l'angolo di....

A short description about your blog

Se per un istante

Posted by: i.amati

Tagged in: Untagged 

i.amati




SE PER UN ISTANTE

Se per un istante Dio si dimenticherà che
sono una marionetta di stoffa e
mi regalerà un poco di vita, probabilmente non
direi tutto quello che penso,
ma in definitiva penserei tutto quello che dico.
Darei valore alle cose, non per quello che valgono,
ma per quello che significano.
Dormirei poco, sognerei di più,
capisco che per ogni minuto che chiudiamo gli
occhi, perdiamo sessanta secondi di luce.
Andrei avanti quando gli altri si fermano,
starei sveglio quando gli altri dormono,
ascolterei quando gli altri parlano e
come gusterei un buon gelato al cioccolato!!
Se Dio mi regalasse un poco di vita,
vestirei semplicemente,
mi sdraierei al sole lasciando scoperto non solamente
il mio corpo ma anche la mia anima.
Dio mio, se io avessi un cuore, scriverei
il mio odio sul ghiaccio e
aspetterei che si sciogliesse al sole.
Dipingerei con un sogno di Van Gogh
sopra le stelle un poema di Benedetti
e una canzone di Serrat sarebbe la serenata
che offrirei alla luna.
Innaffierei con le mie lacrime le rose,
per sentire il dolore delle loro spine
e il carnoso bacio dei loro petali...

Dio mio, se io avessi un poco di vita...
Non lascerei passare un solo giorno
senza dire alle persone che amo,
che le amo. Convincerei tutti gli uomini e le donne
che sono i miei favoriti e
vivrei innamorato dell'amore.
Agli uomini proverei
quanto sbagliano al pensare
che smettono di innamorarsi
quando invecchiano, senza sapere
che invecchiano quando smettono di innamorarsi.
A un bambino gli darei le ali,
ma lascerei che imparasse a volare da solo.
Agli anziani insegnerei
che la morte non arriva con la vecchiaia
ma con la dimenticanza.
Tante cose ho imparato da voi, gli Uomini!
Ho imparato che tutto il mondo ama vivere
sulla cima della montagna,
senza sapere che la vera felicità
sta nel risalire la scarpata.
Ho imparato che
quando un neonato stringe con il suo piccolo pugno,
per la prima volta, il dito di suo padre,
lo tiene stretto per sempre.
Ho imparato che un uomo
ha il diritto di guardarne un altro
dall'alto al basso solamente
quando deve aiutarlo ad alzarsi.
Sono tante le cose
che ho potuto imparare da voi,
ma realmente,
non mi serviranno a molto,
perché quando mi metteranno
dentro quella valigia,
infelicemente starò morendo.

 

Gabriel Garcia Marquez


Clicca su "SE PER UN ISTANTE"


Ali sull'oceano

Posted by: i.amati

Tagged in: Untagged 

i.amati

 

ALI SULL’OCEANO

Non perdere mai la speranza nell’inseguire i tuoi Sogni,
perché c’è un’unica creatura che può fermarti,
e quella creatura sei tu.
Non smettere mai di credere in te stesso e nei tuoi sogni.
Non smettere mai di cercare,
tu realizzerai sempre ogni cosa ti metterai in testa.

L’unico responsabile del tuo successo
o del tuo fallimento sei tu, ricordalo…
ogni pensiero o idea pronunciata a voce alta viaggia nel vento,
la voce corre nell’aria, cambiandone il corso.
Se sei bravo da udire abbastanza,
tu potrai ascoltare l’eco di saggezze
e conoscenze lontane nel tempo e nello spazio.
Tutto il sapere del mondo è a disposizione di chiunque sia disposto
a credere e a voler ascoltare.

La libertà è una scelta che soltanto tu puoi fare:
tu sei legato soltanto dalle catene delle tue paure.
Non è mai una vera tragedia provare e fallire,
perché prima o poi si impara, la tragedia è
non provarci nemmeno per paura di fallire.

Mentre noi possiamo orientare
le nostre mosse verso un obiettivo comune,
ognuno di noi deve trovare la sua strada,
perché le risposte non possono essere trovate
seguendo le orme di un’altra persona…
Se tu puoi compiere grandi cose quando gli altri credono in te,
immagina ciò che puoi raggiungere
quando sei tu a credere in te stesso.

Peter O’Connor,
da "Ali sull’oceano"

 


 

AMARSI: LA PRIMA E PIU’ IMPORTANTE STORIA D’AMORE DA VIVERE È QUELLA CON NOI STESSI

 

Mi rifletto nello specchio della mia solitudine.

Osservo la mia figura dall'altra parte della superficie riflettente e mi accorgo di un’ altra me stessa nascosta dietro la porta segreta dell'anima.

C'è un mondo a me sconosciuto al di là di quello specchio. C'è un’ altra donna.

 Una donna capace di contare solo sulla propria forza d'animo.

Una donna che sa amare la vita anche nei momenti difficili.

Una donna che sa volersi bene per com'è senza cercare di essere diversa dall'immagine che ha di sé.

Una donna dalla quale avrei ancora molto da imparare e che mi sussurra che la solitudine non deve spaventarmi perché è l'unico modo che ho di conoscere veramente me stessa.

