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La famiglia oggi e il suo ruolo educativo

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Dal film "genitori e figli" di Giovanni Veronesi



LA FAMIGLIA OGGI E IL SUO RUOLO EDUCATIVO


Il periodo storico in cui stiamo vivendo è caratterizzato da profondi cambiamenti culturali, sociali, da uno sviluppo tecnologico sempre più innovativo e da condizioni di vita maggiormente frenetiche e stressanti. Queste trasformazioni epocali hanno un’inevitabile effetto sulla famiglia, sul rapporto uomo-donna, sulla funzione materna e paterna e anche sul rapporto tra genitori e figli.

Per quanto riguarda il ruolo dell’educazione, la famiglia costituisce un punto di riferimento importante ma non è l’unico. Con l’ingresso nella scuola, il bambino esce dalla nicchia della famiglia ed entra in contatto con figure diverse da quelle a cui era abituato imparando a socializzare e ad integrarsi nel nuovo ambiente. Inoltre, rispetto al passato, contribuiscono alla formazione dei giovani e dei giovanissimi anche le informazioni provenienti dai mass media, dalla televisione e da internet.

Oggi si è passati dalla famiglia con un “ruolo normativo” in cui si trasmettevano principi morali e norme sociali, alla famiglia “affettiva” orientata a negoziare tutto e a soddisfare i bisogni individuali dei figli, a evitargli sofferenze e frustrazioni. Stiamo sicuramente assistendo ad un’educazione in cui lo stile affettivo tende a predominare su quello normativo al punto di metterlo in secondo piano.

Sarebbe esagerato ed anacronistico rimpiangere la figura genitoriale autoritaria che impartiva divieti ed obblighi, così come risulterebbe eccessivo da parte della famiglia considerare come primario l’aspetto affettivo e delegare alla scuola il compito di insegnare le regole. Anche l’educazione alle norme sociali è un’espressione d’affetto che i genitori trasmettono ai propri figli. È fondamentale che il bambino acquisisca un bagaglio di principi morali che gli permetta di vivere in mezzo agli altri e di riservarsi un suo posto nella società anche in vista dell’adolescenza e dell’età adulta. In questo modo a scuola, oltre ad apprendere nuove norme di comportamento, il bambino potrà avvalersi di quelle che già conosce e che appartengono alla sua educazione familiare.

L’educazione, quindi, non consiste nell’applicazione rigida e rigorosa di principi o di un sistema di regole, divieti e premi che se vengono applicati mettono al riparo da eventuali deviazioni di comportamento.

L’educazione è un processo complesso che interessa la dimensione affettiva ed emotiva; è un incontro e un intreccio fra personalità e relazioni che il bambino sperimenta innanzitutto con i genitori, i quali svolgono un ruolo fondamentale nel suo sviluppo.

L’azione educativa dei genitori non si limita solo a trasmettere corrette informazioni e norme di cultura ma si basa anche sugli affetti profondi che vengono trasmessi fin da quando il bambino è piccolo e che costituiscono la base sicura entro cui si creano relazioni sane.

Numerosi studi psicologici hanno sottolineato il particolare ruolo della madre e del padre nella crescita del figlio fin da quando egli è neonato. Il rapporto con la figura materna rappresenta una modalità affettiva e relazionale che mette in figura in particolar modo l’area della cura intesa come accoglienza, protezione, legame, calore, soddisfazione sollecita del bisogno, con la presenza di modalità anche sacrificali (dare tutto senza volere niente in cambio). Al padre, invece, è affidato il compito di favorire il processo di separazione dalla madre e di introdurre il figlio nel mondo più adulto e autonomo del sociale. Il rapporto con la figura paterna valorizza la capacità, l’esplorazione, l’efficienza, l’autonomia e l’indipendenza.

La famiglia, quindi, è intesa sia come base di appoggio emotivo che come scambio di affetti. Essa è il luogo in cui l’individuo cresce e si adatta a vivere nel sistema sociale ma può anche costituire luogo di grandi conflitti, di fronte ai quali i genitori possono assumere due modalità comportamentali opposte e disfunzionali: o si dimostrano troppo rigidi arrivando a non tollerare i comportamenti aggressivi dei figli, coartandoli nell’espressione delle emozioni in generale; oppure si identificano con i figli trascurando in un certo senso il ruolo parentale, diventando “amici” dei loro figli, impedendoli così di imparare a controllare la propria aggressività. Queste situazioni si verificano soprattutto nella fase adolescenziale dei figli.

Al giorno d’oggi, l’adolescente vive in un contesto socio-culturale e tecnologico iperattivo, sovraccarico di stimoli che sembrano non lasciare spazio alla riflessione sul proprio futuro e al raggiungimento di certi obiettivi. Sembra che si sia assopita la capacità di introspezione, di analisi dei propri sentimenti e del proprio vissuto emozionale lasciando prevalere la soddisfazione immediata di bisogni primari relativi al presente. Così facendo è il tedio (la noia) che prende il sopravvento. I giovani sono spesso scontenti di ciò che fanno, della propria famiglia e delle proprie esperienze. In un contesto di questo genere, i genitori comunque rappresentato per i propri figli un modello di vita.

Se noi adulti trasmettiamo efficacemente ai nostri giovani, affetto, valori, scopi, propositi che noi stessi seguiamo e condividiamo, i ragazzi acquisiranno creatività, interesse e passione nello svolgere le varie attività che arricchiranno la loro personalità. Quindi, per educare e responsabilizzare i figli, è forse opportuno ridare un significato più profondo alle cose, significato che è stato sicuramente inaridito dalla nostra cultura troppo consumistica e superficiale.

Fare il genitore è sicuramente un mestiere difficile, non esistono genitori perfetti: occorre la capacità di accettare i propri limiti e allo stesso tempo essere presenti nell’educazione dei figli, senza perdere di vista il proprio ruolo genitoriale, con il massimo impegno, amore ed entusiasmo offrendo loro la possibilità di crescere e di acquisire il senso profondo della propria esistenza.

 


L'Essenza della Vita

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 L’essenza della Vita


La Vita è adesso

è dentro te

in armonia con i tuoi pensieri

con le tue emozioni

con i tuoi desideri.




La Vita è saper cogliere ogni attimo

che potrebbe svanire

in un istante.




La Vita è dentro

ogni gesto

ogni sentimento

non lasciarla sfuggire nel silenzio.


La Vita è dentro

ogni piccolo respiro

ogni timore

ogni rinuncia.



La Vita va presa

va assaporata

va sfinita.




