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Assistere ad un incidente stradale

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ASSISTERE AD UN INCIDENTE STRADALE

Questa sera, a caldo, voglio condividere con voi un’esperienza appena vissuta e mai capitata nella mia vita. Ironia della sorte?!?!

Ero sul raccordo, stavo rientrando dopo una giornata di lavoro e mi stavo gustando le piacevoli sensazioni di una magnifica e calda serata di ottobre, quando all’improvviso davanti a me si è aperto uno scenario davvero sconcertante: un auto appena cappottata. Le mie piacevoli percezioni si sono subito mutate in stato di allerta: il respiro si è fatto corto e le gambe hanno cominciato a tremarmi. Ho dovuto necessariamente rallentare ed accostare. D’istinto ho fatto un lungo respiro e ho subito composto il numero del 118, ma le linee erano occupate. “Che faccio?” mi sono chiesta. Sono subito uscita, il tempo di chiudere la mia auto - perché anche nelle disgrazie “l’occasione fa l’uomo ladro”- e delle persone si sono subito attivate per far uscire l’unico passeggero che nel frattempo si dimenava per uscire dall’abitacolo, trasformatosi ormai in una vera e propria gabbia.

Contrastanti sono state le emozioni che ho provato nel vederlo uscire dall’auto ribaltata, da una parte, impotenza e rabbia nell’impedire a quelle persone di averlo aiutato a venire fuori senza valutare i rischi che poteva correre, dall’altra gioia nel vederlo vivo ma nello stesso tempo anche una paura immensa. Mi sono avvicinata e nel chiedergli come stesse ho sentito un gelido improvviso diffondersi in tutto il mio corpo. In quel preciso istante, ho avuto la sensazione di vedere la morte nei suoi occhi e nel suo volto. Difficilmente dimenticherò quello sguardo e le sensazioni che mi ha trasmesso.

Qualche km dopo un altro incidente: un tamponamento tra tre auto. Alla fine, tra uno slalom ed un altro di incidenti, finalmente a casa. Mai come questa sera la strada del rientro è stata così impervia.

 

 


Buon Compleanno Blog!

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BUON COMPLEANNO BLOG!






È iniziato per puro caso, l’anno scorso… ed è già trascorso un anno! Ricordo ancora l’entusiasmo con il quale il nostro capo progetto mi ha coinvolto in questa campagna di prevenzione primaria sugli incidenti stradali, denominata “Un Messaggio per non Morire”, ed in particolare in questa avventura nella rete. Ho subito accettato, intanto perché ho condiviso i principi sui quali si basa “Un Messaggio per non Morire” e poi perché è un progetto alquanto ambizioso, e a me le sfide affascinano molto. Il redigere il mio blog mi ha consentito di condividere con tutti voi non solo le mie competenze professionali, ma anche la mia passione per la vita ed in particolare per la scrittura. Attraverso questa esperienza, infatti, ho recuperato il piacere che può dare la parola scritta, il piacere di penetrare nei segreti dell’anima, di abbandonarsi all’immaginazione, alla bellezza e al mistero  delle proprie ed altrui riflessioni. Inoltre, la mia collaborazione in questa campagna di prevenzione primaria mi ha dato la possibilità di conoscere, da un punto di vista professionale, colleghi altamente qualificati e, da un punto di vista umano, persone fantastiche che volontariamente si spendono per questa progetto e che, come me, fanno del volontariato un dono che rinnovano quotidianamente.

Ricordo esattamente un anno fa, il 4 Ottobre del 2009, quando un po’ per sfida con me stessa, un po’ per il mio senso del dovere in seguito all’impegno preso ed un po’ per curiosità, mi addentrai nei meandri del mio blog. E’ trascorso esattamente un anno da quel mio primo articolo, un anno pieno di soddisfazioni perché giorno dopo giorno il nostro portale è riuscito a crescere e continuerà sicuramente a farlo!

Non voglio fare bilanci… i bilanci si fanno quando qualcosa si chiude ed io non ho intenzione di chiudere nulla. Voglio solo ringraziare tutti i nostri affezionati lettori che ogni giorno, sempre più numerosi, visitano il nostro sito. Grazie di cuore per la preferenza accordataci! Il successo che sta ottenendo il nostro portale dipende anche da voi!

Per festeggiare, offro a tutti una fetta di torta virtuale. Grazie e Buona Vita!

 


La prevenzione negli incidenti stradali

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LA PREVENZIONE NEGLI INCIDENTI STRADALI

È purtroppo diventata una dolorosa consuetudine apprendere dai media la tragica notizia di un’ennesima vita stroncata in un incidente stradale.