Stare bene con il proprio ego non è semplice, ma solo chi sa amare se stesso può essere capace di amare gli altri e la Vita.

L'amore per se stessi deve essere una conquista di cui impossessarsi giorno dopo giorno, deve essere un dono che ci facciamo per sentirci bene, perché noi siamo importanti.

 Lo siamo in ogni attimo in cui viviamo su questa Terra. Lo siamo anche quando siamo soli, perché se impariamo che noi siamo l'unica cosa che ci appartiene veramente, non potremmo mai sentirci trascurati.

Non dobbiamo mai smettere d'amare noi stessi. Non dobbiamo mai smettere di coccolarci e regalarci piccoli momenti di felicità e se ci capita di vivere dei momenti di sconforto a causa dei nostri errori, non dobbiamo condannarci per ciò che abbiamo fatto, perché in fondo non siamo gli unici a sbagliare.

Solo chi sbaglia è capace d'imparare dai propri equivoci e di crescere nella consapevolezza del proprio errore.

Amatevi, dunque. Amatevi anche se vi sentite soli e abbandonati. Amatevi con tutto il vostro cuore e stringetevi nel vostro abbraccio, sussurrando “ Io mi voglio bene!”....

 


Amare se stessi per amare la Vita

Posted by: i.amati

Tagged in: Untagged 

i.amati




AMARE SE STESSI PER AMARE LA VITA

Lascia fluire il potere dell’Amore, apri il tuo cuore e permettiti di emozionarti, di percepire profondamente le tue sensazioni. Lascia che tutto ciò che c’è di fantastico nelle altre persone fluisca in te. Sii aperto e ricettivo. Fa che il tuo cuore si lasci toccare dal cuore della persona a te vicina, lascialo respirare, permettigli di essere sensibile e vulnerabile. Non ingabbiarlo dietro muri di protezione, non ce n’è bisogno!

Se chiudi il tuo cuore agli altri non stai proteggendo il tuo essere lo stai solo limitando.
Permettiti di Amare, senza cercare a tutti i costi una contropartita. Ama senza secondi fini, senza bisogno, senza attaccamento, senza giochetti o pregiudizi. Semplicemente
condividi il tuo Amore con gli altri, solo per la gioia di Amare. Attenzione! Solo per la gioia di Amare e non di essere contraccambiato necessariamente.

Se lo lasci libero di essere se stesso il tuo cuore non si limiterà per paura di soffrire. E’ il bisogno, la necessità, la pretesa di qualcosa in cambio, il controllo a tutti i costi che fa soffrire, non l’Amore. L’Amore sana, l’Amore guarisce perché l’Amore semplicemente è!

Ma prima di essere in grado di amare l’altro, è importante amare pienamente e senza riserve se stessi, senza giudizio, senza sensi di colpa, perché chi non è sereno e non ama profondamente se stesso non potrà amare nessun altro e neanche la Vita. Sii ora te stesso e amati profondamente, stimati per l’essere meraviglioso che sei. Investi su te stesso e credi in te. Sii lucente d’amore per te stesso e amerai e sarai amato. Sii appassionato, credi in te stesso, segui e realizza i tuoi sogni anche quelli più audaci, se ti ami senza giudizio puoi ottenere ciò che vuoi.

 


Le cose che ho imparato nella Vita

Posted by: i.amati

Tagged in: Untagged 

i.amati




LE COSE CHE HO IMPARATO NELLA VITA

di Paulo Coelho

   

Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:

che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà.

E per questo, bisognerà che tu la perdoni.

Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.

Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.

Che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.

Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.

Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.

Che la pazienza richiede molta pratica.

Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.

Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.

Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso.

Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.

Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.

Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.

Forse Dio vuole che incontriamo un po' di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.

Quando la porta della felicità si chiude, un'altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.

La miglior specie d'amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.

È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.

Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un'ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.

Non cercare le apparenze, possono ingannare.

Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.

Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.

Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.

Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!

Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.

Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.

Mettiti sempre nei panni degli altri.

Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.

Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.

La felicità è ingannevole per quelli che piangono, quelli che fanno male, quelli che hanno provato, solo così possono apprezzare l'importanza delle persone che hanno toccato le loro vite.

L'amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the.

Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi dolori.

Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.

Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l'unico a sorridere e ognuno intorno a te a piangere.


Clicca su "Le cose che ho imparato nella Vita" 


Non è importante quanto duri la felicità

Posted by: i.amati

Tagged in: Untagged 

i.amati




NON E’ IMPORTANTE QUANTO DURI LA FELICITA’

Un testo attribuito a Charles Chaplin ci dà lo spunto per una riflessione importante:

“Ho perdonato errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili. Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch’io ho deluso. Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo; mi sono fatto amici per l’eternità. Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato, ma sono stato anche respinto. Sono stato amato e non ho saputo ricambiare. Ho gridato e saltato per tante gioie, tante. Ho vissuto d’amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore tante volte! Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto. Ho telefonato solo per ascoltare una voce. Io sono di nuovo innamorato di un sorriso. Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere) ma sono sopravvissuto! E vivo ancora! E la vita non mi stanca. E anche tu non dovrai stancartene. Vivi! È veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perché il mondo appartiene a chi osa! La vita è troppo bella per essere insignificante!”