 Lasciati andare

lasciati vivere

lasciati condurre.



La Vita è questa

nient’altro che questa

bella o brutta

ricca o povera

gioie e dolori.


La Vita ti sa sorprendere quando meno

te lo aspetti

ti sconvolge quando tutto è piatto.

La Vita ti sa regalare

novità

cambiamenti

senza mai chiederti il permesso.

 

La Vita ti dà responsabilità

che non avresti mai voluto.



 La Vita ti chiede solo

di essere vissuta.


Questa Vita

è solo oggi.




 


I Vostri Figli

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I VOSTRI FIGLI

(Kahlil Gibran)

 

“I Vostri Figli” (clicca su I Vostri Figli) di Gibran (1883-1931 poeta, pittore e filosofo libanese) non è propriamente una poesia, ma una parte del libro "Il Profeta" (26 saggi), nel quale l'autore affronta le diverse tematiche della Vita (l'amore, la gioia, il dolore, il piacere, il tempo, i figli, la morte, etc.) con la prosa ed uno stile semplice e al tempo stesso molto raffinato. Di seguito il testo integrale nel quale descrive la sua concezione riguardo ai figli.

 

… e una donna che aveva al seno un bambino disse: parlaci dei figli. Ed egli rispose:

 

I vostri figli non sono figli vostri:

sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.

Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.

Dimorano con voi e tuttavia non vi appartengono.

Potete dar loro il vostro amore,

ma non le vostre idee,

perché essi hanno le loro idee.

Potete dare una casa al loro corpo,

ma non alla loro anima,

perché la loro anima abita la casa dell’avvenire

che voi non potete visitare

nemmeno nei vostri sogni.

Potete sforzarvi di tenere il loro passo,

ma non pretendere di renderli simili a voi,

perché la vita non torna indietro

né può fermarsi a ieri.

Voi siete l’arco dal quale, come frecce vive,

i vostri figli sono lanciati in avanti.

L’Arciere mira al bersaglio

sul sentiero dell’infinito

e vi tiene tesi con tutto il suo vigore

affinché le sue frecce

possano andare veloci e lontane.

Lasciatevi tendere con gioia

nelle mani dell’Arciere,

poiché Egli ama in egual misura

e le frecce che volano

e l’arco che rimane saldo.

 

In questo breve assunto, Gibran sovverte quella che è un’opinione diffusa e comune, secondo la quale i figli apparterrebbero ai genitori per il semplice fatto di averli procreati e messi al mondo, inducendo i genitori stessi ad arrogarsi il diritto di considerarsi gli artefici della vita dei loro figli. Tutto ciò non è assolutamente vero, o almeno, lo è solo in parte. I figli sono di fatto i figli della Vita stessa e della sua naturale tendenza a perpetuarsi attraverso la progenie. Secondo Gibran, il genitore assurge al ruolo di tramite tra il figlio e la Vita. Anche se i figli vivono con i propri genitori questo non fa di loro una proprietà. Un genitore nel crescere, allevare ed educare la propria prole dà affetto e amore, trasmette la conoscenza, le norme, tramanda i propri valori, però non inculca i suoi pensieri ma si prodiga affinché un figlio abbia i propri. Un genitore può sforzarsi di avvicinarsi al pensiero del figlio, ma deve permettere che questi maturi autonomamente la propria identità, la propria personalità e le proprie scelte di vita. È inevitabile, ogni genitore proietta sul proprio figlio delle aspettative… e se questi dovesse disattenderle? Per questo è fondamentale che i genitori imparino a vedere i propri figli per quello che sono, per le loro reali capacità, potenzialità e non per come vorrebbero che fossero.

Gibran conclude la sua considerazione sui figli con la metafora dell’arciere. Così come l’arciere (tiratore d’arco) mira al bersaglio cercando di tirare la freccia più lontano possibile, allo stesso modo un genitore offre al proprio figlio il bagaglio conoscitivo ed affettivo necessario per intraprendere la più straordinaria delle avventure: la vita.

Così come l’arciere ama la propria freccia e si preoccupa affinché possa arrivare con velocità il più lontano possibile, allo stesso modo un genitore accompagna un figlio nel suo percorso di vita fino a quando un giorno sarà pronto a camminare da solo e ad affrontare autonomamente la propria esistenza. La probabilità che le frecce dell’arciere volino lontano dipende dalla stabilità con la quale egli effettua il lancio; allo stesso modo un figlio potrà affrontare meglio la vita e le decisioni importanti se ha alle spalle genitori che con stabilità e coerenza hanno dato fiducia alle sue reali potenzialità e capacità e se l’hanno sostenuto ed incoraggiato nel  suo processo di separazione-individuazione.

In ultima analisi, il testo di Gibran è riconducibile al concetto di evoluzione/cambiamento che si contrappone allo statu quo: … la vita non torna indietro né può fermarsi a ieri. Inoltre, leggendo attentamente il testo si ha l’impressione che l'autore nella sua concezione dei figli abbia fatto riferimento a due concetti fondamentali della filosofia: l’essere e il divenire. L’essere (“tutto ciò che è”) è rappresentato dal genitore e il divenire (“tutto cambia e si trasforma”) dal figlio. Un giorno anche il figlio nel suo divenire esprimerà finalmente l’essere (“ciò che è”) ed in quanto futuro genitore tutto si ripeterà per una visione più ampia del pensiero umano e della Vita.

E tu che concezione hai dei figli?

 

 

 


Farfalle

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Mario Quintana (1906-1994), poeta e scrittore brasiliano, è stato definito “il poeta delle piccole cose”. Scrisse poesie perché, per usare le sue stesse parole, “… ne sentiva il bisogno…”. Farfalle è una metafora sull’amore e sul come amare l’altro: “curare il giardino” (noi stessi) è un punto di equilibrio fondamentale per mantenere, nelle relazioni, sia il senso di noi stessi, sia il rapporto con l’altro. Amiamo l’altro non perché soddisfi le nostre aspettative ma, come dice il poeta, “perché ci piace, lo vogliamo e stiamo bene”. Ora, poiché, come afferma Quintana stesso, “la poesia non si dà a chi la definisce” l’unica cosa da fare è leggerla!


FARFALLE
(di Mario Quintana)

Quando poniamo molta fiducia o aspettative in una persona, il rischio di una delusione è grande.

Le persone non esistono in questo mondo per soddisfare le nostre aspettative così come noi non siamo qui per soddisfare le loro.

Dobbiamo bastare… dobbiamo bastare a noi stessi sempre e quando vogliamo stare con qualcuno dobbiamo essere consapevoli che stiamo insieme perché ci piace, lo vogliamo e stiamo bene, giammai perché abbiamo bisogno di qualcuno.

