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L'autocritica

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L’AUTOCRITICA

Molto diffusa nella nostra cultura, l’autocritica non è un atteggiamento veramente costruttivo. Alla base di questa abitudine, spesso troviamo la mancanza di fiducia in noi stessi, che può avere diverse origini. Essa può nascere dal fatto, per esempio, di non essere stati stimati a sufficienza durante la nostra infanzia o di aver avuto dei genitori che ci hanno chiesto troppo rispetto a quanto potevamo fornire. In effetti, i bambini costruiscono la propria autostima sulla certezza di sentirsi accettati, processo lungo e laborioso che inizia già all’interno dell’utero materno. Qualunque sia stata comunque la causa, quello che è certo è che moltissime persone in età adulta non credono nelle proprie capacità e spesso non si amano come sono. Sovente pensano di essere: troppo grasse; troppo magre; con il naso troppo lungo; i fianchi troppo larghi; le gambe storte; con pochi capelli; poco intelligenti; non abbastanza furbe; troppo timide; non abbastanza giovani; non simpatiche; non attraenti; ecc. Dietro tutte queste critiche si nasconde il fatto di voler essere perfetti, o almeno di volersi avvicinare a quel modello di perfezione che ognuno di noi possiede e che varia a seconda di ogni individuo. La perfezione, come tutti sanno (ma come pochi comprendono realmente), non esiste in assoluto, ma è soltanto una creazione immaginaria. Essere più buono, più intelligente, più forte: per essere come chi? Sarebbe invece meglio accettare che non siamo perfetti e che non lo saremo mai. Quando invece riusciremo ad essere noi stessi, forse saremo molto vicini alla perfezione, ossia alla nostra perfezione. Abbandoniamo le critiche su noi stessi. Non le meritiamo: siamo piuttosto ciò che siamo. Cerchiamo di amarci per quello che siamo, con i nostri “difetti” o per meglio dire con le nostre caratteristiche. Le critiche rivolte a noi stessi o ad altri non sono costruttive se non sono iscritte in una costruzione positiva. Ognuno di noi ha dei punti forti e dei punti deboli e questi ultimi non devono essere nascosti, ma migliorati. Per farlo, prima di tutto, dobbiamo vederli senza barare, accettarli con la consapevolezza che su di essi si può lavorare. Quando accettiamo i comportamenti che definiamo “negativi”, facciamo un gran passo in avanti. Prendiamoci cura di noi stessi e usiamo la comprensione, l’indulgenza verso ciò che siamo e come per incanto la fiducia in noi aumenterà e si rafforzerà sempre di più. 


Il paradosso della nostra epoca

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IL PARADOSSO DELLA NOSTRA EPOCA

(da: “Words Aptly Spoken” di Bob Moorehead 1995)

 

Il paradosso della nostra epoca storica è che abbiamo edifici più alti ma temperamenti più corti, strade più larghe ma punti di vista più ristretti.

Spendiamo di più, ma abbiamo di meno; compriamo di più, ma gustiamo di meno. Abbiamo cose più grandi ma famiglie piccole, più comodità, ma meno tempo; abbiamo più lauree e poco buon senso.

Abbiamo più conoscenze, ma meno criterio; più specialisti, ma ancora più problemi, più medicine, ma meno benessere.

Beviamo troppo, fumiamo troppo, spendiamo troppo incautamente, ridiamo troppo poco, guidiamo in maniera spericolata, ci arrabbiamo troppo, rimaniamo alzati fino a tardi, ci svegliamo troppo stanchi, leggiamo troppo poco, guardiamo troppo la Tv e preghiamo raramente.

Abbiamo moltiplicato le nostre proprietà, ma ridotto i nostri valori.

Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

Abbiamo imparato a condurre un’esistenza, non una vita, abbiamo aggiunto anni alla vita, non vita agli anni. Abbiamo raggiunto la luna e ne siamo tornati, ma abbiamo problemi ad attraversare la strada per incontrare un nuovo vicino.

Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non quello interiore.

Abbiamo fatto cose più eclatanti, ma non cose migliori.

Abbiamo pulito l’aria, ma inquinato l’anima.

Abbiamo conquistato l’atomo, ma non il nostro pregiudizio.

Scriviamo di più, ma impariamo di meno.

Progettiamo di più, ma completiamo di meno.

Abbiamo imparato ad affrettarci, ma non ad aspettare.

Costruiamo più computer per contenere più informazioni e produrre più copie che mai, ma comunichiamo sempre meno.

Questi sono i tempi dei fast food e della digestione lenta; grandi uomini con deboli caratteri; profitti esorbitanti e relazioni poco profonde.

Questi sono giorni in cui nelle case entrano due stipendi, ma aumentano i divorzi.

 

(…) Ricordati di passare un po’ di tempo con i tuoi cari, perché non ci saranno per sempre.

Ricordati di dare un caloroso abbraccio a chi ti sta accanto, perché è l’unico tesoro che puoi dare con il tuo cuore e non costa un centesimo.