L’importante è provare anche a costo di farsi male. Con la certezza nel cuore che comunque ne sarà valsa la pena. Non importa quanto duri la felicità, il senso di vivere sta nel poterla sentire almeno una volta. Ritrovarla nelle assenze…, nei ricordi…, nella nostalgia… Percepirla quando arriva, godersela mentre c’è. Imparare a convivere con la paura che scompaia. E poi rincorrerla di nuovo, entusiasmandoci appena la sentiamo tornare. Felicità. Terribilmente bella. Preziosa e meno rara di quel che crediamo. Felicità di un gesto inatteso. Di un tramonto. Di un “ti voglio bene”. Di un dono inatteso. Di una partenza. Di un addio. Si, anche un addio. Va bene. Va bene tutto. Sono le onde della vita, il cambiamento continuo che ci tiene in allarme, un allarme sano e costruttivo. Perché tutto questo esiste solo se si è stati felici.

 


Come ritrovare se stessi nell'oceano della Vita

Posted by: i.amati

Tagged in: Untagged 

i.amati




COME RITROVARE SE STESSI NELL’OCEANO DELLA VITA

Nel corso della propria esistenza ciascuno di noi ha provato l’esperienza della solitudine e quando ci siamo confrontati con gli altri ci siamo accorti che non ne esiste solo una. Ognuno di noi ha un proprio modo di rappresentarla, di viverla e perché no, di immaginarsela. Esiste, dunque, una solitudine diversa per ognuno di noi? Penso proprio di si e, se spiegarla e descriverla non è sempre facile, un tentativo è doveroso. A tale proposito, ho voluto riportare qui di seguito le parole del Piccolo Principe per tradurre le immagini in forma scritta.

“Da te, gli uomini”, disse il Piccolo Principe, “coltivano cinquemila rose nello stesso giardino… e non trovano quello che cercano”… “E tuttavia quello che cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa o in un po’ d’acqua”… “Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare col cuore”. (Saint-Exupéry, 1943, pag.108).

Se riflettiamo sulle parole del Piccolo Principe ci rendiamo conto che esse esprimono la condizione umana d’oggi: un uomo che ricerca all’esterno i significati delle cose allontanandosi sempre di più dalla fonte originaria interiore. Il Piccolo Principe lancia un messaggio di ricerca ed indica la strada, la stessa che vorrei percorrere con voi quando parliamo di solitudine.

La solitudine, per sua natura, tocca profondamente tutti gli uomini, è ineliminabile, ci accompagna per tutta la vita e per alcuni, i più fortunati, può diventare la strada della ricerca interiore. Però, la solitudine nonostante offra all’uomo innumerevoli opportunità per maturare e divenire un soggetto autonomo, è spesso ricettacolo di valenze negative. È una condizione spiacevole, a volte spaventevole, che spesso diventa un nemico da fuggire a tutti i costi. Le reazioni alla solitudine sono delle più disparate. L’uomo contrappone alla solitudine un vivere caotico, un mondo costellato da relazioni, disseminato di suoni ed immagini e affastellato da azioni. Per non vivere l’esperienza della solitudine, l’uomo è disposto a tutto.

La solitudine non è solo disperazione, ma è anche speranza e forza conquistata nel riconoscimento di una propria individualità, tantevvero che esiste una felicità e/o una serenità nella solitudine.

Ed è per questo che occorre rieducare le persone alla solitudine rendendola uno strumento che permette sia di realizzare un vero incontro con il proprio sé, sia di far germogliare le emozioni che proviamo, sia di ridare valore al silenzio, come atto preparatorio al comunicare e al relazionarci con gli altri.

Spesso sentiamo parlare della paura della solitudine e poco della capacità d’essere soli. Durante il nostro sviluppo psicofisico, se non abbiamo subito dei gravi traumi, dall’infanzia ad oggi, abbiamo sperimentato, magari gradualmente, un essere soli anche in presenza dell’altro. La fiducia e l’autostima, costruite dentro di noi negli anni della crescita, ci hanno permesso di controllare la solitudine di riconoscere i sentimenti che animano la parte profonda di noi stessi e di esprimerli. La solitudine diviene, così, condizione privilegiata e da ricercarsi per aiutare l’individuo ad integrare i pensieri interni con i sentimenti e con le emozioni. La meditazione, l’introspezione e, a livello inconscio, il sonno operano questa trasformazione. Costruire un momento di solitudine e di silenzio ci aiuta a ritrovare noi stessi nell’oceano della vita.

 


Solitudine

Posted by: i.amati

Tagged in: Untagged 

i.amati

  

LA SOLITUDINE FONDAMENTALE

Scritto da Peter Schellenbaum

I non amati pensano che tutto il mondo li abbia abbandonati e non sanno che si sono abbandonati da sé. (...) La continua adesione al destino familiare e l'inibizione dell'amore di sé portano all'abbandono, quello stesso abbandono che già nell'infanzia aveva tormentato i non amati. Non appena comprendiamo che il punto cruciale sta nell'autoabbandono e nella separazione dalla propria essenza, e non nell'essere abbandonati dagli altri, cominciamo a modificare il nostro modo di vedere. Guardiamo più verso l'interno che verso l'esterno; ci aspettiamo meno attenzione e aiuto dall'esterno e ci accontentiamo di rimuovere gli ostacoli che ci impediscono di amarci e di autoguarirci. Non più fissati sul mondo esterno, ma orientati verso l'interno, sentiamo un impulso che proviene da dentro più che una pressione dal fuori. Non cerchiamo più le risorse altrui, ma diventiamo noi stessi la fonte della nostra vitalità. Non viviamo più la solitudine come abbandono, ma come origine della nostra capacità di amare (...): la solitudine che libera e unisce, quella che io chiamo "solitudine fondamentale", in quanto porta alla maturazione e allo sviluppo della nostra personalità, se la sappiamo mettere a frutto.