Sebbene, nella migliore delle ipotesi, le vittime di queste sciagure riescano a sopravvivere, può accadere che subiscano conseguenti lesioni fisiche talmente gravi che i relativi postumi possono comportare deficit cognitivi e motori notevoli, al punto di impedire loro di condurre un'esistenza autonoma e soddisfacente. Ecco allora che tragiche conseguenze possano sconvolgere oltre che la vittima stessa anche intere famiglie il cui equilibrio esistenziale viene messo, naturalmente a dura prova; la vittima di un grave incidente stradale dovrà infatti accusare anzitutto il dolore fisico di dover subire sofferenze corporee e psicologiche indicibili, l’umiliazione di dover necessitare di bisogni assistenziali che richiedono la presenza costante di una persona 24 ore su 24, la sofferenza morale di veder sfumare inesorabilmente i propri progetti esistenziali, per il resto della vita... Tutto come conseguenza dell'errore di un attimo. Si sono predisposte, negli ultimi anni, molte misure finalizzate a contenere tale fenomeno, molti deterrenti finalizzati a scongiurare lo sconsiderato uso ed abuso di alcolici e/o droghe e a limitare la velocità nella guida dei veicoli; incentivi ad una sana promozione del divertimento privo di trasgressioni illecite (...). Ciononostante, i risultati agognati non sempre sono stati incoraggianti. L’impressione che emerge, tuttavia, è che molte delle misure proposte (limiti di velocità, chiusura anticipata dei locali, patente a punti, etc.), siano di per sé ragionevoli e che non si possa far altro che proseguire con tenacia in questa direzione, magari adottando qualche nuova norma, se occorre, ancor più restrittiva ma, al tempo stesso, costruttiva poiché proiettata alla cultura della prevenzione. È giusto trasmettere il valore della prevenzione, perché solo prevenendo con la giusta educazione tali sciagure, si può tentare di proteggere l’incolumità dei nostri simili e, nel contempo, di proteggere noi stessi.
Per tali motivi, è quanto meno doveroso cercare di eliminare radicalmente le cause che portano a questi dolorosi eventi. E un valido aiuto, in tale direzione, dovrebbe essere offerto anche dallo Stato: si potrebbe forse cominciare col progettare e costruire strade più sicure; non è raro vedere in Italia il manto stradale ridotto in condizioni pietose, con grosse buche, prive di segnaletica adeguata o di protezioni in prossimità di canali e precipizi.
Ed ancora, le stesse case automobilistiche potrebbero venire in soccorso progettando e costruendo veicoli provvisti di tutti quei dispositivi di scurezza (air-bag, sistemi di frenatura ABS, computer di bordo, etc.), che la moderna tecnologia mette a disposizione.
Infine, e non da ultimo, l'educazione stradale: tale disciplina andrebbe insegnata in maniera più intensiva, partendo già dalla scuola dell'obbligo o anche prima se possibile, compatibilmente con le capacità di apprendimento dei bambini.

L’educazione stradale dovrebbe essere insegnata prima che a scuola anche e soprattutto in famiglia. Non basta “regalare” l’auto al compiersi del diciottesimo anno, magari mugugnando, ma alla fine cedendo al ricatto sentimentale, “perché ormai lo fanno tutti”. L’educazione delle nuove generazioni è una fatica quotidiana, esige coerenza e coraggio, sa dire anche di no, se necessario. Chi si sottrae a questo impegno non ha scuse. Anche l’educazione stradale non si improvvisa, e i giovani apprendono la vita più per imitazione che per conoscenze libresche e sermoni.

Concludo evidenziando che queste su esposte sono pur sempre soluzioni utili, ma parziali. Infatti, tanto occorrerà lavorare affinché le cronache cessino di raccontarci di vite stroncate da incidenti stradali, perché la cura più efficace in questi casi è la prevenzione primaria attraverso la diffusione di una Cultura della Vita in antitesi alla cultura della sballo, allo sbandamento esistenziale a tutti i costi che si traduce inesorabilmente in stragi sulla strada, soprattutto a carico di più giovani. Promuovere una Cultura della Vita, a cominciare dalla scuola dell’obbligo, significa sostanzialmente diffondere informazioni utili per vivere una Buona Vita e per migliorare la qualità della nostra esistenza insegnando l’autentico valore della Vita. Infatti, l’obiettivo della nostra campagna di prevenzione primaria sugli incidenti stradali, denominata “Un messaggio per non morire”, è proprio quello di proporre, sin dalle scuole primarie, un percorso educativo finalizzato allo sviluppo e all’acquisizione di una sana identità, autostima, orientamento esistenziale per promuovere una cultura delle Vita, della Salute e del Benessere. Il fornire indicazioni adeguate consente all’individuo di cambiare le proprie conoscenze e di conseguenza modificare il proprio comportamento. In questo senso l’arricchimento personale (self empowerment), fatto di informazioni e conoscenze che sensibilizzino alla Vita, verrebbe a costituire per l’individuo stesso un vero e proprio serbatoio di risorse per affrontare il proprio percorso esistenziale. Un progetto ambizioso il nostro ed, ahimè, in grado di produrre effetti solo a lungo termine.

 

 


I giovani e il limite

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 I GIOVANI E IL LIMITE

Il mondo della notte,

il tempo del week-end,

legati ad una cultura del

divertimento e a modalità

più disinibite e anticonvenzionali di espressione di sé,

costituiscono un’area ponte

tra “normalità” e tentazioni

devianti, tra uscita libera dalla quotidianità e sperimentazioni

spericolate di ricerca di identità e autoaffermazione.

È in quest’area ponte

che emergono le condotte

a rischio di ragazzi e ragazze,

intorno alle quali gira spesso

un cocktail di emozioni

troppo difficili da gestire.

 

I dati epidemiologici evidenziano che : <<l’adolescente è un individuo che si ammala poco, ma muore spesso>>. Le principali cause di morte sono gli incidenti stradali e, da alcuni anni a questa parte, le malattie sessualmente trasmissibili (Epatiti, Aids, ecc.). Da ciò si può inferire che la morte nei giovani è riconducibile a comportamenti a rischio, più che a malattie.

Nel mondo della notte vi è un altro rischio molto diffuso, ossia l’uso e l’abuso di sostanze tossiche, con i loro effetti acuti e cronici. Ma, al di là del rischio sostanza, ci sono tre rischi in parte indotti e potenziati  dall’uso delle cosiddette nuove droghe e impliciti nel modo di intendere il divertimento, la notte, il week-end e sono sintetizzabili sotto il titolo delle <<tre V>>: Violenza, Velocità, Virus.