Ricordati di dire “TI AMO” al tuo partner e ai tuoi cari, ma soprattutto sentilo. Un bacio ed un abbraccio sanano una ferita se provengono dal profondo del cuore.

Ricordati di stringere le mani e conservare nell’anima ogni istante, perché un giorno quella persona non sarà lì ancora.

Dai tempo all’Amore, dai tempo al parlare, dai tempo al condividere i preziosi pensieri che nutri nella tua mente.

 


La felicità... non abita il domani, è ora...

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LA FELICITA’… NON ABITA IL DOMANI, È ORA…

Spesso nelle stanze di terapia i miei pazienti mi chiedono se esiste davvero la felicità ed io rispondo loro che la felicità non è un punto di arrivo ma uno stile di vita. Un approccio alla vita. Una nostra scelta. La felicità non abita il domani. Non è poi, è ora. Ora, in questo istante, è imparare a godere e  gioire di quel che si ha e di ciò che si è, che non significa accontentarsi, diventare statici e non voler cambiare. Significa apprezzare davvero quel che si è e che si è riusciti a fare con amore ed impegno, qualsiasi cosa essa sia, ed essere pronti a fare altrettanto, a ridere della vita, a voler investire su noi stessi per diventare migliori. Essere il meglio di noi. Oggi è il futuro che sognavamo da piccoli. Il futuro arriva sempre e comunque ma si costruisce ora. Siamo incontentabili e questo, per certi versi, può anche essere visto come uno stimolo per cercare sempre il meglio, per crescere e per migliorare sempre. Sì, è inutile aspettare che la “felicità arrivi”. La felicità non è un treno guidato da altri che ci passa (o meno) a prendere. Noi siamo il treno, noi decidiamo il binario da percorrere e la destinazione. E se manchiamo la stazione, dipende solo da noi. Forse  non ci interessava davvero salire (o scendere). La vita non dà certezze, non ti dice quanto durerà e come sarà. La vita come canta Claudio Baglioni “è adesso”. E adesso è la nostra felicità. Se qualcosa non ci fa sentire sereni, riflettiamoci su e chiediamoci perché. E poi cerchiamo di cambiare quella condizione ma con gioia, perché la felicità è già insita nella consapevolezza e nell’atto di cambiare, non solo nel risultato.

Non è semplice definire la felicità perché ognuno di noi le dà un nome ed un valore diverso. Senza fornire categorie astratte, cerchiamo di “sostare” su noi stessi e comprendere ciò per cui siamo felici. Per esempio, ecco cosa rende felice me: passeggiare lungo il mare o stare seduta sulla battigia, chiudere gli occhi e sentire il profumo del mare, sentire il vento che accarezza i miei capelli, la salsedine sulla pelle, ascoltare il ritmo lento delle onde, il suono incessante della risacca, il grido rauco dei gabbiani …; ascoltare una bella canzone; conoscere il nome di qualcosa che non sapevo; ballare la salsa cubana; vedere la gioia negli occhi dei miei pazienti quando riprendono in mano le redini della propria vita; gustare moderatamente del buon vino; mangiare bene che non vuol dire andare nei ristoranti di lusso. Sono cose semplici ma che mi rendono contenta e serena. Posso dunque dire che ho conosciuto la felicità e cerco di vivermela, per quanto gli imprevisti della la vita me lo concedano, giorno per giorno e nel qui ed ora. Prova anche tu!

 


La bellezza della Vita

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LA BELLEZZA DELLA VITA

 

La natura è una realtà stupenda.

È esaltante conoscerne i segreti: la vita intima delle piante, degli uccelli, dei pesci negli abissi marini, le leggi degli astri nella volta celeste…

Ma la prima meraviglia da conoscere ed ammirare è la vita umana!

La vita umana non ha paragoni al mondo.

Pensiamoci…

L’essere umano è il prodigio più grande dell’universo. In lui, solo in lui si accendono misteriosamente coscienza, espressione, intelletto, emozioni, esperienza morale, nostalgie, tragedie e dedizione di amore, tutti aspetti che fanno di lui – errori e dolori compresi – la parte più nobile della creazione.

Il corpo stesso dell’uomo è degno dell’immensità del suo spirito: le cellule del nostro corpo – miliardi e miliardi di cellule – sempre al lavoro e sempre percorse da una dolce fluorescenza energetica sono mille volte più numerose delle stelle del nostro cielo; eppure questo nostro organismo incredibilmente sofisticato si realizza da una scintilla microscopica, in soli nove mesi!

Come in un filmato che abbia un grande Protagonista, ammiriamo insieme le immagini di un’eccezionale documentazione fotografica: un viaggio nella viva realtà della VITA.

CLICCA SU “LA BELLEZZA DELLE VITA”

 


La Vita Ti Ama!

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LA VITA TI AMA!