"Il vostro cattivo amore per voi stessi fa della vostra solitudine una prigione" (F. Nietzsche, Also Sprach Zarathustra). Le persone che non si sopportano e soccombono all'apatia e all'inquietudine non appena rimangono sole, le persone che non si piacciono abbastanza per sentirsi bene in compagnia di se stesse, sono prigioniere della mancanza di amore di sé. Inutilmente vagano per il mondo alla ricerca di qualcuno che abbia la chiave per aprire la loro prigione dall'esterno. Cercano nuovi amici, nuovi amori, nuovi analisti, nuove guide ideologiche, maestri, guru, lama che svelino loro il segreto della parola magica e li liberino dall'isolamento. Ma la porta della prigione si apre soltanto dall'interno, e loro stessi sono la chiave che può aprire quella porta. La liberazione dalla prigionia nell'Io inizia con l'amore di sé.

  

Testo tratto da: Peter Schellenbaum, La ferita dei non amati, Red Edizioni.

 

 

SOLITUDINE E CAPACITA’ DI AMARE

Scritto da Osho

La capacità di essere soli è la capacità di amare. Potrà sembrarti paradossale, ma non lo è. È una verità esistenziale, solo le persone in grado di essere sole sono capaci di amare, di condividere, di immergersi nell’essenza più intima dell’altra persona, senza possederla, senza diventare dipendente dall’altro, senza ridurlo a un oggetto, e senza esserne assuefatto. Permettono all’altro una libertà assoluta, perché sanno che, se l’altro se ne va, saranno altrettanto felici, quanto lo sono adesso.
La loro felicità non può essere portata via dall’altro, perché non è stata data da lui. Ma allora perché vogliono stare insieme a qualcuno? Non è più un bisogno, è un lusso: godono nel condividere, hanno così tanta gioia che vogliono riversarla in qualcuno. Sanno suonare la propria vita come un assolo: un solista di flauto sa come godersi il suo strumento in un assolo, ma se incontra un suonatore solista di tabla, si godranno la possibilità di stare insieme e creare un’armonia tra il flauto e le tabla.

Tratto da: Osho, Il velo impalpabile, Urra Edizioni.


Riflessioni sulla violenza

Posted by: i.amati

Tagged in: Untagged 

i.amati





RIFLESSIONI SULLA VIOLENZA


I recenti casi di violenza riportati dai media in questi giorni e le modalità con cui essi sono stati realizzati meritano una profonda riflessione.

Da dove viene tutta questa violenza? Cosa ci spinge ad essere così violenti al punto di perdere completamente il controllo fino a scannarci l’uno con l’altro?