Una persona non ha bisogno dell’altra, esse si completano… non per essere due metà, ma per essere un intero, disposte a condividere obiettivi comuni, gioia e vita.

Nel corso del tempo, ti rendi conto che per essere felice con un’altra persona, è necessario, in primo luogo, che tu non abbia bisogno di questa persona.

Comprendi anche che la persona che ami (o pensi di amare) e che non vuole condividere niente con te, sicuramente, non è l’uomo o la donna della tua vita.

Impari a volerti bene, a prenderti cura di te stesso e principalmente a voler bene a chi ti vuole bene. Il segreto non è prendersi cura delle farfalle, ma prendersi cura del giardino, affinchè le farfalle vengano da te.

Alla fine troverai non chi stavi cercando, ma chi stava cercando te.

 


La primavera... il risveglio dei sensi

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LA PRIMAVERA… IL RISVEGLIO DEI SENSI

Con la bella stagione, le giornate si allungano, si avverte un irrefrenabile bisogno di stare all’aria aperta e ci si percepisce meno stressati. Aumentano i valori degli ormoni che regolano il tono dell’umore e la sessualità. Si attivano olfatto, vista, udito, tatto, gusto e uomini e donne si attraggono di più.

Nel periodo invernale, in ugual misura sia negli uomini che nelle donne, si verifica un letargo dei sensi che viene interrotto con il cambio di stagione e precisamente con l’arrivo del piacevole caldo primaverile. Tutto si riattiva e riprende vita grazie alla primavera che con i suoi colori ed i suoi profumi agisce favorevolmente sul tono dell’umore e sull’assetto ormonale. Le giornate si fanno più lunghe e di conseguenza aumentano le ore di luce, così come le temperature. Si avverte il bisogno di uscire di più, lo stress diminuisce o per lo più si ha la sensazione di tollerarlo maggiormente, i valori di dopamina e serotonina (gli ormoni che regolano l’umore) e quelli del testosterone e dei feromoni (ormoni della sessualità) crescono e così anche il bioritmo si rivitalizza. Le conseguenze di tutta questa riattivazione sono immediate: olfatto, tatto, udito, gusto e vista vengono stimolati, la donna percepisce il bisogno di essere più aperta verso l’esterno e l’uomo avverte questo cambiamento, assecondandolo.

Occorre, però, precisare che molto dipende dall’umore di base di una persona, infatti se questo è piuttosto basso il cambiamento non si avverte fino in fondo. In definitiva, la bella stagione agisce favorevolmente sull’umore solo se la persona non oppone resistenza e se ha un equilibrio umorale piuttosto stabile.

In primavera ed in estate, le ore di luce in più hanno un effetto euforizzante e antidepressivo, stabilizzano l’umore e riattivano tutti i sensi. Lasciarsi l’inverno alle spalle significa rinunciare a stare chiusi in casa per tutto il giorno o per più giorni a causa del freddo, della pioggia o, semplicemente, perché fa buio presto.

Con la bella stagione rompiamo le “gabbie” (sia fisiche che mentali) in cui viviamo, ci liberiamo dalla cosiddetta “sindrome da spazio confinato”, caratterizzata da cattivo umore, aggressività, irritabilità, insonnia, rigidità e dolori muscolari, nonché varie somatizzazioni dovute al quotidiano conflitto tra il nostro bisogno di spazi vitali e la realtà fatta di ambienti sempre più piccoli (case sempre più piccole e uffici sempre più microscopici).

Il lavarsi più volte al giorno a causa del caldo, determina un maggiore profumo della pelle e l’aumento degli ormoni sessuali genera, a livello epidermico, la produzione di feromoni. Tutto ciò ha un potente effetto nel governare le nostre reazioni istintive di fronte ad un’altra persona o situazione. Pertanto, con il caldo e la pelle scoperta si liberano più feromoni, ossia sostanze chimiche in grado di attivare l’attrazione sessuale tra i membri della stessa specie. In realtà, queste invisibili e potentissime sostanze mediano tutte le emozioni principali collegate alla sopravvivenza e alla conservazione della specie, più in generale, regolano tutte le relazioni della nostra vita. I feromoni influenzano l’attaccamento tra mamma e bambino, l’attrazione erotica ed affettiva tra persone di sesso differente e tra persone dello stesso sesso.

Quando i feromoni mediano reazioni che scaturiscono dal contatto tra le persone promuovono risposte di simpatia, di apertura, di accoglienza, di disponibilità, con conseguente abbassamento dell’ansia e dello stato di allerta. Si attivano immediatamente gli altri sensi, infatti ecco che subito di crea il feeling, lo sguardo capta altri segnali visivi complessi, dando inizio ad un vero e proprio gioco di seduzione. Viene stimolata la vista e si percepisce di più l’estetica della persona, come questa si esprime verbalmente, come si veste, come si muove e come si comporta; ma anche il suo linguaggio non verbale: come comunica con il corpo, come sorride, la mimica del volto e delle mani. Il cervello legge tutti quei segnali e li confronta con milioni di ricordi precedenti, in pochissimi secondi, stabilendo un primo livello di simpatia o antipatia.

Inoltre, il nostro cervello ascolta anche di più, infatti si attiva il cosiddetto “feeling tone”, ossia si cerca di cogliere il tono emotivo che sottende la comunicazione verbale, il “come” vengono pronunciate le parole (gentile o  rozzo, sensuale o freddo, persuasivo o provocatorio, conciliante o aggressivo, divertente o noioso, accattivante o saccente). In pratica, si coglie un altro segnale legato soprattutto alle emozioni che ci induce a provare simpatia o avversione, sintonia o divergenza.

Accade così che siamo portati ad aprirci verso l’altro, ci si sfiora o ci si abbraccia e grazie al tatto anche la pelle aggiunge i suoi segnali positivi o negativi, in cui i feromoni hanno di nuovo un ruolo fondamentale, specie se ci si bacia. Anche la bocca, nell’apparato gustativo, ha gli stessi recettori per i feromoni che ha l’olfatto. Non a caso olfatto e gusto sono gli unici due sensi chimici. Ecco perché se siamo attratti dall’odore dell’altro, quasi sempre ci piace anche il gusto dei suoi baci.