Per quanto concerne la violenza, i segnali più diffusi sono manifestazioni aggressive che si possono osservare in occasione di avvenimenti sportivi, nelle discoteche attraverso le risse, insomma una vera e propria psicopatologia dell’aggressività del week-end. Episodi di cronaca e ricerche documentate tendono ad evidenziare il ruolo delle sostanze stupefacenti, cocaina in particolare, dietro tali comportamenti.

La velocità, invece, è rilevata dagli incidenti stradali, principale causa di morte tra i giovani. Gli incidenti stradali vanno dalle trasgressioni banali ma molto diffuse, come andare in moto senza casco, passare con il rosso, sporgersi dall’auto in corsa, fino alla prove ordaliche dell’andare contromano. Gli effetti delle sostanze tossiche, la spossatezza e la stanchezza concorrono a diminuire la capacità di attenzione, la prontezza dei riflessi e della percezione del rischio.

Infine, il virus: la questione riguarda le malattie sessualmente trasmesse (Epatiti, Aids, ecc.). I dati statistici rilevano che la diffusione di malattie virali è più frequente tra i consumatori di cocaina, eterosessuali, coinvolti nel “mondo della notte”. Non bisogna poi trascurare le gravidanze indesiderate, senza dimenticare che oggi a 15 anni uno studente su 10 ha già “debuttato” sessualmente, a 16 anni 4 su 10; ma il dato significativo è che almeno la metà di loro non usa condom. Su questa disattenzione è importante sottolineare che l’uso di sostanze risulta concausa significativa delle mancate precauzioni.

Le condotte a rischio sono, dunque, un fenomeno tanto più pericoloso perché sottostimato: non c’è nulla di peggio dell’abitudine al male, della “normalità negativa”. Spaventa questa competizione autodistruttiva, che non si ferma neppure di fronte alla morte. Perché lo fanno? Per incoscienza, per spavalderia, per dimostrare la propria superiorità, o per colmare il vuoto dell’anima e il disagio che inevitabilmente ne deriva? Per incuria della società – dallo Stato alla famiglia – che non sa decifrare il malessere dei giovani e offrire spiragli più nobili alla loro naturale esuberanza?

Ognuno è chiamato a riflettere, a fare il suo esame di coscienza, perché – questo è certo – non si troveranno cure efficaci fino a quando non si smetterà di rimandare “agli altri” le responsabilità. I giovani, come i bambini, sono di tutti e tutti siamo chiamati a farci carico del loro presente e del loro futuro.

 


Come aumentare l'autocontrollo

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COME AUMENTARE L’AUTOCONTROLLO

Quando nel cuore infuria la tempesta, fermati e aspetta il ritorno del sole!

Oggi come oggi e soprattutto nelle società occidentali, è piuttosto difficile parlare di autocontrollo. Spesso assistiamo a scene nelle quali basta una sciocchezza per osservare la gente dare in escandescenze e perdere davvero il controllo fino a manifestare scoppi improvvisi di rabbia. La calma, come direbbe mia nonna, è ormai una virtù d’altri tempi. È vero che le emozioni sono l’essenza delle esperienze umane e senza la capacità di emozionarsi, la vita non avrebbe né calore né spessore, però è altrettanto vero che le emozioni senza controllo sono come cavalli senza briglie: non riescono a condurci in nessun luogo da noi desiderato e possono addirittura farci correre gravi rischi. Infatti, raggiungere l’autocontrollo significa essere capaci di poter “scegliere” come comportarsi nelle varie circostanze anziché divenire preda dei propri impulsi ed emozioni. Un individuo dotato di autocontrollo è in grado, in una situazione che suscita in lui forti emozioni, di fermarsi e di valutare le conseguenze dei comportamenti che vorrebbe mettere in atto in quel momento; dopodiché deciderà come agire. È evidente come questa capacità costituisca una risorsa fondamentale nella vita di ogni persona. Innanzitutto evita di “mettersi nei guai” ogni qual volta ci sentiamo in collera per qualcosa – pensiamo a quante volte avremmo dovuto pagare delle gravi conseguenze se avessimo agito seguendo soltanto l’impulso del momento – e poi semplicemente ci permette di convivere in maniera serena con altre persone, ci consente di stabilire e mantenere dei legami, che altrimenti potrebbero andare distrutti ogni qualvolta qualcosa nella relazione ci arrechi disturbo.

Come potenziare allora l’autocontrollo proprio nel momento in cui se ne ha più bisogno? Ovviamente ci sono delle strategie che possono potenziare questa eccezionale qualità, ma le tecniche e i metodi non sono sufficienti occorre un’educazione al controllo di sé e alla calma. Il primo modo in cui possiamo insegnare l’autocontrollo alle nuove generazioni è con l’esempio. Se noi stessi siamo in grado di non dare in escandescenze anche nelle situazioni più difficili, se riusciamo a fare una pausa e riusciamo a soffermarci sulle conseguenze che certi nostri comportamenti possono avere sull’ambiente, metà del lavoro è fatto. Se un individuo, nel suo ambiente familiare, ha appreso attraverso l’esempio ad auto-controllarsi, sarà in grado in qualsiasi situazione, critica o meno, di fermarsi prima di agire e di pensare a ciò che sta per fare. Premesso che l’autocontrollo è una risorsa che si apprende per modellamento (per imitazione), esistono comunque delle strategie che possono potenziarne gli effetti. Eccole illustrate qui di seguito:

1.      IL RILASSAMENTO. È un allenamento mentale straordinario che una volta appreso serve a recuperare energie, alleviare tensioni e migliorare l’autocontrollo. Se riusciamo a coltivarla con costanza possiamo ritrovarci tra le mani uno strumento di benessere veramente efficace.