 

 

La Vita non vi può dare nulla se tenete i pugni chiusi. Siate coraggiosi e godetevi l’avventura.

La Vita su questo Pianeta è un’avventura – dal momento in cui nasciamo fino a quando non prendiamo il nostro ultimo respiro. La Vita è come una giostra matta – paurosa, esilarante, noiosa, amabile – è tutta un’avventura. La Vita è una ricerca. La Vita è un brivido. La Vita è una romanza. La Vita è uno spasso. La Vita è!

Tutti noi facciamo esperienza di tutte le emozioni possibili, e spesso, non ci piace far parte di questo grande gioco che è la Vita. Possiamo ritrovarci ad aver paura e a cercare di proteggere noi stessi dalle critiche. Possiamo nasconderci anche, ma a quel punto ci perderemmo la meravigliosa avventura che ci viene messa a disposizione. Tutti noi abbiamo paura di qualcosa, ma possiamo farcela.

Parte dell’avventura della Vita è proprio quella di attraversare le nostre paure e ritrovarci dall’altra parte di esse – più forti e trionfanti di prima. Nessuno è più coraggioso e avventuroso di un bambino che si fa strada giù per il canale uterino – lottando per il suo primo respiro, oppure più tardi per il suo primo passo.

Non potete nascondervi dalla Vita. La Vita è qui che aspetta che voi la viviate a pieno. Prendete il coraggio a due mani e andate avanti nella vostra Vita. Chiedete per quello che volete. Confidate nel fatto che lo meritate, e poi permettete alla Vita di darvelo. Siate sicuri di essere disposti a riceverlo. La Vita non vi può dare nulla se tenete i pugni chiusi. Aprite la vostra mente, aprite il vostro cuore e aprite le vostre braccia. La Vita Vi Ama e vi vuole dare solo il meglio!

Louise Hay

 


Il Valore di un Sorriso

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Il Valore di un Sorriso

Alcuni giorni fa, rileggevo il “Giuramento per Vivere con Lentezza” del dr. Mario Balzanelli e riflettevo su quanto sia davvero fondamentale sensibilizzare la gente a rallentare i propri ritmi a beneficio della propria esistenza. Tutti dovremmo riscoprire uno stile di vita più tranquillo e pacato, attento a cose apparentemente piccole come, per esempio, la gentilezza. Ed è proprio a tale proposito che mi si è affacciato alla mente un altro problema dei nostri tempi: la mancanza di attenzione verso le persone. Vi è mai capitato che una persona in auto, lasciandovi la precedenza, accompagnasse il gesto con un sorriso? Vi è mai capitato che una persona vi ringraziasse per averle mantenuto aperto il portone mentre trasportava delle scatole pesanti? Vi è mai capitato di recarvi in un ufficio dove la segretaria anziché ignorarvi vi abbia detto gentilmente “Mi dia solo un attimo…”

Piccoli gesti, a volte scontati, possono rallegrarci la giornata o renderci certi momenti migliori, come un sorriso dato gratuitamente, un gesto di aiuto, di incoraggiamento, un cenno di ringraziamento, l’attenzione a chi ci sta a fianco…

Non servono gesti eclatanti, ma bastano dei semplici ed immediati gesti per sconfiggere l’indifferenza e la solitudine e per accendere un raggio di speranza e di buonumore nelle persone che ci stanno attorno. Queste piccole regole, che tempi addietro facevano parte del buonsenso comune, oggi vengono spesso calpestate. Il tutto potrebbe rientrare nel concetto più vasto di “educazione” o “buona educazione”, ma soprattutto nelle nuove generazioni questa rappresentazione mentale e mi riferisco al concetto di educazione viene a cadere in nome dell’efficientismo, della velocità, del “voglio tutto e subito” e così via.

In questa società avremmo una convivenza migliore se ognuno di noi riuscisse a donare un sorriso gratuito almeno una volta al giorno. Si innescherebbe una spirale di gentilezza che romperebbe il grigiore delle nostre città frenetiche creando gesti reciproci di attenzione, di rispetto e di aiuto nei confronti dell’altro e non lascerebbe cadere la nostra società nella voragine della solitudine e – come spesso accade – nelle invidie, nei malumori e nella violenza.

Vorrei concludere questo articolo con una poesia di Padre Faber sul valore di un sorriso, affinché sensibilizzi tutti noi verso uno stile di vita più autentico e più attento all’altro.


Il valore di un sorriso – P. Faber

Donare un sorriso
rende felice il cuore.
Arricchisce chi lo riceve
senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante,
ma il suo ricordo rimane a lungo.
Nessuno è così ricco
da poterne fare a meno
né così povero da non poterlo donare.
Il sorriso crea gioia in famiglia,
dà sostegno nel lavoro
ed è segno tangibile di amicizia.
Un sorriso dona sollievo a chi è stanco,
rinnova il coraggio nelle prove,
e nella tristezza è medicina.
E poi se incontri chi non te lo offre,
sii generoso e porgigli il tuo:
nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
come colui che non sa darlo.