Intanto, ritengo che la violenza, intesa come un agito (un acting out) della rabbia, sia espressione dei tempi che stiamo vivendo: un’epoca “borderline”, “frenetica”, del “voglio tutto e subito” e nella quale vi è una bassissima tolleranza alla frustrazione. Oggi l’uomo è spinto ad agire con violenza per desiderio di dominio sugli altri, per porre gli altri al suo servizio. La violenza è anche frutto di quella mentalità che riserva onori e rispetto al “più forte”, al “più furbo”, ovvero, in sostanza, al più violento. A volte, la violenza nasce anche dalla paura, dalla difesa ad oltranza di quello che possiedi. La paura porta a reazioni incontrollate e nei casi in cui una persona, che ritieni di tuo possesso come la “tua donna” e/o i “tuoi figli”, ti sfugge, non esiti ad usare la violenza per ristabilire l’autorità. Altra causa della violenza è l’ignoranza. Quando l’uomo non è a conoscenza dei valori della vita, quando è portato dall’ambiente e dalle condizioni in cui vive a dare importanza solo alla forza fisica e all’aggressività è facile che ritenga di doversi comportare con gli altri con prepotenza. Si formano così quegli ambienti sociali in cui vige la legge del più forte, in cui tutto viene regolato con intimidazioni, pugni e pistole. Sono ambienti, questi, dominati in genere dall’ignoranza: la mancanza di istruzione e di educazione sono tra le cause più importanti della violenza comune. Va anche detto che oggi la violenza è vissuta e descritta ovunque, dai videogame che trasformano la morte in gioco, alle immagini che quotidianamente ci rimandano i media.  Non so se ricordate, di recente una scenetta pubblicitaria mostrava una bella donna che, con un violento colpo di tacco a spillo, otteneva di zittire un cittadino che l’avvisava di spostare l’auto in divieto di sosta. C’è proprio bisogno di questi esempi? E della violenza al volante e sulle strade, ne vogliamo parlare? Viviamo in un mondo globalizzato ed anche la violenza appare in forme nuove e inaspettate che investono l’intero pianeta in modi spesso drammatici. Il nostro rapporto con la violenza è così stretto ed intimo che quasi non sconvolge più. Ci soffermiamo a riflettere solo quando la violenza ci assale nelle rappresentazioni che di essa ci offre il nostro sistema mediatico e culturale, come è successo in questi giorni attraverso le immagini dello stadio Marassi a Genova e le immagini della triste vicenda avvenuta nella metro di Roma. Quanto, invece, sostiamo su noi stessi per meditare sulle nostre azioni quotidiane, che giureremmo non essere violente ma che invece si rilevano tali? Recentemente è apparso con chiarezza che la violenza può avere origine anche dall’eccessivo benessere materiale. La violenza e la delinquenza risultano, infatti, particolarmente diffuse, specie fra i più giovani, proprio in quei paesi che vengono considerati economicamente più progrediti. Quando all’eccesso di beni materiali non si accompagna un’adeguata educazione ai valori fondamentali dell’uomo nascono, soprattutto nelle nuove generazioni, la noia, il disinteresse e il non rispetto per la vita, la sfiducia nei confronti della famiglia, della società e dello stato. Molti pensano allora di trovare un senso alla vita o di sfogare le proprie frustrazioni o di manifestare la propria delusione, nella violenza esercitata contro se stessi (condotte a rischio, condotte autolesionistiche fino al suicidio, droghe, etc.) o contro gli altri. Tutto ciò mi induce a pensare che le nuove generazioni, mai come in questa epoca, hanno bisogno di essere educate alla vita e all’amore. Le istituzioni, tutte, a partire dalle famiglie, dovrebbero con interventi mirati cercare di prevenire il disagio esistenziale al quale sono esposti i nostri giovani. Un disagio che nasce dai profondi cambiamenti socio-culturali e dalla frammentazione che si vive a vari livelli: dalla famiglia, al contesto lavorativo e ai confini delle nazioni che sono meno definiti e più valicabili. 

 


Riflessioni sulla storia di Sarah Scazzi

Posted by: i.amati

Tagged in: Untagged 

i.amati

 

RIFLESSIONI SULLA STORIA DI SARAH SCAZZI

Sarah è morta, è morta a soli 16 anni. Dopo quasi un mese e mezzo, in cui siamo stati con il fiato sospeso per la sorte di questa ragazza, i riflettori si spengono. Una storia avvolta sin dall’inizio nel mistero, su cui si erano fatte tante ipotesi e su cui si erano create tante trame, ma certamente nessuno avrebbe immaginato che la fine sarebbe stata questa. Neanche un regista di film horror avrebbe potuto inventarsi un finale così sconcertante e disumano. Non ci sono parole per descrivere quello che è successo, è una storia questa che lascia l’amaro in bocca e la rabbia per aver perso tragicamente una giovane vita. Fino alla fine, tutti abbiamo pensato e sperato che fosse stata l’ennesima bravata adolescenziale, la fuga da un paese che le stava stretto; purtroppo, però, il suo destino era stato già deciso da quello che tutti adesso chiamano l’orco. È stato, dunque, lo zio, forse il momento è di tipo sessuale. Non voglio, però, soffermarmi sui dettagli di questa vicenda giudiziaria, anche perché in questi giorni se ne stanno occupando con particolare dovizia i media, vorrei, invece, condividere con voi le mie riflessioni sulla vicenda di Sarah.

A parte l’efferatezza del delitto e l’indignazione di fronte ad un giovane vita spezzata, la morte di Sarah non sorprende. <<Perché non sorprende?>> Perché è l’ennesima violenza contro le donne e tutti, ma proprio tutti, siamo consapevoli dei rischi che comporta essere una donna, non importa l’età. E se è vero che la responsabilità penale è esclusivamente del colpevole o presunto colpevole, è altrettanto vero che risulta abominevole e raccapricciante il fatto che con un’ostentata naturalezza e sfacciato sussiego molti in queste ore stiano sfoggiando i loro presentimenti, le loro congetture. L’abominio consiste nel fatto che, sebbene questa società sia perfettamente consapevole della violenza dilagante contro le donne, nessuno fa nulla.

Molti diranno: <<ma cosa si può fare?>>. Questa generalmente è la domanda di chi o non ha il coraggio di trovare una soluzione o in realtà non è preoccupato per il dramma che si consuma giornalmente nelle case: donne picchiate, insultate, maltrattate, stuprate e uccise da mariti/compagni, ex fidanzati, padri, zii, nonni, amici di famiglia, corteggiatori (che di cavalleresco hanno ben poco). <<Ma cosa si può fare?>> ; << Cosa possiamo fare?>>.

Questa domanda non è retorica, ma lo diventa quando l’unica reazione che si riesce ad avere è quella di intonare compianti strazianti in favore della vittima, tessendone le lodi e l’innocenza. Si cercano gli aspetti più angelici della vittima cercando di farla apparire più  un’icona eterea e poco reale; un’immagine idealizzata e magari poco lontana da ciò che quella persona era in effetti.