2.      LA RESPIRAZIONE CONSAPEVOLE. Anche respirare con la cognizione di farlo influenza positivamente l’autocontrollo. Il respiro è strettamente connesso con lo stato mentale. Quando la nostra mente è agitata anche la respirazione è disturbata, mentre se la mente è calma lo è anche il tuo modo di respirare. Fare due o tre volte al giorno esercizi di respirazione consapevole (o profonda, o addominale) genera una sorprendente capacità di autocontrollo oltre ad essere una sana abitudine.

3.      LA CONSAPEVOLEZZA EMOTIVA. Imparare a riconoscere le emozioni, a modularle e a guidarle in senso costruttivo è fondamentale per l’autocontrollo. Ciò non significa che dobbiamo soffocare le nostre emozioni, cosa del resto impossibile, bensì essere capaci di controllarle ed esprimerle in modo appropriato. Ogni volta che viviamo un’emozione, cerchiamo di identificarla con il giusto nome (rabbia, paura, tristezza, gioia, …), di valutarne l’intensità e di prendere consapevolezza delle nostre modalità di reazione (per esempio, se sentiamo la rabbia, come reagiamo? Come la manifestiamo? Implodiamo? Alziamo la voce? Arrossiamo? Stringiamo i pugni? …). È importante che ciascuno di noi riconosca quando un’emozione è inadeguata. Le emozioni senza controllo sono come dei vascelli senza timone: ci portano alla deriva.

Le emozioni hanno una funzione ben precisa nel mantenimento dell’equilibrio, non sono mai inutili, ma in certe circostanze possono essere controproducenti, in particolare quando sono sproporzionate rispetto allo stimolo che le ha generate (elevata intensità, durata eccessiva), oppure si ripercuotono in modo esagerato sulle nostre attività e sulle nostre relazioni. In questi casi ci dobbiamo impegnare, in primo luogo, a prevenirle, riconoscendo ed evitando le cause scatenanti, mentre in seconda battuta dobbiamo addestrarci a contenerle, frenandone gli eccessi nei limiti dell’accettabilità. A questo riguardo ci può aiutare un semplice esercizio: prima di reagire, quando ci assale un’emozione, contiamo fino a tre, facciamo un profondo respiro e pensiamo alla parola “autocontrollo”.

 

 


Sfidare la morte e giocarsi la Vita

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SFIDARE LA MORTE E GIOCARSI LA VITA


Le cronache continuano a raccontarci di giovani e giovanissimi che si abbandonano al brivido della trasgressione estrema, spesso con esiti fatali. L’Italia dell’incoscienza e dell’auto pazza non è meno rischiosa e contagiosa di quella della pasticca, del dopo discoteca, dell’alcool e della droga tout-court. Sta tanto al Nord quanto al Sud. L’uso folle dell’auto da parte dei giovani è – dopo la droga e sovente in collegamento con essa – un fenomeno in forte espansione: basta guardare le statistiche degli incidenti stradali, che rivelano il crescente coinvolgimento di ragazzi appena maggiorenni. E tanti continuano a chiedersi sgomenti perché lo fanno, sperando che, diagnosticato il male, se ne trovi anche la cura.

Si sono predisposte, negli ultimi anni, molte misure finalizzate a contenere tale fenomeno, molti deterrenti finalizzati a scongiurare lo sconsiderato uso ed abuso di alcolici e/o droghe e a limitare la velocità nella guida dei veicoli; incentivi ad una sana promozione del divertimento privo di trasgressioni illecite (…). Ciononostante, i risultati agognati non sempre sono stati incoraggianti. Infatti, sarebbe utile, prima di ogni altra cosa, lavorare sulle ragioni di ordine psicologico, sociale e culturale di ogni utente della strada per intuirne la natura umana e le motivazioni che spingono a ripudiare così tanto la vita e a non provare il desiderio naturale di proteggerla e di tutelarne l’integrità.
La nostra è un’epoca frenetica che vive nel miraggio della velocità, dell'efficienza, della competizione e del consumo sfrenato ed inconsulto. Le stesse industrie automobilistiche lo hanno capito e proprio per questo, nel tentativo sconsiderato di incoraggiare questi falsi miti, costruiscono vetture sempre più potenti, sempre più veloci, creazioni che tentano di imporre sul mercato con le lusinghe di una martellante campagna pubblicitaria spesso caratterizzata da slogan urlanti, seducenti ed aggressivi. Il possesso di un veicolo di cilindrata potente e veloce è vissuto come sinonimo di successo, simbolo di integrazione, fregio di conquista sessuale.
Scavando in profondità, sembra quasi che molti ragazzi siano mossi da una sconcertante pulsione di morte, da un disperante bisogno autodistruttivo. La cultura in cui sono immersi è, non a caso, proiettata più sull’AVERE e sull’APPARIRE che sull’ESSERE; è produttiva di alienazione, vuota di significato e crea un bieco disorientamento.
La famiglia e le altre istituzioni tradizionali, valori portanti della natura umana, oggi sono in piena crisi. Il mondo del lavoro, con le sue crude regole di mercato, con le conseguenze della crisi economica, con la pericolosa cultura del clientelismo che uccide inesorabilmente la meritocrazia (ormai, sembrerebbe, mero miraggio riservato a “poche anime elette”) non pare sia in grado di offrire ai giovani gli sbocchi occupazionali desiderati.
I legami sociali si allentano, la comunicazione, anche all'interno del gruppo, appare scialba e pericolosamente superficiale; e tutto questo, malgrado il diffondersi di nuove opportunità e il dilagare di nuove tecnologie (e-mail, telefonino, social network, …); i giovani appaiono sempre più tristi e più soli. Per questo molti ragazzi cercano lo stordimento attraverso l’alcool, le droghe e le musiche ad alto volume o il brivido della trasgressione estrema per vincere le angosce o il vuoto interiore. Sono consapevole che questo problema non potrà essere risolto in tempi brevissimi, poiché esso necessita di soluzioni concrete, che vanno studiate a fondo dagli esperti in un’ottica multidisciplinare. Tuttavia mi auguro di cuore che, con il passare del tempo, grazie anche alle tante campagne di prevenzione ed in particolare alla nostra che promuove e diffonde una Cultura della Vita, in antitesi all’abitudine al male e alle condotte autodistruttive, si possa arginare la prima causa di morte dei giovani.