La bella stagione dà, inoltre, la possibilità di contattare e sperimentare la propria sensualità. Essere sensuali è un moto che deriva dal’animo, che ha come via privilegiata quella dei sensi che è più diretta, pura e non è mediata dai giudizi della mente. La testa, invece, incasella, filtra, categorizza, costringe, limita. Liberarsi dalla schiavitù della mente, offrire un ascolto puro e incontaminato a quanto i sensi trasmettono è la strada maestra verso un modo di essere se stessi più autentico.
E’ tutto ciò che consente una piena libertà espressiva ed un contatto puro e diretto con l’altro.
Ascoltare se stessi, i propri bisogni, desideri, necessità e sapervi rispondere in modo consono è la
base per provare soddisfazione nella vita. Inoltre, una persona serena e felice risulta anche più attraente.

E tu, stai già beneficiando dell’arrivo della primavera? Lo senti il risveglio del corpo, della mente e dei sensi?

 

 


Una vita dipendente

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Una vita dipendente

Il concetto di dipendenza è complesso ed implica non solo aspetti neurobiologici, ma anche comportamentali, psichici, sociali e culturali. Di conseguenza, scrivere un articolo sulle nuove dipendenze non è assolutamente facile. Questo è dovuto innanzitutto alla difficoltà che si è già venuta a creare per “vecchi” fenomeni quali le tossicodipendenze o i disturbi alimentari, dove, parlando di dipendenza, ci si riferisce a fattori di “impulsività” o di “scelta”, elementi che ritornano anche nelle dipendenze di “ultima generazione”. Una difficoltà, dovuta ad un importantissimo fattore sociale che influenza e rafforza la sintomatologia di un disturbo dipendente, qualsiasi esso sia. Pensiamo, ad esempio, a quanti alcolisti esistono e alla creazione di campagne di prevenzione primaria, secondaria e terziaria in grado di prevenire, sostenere e aiutare la persona a smettere di bere; ma al tempo stesso, e qui il paradosso, l’alcolismo viene indirettamente influenzato e mantenuto dalla società consumistica in cui viviamo attraverso la pubblicità di bevande alcoliche e mediante la loro vendita nei supermercati. Questo ci permette di comprendere come spesso la Nuova Dipendenza, indirettamente collegata al mercato sociale, viaggia silente e non viene diagnosticata se non quando irrompe nella vita dell’individuo creando, come spesso accade, un disagio psicologico, problemi e conflitti familiari o, infine, disastrose conseguenze economiche.

Ma quali sono le Nuove Dipendenze?

In Occidente, nel corso degli ultimi anni, sono comparse nuove dipendenze, un tempo sconosciute o statisticamente irrilevanti. Oltre alla dipendenza da droghe (eroina, cocaina, alcol) e alla dipendenza alimentare (bulimia e anoressia), le nuove dipendenze emergenti sono il “Gioco d’Azzardo Compulsivo” (chi ne soffre non può fare a meno di giocare d’azzardo, fino a rovinarsi), l’”Acquisto Compulsivo” (spendere, fino a indebitarsi, per comprare merci di qualsiasi tipo, spesso del tutto inutili), la dipendenza da internet (dipendenza dalla realtà virtuale e utilizzo eccessivo della rete), la dipendenza da facebook (dipendenza da connessione, aggiornamento e controllo della propria pagina web), la dipendenza sessuale (chi ne soffre esperisce una necessità patologica ossessiva di avere rapporti sessuali o comunque di pensare al sesso), la dipendenza dalla forma fisica (pensiero fisso: il corpo definito, costi quel che costi), la dipendenza dalla chirurgia estetica (come voglio diventare? Qual è la prossima parte che cambio?). Tutti questi disturbi appartengono ad una stessa famiglia: quella delle dipendenze. Il tratto comune è la presenza di sintomi di craving (smania o desiderio incontrollabile), tolleranza ed astinenza e l’esistenza di un “pensiero” che invade la mente: un pensiero che cancella ogni altro pensiero.

Premesso che esiste una predisposizione a sviluppare una condotta di tipo dipendente, a cosa non vogliamo pensare? Cos’è che non siamo in grado di sostenere? E se fosse l’incapacità di affrontare il silenzio? In fondo, se riflettiamo appena nati siamo subito bombardati da suoni, immagini, rumori, comunicazioni e forse in questo modo perdiamo la capacità di entrare in contatto con i nostri pensieri più intimi, che diventano uno strano rumore di fondo, come se fossero altro da noi. Il dibattito è aperto! Quando puoi e compatibilmente ai tuoi impegni, resta in perfetto silenzio per almeno un’ora, senza fare nulla. Ascolta i tuoi pensieri e fai le tue ipotesi!

 

 


La Conoscenza di Se'

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LA CONOSCENZA DI SE’

(da: “Il Profeta” di Khalil Gibran)

I vostri cuori conoscono nel silenzio i segreti dei giorni e delle notti.

Ma le vostre orecchie hanno sete del suono della vostra conoscenza del cuore.

Voi vorreste conoscere con parole ciò che avete sempre saputo nel pensiero.

Voi vorreste toccare con le dita il nudo corpo dei vostri sogni.

Ed è bene che voi lo facciate.

La sorgente nascosta della vostra anima dovrà scaturire e scorrere sussurrando verso il mare;

e il tesoro delle vostre infinite cognizioni si rivelerà ai vostri occhi.

Ma non lasciate che ci siano bilance per valutare quel vostro ignoto tesoro;

e non scandagliate le profondità della vostra conoscenza con l’asta o la sonda.

Perché il vostro Io è un mare sconfinato ed incommensurabile.

Non dite: “Ho trovato la verità”, ma piuttosto: “Ho trovato una verità”.

Non dite: “Ho trovato il sentiero dell’anima”.

Dite piuttosto: “Ho incontrato l’anima in cammino sul mio sentiero”.

Perché l’anima cammina in tutti i sentieri.

L’anima non cammina su una linea, né cresce come una canna.

L’anima dischiude se stessa, come un fiore di loto dagli innumerevoli petali.

 


Spassolandia, Terra mitica!

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SPASSOLANDIA, TERRA MITICA!

Benvenuti nella terra dove tutto ciò che desideri si avvera e nulla ha un costo.

 

Ecco qualcuno che parcheggia in doppia fila, torna dopo tre ore e se c’è chi protesta perché è rimasto bloccato, fa spallucce e dice: “Cosa potevo fare? Non c’era parcheggio!”; oppure: “Quante storie! Per due minuti!” Riecco la stessa persona, tre strade più in là, bloccata da qualcuno che le ha restituito la “cortesia”. Tu ti aspetti che capisca, in fondo non c’è parcheggio per nessuno. E invece no: si attacca al clacson e cerca la rissa.