Clicca su "IL VALORE DI UN SORRISO"


Le ranocchie nella panna

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Finora nella mia rubrica non ho mai condiviso con voi le mie letture, allora oggi sono ben lieta di rompere il mio schema e di “presentare” due libri. Sono del medesimo autore, Jorge Bucay, psicoterapeuta della gestalt argentino. Il primo si intitola “Raccontami”. È una simpaticissima, quanto geniale, raccolta di storielle e racconti dell’autore che esprimono il suo pensiero riguardo temi prettamente incentrati sull’individuo, del suo rapporto con la realtà e col prossimo, e sull’intrinseco anelito umano di felicità. Realista dal più profondo dell’anima, ma mai pessimista o disfattista, anzi genuinamente ottimista, l’autore lascia che sia la morale celata dietro ogni storia o la potenza di alcuni semplici concetti a fornire uno stimolo per riflettere ed evolversi. Ogni storia, travolgente o pacata che sia, nelle forme e nei significati, è una lezione, un potenziale nuovo punto di vista.

Il secondo: “Lascia che ti racconti” è filosoficamente molto simile al primo in quanto consistente in una variegata raccolta di storie ma, a differenza del primo, inserite all’interno di un’immaginaria serie di sedute psicoterapeutiche tenute dallo stesso autore ad un ragazzo, Demiàn. I problemi presentati da Demiàn durante tali sedute forniscono di volta in volta lo spunto a Jorge per narrare una storia. Sarà la lezione contenuta in ciascuna e le riflessioni che ne conseguiranno a fornire al giovane Demiàn, così come al lettore, la saggezza necessaria ad affrontare le sfide che quotidianamente gli si presentano.

Amo definire questo libro un diamante “lavorato”, in contrapposizione a “Raccontami” che definirei un diamante grezzo, in virtù di questa bravura dell’autore di inserire i racconti in contesti di vita vissuta e di esplicitare alcuni dettagli riguardo le storielle altrimenti non facili da comprendere o da interpretare. La storiella “le ranocchie nella panna” ne è un estratto.

 


LE RANOCCHIE NELLA PANNA

C'erano una volta due ranocchie che caddero in un recipiente di panna. Immediatamente intuirono che sarebbero annegate: era impossibile nuotare o galleggiare a lungo in quella massa densa come sabbie mobili. All'inizio, le due rane scalciarono nella panna per arrivare al bordo del recipiente però era inutile, riuscivano solamente a sguazzare nello stesso punto e ad affondare. Sentivano che era sempre più difficile affiorare in superficie e respirare. Una di loro disse a voce alta:

- «Non ce la faccio più. E' impossibile uscire da qui, questa roba non è fatta per nuotarci. Dato che morirò, non vedo il motivo per il quale prolungare questa sofferenza. Non comprendo che senso ha morire sfinita per uno sforzo sterile».

E detto questo, smise di scalciare e annegò con rapidità, venendo letteralmente inghiottita da quel liquido bianco e denso.

L'altra rana, più perseverante o forse più cocciuta, disse fra sé e sé: - «Non c'è verso! Non si può fare niente per superare questa cosa. Comunque, dato che la morte mi sopraggiunge, preferisco lottare fino al mio ultimo respiro. Non vorrei morire un secondo prima che giunga la mia ora». E continuò a scalciare e a sguazzare sempre nello stesso punto, senza avanzare di un solo centimetro. Per ore ed ore! E ad un tratto... dal tanto scalciare, agitare e scalciare... La panna si trasformò in burro. La rana sorpresa spiccò un salto e pattinando arrivò fino al bordo del recipiente. Da lì, non gli rimaneva altro che tornare a casa gracidando allegramente.

(tratto da “Lascia che ti racconti" di Jorge Bucay)

È vero, si,  è esattamente così, mai darsi per vinti, bisogna tenacemente lottare. Sempre. Perché la soluzione apparirà, in maniera più o meno consapevole ma ci sarà, chi si sente perduto e schiacciato dagli avvenimenti non potrà mai ottenere ciò che vuole e, dunque, sarà un soccombente. Diciamo che chiunque abbia degli obiettivi da perseguire non si dovrebbe lasciare annichilire dagli ostacoli, perché se si è dotati di forza interiore l’energia la si stringe nelle proprie mani e … il compito che può sembrare arduo è saper gestire questa energia a proprio favore, senza disperderla nell’effimero, perché solo seguendo ciò che vogliamo riusciremo veramente a focalizzare la nostra energia nell’obiettivo proposto, nonostante le difficoltà. Non è difficile, bisogna solo amare se stessi e la vita.