 


I rischi dell'estate

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I RISCHI DELL’ESTATE


Voglia d’estate, voglia di trasgressione e divertimenti: ma attenzione!

L’estate è la stagione dell’anno in cui si verificano più incidenti automobilistici. Si tratta, difatti, del periodo canonicamente consacrato dai giovani, liberi da impegni di lavoro o di studio, al divertimento. In questi giorni, quasi tutte le mattine, comodamente seduti sotto i nostri ombrelloni, leggiamo sui quotidiani, specie quelli a diffusione locale, la tragica notizia di un’ennesima giovane vita stroncata in un incidente stradale. Le vittime designate sono per lo più giovani, spesso di sesso maschile, sulla strada di ritorno da una nottata trascorsa in discoteca o in qualsiasi altro locale, quasi sempre in compagnia di amici. Dai rilievi successivi agli incidenti più gravi, emerge inesorabilmente che chi era alla guida, spesso aveva abusato di sostanze tossiche. È chiaro, tuttavia, che non si può e non si deve generalizzare, tanto meno, lasciarsi andare ad un facile moralismo, le situazioni vanno valutate caso per caso ed ogni tragico incidente, nonostante le statistiche, nonostante gli studi e tutto il resto, è un caso a se stante.

Pertanto, il mio consiglio è quello di vivere la movida con spensieratezza e di vivere la notte in tutta la sua bellezza senza però esagerare, agendo sempre con moderazione. Basterebbe fermarsi un attimo a pensare prima di agire in maniera sconsiderata… e ricordare sempre che, la riflessione di un solo attimo, può valere il resto della nostra vita.

 

Clicca su “USA LA TESTA” 

 

 


118: cos'è, come funziona e come avviene un intervento

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118 : COS’E’, COME FUNZIONA E COME AVVIENE UN INTERVENTO

 


Cos’è il 118?

Per 118 o Sistema di Emergenza Sanitaria si intende un insieme organizzato e coordinato di persone e strutture (ospedali, forze di polizia, carabinieri, vigili del fuoco, protezione civile, forze di volontariato) che interagiscono a diversi livelli e con competenze specifiche per il raggiungimento di obiettivi comuni. L’obiettivo principale che il Sistema 118 si pone è la capacità di rispondere a tutte le esigenze del cittadino che rivestono carattere di emergenza sanitaria.

 

Chiamata

La chiamata viene smistata automaticamente alla Centrale Operativa 118 più vicina al chiamante. Nelle Centrali Operative operano infermieri e tecnici con specifica formazione e addestramento. La procedura prevede una valutazione immediata del livello di gravità della chiamata. Il personale al momento della risposta:

·         localizza l’evento tramite un software gestionale dotato di modulo cartografico (sistema informativo geografico);

·         valuta la gravità dell’evento, ponendo alcune domande semplici al chiamante e attribuisce all’emergenza una priorità di intervento;

·         invia i mezzi di soccorso idonei all’emergenza e al suo livello di priorità. I mezzi più comuni sono le ambulanze, l’automedica o l’intervento di elisoccorso.

All’atto della chiamata il chiamante deve attenersi esclusivamente alle richieste dell’operatore, evitando di scendere in dettagli non richiesti.

Le domande chieste secondo il protocollo riguardano principalmente:

·         dov’è il luogo dell’emergenza: vanno indicati il comune, la via e il numero civico più vicino. Se necessario, bisogna segnalare eventuali difficoltà sul percorso che potrebbero ostacolare i soccorsi;

·         cosa è successo: il chiamante deve dare in modo sintetico tutte le informazioni di cui è a conoscenza, specificando la tipologia dell’evento;

·         livello di coscienza della vittima o delle vittime;

·         descrizione della scena e presenza di persone incastrate, principi di incendio, se vi sono sostanze chimiche o pericolose, edifici pericolanti, intralcio al traffico…;

·         identificazione del chiamante: viene verificata l’autenticità della chiamata;

·         numero di telefono di reperibilità: se non è disponibile automaticamente, può essere chiesto un recapito telefonico per eventuali contatti da parte della Centrale Operativa in caso di necessità, richiesta di chiarimenti o di comunicazioni. È molto importante che la comunicazione sia chiusa solo dall’operatore, mai dal chiamante, per accertarsi che siano stati comunicati tutti i dati.

 

I codici di priorità

Ogni richiesta è trattata secondo uno schema di codici di priorità, con la tecnica del Triage (dal Francese trier = scegliere), termine con il quale si intende una preventiva selezione, effettuata da personale specializzato e specificamente addestrato (infermieri e medici), in base alla quale viene individuata una ridistribuzione delle priorità di accesso al Pronto Soccorso regolata non già dall’ordine di arrivo, ma da un criterio di gravità: le patologie vengono cioè classificate in base alla loro effettiva urgenza e alla possibilità di compromettere le funzioni vitali o più in generale lo stato di salute del paziente.

