale e rassicurante sapere di poter contare sulle persone care.  

Però, non tutti sanno che quando viviamo una situazione stressante protratta nel tempo, nel nostro corpo avvengono una serie di reazioni biochimiche. In particolare, quando ci sentiamo sotto pressione, il nostro corpo reagisce come se dovessimo fronteggiare un attacco:  il nostro metabolismo accelera, il nostro battito cardiaco aumenta, la pressione sale, salgono i livelli dei trigliceridi e del  colesterolo nel sangue mentre diminuiscono gli ormoni sessuali. Se la situazione di stress diventa cronica a farne le spese è il nostro organismo che comincia a manifestare una serie di disturbi dovuti alle modificazioni ormonali indotte dalla reazione di stress. Fra i disturbi fisici più comuni ci sono:  stanchezza cronica, caduta dei capelli,  irregolarità mestruali e blocco dell'ovulazione, tachicardia, senso di oppressione al petto, difficoltà digestive, intestino irritabile, stipsi, dolori muscolari,  ecc ... E' importante sapere che lo stress ha un effetto negativo anche sul sistema immunitario e che quando siamo stressati siamo più vulnerabili alle infezioni, alle malattie e allo sviluppo di patologie autoimmuni. Inoltre, quando una persona è molto stressata spesso non ascolta i segnali di malessere che il proprio corpo continua ad inviargli, considerandoli seccature senza importanza. I sintomi elencati non sono ancora una malattia vera e propria, ma sono il segnale che il nostro corpo e la nostra mente si stanno logorando sotto il peso di un carico eccessivo.

E' importante se  vogliamo prevenire malattie più serie in futuro,  ascoltare questi campanelli d'allarme,  modificando il nostro stile di vita.     

Vediamo, invece, quali sono i sintomi psicologici che si innescano quando lo stress è cronico.
Ansia e stress sono condizioni psicologiche spesso considerate interscambiabili ed effettivamente non è sempre possibile distinguerle fra di loro. Chi sta sperimentando una situazione stressante si sente spesso ansioso,  nervoso, irritabile e di cattivo umore. Chi ha un carattere ansioso, invece, ha una bassa soglia di tolleranza allo stress e considera come stressanti situazioni che la maggior parte delle persone considererebbe normali o addirittura  piacevoli. Ma mentre negli stati stressanti, l'ansia è un sintomo dello stress e non la causa, negli stati d'ansia è l'esatto contrario. Sostanzialmente, lo stress è dovuto ad una situazione esterna che non riusciamo a gestire e termina quando la situazione si risolve, mentre l'ansia è dovuta più ad una serie di conflitti interiori (intrapsichici) inconsci. 

Non è possibile eliminare del tutto lo stress dalla nostra vita, però, si può far molto per ridurlo con inevitabili benefici per il nostro benessere psicofisico. Il problema è che non esistono soluzioni magiche o la bacchetta del mago Merlino per superare lo stress. L'unico rimedio valido per uscire da una condizione di stress cronico è quella di modificare, nei limiti del possibile, il proprio stile di vita. Ovviamente, questa scelta richiede tempo e impegno ma i risultati non tarderanno ad arrivare. Quindi, in buona sintesi slow life!

Ecco, però, anche alcuni consigli pratici per combattere lo stress, perché se è vero che la qualità della vita migliora se rallentiamo i ritmi è anche vero che occorre seguire dei piccoli accorgimenti:

·   Semplifica la tua vita. Elenca tutte le fonti di stress della tua vita dalla più grave alla più piccola (come fare le pulizie di casa se detesti i lavori domestici...). Chiediti se puoi fare qualcosa per migliorare la situazione, anche di poco. Per esempio, se ti stressa guidare in mezzo al traffico, se è possibile, potresti andare al lavoro con i mezzi pubblici, anche se questo significa impiegarci più tempo oppure svegliarti dieci minuti prima del solito. Proprio perché la tua vita è difficile e complicata, devi cercare di semplificarla il più possibile. Elimina quelle cose che ti rubano tempo ed energie e non sono strettamente necessarie: abitudini che non ti danno nessuna gioia come fare zapping alla televisione, doveri autoimposti come dare la cera ai pavimenti o stirare calzini e mutande, ecc…

·       Stabilisci delle priorità. Le persone psicologicamente più incline a stressarsi fanno fatica a stabilire delle priorità. La loro giornata è piena di impegni, tutti della stessa massima importanza. Se vuoi evitare lo stress, devi imparare a organizzarti e a programmare giornalmente, settimanalmente e mensilmente le cose da fare. Ogni giorno decidi quali cose devono essere fatte con urgenza, quali farai se ti rimane il tempo e quali compiti invece possono aspettare. Ma nell'organizzazione della tua giornata, tieni anche conto delle tue vere priorità nella vita. Molte persone ritengono che la famiglia e gli amici siano al primo posto nella loro lista di valori, ma poi lavorano così tanto che non hanno tempo né per gli amici né per stare con la loro famiglia. Per vincere lo stress, non devi lasciarti risucchiare dal vortice degli impegni ma impara a chiederti che cosa è veramente importante. Per esempio, è meglio trovare il tempo per giocare con i propri figli e avere una casa non perfettamente in ordine o avere un appartamento splendente e trascorrere poco tempo con i propri bambini?

·       Prenditi cura di te. Quando sei sommerso dai vari impegni e non hai nemmeno il tempo per respirare, potresti essere tentato dal recuperare del  prezioso tempo extra, saltando i pasti o alimentandoti con le prime porcherie che trovi a portata di mano, dormendo 4/5 ore per notte, non concedendoti un attimo di riposo. Pensi che le tue esigenze possano aspettare ed è qui che sbagli. Se continui ad ignorare i tuoi bisogni fisici, finirai per crollare ed ammalarti. Come puoi rendere al meglio sul lavoro se sei in cattivo stato psicofisico? È importante che tu ti prenda cura di te stesso alimentandoti correttamente e con i tempi necessari, dormendo dalle 6/8 ore per notte e occupandoti della tua salute facendo check-up periodici preventivi che fanno aumentare il senso di responsabilità individuale. Se sei in una buona condizione fisica, avrai più energia, sarai più lucido e resisterai meglio allo stress.

·       Durante il giorno concediti dei momenti di pieno relax. Sei così sopraffatto dalle tante cose da fare che concederti del tempo libero ti sembra un lusso impossibile. Prima di pensare che si tratti di un consiglio inattuabile, ti consiglio di pensare al tempo libero come ad un investimento per te, un modo per coccolarti e prenderti cura di te. Ogni giorno dedicati almeno 30 minuti di tempo per fare delle cose che ti piacciano e che ti rilassano: una passeggiata, una telefonata ad un amico, sfogliare una rivista, ascoltare musica, ecc. Di primo acchito,  ti sembrerà di perdere del tempo dedicando 30 minuti della tua giornata ad una attività frivola come rilassarsi, ma con il tempo ti accorgerai che questa pausa ti ricaricherà e che ritornerai al tuo lavoro con rinnovata energia o che avrai ridimensionato i problemi che ti affliggevano. Se hai la fortuna di avere più tempo libero, ti consiglierei di imparare una tecnica di rilassamento oppure di praticare uno sport. Sia la tecnica di rilassamento che l'attività sportiva, se praticate con costanza, sono efficaci nella lotta contro lo stress.

