Cerchiamo noi tutti una accelerazione piena della nostra vita.
Non vediamo, infatti, l’ora che si realizzino i nostri sogni, le nostre speranze, i nostri desideri.


Avvertiamo, con intensità sempre maggiore, il bisogno di giungere al compimento di ciò che in noi vuole essere vissuto sino in fondo.
In questo, non ci piace aspettare.
Vogliamo tutto, e poi ancora più tutto, e poi ancora di più. E così via.
Questa incessante “pressione” dall’interno della nostra intimità ci porta a pensare, con velocità sempre crescente, che aumentando i ritmi, raddoppiando gli sforzi, incentivando la nostra “velocità esistenziale”, i risultati attesi arrivino prima e meglio.
Invece, è esattamente il contrario.
La mancanza di spazi di riflessione, di ascolto verso noi stessi, di comprensione più approfondita della realtà che è in noi ed intorno a noi ci porta, giorno dopo giorno, a conseguenze pesantemente fallimentari.
La nostra vita può accelerare, e portare frutto, solo se, al contrario, rallentiamo, se non proprio quando impariamo, finalmente, a fermarci.
Rallentare, fermarsi, quando serve, ha, invece valore assoluto, per consentirci di mettere bene a fuoco i nostri obiettivi, di capire chi, che cosa, come e quando vogliamo diventare di più, e meglio, noi stessi.
La frenesia dei nostri pensieri ci assilla, ci tormenta, non ci lascia in pace.
L’alta velocità dei nostri ragionamenti, la vera e propria fuga, più o meno inconscia, dalle nostre ansie, dalle nostre paure, si traduce, spesso, in comportamenti alterati.
Basta un istante, un solo istante, ed il pensiero sbagliato diventa azione sbagliata.
La “fuga in avanti” diventa “corsa in avanti”, la visione offuscata diviene percezione alterata, gesto da evitare, a volte correggibile, a volte, purtroppo, no…
Quando non vediamo più bene all’interno di noi, non vediamo più bene fuori di noi.
Quando non vediamo più bene la strada, non vediamo più bene noi stessi e l’altro sulla nostra strada.
Così, dalla vita in fuga si assiste alla fuga della vita.
L’ora che fugge diviene l’ora che viene.
Così, esattamente così, per tanti di noi dalla vita si presenta, all’improvviso, la morte.
Il messaggio di questa settimana, “la tua vita accellera solo se rallenti per costruire”, ci invita a rivedere la nostra strategia esistenziale: se vogliamo costruire, se vogliamo davvero accelerare, in modo entusiasmante, fertile, autenticamente realizzante, dobbiamo, innanzi tutto, quale unico metodo che possa garantire, con certezza, il successo, rallentare, “respirarci a fondo”, più tranquillamente, riconsiderarci, in maggiore profondità, calma, lucidità, ad un ritmo assai più lento.
A partire da quando siamo in macchina, ma non solo…“la tua vita accellera solo se rallenti per costruire”

Mario Balzanelli
Leaeder Project Campagna

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 19 Agosto 2009 09:25 )