Ad ogni grado di priorità è assegnato un colore:

1.      Codice Bianco. Indica l’assenza di urgenza o viene usato nei casi in cui il paziente presenta lievi patologie che dovrebbero essere viste dal medico curante. È detto anche priorità 1 o taxi sanitario e può essere soggetto a ticket. Nei codici bianchi rientrano anche i trasporti senza emergenza per consentire al malato di effettuare terapie ospedaliere. Solo molto raramente viene effettuato dalle ambulanze del 118 e viene più frequentemente girato alle forze di volontariato.

I codici verde, giallo e rosso sono sia di uscita che di rientro, ovvero possono essere dati dalla centrale all’ambulanza che deve effettuare l’intervento, sia dall’ambulanza alla centrale una volta visitato il paziente e/o i pazienti.

2.      Codice Verde. È il codice di priorità minore e viene usato nel caso in cui non siano compromesse le funzioni vitali del paziente. Tipici codici verdi sono piccole lesioni, dolori o patologie in cui il paziente è comunque stabile.

3.    Codice Giallo. Si applica quando le condizioni del soggetto sono a rischio. Una forte dispnea, ovvero difficoltà respiratoria, emorragie, ustioni di secondo grado non troppo estese o sospette lesioni ad organi interni sono solitamente codici gialli.

4.      Codice Rosso. Indica la massima urgenza. Il paziente ha una o più funzioni vitali compromesse, quindi è incosciente, o in arresto respiratorio o cardiocircolatorio.

5.      Codice Nero. Viene dato solo a constatato decesso da parte di un medico ed è un codice di solo rientro. Il defunto non può essere trasportato in ambulanza e si deve attendere l’autorizzazione dell’autorità per la rimozione dopo l’arrivo del medico legale. La rimozione di cadavere è infatti punibile a norma di legge. Una salma può essere trasportata in ambulanza solo quando il decesso avviene a bordo del mezzo stesso.

 

Intervento

Una volta accolta la chiamata, l’infermiere della Centrale Operativa passa la comunicazione ad un operatore radio che sceglie l’ambulanza della zona di competenza (o la più vicina al luogo dell’incidente) alla quale passare il servizio. L’equipaggio dell’ambulanza riceve tutte le informazioni (indirizzo, codice di priorità, ecc.) necessarie per attuare l’intervento. Esistono tre tipologie di ambulanze:

1.      Mezzo di Soccorso di Base (MSB): prevede la presenza di un autista e due soccorritori volontari, con esperienza di trasporti sanitari ordinari, qualificati ai Servizi 118 e con certificazione di primo soccorso quali: BLS o BLS/D se abilitati all’uso del defibrillatore semiautomatico.

2.      Mezzo di Soccorso Avanzato di Base (MSAB): oltre ai soccorritori prevede nell’equipaggio un infermiere professionale (IP).

3.      Mezzo di Soccorso Avanzato (MSA): a bordo prevede uno o due soccorritori, un infermiere ed un medico di 118 (spesso specializzato in Medicina d’Urgenza o Anestesia e Rianimazione). Questa ambulanza, detta anche “medicalizzata”, è quella che viene inviata nelle situazioni più gravi e che necessitano della presenza di sanitari.

In alcuni casi un Mezzo di Soccorso di Base (MSB) può essere inviato su un codice giallo o rosso, se l’MSA (Mezzo di Soccorso Avanzato) è occupato su un altro intervento.

In caso di incidenti stradali, la Centrale Operativa del 118 provvede ad allertare anche la Polizia Stradale o la Polizia Municipale per i rilievi e la gestione del traffico veicolare nel luogo del sinistro e, se necessario, i Vigili del Fuoco per il soccorso tecnico.

Arrivati sul posto, il personale sanitario procede alla valutazione dell’infortunato e, dopo le manovre di stabilizzazione / primo soccorso ed il caricamento (se ritenuto necessario), decide un codice di rientro e chiede la competenza dell’ospedale. Non sempre l’invio è effettuato presso l’ospedale più vicino, in quanto la patologia del paziente può richiedere un ospedale con reparti più qualificati, come un centro traumatologico, pediatrico, oftalmologico e così via. All’arrivo in Pronto Soccorso, l’infermiere e/o il medico mediante la tecnica del Triage rivaluta il paziente e stabilisce il codice colore con cui sarà trattato nel reparto.

Oltre all’ambulanza, è possibile che venga inviata un’automedica (MSA). L’automedica trasporta un medico ed un infermiere che sono autorizzati ad intervenire sul paziente con le terapie necessarie. Essa può raggiungere, separatamente sul luogo dell’intervento, l’equipaggio di un MSB (Mezzo di Soccorso di Base) e l’equipaggio di un MSAB (Mezzo di Soccorso Avanzato di Base).

Infine, nel caso di un trasporto rapido a grande distanza è previsto l’elisoccorso che trasporta personale qualificato.

 

Clicca su “Una notte in ambulanza a Milano”.


Vivi la Vita!

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Clicca su VIVI LA VITA!


Buon Ferragosto e Buone Ferie

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Buon Ferragosto e Buone Ferie

Il team di un ”Messaggio Per Non Morire” augura un Buon Ferragosto a tutti i suoi affezionati lettori che ogni giorno, sempre più numerosi,  visitano il nostro portale. Vi augura, inoltre,  di trascorrere delle Buone Ferie all’insegna del relax e del sano e cauto divertimento. Grazie per la preferenza accordataci e Buona Vita!

Auguro un Ferragosto Magico, a tutti. Soprattutto a chi non sa cogliere i momenti magici della vita.

Italia







BUON FERRAGOSTO

“Questa  notte guarderò alle stelle solo per carpirne la luce… 

Non ho desideri…non ho ancora esaurito quelli  dello  scorso  anno 

Ma a chi le guarda con speranza l’augurio è che si avveri ogni sogno!