 


Un saluto al nuovo anno

Posted by: i.amati

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UN SALUTO AL NUOVO ANNO

Ogni anno celebriamo l’anno che sta per arrivare con calici pieni di bollicine rivolti verso l’alto in cerca di altri calici per condividere la speranza. Una tradizione che si rinnova ogni anno e in tutto il mondo. Ma quali aneliti sottende un brindisi? Tutti, di solito, speriamo che l’anno in arrivo sia migliore dell’anno appena trascorso. Ad un nuovo anno chiediamo che tra un anno si lasci salutare con affetto e con un senso di gratitudine per i momenti belli. E che sappia insegnarci la felicità o almeno il modo di saperla riconoscere e contattare dentro di noi, perché la felicità, a volte, non si perde ma si nasconde. Resta lì sommersa dalle nostre paure e dalle nostre disillusioni, ma c’è. Come il sole durante il temporale. E allora, per rimanere nella metafora, noi siamo il vento che allontanerà le nubi. Al nuovo anno, quindi, chiediamo di saper soffiare forte e di credere nello spazio azzurro che si riempirà di raggi luminosi. E gli chiediamo anche di saper celebrare la Vita soprattutto nei momenti difficili, quando davanti sembra tutto buio o quando siamo a terra pieni di rabbia e di dolore. Perché la Vita, nonostante tutto, chiede solo di essere vissuta con tutta l’energia possibile. Sempre.

La felicità tanto anelata non è solo una parentesi, un istante, un colpo di fortuna. La felicità è un approccio alla Vita, un modo di essere e pensare, uno stile di vita che non comperiamo, non paghiamo, non ricicliamo, non mettiamo in dispensa ma al contrario possiamo solo vivere.

Ad un nuovo anno, infine, chiediamo bellezza che non è la bellezza riferita ad un fisico perfetto o all’armonia dei lineamenti, ma semplicemente la bellezza e la libertà di essere come siamo, esattamente noi stessi, né più né meno. E di non rimpiangere mai ma solo ringraziare per quanto la Vita ci concede, che siano schiaffi o carezze.

E allora, un Cin Cin virtuale al 2011!

 



Buon 2011

Posted by: i.amati

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BUON ANNO E BUONA VITA A TUTTI I NOSTRI AFFEZIONATI LETTORI

Cari amici,
il 2010 appena trascorso è stato un anno di forte crescita per il sito messaggioperlavita.it che è riuscito a farsi spazio tra i blog dedicati alla prevenzione sugli incidenti stradali, portando avanti la sua missione principale: tutelare la Vita.
Stiamo trasformando un progetto nato con finalità di volontariato cominciato ben 4 anni fa, in un punto di riferimento costante nel settore della prevenzione primaria. I numeri ci dicono che siamo già un punto di riferimento ma noi vogliamo fare sempre meglio. Se il 2010 è stato l'anno della crescita (siamo passati dai 12.000 visitatori di maggio ai 49.000 di dicembre) il 2011 dovrà essere l'anno del consolidamento e dello sviluppo di nuovi contenuti.
Abbiamo tantissime idee innovative in cantiere e, se tutto andrà come speriamo, nel prossimo anno potremo realizzarle una ad una. Stiamo anche cercando di allargare gli argomenti trattati dal sito affinché la nostra informazione possa diffondere saperi utili per vivere una Buona Vita e per migliorare la qualità della nostra esistenza, trasferendo l’autentico valore della Vita (in antitesi alla cultura della sballo, allo sbandamento esistenziale  a tutti i costi, a ritmo di alcool e droga,  che si traduce inesorabilmente  in stragi sulla strada, soprattutto a carico di più giovani).

Ovviamente la tutela della Vita sarà sempre il nostro punto di partenza, perché è un aspetto nel quale crediamo tantissimo e abbiamo basato tutta la nostra campagna.
Grazie per averci seguito in questi anni e per aver contribuito alla nostra crescita.
Continuate a leggerci e a farci conoscere, così facendo faremo sempre meglio il nostro lavoro!
Auguri e Sicuro anno nuovo a tutti sulle strade!

Clicca su "AUGURI DI BUON ANNO"


Natale 2010

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“Ho sempre pensato al Natale come ad un bel momento. Un momento gentile, caritatevole, piacevole e dedicato al perdono. L'unico momento che conosco, nel lungo anno, in cui gli uomini e le donne sembrano aprire consensualmente e liberamente i loro cuori, solitamente chiusi.”

C. Dickens

 

Così, come scrive Dickens, dopo un lungo anno anche quest’anno siamo arrivati a Natale, caro e vecchio Natale …
È già il secondo Natale per il nostro sito che grazie a tutti voi e alle vostre frequenti visite può essere considerato una vera e propria antologia sulla Cultura della Vita.  Non potete neanche immaginare che emozione ricevere i complimenti di tutte le persone che ci seguono, che leggono le nostre rubriche o di chi anche solo ha sentito parlare del nostro progetto.
Questo è il premio del lungo lavoro svolto, grazie anche alla collaborazione e alla passione di tutto il team di “Un Messaggio per la Vita”, professionisti che volontariamente si spendono per questo progetto e che, come me, fanno del volontariato un dono che rinnovano quotidianamente.