Sarah, come tutte le donne vittime della violenza maschile (qualsiasi sia la forma che assume), aveva dei difetti, che noi non conosciamo. Sarah era una ragazza come tante, normale a tutte le sue coetanee; aveva degli idoli che seguiva, amava la musica, cercava di diventare grande il più in fretta possibile (come capita a quasi tutti a quell’età), ma era una persona come tante.

Sarah era normale come tutte le vittime di violenza, magari parlava troppo o troppo poco, magari era simpatica, magari no; forse era generosa o forse no.

Il problema è che per esorcizzare socialmente la piaga della violenza sulle donne l’unico rimedio in atto è quello di mitizzare queste figure, quasi a renderle martiri dalle doti soprannaturali e dunque in questo modo allontanarle dalla quotidianità. Se i personaggi di una storia vengono spogliati della loro umanità l’esorcismo è riuscito: infatti pian piano queste vittime e i loro carnefici abbandonano la vita, abbandonano la dimensione del qui ed ora e diventano una favola di cui si riesce a cogliere l’inizio: << C’era una volta, in un paese lontano lontano…>>.

Questa è una tecnica antica come il mondo, o quanto meno come la cultura europeo-mediterranea. La tragedia greca, infatti, mettendo in scena problemi reali in contesti immaginari esorcizzava la tragica dinamica della vita vera.

Sarah, come molte donne, diventerà un archetipo mitico che ha ben poco a che fare con la tangibilità del presente.

E fino a quando questa società produrrà miti, fino a quando rinchiuderà la violenza maschile all’interno di una dimensione lontana nello spazio e nel tempo allora non si potrà mai affrontare il problema, perché la verità è che nessuno andrebbe in cerca della strega di Biancaneve.

Sarah è morta. E non è una favola.

 

 


<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

se ti serve ....

inviaci un pensiero! lo appenderemo sulla lavagna

schede culturali

un grazie a...

 