·       Impara a porre dei limiti. Se ti sembra che la tua giornata lavorativa in casa e al lavoro non abbia mai fine, prova a chiederti se sei capace di porre dei limiti. Spesso, certe professioni hanno un ritmo di lavoro così frenetico che se aspetti che tutto si sia sistemato prima di andare a casa, dovresti trascorrere tutta la notte in ufficio. C'è sempre qualcuno disposto a prenderti il tuo tempo e le tue energie: il capo che salta fuori all'ultimo minuto con un urgentissimo lavoro da fare, il cliente inopportuno che telefona alle ore più improbabili del giorno e della notte. Quando non c'è una vera necessità, impara a dire di no o a posticipare. Fissa che ad una certa ora, la tua giornata lavorativa deve terminare, salvo urgenze che siano veramente tali e goditi finalmente il tuo tempo libero. Lo stesso discorso vale ancora di più se sei una donna che lavora, con una casa e una famiglia a cui pensare. Le esigenze di una famiglia sono moltissime e non puoi e non devi soddisfarle tutte.

·        Chiedi aiuto/impara a delegare. Se ti accorgi di non farcela, impara a chiedere aiuto o a delegare. Per molte persone, non è facile chiedere aiuto per diverse ragioni. Alcuni sono restii a farsi aiutare perché temono di perdere il loro ruolo e/o di dimostrare di essere incapaci di gestire la situazione. Pensano che dovrebbero essere in grado di cavarsela  perfettamente da soli e considerano il fatto di avere bisogno di un appoggio, come una manifestazione di debolezza o di incapacità personale. Altre persone non chiedono aiuto perché sono dei perfezionisti convinti e non si fidano delle persone che li circondano. Sono, infatti, convinti che il loro modo di fare le cose sia l'unico giusto o almeno il migliore in assoluto. Se anche tu avessi bisogno di aiuto ma sei restio a chiederlo, devi imparare a superare le tue resistenze: poter condividere con gli altri parte delle tue mansioni ti  faciliterà enormemente la vita. Non ti scoraggiare, però, se le persone che ti circondano sembrano insensibili e si comportano come se certi compiti come le pulizie di casa, l'educazione dei figli, la cura di un paziente anziano o malato o i problemi sul lavoro siano  un tuo esclusivo appannaggio. Spesso le persone che ti circondano sono poco  motivate a fare certe cose perché tanto te ne occupi tu abbastanza. Dal loro punto di vista, non c'è nessun bisogno di pensare a certe cose, visto che ci pensi tu a sufficienza. Se vuoi ottenere più appoggio, prendine consapevolezza e chiedilo in modo assertivo. Se non fosse possibile ottenere l'aiuto dalla persone che ti circondano, rivolgiti all'esterno: esistono badanti, babysitter, collaboratori domestici, associazioni di volontariato, ecc…

·        Fa’ rete e non isolarti. L'isolamento è uno dei fattori in grado di amplificare enormemente il tuo livello di stress. Perciò, per quanto sia difficile la tua situazione, cerca di non isolarti. Poterti sfogare con un amico comprensivo è di fondamentale aiuto per ridurre il tuo livello di stress. Se  è possibile, cerca di frequentare delle persone che stanno vivendo la tua stessa esperienza. Se, per vari motivi, non hai la possibilità di andare da un analista (psicologo/psicoterapeuta), confrontati con altre persone delle quali ti fidi, ti darà conforto e incoraggiamento. Inoltre, soprattutto nel tempo libero, cura le relazioni sociali, andando al cinema, a cena fuori, a teatro, a ballare, a casa di amici perché è un ottimo rimedio per uscire dal solito tran tran quotidiano.

 

 


Incidenti stradali

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QUANDO GUIDI O STAI PER STRADA FAI ATTENZIONE, BASTA UN ATTIMO!

Benvenuto nella seconda parte del mio articolo! Prima di continuare a leggere, ti invito a guardare questo video (clicca su Incidenti Stradali).





Gli incidenti stradali rappresentano, in Italia e non solo, un problema di assoluta priorità per la sanità pubblica a causa dell’alto numero di morti e di invalidi permanenti e temporanei. Agli enormi costi sociali e umani, si aggiungono, quindi, anche elevati costi economici, che rendono la questione della sicurezza stradale un argomento di enorme importanza per i dipartimenti di prevenzione e i sistemi sanitari di tutti i Paesi.
Per combattere l’impatto derivante dagli incidenti stradali, attualmente, la parola chiave è prevenzione. Affinché i programmi di prevenzione possano essere efficaci è necessario innanzitutto informare tutti gli attori coinvolti, dagli operatori sanitari alle autoscuole, dalle famiglie alle scuole, per favorire la consapevolezza dei rischi derivanti da comportamenti sbagliati e per mettere a punto azioni preventive coordinate e attuabili. Il programma della sicurezza stradale, invece, prevede alcuni settori di intervento principali come: incoraggiare gli utenti della strada ad assumere un comportamento più responsabile, rendere i veicoli più sicuri grazie a innovazioni tecnologiche, migliorare le infrastrutture stradali attraverso le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Premesso ciò, l’incipit del presente articolo è informare e contemporaneamente sensibilizzare. Pertanto, al fine di perseguire tale obiettivo, ho voluto mostrarti un breve filmato, sempre per lo stesso principio illustrato nella precedente sezione. Come la narrazione, anche la visione di un film è in grado di innescare i potenti processi identificativi. L’identificazione intesa come il “mettersi nei panni” della persona o della situazione.
Per quanto mi riguarda, la visione di questo cortometraggio mi ha lasciata basita e mi ha suscitato emozioni molto intense: intanto, dolore per il modo in cui certe vite possono essere stroncate nel pieno della loro esistenza “come rami che si spezzano”;  e poi un’immensa rabbia nel constatare con quanta superficialità possiamo porre fine al bene più prezioso: la Vita. Inoltre, mi ha consentito di rafforzare la consapevolezza del mio “essere viva”, del mio desiderio di gustarmi ogni istante, ogni momento della mia esistenza, della mia voglia di vivere e della mia volontà di preservare, per quanto mi è possibile, tutto ciò.
Nel filmato abbiamo visto situazioni diverse che possono mettere a rischio, per superficialità e/o distrazione, la propria vita e quella degli altri. La grande maggioranza degli incidenti gravi e di quelli mortali sono, però, dovuti anche ad una serie di comportamenti scorretti, principalmente eccesso di velocità, guida pericolosa, mancato rispetto della precedenza o della distanza di sicurezza, assunzione di alcol e sostanze stupefacenti.
Tra i fattori di rischio legati allo stato del conducente si possono classificare quattro categorie particolarmente rilevanti poiché possono alterare lo stato di attenzione e di concentrazione del guidatore.

- Stupefacenti: l’assunzione di sostanze come allucinogeni, anfetamine, cannabinoidi, cocaina, estasi, inalanti e oppiacei comporta un notevole aumento del rischio di incidente, specialmente se accompagnata dal consumo di alcol. 

- Alcol: è il fattore più rilevante nel caso di incidenti stradali gravi o mortali; il rischio di incidenti aumenta, in modo esponenziale, quando la concentrazione di alcol nel sangue raggiunge i 50 mg/100 ml. Inoltre, a parità di alcol ingerito, il rischio aumenta al diminuire dell’età del conducente e quanto minore è la frequenza di consumo abituale di sostanze alcoliche.