Di solito, il periodo di Natale è anche tempo di bilanci e facendo le somme rispetto all’anno appena trascorso, noi di “Un Messaggio per la Vita” possiamo solo che sorridere e ritenerci soddisfatti. Basti  pensare all’ultimo convegno del 20 dicembre appena trascorso che è stato definito, dal nostro capo progetto, “un successo strepitoso” sia per i contenuti proposti che per il numero di partecipanti afferiti. Per quanto riguarda il nostro portale, ci eravamo lasciati lo scorso Natale con pochi visitatori, ci ritroviamo oggi con più di 48.000 visite.

Il 2011 è ormai alle porte e il nostro team si prende un po’ di pausa, così da tirare il fiato e riorganizzarsi per la progettazione e programmazione degli eventi previsti nel prossimo anno. Le idee sono diverse, la voglia di fare e la passione tantissima, quindi AD MAIORA!
Nell'augurarVi un Buon Natale ed un sereno 2011, il team di un "Messaggio per la Vita" vi ringrazia di cuore per la preferenza accordataci! 


BUONE FESTE !!!


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  • merlino : Tutto prima del cuore. Questo il dramma, il vero passo falso. Il cuore prima di tutto. Questa la strada maestra.
  • merlino : La negazione della vita richiama vita, chiede vita, pretende vita. Non attendere quel momento della negazione, riempiti di vita, sii dono di vita.
  • merlino : Quando la tua vita rischia improvvisamente di cadere, di annullarsi, spegnersi, in quel momento ti accorgi di quanto valga, di quanto sia assolutamente importante per te essere vivo.
  • merlino : Percepire la ricchezza della vita, avere la lucidità di riconoscere il miracolo in noi e nel tempo pieno di noi.
  • merlino : La soluzione è riempirsi della vita che già in noi è infinita, straripante, grandiosa, meravigliosa.
  • merlino : Un segreto del successo è ricominciare ogni giorno, con entusiasmo e caparbietà, cercando di essere di più e meglio del giorno precedente.
  • merlino : I più forti proteggono se stessi invece di aiutare i più deboli.
  • merlino : Sia la libertà, libertà per la vita.
  • merlino : L'amore trafitto annienta. Il tema diventa che l'amore stesso sana se ci si rende strumenti della sua irruzione nella nostra vita. Qui divergiamo invece di unirci. Qui ci voltiamo dall'altra parte invece di aprirci ad un nuovo abbraccio.
  • merlino : Un passo o anche meno di un passo, a seconda delle circostanze indietro o in avanti, ci salva dall'abisso.
  • merlino : Mi chiedi quale sia la competenza fondamentale da acquisire. Ti rispondo così: la competenza umana.
  • merlino : Il no alla vita diventa perdita di vita.
  • merlino : Coesione deve essere sinonimo di responsabilità alta condivisa.
  • merlino : Siamo sempre più interessati al contenitore e non al contenuto.
  • merlino : Schierati solo se sei convinto di quale parte preferire.
  • merlino : È questione di autenticità e si metodo. Chi ha in animo buoni propositi va dritto al cuore delle cose e si pone da subito con estrema chiarezza.
  • merlino : Al peggio ci si prepara organizzandosi al meglio.
  • merlino : La credibilità complessiva non può prescindere dalla storia individuale. Valutare sui fatti più che sugli intenti è fattore chiave per scelte che portino frutti diversi e migliori del presente.
  • merlino : Fare squadra è intanto essere costantemente presenti.
  • merlino : Pochi movimenti, veloci, diretti, sincroni, con vettori complessivi diretti nei punti chiave.
  • merlino : Semplice non è riduttivo.
  • merlino : Tutti ossessionati dall'esigenza del cambiamento. Peccato che non considerano come, il più delle volte, il tanto sospirato cambiamento avvenga in peggio.
  • merlino : Attesa. Sfibrante. Sfilacciante. Snervante. Pure è custodia di possibilità, incubazione di possibilità creative, nucleo generativo di possibili meraviglie, nonostante limiti e negazioni. Attesa: sia il tempo fertile della tua vita.
  • merlino : Quando valuti, valuta anche il punto di vista dell'altro, per assentire, per dissentire. Ma valuta il punto di vista dell'altro.
  • merlino : Attendere è necessità che fa sviluppare la nostra potenzialità creativa, quando diventa tempo di fiducia.
  • merlino : Umiltà. A schiena dritta. Forti della consapevolezza di sé e dei propri obiettivi prioritari. Incuranti delle chiacchiere e del circo equestre delle futilità.
  • merlino : Ti calpestano come se niente fosse. Ma tu non farti condizionare. Afferma intensita', qualità, determinazione. Per te stesso. Per chi ami.
  • merlino : Concentrare l'attenzione sulle questioni essenziali. Non perdere tempo impantanandosi nelle innumerevoli questioni di secondaria importanza. Sfrondare l'agenda da rivendicazioni afferenti a questioni di poco conto. È igiene per la riuscita, è la metodologia di base per una ottimale utilizzazione del tempo.