cerca
non bere

dalla Calabria

opinion leader

<<  Luglio 2019  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
  1  2  3  4  5  6  7
  8  91011121314
15161718192021
22232425262728
293031    
few sentences
ultimo messaggio: 1 settimana, 1 giorno fa
  • merlino : I dispensatori di verità ascoltano solo loro stessi. Evitali.
  • merlino : Sono tutti ossessionati dal management. Pochi sono interessati alla leadership. Quella vera. Che si sostanzia intanto con l'essere "per".
  • merlino : Come ogni istante rinnova il precedente e viene rinnovato dal successivo, cosi la tua vita è chiamata, proprio in ogni istante, a rinascere di nuovo, a rigenerarsi, a risplendere, di più e meglio.
  • merlino : Se analizzi la caduta, la tua caduta, trovi sempre una causa ben precisa. Ecco, su quella devi lavorare per evitare recidive, anche potenzialmente pericolose se non destruenti.
  • merlino : Difficile affermare la speranza camminando sulle sabbie mobili. Quindi attenzione ai movimenti. Perché comunque si impone uscirne fuori e vivi.
  • merlino : Difficile affermare la speranza camminando sulle sabbie mobili. Quindi attenzione ai movimenti. Perché comunque si impone uscirne fuori e vivi.
  • merlino : La svolta ci precipita nel disastro quando decidiamo di essere coerenti con noi stessi, ma al contempo ci salva da disastri peggiori.
  • merlino : Il nostro sorriso ci rende giustizia molto più del nostro pianto.
  • merlino : L'amore non accetta condizioni. Esige la resa.
  • merlino : Sperare è camminare in attesa di un avvenire positivo, realizzante, migliore del passato e del presente, percependo quale garante la vita, indipendentemente da qualunque evidenza di morte.
  • merlino : La speranza è la scelta consapevole di slanciarsi nell'infinito, indipendentemente da ogni limite.
  • merlino : La speranza rende elastica la nostra capacità di amare, cioè la dilata. Quanto più vi è speranza, tanto più si dilata la nostra capacità di amare.
  • merlino : Le insidie peggiori sono quelle che meglio si nascondono. Sii molto sensibile e attento nell'intercettare quanto prima i segni rivelatori.
  • merlino : Conta intanto su di te. Ti scoprirai molto più forte e potente di quel che pensi.
  • merlino : E' sconvolgente considerare che in ogni istante ci viene fatto dono della vita.
  • merlino : Metti a fuoco una questione prioritaria essenziale: il tuo cuore è in cerca di significato.
  • merlino : In sintesi, è tutto un viaggio dal cuore alla testa e ritorno.
  • merlino : Volgi il tuo cammino intanto verso il paese del tuo cuore.
  • merlino : Significa stare lì sulla trasformazione, ossia trasformare ogni percorso in percorso di vita.
  • merlino : La sfida? Diventare il significante del proprio significato.
  • [merlino] : Non banalizzare mai il senso sacro della vita.
  • merlino : Incomincia dalla "visione". Stabilisci, quindi, per prima cosa, verso quale traguardo intendi condurre la tua vita.
  • merlino : I valori sono i comportamenti essenziali che ti impediscono di precipitare nell'abisso.
  • merlino : Il cuore pulsante della tua vita è nell'abbraccio più forte a chi ami.
  • merlino : Non è solo elevandosi verso l'alto ma anche e sopratutto chinandosi verso il basso che si agisce autenticamente al servizio.
  • merlino : Eserciti di gentaglia marciano come predatori per saccheggiare in ogni modo possibile e immaginabile. Evitali. E se mai li affronti non avere mai timore di essere nel giusto.
  • merlino : La malattia ti mette davanti la tua identità, insieme fragile e grandiosa. Attraverso il dolore vedi la tua reale miseria e la tua immensa grandezza.
  • merlino : La menzogna uccide. Noi stessi, gli altri, chiunque. Durissimo subirne le conseguenze. Evita la menzogna e riparti da nuove verità se la subisci.
  • merlino : L'osservazione del dolore ti impegni a farti carico delle tue responsabilità, ad essere di supporto, scudo a chi soffre.
  • merlino : Il fallimento, anche più abissale,non ci impedisca di rilanciare tutto di noi verso la vita.
  • merlino : La grande difficolta' ed il sentimento di sfiducia verso noi stessi generi proprio in noi stessi buon senso e rinnovata fiducia, intesa quale determinazione forte a ripartire, quale affermazione più convinta della volontà e della necessità di non arrendersi.
  • merlino : La semplicità è conseguenza della scelta di dire di "si" alla vita.
  • merlino : Prima di preoccuparti di cambiare il mondo incomincia ad adoperarti per cambiare te stesso.
  • merlino : Siamo nella necessità di trovare il nostro equilibrio nell'ordinario, molto più che nello straordinario.
  • merlino : È questo l'istante in cui sei chiamato a sentirti vivo. E così in ogni istante.
  • merlino : Stare insieme a chi ami non ha prezzo. È il valore più alto incarnato. L'amore è unione con l'amato.
  • merlino : Subire all'improvviso l'annientamento di sé stessi. In un attimo non siamo e rischiamo di non essere tu. Sono le occasioni più importanti per ascoltare il silenzio, fermare il tempo, rigenerare la vita.
  • merlino : La nostra società è ampiamente in crisi perché non riusciamo a rispettare neanche noi stessi.
  • merlino : La stanchezza ti chiama a recuperare energia vitale. È il tempo prezioso della ricarica. Una opportunità straordinaria di rigenerazione. Fai buon uso della tua stanchezza.
  • merlino : Occorre trovare vive in noi la bellezza e la determinante importanza prima di perdere tutto, e non dopo. Siamo ricchi e non lo sappiamo.
  • merlino : La forza interiore deriva dal tuo amore più profondo. Obbedisci a quella infinita profondità. Tutto il resto è un accessorio passeggero.
  • merlino : È proprio l'attimo di smarrimento il pretesto per farti fuori. Sii sempre sulla riga e non deviare. Questo è un tempo in cui non sono consentiti cedimenti.
  • merlino : Un attimo. Un attimo e perdi tutto. Pre-vedi. Evita l'attimo della caduta. Fai questo immane sforzo.
  • merlino : Ovunque tu vada, vai verso la vita. Fattelo dire da chi vede morire tutti i giorni.
  • merlino : Fa parte della tua integrità mantenere le promesse.
  • merlino : La forza in te ti consente di compiere prodigi. Devi solo crederci.
  • merlino : Non perdere tempo a ritenere che siano gli altri a doverti promuovere.Tocca a te promuovere te stesso.
  • merlino : La tua salute va privilegiata come bene supremo da tutelare. Non riscoprire il suo valore quando compromessa.