- Farmaci: i medicinali che possono interferire con la guida sono numerosi e largamente utilizzati, come per esempio sedativi, ipnotici, tranquillanti, antidepressivi, anestetici, antistaminici, farmaci cardiovascolari, diuretici, ormoni, antidiabetici, antipertensivi. I rischi rilevati non sono generalmente troppo elevati, ma è comunque utile che il paziente sia messo in guardia dal medico sui possibili effetti dei farmaci che assume. 

- Malattie: epilessia, diabete, malattie cardiovascolari, problemi di vista, disturbi del sonno, problemi cognitivi possono aumentare il rischio di incidenti mortali. 


Ora, per ritornare al breve filmato, molti potrebbero contestarmi per averli sottoposti alla visione di immagini così violente, però a queste persone direi che solo attraverso la conoscenza reale e l’informazione adeguata possiamo prevenire gli incidenti stradali e fare in modo che ciascuno di noi possa assumere una guida più consapevole e responsabile. Il proteggersi da certe scene, a volte, può essere interpretato come un non voler prendere consapevolezza del problema. Ritengo che la prevenzione primaria sugli incidenti stradali, ossia l'insieme delle azioni finalizzate ad impedirne o ridurne il rischio e la probabilità che si verifichino, sia più efficace se si dà l’opportunità di toccare con mano, di percepire i propri pensieri e le proprie sensazioni di fronte a tale problema. Secondo me, solo in questo modo possiamo essere sensibilizzati, altrimenti è mera informazione.
Le scene, molto cruenti, la musica di sottofondo hanno un forte potere evocativo che non possono non farci pensare e riflettere. Chi non è a contatto con realtà di questo genere non immagina quali possano essere le sensazioni e le emozioni che si provano nel vedere o nell’essere protagonisti di scenari ai quali abbiamo assistito nel filmato. Oggi ne hai avuto una piccolissima dimostrazione. Ed è questo l’obbiettivo al quale miravo.
Scene molto più cruenti e devastanti, in quanto reali, sono invece quelle alle quali si sottopongono e con le quali si confrontano ogni giorno gli operatori sanitari, le forze dell’ordine tutte, i vigili del fuoco e gli operatori della protezione civile e di fronte alle quali ogni volta, nonostante l’esperienza, riferiscono di provare sempre un forte sconcerto.
Pensi che la lettura di un convenzionale articolo sugli incidenti o sulla donazione degli organi avrebbe sortito in te lo stesso effetto?  Se la risposta è negativa, allora: obiettivo raggiunto! 


Come un ramo che si spezza

Posted by: i.amati

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COME UN RAMO CHE SI SPEZZA

Silenzio, penombra, tendine tirate. Su una poltroncina grigio-plastica un uomo si tiene la testa tra le mani; una donna con i capelli castani spettinati lo tocca con le dita su una spalla. <<Vai a casa>>, dice piano, <<dobbiamo riposare. Vai a casa, dormi un po’, ti fai una doccia>>. L’uomo scuote la testa. <<Vai>>, insiste la donna. <<E’ inutile restare in due. Mangi qualcosa, ti fai la barba. Poi quando torni mi porti la spazzola. I miei capelli… non riesco a farli stare a posto>>.

L’uomo la guarda. Fa fatica a capire.

<<Vai tu>>, risponde. <<Hai l’aria così stanca… se succede qualcosa ti chiamo>>.

<<No. Io non mi muovo>>.

La donna avanza nella stanza buia. Piccole luci gialle su un macchinario azzurro; cavi neri, un tubo trasparente. Un soffio leggero in sottofondo pompa ossigeno nei polmoni stanchi di Silvia, 14 anni, uguale e identica a sua madre da giovane. Silvia che ieri, alle 18 in punto, mentre andava da casa alla piscina è volata giù dal motorino.

Silvia, se potesse parlare, racconterebbe di quel vestito giallo-arancio nella vetrina all’angolo, che a lei piaceva tanto e che ieri finalmente era andato in saldo. Direbbe che le dispiace, che non pensava di essersi distratta. “Solo un secondo. Giuro! Non l’ho guardato tanto!” così direbbe.

E direbbe che non sa cosa è successo dopo, quando la mano di un gigante dispettoso ha capovolto il mondo e l’ha lanciata in aria, in volo, con ancora dentro gli occhi quella macchia colorata di tessuto e poi, improvviso, quel rumore sordo nella testa: uno schiocco, come un ramo che si spezza, mentre il casco le volava via, “perché ero in ritardo e sì, confesso, per una volta non l’ho allacciato sotto il mento”. Per una volta. Proprio quella volta.

Se potesse parlare…

Ma non c’è aria sufficiente nel suo corpo. Silvia con i capelli castani, proprio uguali a quelli della mamma; Silvia che finirà nelle statistiche, un numero tra tanti. Una delle 5.500 vittime che ogni anno lasciano scie di sangue sull’asfalto. Una ogni ora e mezza.

Niente più piscina, niente vestito giallo da mettere con gli amici in pizzeria. Niente di niente. Buio nella testa. È in coma, appesa ai fili di una macchina, con questo tubo che le finisce in gola, sul bordo estremo di quella assenza che chiamiamo “morte”. I medici scuotevano la testa, quando è arrivata legata alla barella. Il cranio fratturato, il sangue che colava da un orecchio, il cuore già in affanno.

Sei ore di intervento; schegge d’ossa infilate nel cervello. Una flebile speranza. Quel filo azzurro che traballa su di un monitor, un’onda lenta che dice: è ancora viva. Quel filo azzurro che all’improvviso si appiattisce e diventa una linea senza fine. Tracciato piatto. Un suono lungo, acuto, da quella macchina piena di bottoni.

La donna con i capelli castani spettinati sente un brivido salirle lungo il collo, poi lancia un grido. Qualcuno la prende per le spalle, suo marito la trascina via. Entrano camici, persone senza volto. Qualcuno spinge forte sul petto di sua figlia. <<Fibrillazione>>, <<saturazione>>, <<adrenalina>>: parole che per lei non hanno senso. <<Tracciato piatto>>, <<insisti>>, <<non reagisce>>. Si mette le mani sulle orecchie, il corpo trema e non si può fermare. <<Quanto tempo?>> qualcuno chiede. Lei chiude gli occhi, non sente la risposta. <<Ora del decesso?>> Non può essere. Non è una cosa vera. Apre gli occhi, sua figlia è ancora lì, con tutti i cavi e i tubi dell’ossigeno. Le guarda il petto. Lo vede che ancora si solleva. Respira. Lei respira! Possibile che nessuno se ne accorga? Un medico si gratta sulla nuca. Cosa dice? Ma cosa sta dicendo?! Che quel respiro viene dalla macchina? Lei non ascolta. Non è una cosa vera. <<È morta>>, dice il medico. <<Il suo cervello è morto>>. <<È morta e non può esserci ritorno>>. Suo marito se la stringe al petto. Il medico parla di altra gente, di persone che potrebbero morire ma che forse, se loro lo volessero… <<trapianti>>, dice e lei traduce: <<la faranno a pezzi>>. Questo pensa la madre con i capelli castani spettinati, ma poi, subito dopo: <<una parte di lei resterà viva, qualcun altro, non solo io, le vorrà bene. Sempre>>.

La guarda. La vista le si annebbia. Si piega sulle gambe. Suo marito la tiene per la vita.