BUONE  STELLE !!!!!! BUON FERRAGOSTO!!!!”

di Cristoforo De Vivo.


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  • merlino : Poiché il conflitto è inevitabile nella vita, ti ci devi preparare per tempo. Allo scontro devi arrivare pronto.
  • merlino : Incontrerai gli eccellenti nell'arte di prendere senza dare. Lasciali perdere.
  • merlino : Non vi è vita senza cura.
  • merlino : Aver cura è una necessità intrinseca della vita.
  • merlino : Ci si prepara tutta una vita ad affrontare le sfide. Non pensare mai di essere sufficientemente pronto. Affrontare gli uragani richiede, intanto, lucidità e profonda umiltà.
  • merlino : Essere alleato di te stesso significa aprire il cuore ad una visione della vita che accolga l'altro con spirito di fraternità.
  • merlino : Se vuoi affrontare al meglio ciò che hai davanti a te rifletti con estrema attenzione a ciò che hai dietro di te. È dal tuo passato che devi, innanzi tutto, trarre insegnamento.
  • merlino : Quando qualcuno ti parla presta attenzione non solo a cosa ti dice ma anche a ciò che non ti dice.
  • merlino : Passare all'azione è molto più di una scelta di qualità: è una necessità assoluta cui improntare il tuo tempo di vita.
  • merlino : La misura è la massima capacità di dono e di accoglienza del tuo cuore.
  • merlino : Ti chiedo di essere instancabile nel prenderti cura.
  • merlino : A quanti avidi di prendere senza essere disposti a dare non concedere mai troppa importanza.
  • merlino : L'eccesso fa parte dell'amare.
  • merlino : Non dimenticare le priorità che ti sei dato è un atto fondamentale di tutela che fai nei confronti di te stesso e di chi ami.
  • merlino : Il tempo che viene ti porti la pienezza di te stesso, nella grandezza, nella ricchezza, nella poesia di ogni meraviglia della vita. Auguri!
  • merlino : Il sapiente possiede e gode il sapore, la percezione fluente, il senso palpitante della vita.
  • merlino : Non puoi risolvere un problema se non lo riconosci e se non lo affronti direttamente
  • merlino : Sappi resistere all'infinito e non vendere mai a nessuno e per qualunque prezzo la tua dignità.
  • merlino : Non perdere il proprio tempo in chiacchiere è uno dei segreti per migliorare ogni giorno sensibilmente nella vita.
  • merlino : L'amore va intanto custodito.
  • merlino : Il primo passo per la definizione di un problema è la sua analisi.
  • merlino : Un minuto del tuo tempo è illimitato se sei nell'immenso del tuo amore.
  • merlino : L'atto di verità più alto che tu possa fare verso te stesso è amare senza riserve.
  • merlino : Utilizza le critiche per trasformare in punti di forza i tuoi punti deboli.
  • merlino : Annunciano slanci impetuosi oltre l'abisso quando in realtà abbozzano timidamente un saltello da una altezza di pochi centimetri.
  • merlino : Trova il riposo in ciò che ti provoca diletto. E nutri di ascolto il tuo silenzio.
  • merlino : La gran parte di quanti si presentano quali salvatori della patria in realtà sono unicamente interessati a riempire a dismisura i propri portafogli.
  • merlino : Sorrisi fatui. Nascondono in realtà ghigni.
  • merlino : L'asfissia della relazione umana si genera quando si rinnova ogni disponibilità a ricevere senza dare.
  • merlino : La grande difficoltà, pur estrema, non può mai legittimare il nostro abdicare ai valori che riteniamo essenziali.
  • merlino : Il silenzio degli invidiosi e dei malvagi prelude alla loro ostilità. Non ci troveranno mai impreparati ad affrontarli.
  • merlino : Esiste una complessità intrinseca al nostro vivere che non può essere ridotta ai minimi termini essenziali. Questo spiega il nostro tormento.
  • merlino : Il Natale è innesto di ciò che siamo nel flusso generativo di vita dell'infinito di Dio.
  • merlino : Il grande tema è arrivare bene sino in fondo, compiere la corsa secondo i nostri sogni, fedelmente rispetto ai battiti del nostro cuore.
  • merlino : Aprire il cuore significa aprire la vita. In concreto.
  • merlino : Sappi entrare in te stesso per fare pulizia dei detriti del cuore.
  • merlino : La vita va sviluppata dall'interno di noi stessi.
  • merlino : La spiritualità si occupa di come vivere una vita piena.
  • merlino : Dai un significato alla tua fatica. Sia carico di senso il tuo affanno.
  • merlino : Prova gratitudine e gioia per gli obiettivi che raggiungi.
  • merlino : La stella che cerchi è la stessa che ti guida.
  • merlino : La tua realtà superi i tuoi sogni.
  • merlino : Puoi conoscere ma non sapere.
  • merlino : Leggi il cuore prima di toccare il corpo.
  • merlino : Quando ami vedi per primo.
  • merlino : Non perdere tempo in chiacchiere. Le risposte dell'amore sono due: "si" e "no".
  • merlino : Mirare all'essenziale è un atto supremo di coraggio.
  • merlino : Per vincere una battaglia devi vincerla prima nella tua mente.
  • merlino : Il guerriero è intanto impegnato a padroneggiare se stesso.
  • merlino : La leadership non è una competenza o una serie di competenze. È intanto un tratto essenziale della personalità.
  • merlino : Quando cambia la consapevolezza aumenta l'intensità e la qualità, di ciò che sei, fai e diventi.
  • merlino : L'unico effetto collaterale che devi permetterti è amare di più.
  • merlino : Non esiste un amore che si dichiara tale e poi non fa sul serio.