  • merlino : L'essere in vita è lo stato di grazia indispensabile per poter ricreare, a partire da ciascun istante, tutta la nostra vita.
  • merlino : Il mistero della morte è l'evidenza che pare infrangere in ultimo il respiro della vita. In realtà è la Vita che avvolge la morte e che dall'interno della sua mostruosità la rigenera in vita, più grande, infinita. Strada stretta, antinomia di logica e biologia: chiamala fede.
  • merlino : Si ricomincia ogni giorno. Si cade e ci si alza. Ma questa sia la tua costante tensione, oltre qualunque reiterata fragilità: preoccupati ogni giorno di amare di più.
  • merlino : Si tratta dell'unica priorità: metti al centro la Vita. La Vita al centro di tutto. La vita nell'Amore. La Vita che nell'amore è più forte della morte.
  • merlino : Se ti decidi per la vita non potrai essere distrutto, nemmeno da qualsiasi crollo delle illusioni.
  • merlino : Costruisci la tua vita su un fondamento che sostiene.
  • merlino : Non è un altro giorno. È un giorno in meno. Vivilo in pienezza.
  • merlino : Sperare è saper cogliere la primavera nell'inverno.
  • merlino : Vi sono piani di realtà di cui non puoi non tenere conto. Di cui devi tenere conto.
  • merlino : Prendere le distanze da ciò che non si condivide è di fondamentale importanza per recuperare ed espandere forze e ricchezze di vita.
  • merlino : Il dramma è doversi sopportare i bugiardi cronici istituzionali. Rispondi con l'esempio corretto. E tante volte meglio senza proferire verbo. Esempi lampanti. Nulla più.
  • merlino : Inutile e pericoloso rispondere istintivamente alle offese se non hai le idee chiare e la corretta comprensione della forza reale del tuo avversario. Aspetta, valuta, verifica e solo quando nelle reali possibilità di replica efficace rispondi a tono.
  • merlino : Devi farti sempre trovare pronto, lucido, reattivo. La sofferenza irrompe quasi sempre inaspettata nella vita. Nessuno è esente da questa sgradevolissima irruzione. Rimani quindi pronto a reagire e ad agire.
  • merlino : Siamo chiamati a nutrirci creativamente dello smisurato prodigio della vita.
  • merlino : Il nostro corpo e la nostra esistenza sono profezie di un amore incondizionato.
  • merlino : Non ti colpevolizzare se vieni rifiutato. Riparti dalle ceneri e persino da esasperazione e disperazione. Ma riparti. Nel flusso della vita. Nel dono nuovo della vita.
  • merlino : La stanchezza estrema ci porge con nitida chiarezza l'evidenza della nostra finitudine e insieme la nostra capacità di rinascita.
  • merlino : Spiegano ciò che non vivono, e vi è anche chi li ascolta.
  • merlino : Il distacco aiuta a comprendere la tua verità, e a scegliere per viverla nella sua pienezza.
  • merlino : Assapora il gusto di vivere nell'amore. È unico. Ti rende vivo.
  • merlino : Semplifica. Essenzializza. Vai all'irrinunciabile determinante. Dai al tuo tempo sostanza piena e traboccante di vita.
  • merlino : Consuma solo ciò che ti è necessario. Ciò che ti rende felice non può essere acquistato.
  • merlino : Incoraggia e supporta sempre, senza nulla chiedere in cambio, il talento altrui. Il tuo passare sia germinativo di una umanità migliore.
  • merlino : Prima di decidere valuta con attenzione il contesto esterno in cui produrranno gli effetti delle tue decisioni.
  • merlino : Non si condivide a parole.
  • merlino : Trova la forza nell'irrinunciabile.
  • merlino : Le tue parole siano donatrici di speranza.
  • merlino : Le due alleanze difficili da rispettare, quella con il passato e più ancora quella con il futuro.
  • merlino : La speranza ha un laboratorio sperimentale. Si chiama perseveranza.
  • merlino : Non abbandonare a metà l'opera intrapresa.
  • merlino : Vieni ostacolato dal malaffare? Consideralo un alto onore.
  • merlino : Tutti pronti a combattere nascosti dietro la tua schiena.
  • merlino : L'amore si volge indietro e impara, nel presente da' tutto senza riserve, ma per sua natura è aperto al futuro, guarda lontano e con coraggio si avvia, qualunque sia il tempo, verso il domani.
  • merlino : Accetta battute d'arresto. Fai di una sconfitta tesoro di espansione di vita. Proteggi il tuo amore. Respira immensità sotto le stelle.
  • merlino : L'incompiutezza ti sia alleata. Una profonda umiltà sia la tua strada maestra. Con passione e pazienza vivi, accogli e crea, durante il giorno e la notte, meraviglie nel tuo cammino.
  • merlino : Si parla troppo di gestione e quasi nulla di risultati.
  • merlino : Ciò che puoi e devi imparare solo a tue spese:la responsabilità.
  • merlino : Non rinnegare la tua verità se a causa di essa dovrai subire ingiuste e pesanti ostilità.
  • merlino : L'amore obbedisce solo a se stesso e nella finalità di se stesso.
  • merlino : Ci si rompe in ogni momento. Ci si deve curare in ogni momento.
  • merlino : Non credere quando ti dicono che la perfezione non esiste. Io l'ho incontrata, vissuta, abbracciata.
  • merlino : Fai attenzione ai professionisti del muro a tutti costi, delle barricate a prescindere. Evitali. Ignorali. Affrontali solo quando sai di essere nel giusto e di avere le spalle sufficientemente larghe.
  • merlino : Solo affermando l'amore irrinunciabile trovi pace nel cuore.
  • merlino : La serenità diventa possibile solo quando rinunci a tutto ciò cui brami per amore di chi ami.
  • merlino : I moltiplicatori di problemi sono una pericolosa perdita di tempo. Concedi loro pochissimo spazio e vai oltre e speditamente sulle questioni essenziali.
  • merlino : Prendi la delusione di adesso e trasformala in speranza e azione mirata per il tuo avvenire.
  • merlino : Cura la tua preparazione ogni giorno. Sviluppa e arricchisci ogni giorno le tue conoscenze.
  • merlino : Il chiarirsi deve essere diretto, essenziale, deciso.
  • merlino : Se ti offendono ignora. Replica puntando dritto ai tuoi obiettivi.
  • merlino : Ricordati che scaricano le responsabilità delle loro insufficienze sul più forte, mai su loro stessi.
  • merlino : La coerenza paga sempre, quando è specchio di competenza, passione, integrità.
  • merlino : Si tratta di rivedere il concetto di speranza. Non è un augurio, un auspicio. È la decisione, è l'agire, dettato dalla fiducia, dalla fede, che ti porta ad andare verso un obiettivo che ritieni irrinunciabile, nonostante tutto.

Only registered users are allowed to post

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counteroggi535
mod_vvisit_counterquesto mese33813
mod_vvisit_countertotali2219334
 36 visitatori online