 

Donare gli organi è un piccolo gesto che può realizzare un grande sogno: quello della vita!

La solidarietà verso il prossimo si può esprimere in vari modi, prestando servizio di volontariato nei più svariati ambiti, offrendo aiuto ai deboli, soccorso ai bisognosi e conforto per chi soffre. La donazione degli organi, invece, rappresenta un gesto ancora più umano e generoso!

Sono passati molti anni da quando si sono sperimentati i primi trapianti. Oggi trasferire gli organi da un corpo che muore ad uno che può continuare a vivere non è più un miracolo ma una straordinaria opportunità che la scienza offre: quella di accendere una speranza in un’altra famiglia, di alleviare il dolore di altre persone, di placare mille altre sofferenze!

Infatti, grazie ai notevoli passi avanti fatti dalla comunità scientifica, sempre più pazienti, salvati da un trapianto, sono divenuti “messaggeri di speranza” per tanti. Basti pensare che il trapianto per gli ammalati con insufficienza epatica o cardiaca, è la vita.

Fino a pochi anni fa, era comune la diffidenza all’idea di essere sotterrati senza alcuni dei propri organi per mantenere intatta la sacralità del proprio corpo. Spesso si trattava, più che di egoismo, di pura ingenuità, di ignoranza (nel senso più nobile del termine), dell’incapacità di leggere i progressi della scienza. La superficialità, poi, con cui si affrontava il più delle volte l’argomento, anche da parte del mondo dell’informazione, non aiutava certo ad informare e rassicurare l’opinione pubblica. Le cose, per fortuna, sono profondamente cambiate.

Oggi non è più percepita come una scelta eroica, né tantomeno incomprensibile, quella di un genitore che acconsente al prelievo di organi dal corpo di un figlio deceduto, per esempio, in seguito ad un incidente stradale come nel racconto che ho riportato, bensì come un gesto di “normale umanità” e di comprensibile solidarietà.
Tanto, però, si deve ancora fare per sensibilizzare i cittadini alla donazione di organi e a tal proposito, pur rispettando pienamente la scelta di chi rifiuta tale “atto d’amore”, le Istituzioni dovrebbero promuovere una campagna “culturale” a partire dalle scuole e dalle famiglie, per rendere ogni cittadino consapevole di come donare sia un gesto di estrema generosità ed umanità. 

Con il racconto che hai appena letto, il mio obiettivo era quello di farti riflettere su due questioni importanti: gli incidenti stradali e l’annosa questione sulla donazione di organi. Ho voluto introdurre questi due temi così sentiti con un racconto, perché attraverso la narrazione come anche attraverso la visione di un film, si innescano i potenti processi identificativi. L’identificazione, ossia il “mettersi nei panni” della persona o della situazione, consente realmente, in questo caso, di entrare in contatto ed in empatia con i temi: della morte, della perdita, del lutto (“Come mi vivrei la perdita di un figlio?”), del fato (“Come reagirei ad una sorte, ad un destino così avverso?”), dell’imprevedibilità (“È davvero incredibile come tutto possa terminare in un attimo”) e della donazione degli organi (“Cosa avrei fatto io, nei panni dei genitori di Silvia”).

In questo modo, sei stato contemporaneamente informato e sensibilizzato ed una storia, a volte, vale più di mille parole.

Il mio prossimo articolo, invece, sarà dedicato all’altro tema evidenziato nel racconto: gli incidenti stradali. Due argomenti vastissimi ed importanti che ho pensato di sviluppare in due sezioni distinte. Mi raccomando, non perderti la seconda parte. Ti aspetto!

 

 


I Rischi

Posted by: i.amati

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I RISCHI

(da: “Vivere, Amare, Capirsi” di Leo Buscaglia)

A ridere c’è il rischio di apparire schiocchi;

a piangere c’è il rischio di essere chiamati sentimentali;

a stabilire un contatto con un altro c’è il rischio di farsi coinvolgere;

a mostrare i propri sentimenti c’è il rischio di mostrare il vostro vero io;

a esporre le vostre idee e i vostri sogni c’è il rischio d’essere chiamati ingenui;

ad amare c’è il rischio di non essere corrisposti;

a vivere c’è il rischio di morire;

a sperare c’è il rischio della disperazione e

a tentare c’è il rischio del fallimento.

Ma bisogna correre i rischi, perché il rischio più grande nella vita è quello di non rischiare nulla.

La persona che non rischia nulla, non è nulla e non diviene nulla. Può evitare la sofferenza e

l’angoscia, ma non può imparare a sentire, cambiare, progredire, amare e vivere. Incatenata alle

sue certezze, è schiava.

Ha rinunciato alla libertà.

Solo la persona che rischia è veramente libera.

 

 


Istanti

Posted by: i.amati

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ISTANTI


Se potessi vivere di nuovo la mia vita. Nella prossima cercherei di commettere più errori. Non cercherei di essere così perfetto, mi rilasserei di più. Sarei più sciocco di quanto non lo sia già stato, di fatto prenderei ben poche cose sul serio. Sarei meno igienico. Correrei più rischi, farei più viaggi, contemplerei più tramonti, salirei più montagne, nuoterei in più fiumi. Andrei in più luoghi dove mai sono stato, mangerei più gelati e meno fave, avrei più problemi reali e meno problemi immaginari. Io fui uno di quelli che vissero ogni minuto della loro vita sensati e con profitto; certo che mi sono preso qualche momento di allegria. Ma se potessi tornare indietro, cercherei di avere soltanto momenti buoni. Perché se non lo sapete, di questo è fatta la vita, di momenti.

Non perdere l'adesso. Io ero uno di quelli che mai andavano da nessuna parte senza un termometro, una borsa dell'acqua calda, un ombrello e un paracadute; se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero. Se potessi tornare a vivere comincerei ad andare scalzo all'inizio della primavera e resterei scalzo fino alla fine dell'autunno. Farei più giri in calesse, guarderei più albe e giocherei con più bambini, se mi trovassi di nuovo la vita davanti. Ma vedete,  ho 85 anni e so che sto morendo.


J.L.BORGES


Bene, adesso rileggila nuovamente ma con più attenzione e lasciandoti trasportare dalle incantevoli note musicali di Ben E. King "Stand by me". (Clicca su Istanti). 
Buona riflessione e buon ascolto!

 

Commento alla poesia “Istanti”

So perfettamente che è una poesia triste questa di Borges, poeta e scrittore argentino del XX secolo, nella quale si coglie la nostalgia del vivere di un tempo ormai passato, il rammarico di una vita che sta per terminare ed il concetto del “se” e del “ma”, delle cose non dette, mai fatte e rimpiante. La poesia è discorsiva ed amichevole, leggendola si ha l’impressione di camminare sottobraccio all’autore, di raccogliere le sue confidenze, ma nello stesso tempo ci fa riflettere sul “come” ciascuno di noi si vive o di dovrebbe vivere gli istanti della propria vita.

Inoltre, i suoi versi sono intrisi di quella ricchezza interiore, di quella capacità riflessiva ed introspettiva che caratterizza solo chi è avanti negli anni ed in questo “mare” d’indifferenza generazionale la sua poesia non può che essere una pillola di saggezza.

Concordo pienamente con Borges, la vita è fatta di istanti, momenti, attimi che non consideriamo, che sciupiamo in nome della perfezione, del controllo, della prudenza, dell’abitudine, della sicurezza, della pigrizia, della convenienza … Poi, però, arriva sempre il momento in cui ci coglie il rimpianto e con esso la consapevolezza che indietro non si può tornare.