Questa persona non è una esagerazione, esiste davvero e non è la sola a vivere in un mondo immaginario: Spassolandia, Terra Mitica! Dove esistono solo diritti e nessun dovere, in cui tutto quello che desideri c’è, deve esserci, e le regole non valgono per tutti. O meglio, valgono per Te, per me dipende.

Chi vive così, inventa il mondo a proprio uso e consumo, gli altri sono solo uno strumento: importanti se utili, altrimenti farebbero meglio a togliersi di torno, che ingombrano la strada. Poi si lamenta che non ha nessun amico! Peggio per lui, si potrebbe dire. Purtroppo non è così semplice, perché queste persone sono contagiose.

Guardati intorno. Ce n’è di gente che combatte battaglie immaginarie. Qualcuno vuole uscire dal parcheggio mentre sto passando in automobile? Presto! Più veloce! Non sia mai che mi passi davanti! Mettiamoci nei panni dell’automobilista bloccato nel parcheggio. Che pensieri avrà?... “Porca paletta! Ce ne fosse uno che rallenta! Guarda questo! Ha accelerato apposta! Che bestie!”

Chi pensa di avere solo diritti, prima o poi ti pesta i piedi e questo produce una ferita. Quando questo accade, ognuno di noi accumula rabbia che prima o poi viene scaricata dove capita. “La vita è una jungla!” – penserà il nostro automobilista, - “Col cavolo che mi fermo se vedo qualcuno che vuole uscire da un parcheggio”. In più, la prossima volta non metterà nemmeno la freccia, “tanto non serve a nulla!”

Tutto questo accade di continuo: mentre fai una fila e qualcuno ti passa avanti, quando torni a casa e chi ti precede se ne va in ascensore senza aspettarti… Il contagio avanza veloce! Tu sei maleducato o aggressivo con me? Io lo sarò con lui che lo sarà con qualcun altro. Nessuno si sente colpevole, sono gli altri, tutti gli altri, i veri responsabili. Tutti contro tutti!

È un contagio. Ma non è inarrestabile.

Anche tu puoi fare delle cose. Piccole cose importanti.

Restiamo in mezzo al traffico. Rallentare per fare uscire qualcuno da un parcheggio è una piccola cosa, eppure anche in questo caso si sviluppa un contagio: un contagio benefico! Provaci, magari quando sei in giro in auto o in moto. Qualcuno deve attraversare? Fermati. Fallo passare. Nove volte su dieci vedrai una faccia stupita, riceverai un sorriso. Fermarsi è un atto di “forza gentile”, che lascia il segno.

Chi lo riceve, forse penserà che non tutti quelli che vanno in auto o in moto sono dei criminali e sarà più disponibile nei confronti del suo prossimo. E poiché ognuno di noi è “il prossimo” per chiunque, alla fine ne guadagneremo tutti.

È un po’ come “passa il favore”. Ricordi? Un film, tra sogno e realtà, di un ragazzino, Trevor, che pensando come poter migliorare il mondo inventa una "catena di gentilezza". (Clicca su "passa il favore").

Non sei convinto? Certo, ci sono persone ormai perse, impermeabili a tutto, che mugugnano contro tutti, ma tu lasciale perdere e guardati dentro, ascolta le tue emozioni, i tuoi sentimenti di fronte ad un sopruso o un’ingiustizia. Sei in collera, vero? E di fronte ad una gentilezza cosa provi? Quello che senti ti porterà ad affrontare il mondo in un modo piuttosto che in un altro: con un sorriso o un ghigno.

In fondo questi abitanti di Spassolandia non sanno che uscirne è semplice: basta accorgersi che una vita di soli diritti non è poi così funzionale; che quello che fai, fregandotene degli altri, prima o poi ti torna indietro ed in questo modo tutti vivono peggio, anche tu, non solo “quelli”.

E adesso tocca a te decidere: dove vuoi vivere? In un mondo fatto di relazioni positive e “nutrienti” nel quale c’è l’attenzione ed il rispetto per l’altro o in un mondo in cui vige l’egoismo, l’egocentrismo e dove ognuno cerca di “fregare” tutti gli altri? Se vuoi vivere a Spassolandia, auguri! In caso contrario, questo è il momento di agire e per accorgerti che gli altri esistono, provano le tue stesse emozioni, sono tali e quali a te. E poi, su, diciamolo: essere cortesi, costa esattamente come essere maleducati, ma è infinitamente più piacevole. Provare per credere!

 

 


Il futuro dietro l'angolo

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IL FUTURO DIETRO L’ANGOLO

Il progresso scientifico avanza veloce come un missile stellare. Meno di novant'anni fa, prima della scoperta degli antibiotici, ogni infezione, anche un banale raffreddore, poteva essere mortale; più di un secolo fa l’anestesia non esisteva e anche solo togliersi un dente era un evento dolorosissimo. Nel giro di pochi decenni, le vaccinazioni di massa hanno sconfitto malattie un tempo diffusissime e spesso mortali, dal vaiolo alla poliomelite. I trapianti, poi, sono un traguardo recentissimo: il primo trapianto di cuore è del 1967, il primo trapianto di una mano è praticamente dell’altro ieri. E domani? Che cosa accadrà domani? Per saperlo basta guardarsi in giro, ascoltare le notizie del telegiornale: il futuro della medicina è già presente ed è qualcosa che assomiglia alla fantascienza. Oggi esiste già la possibilità di sostituire un organo con un meccanismo, per esempio, un cuore di plastica e titanio o un orecchio computerizzato; oggi un medico australiano può operare un paziente in Africa, tramite computer e meccanismi robotici avanzatissimi; gli studi sul genoma umano (il corredo di cromosomi contenuti in ogni cellula di un organismo) promettono di rivoluzionare la prevenzione, permettendoci di intervenire sulle malattie prima ancora che queste si presentino, e gli studi sulle cellule staminali stanno già dando i primi risultati. Queste cellule, in particolare, rappresentano una vera rivoluzione. Si tratta di cellule in grado di trasformare se stesse in qualsiasi tessuto umano. Tanto per capirci, la prima cellula staminale presente nel corpo di ciascuno di noi è quella che nasce dall’incontro tra lo spermatozoo e l’ovocita, al momento della fecondazione. È un’unica cellula che si moltiplica e che formerà un essere umano completo di tutti i suoi organi e tessuti. Grazie a questo tipo di cellule, oggi è possibile riparare una cornea opacizzata o un cuore reduce da un infarto, con una semplice iniezione. Naturalmente le ricerche sono ancora in fase sperimentale e ci vorranno anni per scoprire tutte le potenzialità, ma la strada è tracciata ed è densa di promesse per migliaia di pazienti in tutto il mondo. E i trapianti? Sicuramente, domani, non ci sarà più bisogno di liste di attese, ma nel frattempo è giusto ricordare che non tutti i pazienti possono essere curati con le cellule staminali o possono ricevere organi meccanici. Oggi i trapianti sono ancora l’unica speranza per migliaia di esseri umani e per le loro famiglie. Tienilo a mente!

