Sulla strada della vita viviamo, spesso, il tempo della decisione come un momento tormentato.
Presi, come siamo, dal timore di compiere scelte sbagliate, o, addirittura, di non sapere affatto cosa scegliere, in un determinato momento, davanti ad una qualsiasi prospettiva, tendiamo, spesso, ad esitare, a procedere a tentoni, a prendere tempo.


Così la vita ci scorre tra le mani mentre, impegnati a capire cosa e come decidere, in ultimo, non decidiamo.
Decidere presuppone avere le idee chiare su che cosa decidere.
Decidere presuppone avere degli obiettivi e, particolarmente, degli obiettivi chiari.
Sulla strada delle scelte, poi, focalizziamo, spesso, se non di continuo, la nostra attenzione su tutto ciò che è intorno a noi, esterno a noi, diverso da noi.
Eppure la vita ci chiede, innanzi tutto, di fare una scelta fondamentale.
La vita ci chiede di scegliere noi.
Sì, di esercitare una opzione fondamentale: scegliere, innanzi tutto, noi stessi.
Scegliere di volerci bene, di volerci felici, capaci di sviluppare e di proteggere noi stessi.
La strage degli incidenti stradali ci dice, invece, giorno dopo giorno, assai chiaramente, che facciamo tutto il contrario.
Non siamo consapevoli che, dati alla mano, ogni qualvolta ci mettiamo in macchina dobbiamo fermarci un istante, prima di partire, e scegliere: scegliere, assolutamente, di vivere, scegliere di vivere ancora, scegliere, con la massima determinazione, di tornare a casa sani e salvi, perché non è affatto scontato; scegliere, pienamente, noi stessi, scegliere, insieme a noi, gli altri.
All’inizio di ogni settimana, i bollettini dei morti e dei feriti della settimana precedente ci lasciano nello sconcerto più totale, con tantissimi di noi nella disperazione più totale, in una lacerazione paurosa e senza rimedio.
Davanti a questo orrore - in piena crescita - occorre affrontare e rompere, spezzare, inesorabilmente, le catene dell’indecisione e, come uomini, come persone, scegliere, in modo netto, chiaro, deciso.
I tempi ci chiedono di schierarci, o dalla parte della vita o dall’altra. Senza mezzi termini.
Scegliere noi stessi, scegliere gli altri significa rivisitare, in profondità, il nostro modo di pensare, il nostro comportamento concreto, alla guida e non, significa centuplicare ogni attenzione nella pienezza consapevole di ogni istante, valorizzare in modo significativo ogni gesto orientato ad assicurare la più efficace nostra ed altrui protezione, significa non cedere – mai - alle maledette, puntuali tentazioni del sorpasso azzardato di ripicca, dell’inseguimento folle finalizzato a dimostrare chi sia il migliore, significa avere l’umiltà e la saggezza di non rispondere alle mille provocazioni ingiuriose degli imbecilli, significa pensare a noi ed ai nostri cari ogni qualvolta ci sentiamo vinti dalla fretta, schiacciati ed azzerati nella nostra lucidità dalla bugiarda necessità di correre.
Il messaggio di questa settimana, “scegli te, scegli me” sottolinea che la vita di ciascuno di noi è intimamente, indissolubilmente, magicamente legata, unita, fusa a quella di tutti noi.
Il messaggio ci invita a scegliere, per la vita, a sceglierci, nella vita, ad essere autenticamente abbracciati ad essa.
Il messaggio “scegli te, scegli me” ci esorta ad abbandonare ogni torpore, ogni indecisione, ogni tentennamento, ci chiede di dimostrare, finalmente, davanti a questo impressionante mare di sangue, il coraggio, la determinazione, l’orgoglio, la convinzione dell’ineluttabile necessità di doverci schierare – in modo strenuo – in concreta, tangibile, inesauribile difesa della vita.
La strage aumenta. La nostra scelta sta incominciando ad affrontarla.

Mario Balzanelli
Leader Project

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 19 Agosto 2009 09:27 )