Nella sofferenza e nel dolore, più che nella gioia, a volte, si comprende il valore del tempo.

Ci dibattiamo tra passato e futuro perdendoci il presente, tra speranza e disinganno … crediamo in mondi impossibili e ci illudiamo di poter cambiare la realtà …

Non si vive pienamente se non si è disposti, a volte, a rinunciare alle proprie certezze, a ciò che in qualche modo ci rassicura, questo è ciò che il poeta ci vuole comunicare.

“Se potessi tornare a vivere comincerei ad andare scalzo dall’inizio della primavera e resterei scalzo fino alla fine dell'autunno”… è una metafora della nostra naturale tendenza ad esplorare, ad andare verso la novità, verso lo sconosciuto, verso l’ignoto e ad aprirci alle più diverse esperienze. Spesso, però, queste normali propensioni vengono represse a favore della certezza, della sicurezza, del conosciuto e dell’equilibrio facendoci perdere di vista quelli che sono i nostri bisogni più autentici.

Come Borges, ritengo che per molti di noi sia difficile vivere il presente, l’adesso e, ancora più complicato, cogliere l’attimo, il carpe diem, perché la nostra mente ed il nostro cuore, presi dagli innumerevoli problemi contingenti e a causa delle nostre resistenze, pongono una barriera tra noi e la magia di un istante che potrebbe trasmetterci gioia, leggerezza e pienezza.

Forse non è il caso di aspettare un’altra vita … viviamoci i nostri istanti, tra un sorriso ed un pianto anche a rischio, a volte, di “sporcarci” o, come direbbe il poeta argentino, “di essere meno igienici”.

 

 

 


L'arte della scrittura creativa

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L’ARTE DELLA SCRITTURA CREATIVA

La creatività che permette di realizzare in modo inusuale e nuovo le proprie capacità e i propri talenti, non può e non deve essere considerata come un privilegio che riguarda pochi “eletti”.

Tutti abbiamo capacità creative e tutti abbiamo il bisogno di esprimerle, occorre solo esserne consapevoli.

È appunto dall’ascolto e dalla consapevolezza di questo bisogno che nasce la presente rubrica, oltre che dall’entusiasmo contagioso del nostro capo progetto. Ed è qui che è cominciato il mio affascinante “viaggio” nella scrittura creativa.

Creativa per un duplice aspetto, primo perché riesci ad inventare “qualcosa” che prima non avevi e che è in grado di sorprenderti; in secondo luogo perché hai la possibilità di contattare parti di te inesplorate ed inespresse. È un’arte che ti consente di attingere al tuo “Io” più profondo e di ottenere una maggiore conoscenza di te stesso e delle tue potenzialità.

La scrittura creativa richiede, però, competenze ed attitudini che vanno oltre l’ordinaria capacità lessicale-linguistica e mi riferisco all’intelligenza creativa, all’immaginazione e all’intelligenza emotiva. È un atto catartico, di liberazione delle nostre emozioni e di noi stessi, perché abbiamo la possibilità di decomprimere ed esprimere contemporaneamente la nostra fantasia - immaginazione (intelligenza creativa) e le nostre emozioni - sensazioni (intelligenza emotiva).

Il viaggio nel meraviglioso mondo delle scrittura parte dalle “sensazioni” intese come il “sentire” e l’”esserci”. Per sensazioni intendo i messaggi ricevuti attraverso i cinque sensi (olfatto, vista, udito, tatto e gusto), la percezione sensoriale della realtà esterna, ma anche la ricostruzione emozionale e mentale dei dati codificati.

La scrittura creativa, se praticata con frequenza, ha la capacità di farti acquisire un piacevole senso di equilibrio interiore, una maggiore percezione ed un contatto più “nutriente” con l’esterno (gli altri, gli oggetti, la natura). Vivi, osservi e mediti la Vita con un rassicurante senso di tranquillità.

Un presupposto indispensabile per avviare in maniera “centrata” il lavoro di scrittura è anche quello di avere ben chiaro che la scrittura non è un’operazione astratta e mentale, avulsa dalle nostre sensazioni ed emozioni, semmai è un’operazione di trasformazione. Infatti, di fronte ad uno stimolo esterno (un oggetto, un’immagine, un luogo, un’interazione, un dipinto, un argomento, una parola, un comportamento, un testo musicale, un odore, una persona) o interno (un ricordo, un pensiero, una fantasia, un sogno, uno stato d’animo), che attiri la nostra attenzione,  si entra in contatto con ciò che ci evoca a livello di sensazioni, emozioni ed immagini e si dà inizio all’operazione di trasformazione attraverso la quale tutto ciò che quello stimolo (interno o esterno) è in grado di suscitarci viene decodificato in parole che, lentamente o di getto, si materializzeranno sul foglio bianco o sul monitor del nostro PC (Personal Computer).

Scrivere, dunque, significa anche ritrovare il legame imprescindibile con la fisiologia delle emozioni e con la fisicità del proprio corpo, ovvero, se si parla di scrittura autentica e non solo di tecniche e di forme, scrivere significa realizzare la sintesi tra la mente, il corpo e le emozioni.

Inoltre, Blanchot (1907-2003), scrittore e filosofo francese, in un suo scritto intitolato “Lo spazio letterario” parla dello scrivere e della parola come “continuo e inesauribile mormorio dell’essere”. Fa capire che vi è un flusso, in ambedue i sensi, fra l’immaginario e la vita, in cui la scrittura diviene rivelazione profonda e visibile di un “qualcosa” che nasce dall’incontro fra il mondo interiore (soggettivo) e il mondo esterno (ciò che è la materia, la vita in sé).

In conclusione, la scrittura creativa è … un’esplorazione che trasforma. E allora, prova anche tu a scrivere ciò che provi. Se non dovesse essere la scrittura, trova tu “la tua arte” (uno strumento musicale, il canto, la fotografia, la pittura, il teatro, la poesia, il ballo, il disegno, etc.) per esprimere la creatività. Aiuta a vivere meglio!

 


Io, Tu, Noi

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IO, TU, NOI

C’è chi dice: “il mondo fa schifo”, oppure “la gente è cattiva” o ancora “nessuno ha mai fatto niente per me, perché dovrei fare qualcosa per gli altri?” Io non so quale sia la tua opinione a riguardo, ma sono certa che conosci qualcuno che la pensa in questo modo. Che cosa possiamo dire a queste persone?

Partiamo con la prima affermazione: “il mondo fa schifo”. Bene, tutti siamo consapevoli che il mondo non è tutto bello e che esistono realtà che sicuramente non ci fanno sentire degni di appartenere alla categoria umana … Però, se usi questa verità come un alibi per non fare niente, significa che se è vero che “il mondo fa schifo”, Tu sei complice di questa situazione.