  • merlino : Suddividi il progetto finalizzato al raggiungimento di un obiettivo in passaggi fondamentali. Non più di tre.
  • merlino : Il segreto più prezioso risiede nel tempo. La tua vera ricchezza è il tempo. Vivilo nella sua massima pienezza, estendilo, dilatalo, sguazza felice nella sua infinita profondità.
  • merlino : Sii competente nel vivere e, quindi, nell'amare.
  • merlino : Le parole di verità allo stesso tempo generano serenità e suscitano inquietudine.
  • merlino : Quando ti dico di finalizzare tutto all'amore, ti indirizzo sull'unica strada che ha senso, che compie te stesso, che genera, sviluppa e trasforma te stesso nell'appartenenza identitaria alla vita.
  • merlino : Sanguini per amore e per amore rischi di morire. Ma solo per amore ha un senso morire, così solo per amore ha un senso vivere.
  • merlino : Proprio la guerra per la tua serenità interiore sarà la più difficile e sofferta.
  • merlino : La morte è l'offesa suprema, l'innominabile negazione, l'assoluto annientamento, l'insanabile voragine che distrugge. Pure è abbattuta, a sua volta annientata e distrutta, dalla potenza infinita ribelle, anarchica, suprema, l'amore. La morte è vinta dall'amore. E l'amore schiude vita, e più ancora vita, dalla morte. Mistero di me e di te.
  • merlino : Fai della morte, di ogni morte, potenza di trasformazione in una vita più grande.
  • merlino : Concentrarsi significa intanto che non puoi mirare a due obiettivi contemporaneamente.
  • merlino : Il cuore spezzato ora è molto più terapeutico del cuore spezzato più avanti.
  • merlino : Vai dritto all'essenziale. Questa sia la prima connotazione della tua "semplicita'".
  • merlino : Rinunciare e' molto spesso guadagnare in modo esponenziale.
  • merlino : A volte accontentarsi del meno fa vivere di più e molto meglio.
  • merlino : Previsione vuol dire "vedere prima". Occorre sviluppare questa capacità, considerato che può consentirti di non perdere ricchezze e di evitare baratri destruenti.
  • merlino : Il tuo cuore è con chi ami. Non perdere tempo. È lì che devi stare.
  • merlino : Fare ciò che è giusto a volte spezza il cuore. Ma in alcuni casi è inevitabile.
  • merlino : Quando è indispensabile devi dare il massimo. E aumentarne di continuo l'intensita'.
  • merlino : La perfezione è nella pienezza dell'amore.
  • merlino : Non dare mai nulla per scontato. L'invidioso, il geloso, il meschino non aspettano altro che una tua minima sbavatura o debolezza per colpirti e ferirti, anche irreparabilmente.
  • merlino : Sonnecchiano convinti di protestare.
  • merlino : Modula i cambi di passo considerando le tue forze. Devi massimizzare le possibilità di tagliare il tragurardo raggiungendo al meglio i tuoi obiettivi.
  • merlino : La crescita si sviluppa rigogliosa nel silenzio molto più che tra parole e frastuono.
  • merlino : Voler bene significa avere sempre una visione attenta al presente ed estesa al futuro.
  • merlino : La competenza non può prescindere da uno studio continuo, meticoloso e appassionato.
  • merlino : Trovano strano e quasi irriverente il fatto che qualcuno dica la verità.
  • merlino : Concentrarsi sul silenzio significa concentrarsi all'ascolto.
  • merlino : Intendono fare la "differenza" con la tua fatica. Falla questa differenza ma mostrati per ciò che hai prodotto con il sudore della tua fronte.
  • merlino : Anche nell'errore conserva la lucidità per rimetterti in tempo utile in carreggiata.
  • merlino : Si pretende molto più di quanto si è disposti a dare.
  • merlino : Trovi le risorse dove non te le aspetti.
  • merlino : Ossessionati dalle novità e dall'ignoto non vediamo i capolavori che dietro di noi ci illuminano il cammino.
  • merlino : E' proprio ciò che funziona e bene l'oggetto prioritario che si sceglie di demolire.
  • merlino : Vedono l'affare quando si tratta di servizio.
  • merlino : Diventano paladini dai più vari proclami quanti mai si sono realmente occupati degli argomenti di cui discutono.
  • merlino : Appartiene ai miseri e ai tracotanti parlare senza ascoltare.
  • merlino : Con il sorriso impongono e propongono bugie.
  • merlino : Anche nel più totale disaccordo con altri, non venire mai meno a rispetto e lealta'.
  • merlino : Esamina con attenzione ed equilibrio prima di agitarti.
  • merlino : Se vuoi imparare a pensare coltiva in te la facoltà dello stupore.
  • merlino : Nessuna forma di attenzione o cura è davvero possibile senza rispetto.
  • merlino : Non puoi sfuggire alla forza di gravità della tua coscienza.
  • merlino : Assistere un malato è un grande onore. Assistere il tuo genitore malato è il più grande onore.
  • merlino : L'illogico non può tutelare le tue priorita' vitali. In merito a ciò che davvero conta, non farti ingannare dalle sue brame.
  • merlino : Le tue decisioni hanno il potere di orientare la tua vita in direzioni completamente diverse. Anche a costo di fare un passo indietro, di metterti in secondo piano, scegli per il bene maggiore, secondo ciò che ti detta la maggiore profondità della tua coscienza.
  • merlino : La sfacciataggine diventa costume nella sostanza dei mediocri.
  • merlino : Dai a ciascun attimo tutto l'immenso valore che merita. Perché è nell'attimo, e tante volte in un attimo, che ti giochi la vita.

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