 


Guarda il mondo con gli occhi di un bambino

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GUARDA IL MONDO CON GLI OCCHI DI UN BAMBINO

Il mio “ultimo messaggio” di oggi (“L’infinita bellezza della natura: gioire per l’azzurro del cielo, per il profumo ed il silenzio della montagna, per l’incanto di un tramonto…”) e quello di Merlino (“Le grandi verità si rendono evidenti a chi sa guardare con attenzione.”), mi hanno fornito spunti di riflessione per il presente articolo.

Ebbene si Merlino, tutti dovremmo osservare con attenzione la realtà che ci circonda. “Ma come si fa?"

Mentre attorno a noi tutto cambia alla velocità della luce forse il modo per ritrovare la rotta è quello di tornare un po’ bambini e guardare il mondo con gli occhi semplici ed ingenui dell’infanzia. Una modalità che crescendo perdiamo e con essa la nostra capacità di stupirci, di sorprenderci ed emozionarci.

Il mondo è diventato un’abitudine... noi tutti impieghiamo anni e anni per abituarci al mondo. Basta osservare i bambini. Il mondo circostante li colpisce a tal punto che quasi non credono ai loro occhi. È per questo che continuano a puntare il dito a destra e a sinistra, a fare domande su qualsiasi cosa capiti loro di vedere. Per noi adulti è diverso. Abbiamo visto tutto tante volte che finiamo col dare la realtà per scontata.

Anche io per un periodo della mia vita osservavo tutto intorno a me come se fosse ovvio, fino a quando anziché guardare ho cominciato ad osservare, a soffermarmi su tutto ciò che entrava nel mio campo visivo. È evidente che la frenesia dei tempi moderni e la caoticità delle grandi metropoli non sono buone alleate per consentirci un’osservazione così attenta alla realtà, però essere consapevoli che in certi momenti ciò è possibile, è sicuramente un’opportunità.

Non dimenticherò mai i suggerimenti di un mio maestro che al primo anno della mia specializzazione in psicoterapia,  per abituarci all’osservazione dei fenomeni così come ci appaiono senza giudicarli ed interpretarli, chiese a me ed ai miei colleghi se ricordavamo il percorso da casa al lavoro e viceversa, o meglio i nomi delle vie, se e quali negozi c’erano, se c’erano alberi o meno, insomma se eravamo in grado di riferirgli tutto ciò che incontravamo lungo il nostro percorso.  Di primo acchito rimanemmo sorpresi dalla sua domanda, dissi tra me e me “ma sono al primo anno di specializzazione post-lauream, o in prima elementare?”. Fu, però, sorprendente notare che nessuno tra noi ricordasse i dettagli nonostante la frequenza con la quale percorreva quotidianamente quel tragitto. Fu così che incominciai realmente a comprendere dove lui volesse condurci. Da allora ho cominciato il mio training sull’osservazione fenomenologica, ho iniziato ad osservare e cogliere la realtà con occhi diversi, ad osservare i fenomeni della realtà (la natura, gli oggetti, i comportamenti, i gesti, le relazioni, le modalità comunicative, le situazioni) così come appaiono ai miei organi di senso senza entrare nel labirinto delle interpretazioni, delle categorizzazioni, dei giudizi e così via. Al principio non è facile, perché come ho scritto sopra, crescendo il sistema culturale pian piano ci disabitua a lasciarci “affascinare” da tutto ciò che entra nel nostro campo percettivo. Prova per un istante a ricordare quando eri piccolo e a come ti lasciavi sorprendere, entusiasmare e stupire dagli stimoli che attiravano la tua attenzione. Che bello era stupirsi gioiosamente!  

Perché a noi adulti non succede più? Come recuperare e riabituarci a questo modo di osservare e cogliere la realtà?

Incomincia, con un esercizio semplicissimo: prova ad osservare le piccole cose quotidiane, con consapevolezza senza farti assorbire dai tuoi pensieri, come se fosse la prima volta che le vedessi. Un suggerimento importante è non giudicare, né classificare, né interpretare, ma soltanto notare e distinguere le sensazioni e le emozioni che si provano, così come fanno i bambini. Io rimango sempre piacevolmente incantata nel vedere mia nipote di quattro anni entusiasmarsi per ogni piccola scoperta che fa… o per qualcosa di nuovo che percepisce. Mi piace osservarla quando si emoziona tantissimo ogni volta che vede un animale, quando gioca, quando mi comunica la sua gioia nel rivedermi, quando con euforia si esibisce nei suoi passi di danza classica, o ancora, vedere le sue smorfie quando assaggia qualcosa che le piace. In tutte queste circostanze, sorride radiosamente, come solo i bambini sanno fare, e a volte persino sospira per quanto forti sono le emozioni che prova.

Nonostante la tua età, comincia anche tu con questi semplici esercizi ad osservare il mondo con rinnovata curiosità, prendendo spunto dai bambini e dal bambino che sei stato. Nel momento in cui qualcosa attira la tua attenzione, lasciati sorprendere, prova ad entrare in contatto con le tue emozioni e le tue sensazioni e scoprirai nuove sfaccettature del tuo carattere e della tua personalità e forse imparerai anche a comprendere quali sono le cose che desideri veramente. Solo in questo modo potrai osservare il mondo con occhi da fanciullo, con curiosità, con sorpresa ed emozionandoti senza dare nulla per scontato. E allora traiamo ispirazione dai bambini ed impariamo, come dice la nota canzone di Povia, a fare “Ooh”! (clicca su I bambini fanno ‘Ooh’ Povia) anche di fronte alla felicità che la vita può darci nelle piccole cose quotidiane come, per esempio, …il gioire per l’azzurro del cielo, il profumo ed il silenzio della montagna, per l’incanto di un tramonto…

 

 