Passiamo alla seconda affermazione: “la gente è cattiva”. Anche qui, c’è da dire che è vero, il “male” esiste e chiunque lo può vedere, ogni giorno attraverso i mass-media … Però, c’è una regola nei mezzi di comunicazione di massa che occorre ribadire: se un cane morde un uomo non fa notizia, se un uomo morde un cane, questa sì che è una notizia. Che cosa significa? Significa che la “normalità” non fa notizia. Se i furti o le rapine arrivano al tiggì o vengono riportati sui giornali significa che questa non è la “normalità”. La normalità, al contrario, sono, per fare un esempio, i quasi quattro milioni di uomini, donne, ragazzi e ragazze dai 14 anni in su che ogni giorno prestano gratuitamente un’attività di volontariato. Insomma, nel mondo c’è il male, ma fortunatamente esiste una buona percentuale di persone che è ancora sostanzialmente buona e attenta al prossimo, anche se i media non ne parlano diffusamente, tranne in occasioni drammatiche che fanno notizia come quella, per esempio, del forte sisma che ha sconvolto e devastato, in questi ultimi giorni, l’isola di Haiti, o come quella del terremoto in Abruzzo di circa un anno fa (aprile 2009).

E veniamo all’ultima affermazione: “nessuno ha mai fatto niente per me, perché dovrei fare qualcosa per gli altri?”. Forse sei stato fortunato e non hai mai avuto bisogno di nessuno … Però, la verità è che proprio in questo istante, qualcuno che non conosci sta pensando anche a Te. Se Tu hai un incidente, oppure ti perdi in un bosco, oppure ancora se ti prende un coccolone, lui verrà, farà di tutto per salvarti, senza chiederti nulla in cambio.

La verità è che su questo pianeta perso nella galassia, ognuno di noi ha solo se stesso e i rapporti di affetto e di solidarietà che ci legano l’uno con l’altro formando un Noi al quale tutti dovremmo tendere. Vale anche per Te.


 


In armonia con la Vita

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IN ARMONIA CON LA VITA





Diventa consapevole dell'immensa rete di Vita che rende possibile la tua piccola Vita. Come potresti vivere se il sole non ti scaldasse, se l'aria non ti desse il respiro, se le acque non facessero scorrere gli umori della Vita, se la terra non ti sostenesse e ti nutrisse?

Apprezza le stagioni della Vita per quello che sono, per quello che possono dare: da giovane non correre a vederti adulto, né da anziano rimpiangere di non essere più giovane. Ogni stagione ha la sua benedizione. Chiedi consiglio agli anziani perché i loro occhi hanno guardato il volto degli anni e le loro orecchie hanno ascoltato le voci della Vita.

Dà alle tue azioni la bellezza del rito, celebra ciò che vivi. Celebra il respiro, lo sguardo, la parola, il silenzio, il riposo. Celebra l'alba, il tramonto, lo scorrere dei giorni, dei mesi, delle stagioni, … Lascia scorrere la barca della Vita sulle onde del tempo. Non pretendere di spingere o fermare il fiume del tempo. La maestosità della Vita procede lungo i suoi sentieri.

Nella rugiada delle piccole cose il cuore trova il suo mattino e ti illumina. Perché la rosa fiorisce e non si chiede il perché, né si pavoneggia nel colpire il tuo occhio? I fiori dei campi fioriscono perché fioriscono. Gli uccelli del cielo cantano perché cantano. E tu vivi perché? Respira la grazia di essere vivo, chiama il coraggio di esistere. L'amore alla Vita dà occhi nuovi, il cuore che ama resta giovane.

(Da "la scuola del villaggio")

 



 


Celebrare la Vita

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Celebrare la Vita

La vita è quello che è, la qualità dipende da te! Tu puoi costruire significati e gesti che danno importanza allo scorrere normale della vita.

Nella cultura antica dell’India c’è una sapienza che ci fa fratelli universali: alla finestra del mattino alza le mani per raccogliere le energie dal cielo e poi allarga le mani per portarle dentro la tua vita. Fa che l’inizio del giorno sia un rito, ossia un gesto importante al quale dai luce, energia, armonia.

Diventa consapevole del grande grembo che nutre la tua vita: il sole si consuma perché tu sia scaldato, l’aria si inquina perché tu sia ossigenato, l’acqua si sporca perché tu sia lavato, la terra si esaurisce perché tu sia nutrito. Continuamente tu adoperi il sole, l’acqua, l’aria e la terra. Considera quanto sole hai sintetizzato, quanta aria hai respirato, quanta acqua hai adoperato, quanti pasti hai mangiato … celebra la gratuità di ogni giorno e di ogni respiro.

        Celebra l’alba, il tramonto, lo scorrere del tempo e delle stagioni.

         Celebra il cibo, il lavoro, il riposo.

         Celebra il respiro, la parola, il silenzio ...

Gratuità è la via più bella per apprezzare la vita.

“Vedevo me separato dalla natura, vedevo me separato da quello che vedevo. Ora vedo me all’interno della grande vita che mi contiene. È un’esperienza bellissima ... Non ci sono più separazioni, c’è solo unità”. (Tiziano Terzani)

La vita è per te ciò che immagini che sia, in verità non possiedi la realtà ma la tua esperienza della realtà e allora prova ad interpretarla con gli occhi della gratuità: la vita è dono da donare.

(Da "la scuola del villaggio")




Il gruppo dei pari

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“L’appartenenza non è lo sforzo di un civile stare insieme

non è il conforto di un normale voler bene

l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé.

L’appartenenza è assai più della salvezza personale

è la speranza di ogni uomo che sta male

e non gli basta esser civile.

È quel vigore che si sente se fai parte di qualcosa

che in sé travolge ogni egoismo personale

con quell’aria più vitale che è davvero contagiosa.”

Giorgio Gaber


 

Il gruppo dei pari

 

Nel corso dell’adolescenza il gruppo dei coetanei si afferma sempre più come principale punto di riferimento per l’adolescente, che cerca al di fuori della famiglia sostegno sociale ed affettivo nel tentativo di acquisire una maggiore indipendenza. Il gruppo dei pari si configura, quindi, come un’importante risorsa per lo sviluppo e la formazione dell’identità dei ragazzi, ma in alcuni casi può rappresentare un potenziale fattore di rischio. Ed è per questo che oggi voglio dedicare il mio blog ad un articolo rivolto ai giovani affinché abbiano più informazioni su una realtà che li riguarda così da vicino: il gruppo dei pari.

 



 “I primi passi nell’extra-mondo-fuori-di-casa”.

Non si può fare a meno di crescere, esattamente come, da bambini, non si può fare a meno di alzarsi sulle gambe, tirarsi su e camminare.

I primi passi … che disastro! Un passo e si ritorna giù. Una, due, cento volte! Eppure nessuno ha mai mollato: cento volte per terra, cento volte di nuovo in piedi. Niente ci poteva fermare! Sono le regole del gioco della vita: non si può fare a meno di crescere e si cresce meglio con l’aiuto di qualcuno. All’inizio erano i nostri genitori o altre figure familiari, poi il nostro mondo si è allargato …

I primi incontri ravvicinati con gli alieni-coetanei che abitano l’extra-mondo-fuori-di-casa ti mettono di fronte ad una triste realtà: il pianeta non è a tua disposizione, esistono “gli altri”, non gli altri come la mamma o la maestra, che prima o poi ti stanno ad ascoltare. Nossignore! Questi “altri” sono tutti diversi, ognuno con il proprio carattere ed i propri capricci, spesso contrapposti ai tuoi.

Queste prime esperienze con i coetanei-bambini sono generalmente di due tipi: o ci si ignora, o ci si litiga (“è mio!” – “No! È mio!”). Non è bello ma è normale: tutti i cuccioli fanno la lotta. Poi, un po’ alla volta, soprattutto se ci sono adulti in gamba che ci aiutano, impariamo a giocare insieme, scopriamo le prime forme di socialità.