  • merlino : Evitare il superfluo è un passo determinante per consolidare serenità e ricchezza.
  • merlino : Fa la differenza lavorare sui tuoi limiti ogni giorno, un passo alla volta, anche un piccolo passo. Ma stare lì ogni giorno, a rivedere, a sviluppare, a migliorare. Questo lavoro incessante di perfezionamento continuo su ciò che per te è determinante, fa in concreto la differenza. Nasce, quindi, uno stato vigile e operoso, da un'umile caparbia tensione continua.
  • merlino : Tornare all'essenziale, fare leva sull'irrinunciabile è sempre rafforzare la propria identità, considerato che siamo essenzialmente fatti per amare ed essere amati.
  • merlino : Nessun amore prescinde dall'aiuto concreto.
  • merlino : Il tuo amore per i tuoi figli sia il terreno su cui possano costruire la loro vita.
  • merlino : Ricominciare è sempre prendersi cura. Intanto di te stesso, di chi ami, di ognuno.
  • merlino : La tua seconda possibilità? Si chiama "domani".
  • merlino : Cio' che in noi è contorto, indiretto, contraddittorio,a volte è solo uno scudo per non soffrire. Pur tuttavia, conviene sempre scegliere le vie più dirette.
  • merlino : Il tema non è avere compassione quanto agire.
  • merlino : La qualità del tuo pensiero non sia mai condizionata da aspettative di consenso.
  • merlino : Il ricordo di un bene ricevuto nel passato rappresenta la sorgente luminosa che ci orienta nell'accidentato cammino del presente, la fiaccola che ci porta a credere e a ricercare ancora il bene nel futuro.
  • merlino : La questione più importante ed urgente non è tanto perdere la memoria, quanto perdere la memoria del cuore.
  • merlino : I desideri rivelano sempre le nostri grandi verità.
  • merlino : Non stancarti mai della respirazione più profonda, illimitata, del tempo della tua vita.
  • merlino : Adesso è necessariamente il punto di inizio, umile, volto al bene, ricco di semplicità, nuovamente appassionato dell'amore e nell'amore.
  • merlino : La migliore risposta è una azione efficace.
  • merlino : Rimaniamo troppo spesso impigliati nelle nostre parole, dette o pensate, quando invece ci è richiesto agire.
  • merlino : Prendersi cura e' sempre sostanza viva di immensità, autenticazione dell'uomo, superamento dell'uomo.
  • merlino : I nostri importanti impegni, le nostre irrinunciabili incombenze, ci privano così spesso delle vere ragioni della nostra vita, del tempo immenso da trascorrere con chi amiamo, della relazione vitale con noi stessi.
  • merlino : Incontrare l'altro è incontrarlo nelle sue difficoltà.
  • merlino : Parlare con l'altro è incontrarlo. Portare la tua vita nella vita altrui deve essere flusso di vita, espansione di vita, relazione di vita.
  • merlino : L'orrore si contrasta con l'argine della vita. La vita è l'unico fronte immenso che può contrastare ed abbattere qualunque muro di negazione di senso, ciò che vita non è.
  • merlino : Il dramma impone sempre rinunciare a sé stessi e a salvare chi si ama.
  • merlino : Il pensiero va a chi ami e alla brama di vivere nel suo abbraccio.
  • merlino : Ritornare sui passi del nostro cammino ci avvicina all'origine e non ci allontana da esso.
  • merlino : Questo tempo qui, questa frazione infinitesima di tempo qui, ci coglie recettivi se apriamo alla possibilità di riempirci di vita e, quindi, di essere diffusori, espansori immensi di vita.
  • merlino : Si tratta, quindi, di affrontare l'uragano. Farsi trovare preparati o prepararsi in fretta. Non vi sono scelte alternative.
  • merlino : Non possiamo delegare la suprema responsabilità del momento di crisi. Qui occorre essere, essere davvero, essere noi stessi.
  • merlino : Proprio nella maggiore difficoltà, nel momento più drammatico della crisi, devi poter dire: "ecco, io sono qui".
  • merlino : Il tempo veloce, il vortice incessante, l'uragano permanente non offuschino la memoria del cuore, essere pienamente nell'amore, vivere per chi si ama.
  • merlino : È nel rimanere lì, quando chiunque se ne sarebbe andato, che l'amore vince.
  • merlino : Preoccupazione vuol dire occuparsi prima. È l'atto di prendersi cura, perché tutto vada bene. Pre-occuparsi è impegnarsi a proteggere prima che il pericolo possa colpire. È un atto potente e meraviglioso di amore.
  • merlino : La rottura del limite ci fa sprofondare, solo ed esclusivamente, nell'infinito.
  • merlino : Entrare nella consapevolezza del nostro limite, presente e futuro, può solo rinforzare la nostra determinazione, la nostra scelta, la nostra passione ad amare immensamente di più.