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  • merlino : Portare avanti e difendere non tanto noi stessi, quanto le nostre idee.
  • merlino : La speranza è quella ferma fiducia ad andare avanti, anche difronte all'assurda violenza dell'uragano, avendo fiducia di raggiungere il traguardo dove tutto sarà bene.
  • merlino : Si tratta, anche nell'estrema fragilità, e debolezza, di scegliere di amare. Non vi sono altre sorgenti inesauribili cui attingere.
  • merlino : Considera che la vittoria o la sconfitta derivano sovente dall'attenta analisi preliminare del contesto o dalla sua superficiale, grossolana mancanza.
  • merlino : La bellezza in sé è sempre estrema.
  • merlino : Impara a scoprire l'enorme potere che si concentra nell'intuizione.
  • merlino : La leadership deve essere di valori e di esempio coerente prima che di ruolo e comunque indipendentemente da esso.
  • merlino : Quando lo scontro è inevitabile,devi affrontarlo. In quel momento rilassa la tua mente.
  • merlino : Prendersi cura. Prendersi cura. Non è mai abbastanza.
  • merlino : Incessante esigenza nutrizionale, la nutrizione del cuore. È la ragione prima, il bisogno assoluto, il centro di ogni respiro. La nutrizione del cuore. Che poi significa accogliere il flusso generativo continuo dell'amore.
  • merlino : I dispensatori di verità ascoltano solo loro stessi. Evitali.
  • merlino : Sono tutti ossessionati dal management. Pochi sono interessati alla leadership. Quella vera. Che si sostanzia intanto con l'essere "per".
  • merlino : Come ogni istante rinnova il precedente e viene rinnovato dal successivo, cosi la tua vita è chiamata, proprio in ogni istante, a rinascere di nuovo, a rigenerarsi, a risplendere, di più e meglio.
  • merlino : Se analizzi la caduta, la tua caduta, trovi sempre una causa ben precisa. Ecco, su quella devi lavorare per evitare recidive, anche potenzialmente pericolose se non destruenti.
  • merlino : Difficile affermare la speranza camminando sulle sabbie mobili. Quindi attenzione ai movimenti. Perché comunque si impone uscirne fuori e vivi.
  • merlino : Difficile affermare la speranza camminando sulle sabbie mobili. Quindi attenzione ai movimenti. Perché comunque si impone uscirne fuori e vivi.
  • merlino : La svolta ci precipita nel disastro quando decidiamo di essere coerenti con noi stessi, ma al contempo ci salva da disastri peggiori.
  • merlino : Il nostro sorriso ci rende giustizia molto più del nostro pianto.
  • merlino : L'amore non accetta condizioni. Esige la resa.
  • merlino : Sperare è camminare in attesa di un avvenire positivo, realizzante, migliore del passato e del presente, percependo quale garante la vita, indipendentemente da qualunque evidenza di morte.
  • merlino : La speranza è la scelta consapevole di slanciarsi nell'infinito, indipendentemente da ogni limite.
  • merlino : La speranza rende elastica la nostra capacità di amare, cioè la dilata. Quanto più vi è speranza, tanto più si dilata la nostra capacità di amare.
  • merlino : Le insidie peggiori sono quelle che meglio si nascondono. Sii molto sensibile e attento nell'intercettare quanto prima i segni rivelatori.
  • merlino : Conta intanto su di te. Ti scoprirai molto più forte e potente di quel che pensi.
  • merlino : E' sconvolgente considerare che in ogni istante ci viene fatto dono della vita.
  • merlino : Metti a fuoco una questione prioritaria essenziale: il tuo cuore è in cerca di significato.
  • merlino : In sintesi, è tutto un viaggio dal cuore alla testa e ritorno.
  • merlino : Volgi il tuo cammino intanto verso il paese del tuo cuore.
  • merlino : Significa stare lì sulla trasformazione, ossia trasformare ogni percorso in percorso di vita.
  • merlino : La sfida? Diventare il significante del proprio significato.
  • [merlino] : Non banalizzare mai il senso sacro della vita.
  • merlino : Incomincia dalla "visione". Stabilisci, quindi, per prima cosa, verso quale traguardo intendi condurre la tua vita.
  • merlino : I valori sono i comportamenti essenziali che ti impediscono di precipitare nell'abisso.
  • merlino : Il cuore pulsante della tua vita è nell'abbraccio più forte a chi ami.
  • merlino : Non è solo elevandosi verso l'alto ma anche e sopratutto chinandosi verso il basso che si agisce autenticamente al servizio.
  • merlino : Eserciti di gentaglia marciano come predatori per saccheggiare in ogni modo possibile e immaginabile. Evitali. E se mai li affronti non avere mai timore di essere nel giusto.
  • merlino : La malattia ti mette davanti la tua identità, insieme fragile e grandiosa. Attraverso il dolore vedi la tua reale miseria e la tua immensa grandezza.
  • merlino : La menzogna uccide. Noi stessi, gli altri, chiunque. Durissimo subirne le conseguenze. Evita la menzogna e riparti da nuove verità se la subisci.
  • merlino : L'osservazione del dolore ti impegni a farti carico delle tue responsabilità, ad essere di supporto, scudo a chi soffre.
  • merlino : Il fallimento, anche più abissale,non ci impedisca di rilanciare tutto di noi verso la vita.
  • merlino : La grande difficolta' ed il sentimento di sfiducia verso noi stessi generi proprio in noi stessi buon senso e rinnovata fiducia, intesa quale determinazione forte a ripartire, quale affermazione più convinta della volontà e della necessità di non arrendersi.
  • merlino : La semplicità è conseguenza della scelta di dire di "si" alla vita.
  • merlino : Prima di preoccuparti di cambiare il mondo incomincia ad adoperarti per cambiare te stesso.
  • merlino : Siamo nella necessità di trovare il nostro equilibrio nell'ordinario, molto più che nello straordinario.
  • merlino : È questo l'istante in cui sei chiamato a sentirti vivo. E così in ogni istante.
  • merlino : Stare insieme a chi ami non ha prezzo. È il valore più alto incarnato. L'amore è unione con l'amato.
  • merlino : Subire all'improvviso l'annientamento di sé stessi. In un attimo non siamo e rischiamo di non essere tu. Sono le occasioni più importanti per ascoltare il silenzio, fermare il tempo, rigenerare la vita.
  • merlino : La nostra società è ampiamente in crisi perché non riusciamo a rispettare neanche noi stessi.
  • merlino : La stanchezza ti chiama a recuperare energia vitale. È il tempo prezioso della ricarica. Una opportunità straordinaria di rigenerazione. Fai buon uso della tua stanchezza.