Ad un certo punto, scopri di far parte di alcuni gruppi formali, ossia legati ad un qualche tipo di istituzione (come i gruppi scolastici, sportivi, religiosi) e di altri gruppi più piccoli che nascono naturalmente e spontaneamente come i gruppi informali (gruppo di amici). Nei gruppi informali siamo noi a sceglierci gli amici con i quali condividere e trascorrere il nostro tempo libero, invece, nei gruppi classe o sportivi i vari membri ci vengono “imposti”. Il gruppo di amici al quale decidiamo di appartenere è una nostra libera scelta.

Da questo momento, una delle cose che ci farà più soffrire sarà essere messi da parte, essere esclusi. Per evitarlo aderiremo ai riti del nostro gruppo: modi di fare, di vestire, linguaggi e passioni … sarà importante condividere tutto questo.

Ma non è tutto semplice e non è tutto sempre bello. Il gruppo può metterci in difficoltà.

Nel nostro mondo esistono gruppi di ogni tipo, dagli scout ai giocatori di videogame on line, dai tifosi ai gruppi sportivi o religiosi … alcuni gruppi dividono il mondo in “buoni” e “cattivi” e ti chiedono un’adesione esclusiva, altre non hanno “nemici” e ti permettono di fare parte di più gruppi contemporaneamente. Il gruppo è fatto di individui ma è anche un organismo a parte, con regole e comportamenti propri: se ci pensi, ci sono cose che fai in gruppo che da solo non faresti mai. Tutto questo può essere bello, perché è bello avere delle emozioni condivise, ma può anche essere molto brutto, perché puoi perdere la tua capacità di decidere cosa è bene e cosa no e puoi trovarti a fare delle cose anche molto discutibili. Se fai parte di un gruppo e riesci a mantenere la tua individualità rifiutandoti di fare cose che da solo non faresti mai, è un segno di grande maturità. Se ci riesci, sei un “grande!”

Ogni gruppo ha simboli, linguaggi e comportamenti, che rendono i suoi membri riconoscibili; tutti i gruppi hanno luoghi e occasioni particolari di incontro, che rafforzano il senso di appartenenza.

Detto questo, quale potrebbe essere il tuo gruppo? Ti piace tutto del tuo gruppo o c’è qualcosa che ti lascia perplesso? Se ha lati oscuri, quale potrebbe essere la via di uscita?

 







 