  • merlino : Gestire la complessità è intanto partire da un atto fondamentale di fiducia verso noi stessi.
  • merlino : La vita che nasce in te diventi la priorità di vita e delle scelte di vita in te, nel tuo tempo di vita.
  • merlino : Essenziale diventa accogliere la vita in te. Come generare l'oceano. Come farsi generare dall'oceano.
  • merlino : La nascita della vita non è solo biologica, quanto un evento interiore. La nascita della vita, è intanto la nascita della vita in te.
  • merlino : Portare avanti e difendere non tanto noi stessi, quanto le nostre idee.
  • merlino : La speranza è quella ferma fiducia ad andare avanti, anche difronte all'assurda violenza dell'uragano, avendo fiducia di raggiungere il traguardo dove tutto sarà bene.
  • merlino : Si tratta, anche nell'estrema fragilità, e debolezza, di scegliere di amare. Non vi sono altre sorgenti inesauribili cui attingere.
  • merlino : Considera che la vittoria o la sconfitta derivano sovente dall'attenta analisi preliminare del contesto o dalla sua superficiale, grossolana mancanza.
  • merlino : La bellezza in sé è sempre estrema.
  • merlino : Impara a scoprire l'enorme potere che si concentra nell'intuizione.
  • merlino : La leadership deve essere di valori e di esempio coerente prima che di ruolo e comunque indipendentemente da esso.
  • merlino : Quando lo scontro è inevitabile,devi affrontarlo. In quel momento rilassa la tua mente.
  • merlino : Prendersi cura. Prendersi cura. Non è mai abbastanza.
  • merlino : Incessante esigenza nutrizionale, la nutrizione del cuore. È la ragione prima, il bisogno assoluto, il centro di ogni respiro. La nutrizione del cuore. Che poi significa accogliere il flusso generativo continuo dell'amore.
  • merlino : I dispensatori di verità ascoltano solo loro stessi. Evitali.
  • merlino : Sono tutti ossessionati dal management. Pochi sono interessati alla leadership. Quella vera. Che si sostanzia intanto con l'essere "per".
  • merlino : Come ogni istante rinnova il precedente e viene rinnovato dal successivo, cosi la tua vita è chiamata, proprio in ogni istante, a rinascere di nuovo, a rigenerarsi, a risplendere, di più e meglio.
  • merlino : Se analizzi la caduta, la tua caduta, trovi sempre una causa ben precisa. Ecco, su quella devi lavorare per evitare recidive, anche potenzialmente pericolose se non destruenti.
  • merlino : Difficile affermare la speranza camminando sulle sabbie mobili. Quindi attenzione ai movimenti. Perché comunque si impone uscirne fuori e vivi.
  • merlino : Difficile affermare la speranza camminando sulle sabbie mobili. Quindi attenzione ai movimenti. Perché comunque si impone uscirne fuori e vivi.
  • merlino : La svolta ci precipita nel disastro quando decidiamo di essere coerenti con noi stessi, ma al contempo ci salva da disastri peggiori.
  • merlino : Il nostro sorriso ci rende giustizia molto più del nostro pianto.
  • merlino : L'amore non accetta condizioni. Esige la resa.
  • merlino : Sperare è camminare in attesa di un avvenire positivo, realizzante, migliore del passato e del presente, percependo quale garante la vita, indipendentemente da qualunque evidenza di morte.
  • merlino : La speranza è la scelta consapevole di slanciarsi nell'infinito, indipendentemente da ogni limite.
  • merlino : La speranza rende elastica la nostra capacità di amare, cioè la dilata. Quanto più vi è speranza, tanto più si dilata la nostra capacità di amare.
  • merlino : Le insidie peggiori sono quelle che meglio si nascondono. Sii molto sensibile e attento nell'intercettare quanto prima i segni rivelatori.
  • merlino : Conta intanto su di te. Ti scoprirai molto più forte e potente di quel che pensi.
  • merlino : E' sconvolgente considerare che in ogni istante ci viene fatto dono della vita.
  • merlino : Metti a fuoco una questione prioritaria essenziale: il tuo cuore è in cerca di significato.
  • merlino : In sintesi, è tutto un viaggio dal cuore alla testa e ritorno.
  • merlino : Volgi il tuo cammino intanto verso il paese del tuo cuore.
  • merlino : Significa stare lì sulla trasformazione, ossia trasformare ogni percorso in percorso di vita.
  • merlino : La sfida? Diventare il significante del proprio significato.
  • [merlino] : Non banalizzare mai il senso sacro della vita.
  • merlino : Incomincia dalla "visione". Stabilisci, quindi, per prima cosa, verso quale traguardo intendi condurre la tua vita.
  • merlino : I valori sono i comportamenti essenziali che ti impediscono di precipitare nell'abisso.
  • merlino : Il cuore pulsante della tua vita è nell'abbraccio più forte a chi ami.

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