  • merlino : Occorre trovare vive in noi la bellezza e la determinante importanza prima di perdere tutto, e non dopo. Siamo ricchi e non lo sappiamo.
  • merlino : La forza interiore deriva dal tuo amore più profondo. Obbedisci a quella infinita profondità. Tutto il resto è un accessorio passeggero.
  • merlino : È proprio l'attimo di smarrimento il pretesto per farti fuori. Sii sempre sulla riga e non deviare. Questo è un tempo in cui non sono consentiti cedimenti.
  • merlino : Un attimo. Un attimo e perdi tutto. Pre-vedi. Evita l'attimo della caduta. Fai questo immane sforzo.
  • merlino : Ovunque tu vada, vai verso la vita. Fattelo dire da chi vede morire tutti i giorni.
  • merlino : Fa parte della tua integrità mantenere le promesse.
  • merlino : La forza in te ti consente di compiere prodigi. Devi solo crederci.
  • merlino : Non perdere tempo a ritenere che siano gli altri a doverti promuovere.Tocca a te promuovere te stesso.
  • merlino : La tua salute va privilegiata come bene supremo da tutelare. Non riscoprire il suo valore quando compromessa.
  • merlino : L'essere in vita è lo stato di grazia indispensabile per poter ricreare, a partire da ciascun istante, tutta la nostra vita.
  • merlino : Il mistero della morte è l'evidenza che pare infrangere in ultimo il respiro della vita. In realtà è la Vita che avvolge la morte e che dall'interno della sua mostruosità la rigenera in vita, più grande, infinita. Strada stretta, antinomia di logica e biologia: chiamala fede.
  • merlino : Si ricomincia ogni giorno. Si cade e ci si alza. Ma questa sia la tua costante tensione, oltre qualunque reiterata fragilità: preoccupati ogni giorno di amare di più.
  • merlino : Si tratta dell'unica priorità: metti al centro la Vita. La Vita al centro di tutto. La vita nell'Amore. La Vita che nell'amore è più forte della morte.
  • merlino : Se ti decidi per la vita non potrai essere distrutto, nemmeno da qualsiasi crollo delle illusioni.
  • merlino : Costruisci la tua vita su un fondamento che sostiene.
  • merlino : Non è un altro giorno. È un giorno in meno. Vivilo in pienezza.
  • merlino : Sperare è saper cogliere la primavera nell'inverno.
  • merlino : Vi sono piani di realtà di cui non puoi non tenere conto. Di cui devi tenere conto.
  • merlino : Prendere le distanze da ciò che non si condivide è di fondamentale importanza per recuperare ed espandere forze e ricchezze di vita.
  • merlino : Il dramma è doversi sopportare i bugiardi cronici istituzionali. Rispondi con l'esempio corretto. E tante volte meglio senza proferire verbo. Esempi lampanti. Nulla più.
  • merlino : Inutile e pericoloso rispondere istintivamente alle offese se non hai le idee chiare e la corretta comprensione della forza reale del tuo avversario. Aspetta, valuta, verifica e solo quando nelle reali possibilità di replica efficace rispondi a tono.
  • merlino : Devi farti sempre trovare pronto, lucido, reattivo. La sofferenza irrompe quasi sempre inaspettata nella vita. Nessuno è esente da questa sgradevolissima irruzione. Rimani quindi pronto a reagire e ad agire.
  • merlino : Siamo chiamati a nutrirci creativamente dello smisurato prodigio della vita.
  • merlino : Il nostro corpo e la nostra esistenza sono profezie di un amore incondizionato.
  • merlino : Non ti colpevolizzare se vieni rifiutato. Riparti dalle ceneri e persino da esasperazione e disperazione. Ma riparti. Nel flusso della vita. Nel dono nuovo della vita.
  • merlino : La stanchezza estrema ci porge con nitida chiarezza l'evidenza della nostra finitudine e insieme la nostra capacità di rinascita.
  • merlino : Spiegano ciò che non vivono, e vi è anche chi li ascolta.
  • merlino : Il distacco aiuta a comprendere la tua verità, e a scegliere per viverla nella sua pienezza.
  • merlino : Assapora il gusto di vivere nell'amore. È unico. Ti rende vivo.
  • merlino : Semplifica. Essenzializza. Vai all'irrinunciabile determinante. Dai al tuo tempo sostanza piena e traboccante di vita.
  • merlino : Consuma solo ciò che ti è necessario. Ciò che ti rende felice non può essere acquistato.
  • merlino : Incoraggia e supporta sempre, senza nulla chiedere in cambio, il talento altrui. Il tuo passare sia germinativo di una umanità migliore.
  • merlino : Prima di decidere valuta con attenzione il contesto esterno in cui produrranno gli effetti delle tue decisioni.
  • merlino : Non si condivide a parole.
  • merlino : Trova la forza nell'irrinunciabile.
  • merlino : Le tue parole siano donatrici di speranza.
  • merlino : Le due alleanze difficili da rispettare, quella con il passato e più ancora quella con il futuro.
  • merlino : La speranza ha un laboratorio sperimentale. Si chiama perseveranza.
  • merlino : Non abbandonare a metà l'opera intrapresa.
  • merlino : Vieni ostacolato dal malaffare? Consideralo un alto onore.
  • merlino : Tutti pronti a combattere nascosti dietro la tua schiena.
  • merlino : L'amore si volge indietro e impara, nel presente da' tutto senza riserve, ma per sua natura è aperto al futuro, guarda lontano e con coraggio si avvia, qualunque sia il tempo, verso il domani.
  • merlino : Accetta battute d'arresto. Fai di una sconfitta tesoro di espansione di vita. Proteggi il tuo amore. Respira immensità sotto le stelle.
  • merlino : L'incompiutezza ti sia alleata. Una profonda umiltà sia la tua strada maestra. Con passione e pazienza vivi, accogli e crea, durante il giorno e la notte, meraviglie nel tuo cammino.
  • merlino : Si parla troppo di gestione e quasi nulla di risultati.
  • merlino : Ciò che puoi e devi imparare solo a tue spese:la responsabilità.
  • merlino : Non rinnegare la tua verità se a causa di essa dovrai subire ingiuste e pesanti ostilità.
  • merlino : L'amore obbedisce solo a se stesso e nella finalità di se stesso.
  • merlino : Ci si rompe in ogni momento. Ci si deve curare in ogni momento.
  • merlino : Non credere quando ti dicono che la perfezione non esiste. Io l'ho incontrata, vissuta, abbracciata.
  • merlino : Fai attenzione ai professionisti del muro a tutti costi, delle barricate a prescindere. Evitali. Ignorali. Affrontali solo quando sai di essere nel giusto e di avere le spalle sufficientemente larghe.

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