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  • merlino : La nostra società è ampiamente in crisi perché non riusciamo a rispettare neanche noi stessi.
  • merlino : La stanchezza ti chiama a recuperare energia vitale. È il tempo prezioso della ricarica. Una opportunità straordinaria di rigenerazione. Fai buon uso della tua stanchezza.
  • merlino : Occorre trovare vive in noi la bellezza e la determinante importanza prima di perdere tutto, e non dopo. Siamo ricchi e non lo sappiamo.
  • merlino : La forza interiore deriva dal tuo amore più profondo. Obbedisci a quella infinita profondità. Tutto il resto è un accessorio passeggero.
  • merlino : È proprio l'attimo di smarrimento il pretesto per farti fuori. Sii sempre sulla riga e non deviare. Questo è un tempo in cui non sono consentiti cedimenti.
  • merlino : Un attimo. Un attimo e perdi tutto. Pre-vedi. Evita l'attimo della caduta. Fai questo immane sforzo.
  • merlino : Ovunque tu vada, vai verso la vita. Fattelo dire da chi vede morire tutti i giorni.
  • merlino : Fa parte della tua integrità mantenere le promesse.
  • merlino : La forza in te ti consente di compiere prodigi. Devi solo crederci.
  • merlino : Non perdere tempo a ritenere che siano gli altri a doverti promuovere.Tocca a te promuovere te stesso.
  • merlino : La tua salute va privilegiata come bene supremo da tutelare. Non riscoprire il suo valore quando compromessa.
  • merlino : L'essere in vita è lo stato di grazia indispensabile per poter ricreare, a partire da ciascun istante, tutta la nostra vita.
  • merlino : Il mistero della morte è l'evidenza che pare infrangere in ultimo il respiro della vita. In realtà è la Vita che avvolge la morte e che dall'interno della sua mostruosità la rigenera in vita, più grande, infinita. Strada stretta, antinomia di logica e biologia: chiamala fede.
  • merlino : Si ricomincia ogni giorno. Si cade e ci si alza. Ma questa sia la tua costante tensione, oltre qualunque reiterata fragilità: preoccupati ogni giorno di amare di più.
  • merlino : Si tratta dell'unica priorità: metti al centro la Vita. La Vita al centro di tutto. La vita nell'Amore. La Vita che nell'amore è più forte della morte.
  • merlino : Se ti decidi per la vita non potrai essere distrutto, nemmeno da qualsiasi crollo delle illusioni.
  • merlino : Costruisci la tua vita su un fondamento che sostiene.
  • merlino : Non è un altro giorno. È un giorno in meno. Vivilo in pienezza.
  • merlino : Sperare è saper cogliere la primavera nell'inverno.
  • merlino : Vi sono piani di realtà di cui non puoi non tenere conto. Di cui devi tenere conto.
  • merlino : Prendere le distanze da ciò che non si condivide è di fondamentale importanza per recuperare ed espandere forze e ricchezze di vita.
  • merlino : Il dramma è doversi sopportare i bugiardi cronici istituzionali. Rispondi con l'esempio corretto. E tante volte meglio senza proferire verbo. Esempi lampanti. Nulla più.
  • merlino : Inutile e pericoloso rispondere istintivamente alle offese se non hai le idee chiare e la corretta comprensione della forza reale del tuo avversario. Aspetta, valuta, verifica e solo quando nelle reali possibilità di replica efficace rispondi a tono.
  • merlino : Devi farti sempre trovare pronto, lucido, reattivo. La sofferenza irrompe quasi sempre inaspettata nella vita. Nessuno è esente da questa sgradevolissima irruzione. Rimani quindi pronto a reagire e ad agire.
  • merlino : Siamo chiamati a nutrirci creativamente dello smisurato prodigio della vita.
  • merlino : Il nostro corpo e la nostra esistenza sono profezie di un amore incondizionato.
  • merlino : Non ti colpevolizzare se vieni rifiutato. Riparti dalle ceneri e persino da esasperazione e disperazione. Ma riparti. Nel flusso della vita. Nel dono nuovo della vita.
  • merlino : La stanchezza estrema ci porge con nitida chiarezza l'evidenza della nostra finitudine e insieme la nostra capacità di rinascita.
  • merlino : Spiegano ciò che non vivono, e vi è anche chi li ascolta.
  • merlino : Il distacco aiuta a comprendere la tua verità, e a scegliere per viverla nella sua pienezza.
  • merlino : Assapora il gusto di vivere nell'amore. È unico. Ti rende vivo.
  • merlino : Semplifica. Essenzializza. Vai all'irrinunciabile determinante. Dai al tuo tempo sostanza piena e traboccante di vita.
  • merlino : Consuma solo ciò che ti è necessario. Ciò che ti rende felice non può essere acquistato.
  • merlino : Incoraggia e supporta sempre, senza nulla chiedere in cambio, il talento altrui. Il tuo passare sia germinativo di una umanità migliore.
  • merlino : Prima di decidere valuta con attenzione il contesto esterno in cui produrranno gli effetti delle tue decisioni.
  • merlino : Non si condivide a parole.
  • merlino : Trova la forza nell'irrinunciabile.
  • merlino : Le tue parole siano donatrici di speranza.
  • merlino : Le due alleanze difficili da rispettare, quella con il passato e più ancora quella con il futuro.
  • merlino : La speranza ha un laboratorio sperimentale. Si chiama perseveranza.
  • merlino : Non abbandonare a metà l'opera intrapresa.
  • merlino : Vieni ostacolato dal malaffare? Consideralo un alto onore.
  • merlino : Tutti pronti a combattere nascosti dietro la tua schiena.
  • merlino : L'amore si volge indietro e impara, nel presente da' tutto senza riserve, ma per sua natura è aperto al futuro, guarda lontano e con coraggio si avvia, qualunque sia il tempo, verso il domani.
  • merlino : Accetta battute d'arresto. Fai di una sconfitta tesoro di espansione di vita. Proteggi il tuo amore. Respira immensità sotto le stelle.
  • merlino : L'incompiutezza ti sia alleata. Una profonda umiltà sia la tua strada maestra. Con passione e pazienza vivi, accogli e crea, durante il giorno e la notte, meraviglie nel tuo cammino.
  • merlino : Si parla troppo di gestione e quasi nulla di risultati.
  • merlino : Ciò che puoi e devi imparare solo a tue spese:la responsabilità.
  • merlino : Non rinnegare la tua verità se a causa di essa dovrai subire ingiuste e pesanti ostilità.
  • merlino : L'amore obbedisce solo a se stesso e nella finalità di se stesso.
  • merlino : Ci si rompe in ogni momento. Ci si deve curare in ogni momento.
  • merlino : Non credere quando ti dicono che la perfezione non esiste. Io l'ho incontrata, vissuta, abbracciata.
  • merlino : Fai attenzione ai professionisti del muro a tutti costi, delle barricate a prescindere. Evitali. Ignorali. Affrontali solo quando sai di essere nel giusto e di avere le spalle sufficientemente larghe.
  • merlino : Solo affermando l'amore irrinunciabile trovi pace nel cuore.
  • merlino : La serenità diventa possibile solo quando rinunci a tutto ciò cui brami per amore di chi ami.
  • merlino : I moltiplicatori di problemi sono una pericolosa perdita di tempo. Concedi loro pochissimo spazio e vai oltre e speditamente sulle questioni essenziali.
  • merlino : Prendi la delusione di adesso e trasformala in speranza e azione mirata per il tuo avvenire.
  • merlino : Cura la tua preparazione ogni giorno. Sviluppa e arricchisci ogni giorno le tue conoscenze.
  • merlino : Il chiarirsi deve essere diretto, essenziale, deciso.
  • merlino : Se ti offendono ignora. Replica puntando dritto ai tuoi obiettivi.
  • merlino : Ricordati che scaricano le responsabilità delle loro insufficienze sul più forte, mai su loro stessi.
  • merlino : La coerenza paga sempre, quando è specchio di competenza, passione, integrità.
  • merlino : Si tratta di rivedere il concetto di speranza. Non è un augurio, un auspicio. È la decisione, è l'agire, dettato dalla fiducia, dalla fede, che ti porta ad andare verso un obiettivo che ritieni irrinunciabile, nonostante tutto.
  • merlino : Piegarsi davanti all'amore è una elezione, un innalzamento, non una sconfitta.
  • merlino : Trova la ragione e la fonte del cuore e troverai il tuo equilibrio.
  • merlino : La tua libertà interiore non ha limiti. Incontrala.
  • merlino : Inevitabile il sacrificio quando ami.
  • merlino : Il silenzio ti avvicina alla tua verità.
  • merlino : Poiché il conflitto è inevitabile nella vita, ti ci devi preparare per tempo. Allo scontro devi arrivare pronto.
  • merlino : Incontrerai gli eccellenti nell'arte di prendere senza dare. Lasciali perdere.
  • merlino : Non vi è vita senza cura.
  • merlino : Aver cura è una necessità intrinseca della vita.
  • merlino : Ci si prepara tutta una vita ad affrontare le sfide. Non pensare mai di essere sufficientemente pronto. Affrontare gli uragani richiede, intanto, lucidità e profonda umiltà.
  • merlino : Essere alleato di te stesso significa aprire il cuore ad una visione della vita che accolga l'altro con spirito di fraternità.
  • merlino : Se vuoi affrontare al meglio ciò che hai davanti a te rifletti con estrema attenzione a ciò che hai dietro di te. È dal tuo passato che devi, innanzi tutto, trarre insegnamento.
  • merlino : Quando qualcuno ti parla presta attenzione non solo a cosa ti dice ma anche a ciò che non ti dice.
  • merlino : Passare all'azione è molto più di una scelta di qualità: è una necessità assoluta cui improntare il tuo tempo di vita.
  • merlino : La misura è la massima capacità di dono e di accoglienza del tuo cuore.
  • merlino : Ti chiedo di essere instancabile nel prenderti cura.
  • merlino : A quanti avidi di prendere senza essere disposti a dare non concedere mai troppa importanza.
  • merlino : L'eccesso fa parte dell'amare.
  • merlino : Non dimenticare le priorità che ti sei dato è un atto fondamentale di tutela che fai nei confronti di te stesso e di chi ami.
  • merlino : Il tempo che viene ti porti la pienezza di te stesso, nella grandezza, nella ricchezza, nella poesia di ogni meraviglia della vita. Auguri!
  • merlino : Il sapiente possiede e gode il sapore, la percezione fluente, il senso palpitante della vita.
  • merlino : Non puoi risolvere un problema se non lo riconosci e se non lo affronti direttamente
  • merlino : Sappi resistere all'infinito e non vendere mai a nessuno e per qualunque prezzo la tua dignità.
  • merlino : Non perdere il proprio tempo in chiacchiere è uno dei segreti per migliorare ogni giorno sensibilmente nella vita.
  • merlino : L'amore va intanto custodito.
  • merlino : Il primo passo per la definizione di un problema è la sua analisi.
  • merlino : Un minuto del tuo tempo è illimitato se sei nell'immenso del tuo amore.
  • merlino : L'atto di verità più alto che tu possa fare verso te stesso è amare senza riserve.
  • merlino : Utilizza le critiche per trasformare in punti di forza i tuoi punti deboli.
  • merlino : Annunciano slanci impetuosi oltre l'abisso quando in realtà abbozzano timidamente un saltello da una altezza di pochi centimetri.
  • merlino : Trova il riposo in ciò che ti provoca diletto. E nutri di ascolto il tuo silenzio.
  • merlino : La gran parte di quanti si presentano quali salvatori della patria in realtà sono unicamente interessati a riempire a dismisura i propri portafogli.
  • merlino : Sorrisi fatui. Nascondono in realtà ghigni.
  • merlino : L'asfissia della relazione umana si genera quando si rinnova ogni disponibilità a ricevere senza dare.
  • merlino : La grande difficoltà, pur estrema, non può mai legittimare il nostro abdicare ai valori che riteniamo essenziali.
  • merlino : Il silenzio degli invidiosi e dei malvagi prelude alla loro ostilità. Non ci troveranno mai impreparati ad affrontarli.
  • merlino : Esiste una complessità intrinseca al nostro vivere che non può essere ridotta ai minimi termini essenziali. Questo spiega il nostro tormento.

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