TARANTOSERA

«Ci vuole un’altra vita»

sabato 28 giugno 2008

 

«3.600 morti su 6.000 sarebbero evitabili se solo riuscissimo a prevenire gli incidenti stradali». Mario Balzanelli, responsabile del 118 Taranto, snocciola le tragiche cifre.

Sono i numeri che macchiano di sangue le strade, soprattutto quelle tarantine, scenario di una agghiacciante escalation mortale. Cosa si può fare per fermare questa strage? «Manca a livello europeo un modello efficace di prevenzione. L’U.E. aveva fissato nel 50% la riduzione dei morti da incidenti stradali entro il 2010. L’Italia ha già fallito”. E a Taranto? Che risultato ha dato l’iniziativa “Un messaggio per non morire”? «Dopo uno studio di due anni abbiamo compreso che il modello più efficace è quello di un coinvolgimento capillare della popolazione. Gli aspetti motivazionali sono più importanti di quelli re-pressici. Di qui è nata la nostra iniziativa, che ha visto l’adesione della Provincia, di Musica e Parole di Studio 100. Purtroppo dopo un anno di attività dobbiamo registrare che non c’è stata nessuna riduzione statisticamente significativa nel numero dei morti, degli incidenti, dei feriti gravi. Anzi, a Taranto il numero dei morti è aumentato del 6% rispetto al 2% nazionale. L’unico dato confortante è che nel fine settimana a Taranto abbiamo avuto 6 morti in meno e 19 feriti gravi in meno rispetto al 2007. Questo significa che i giovani, quelli del popolo della notte, si sono mostrati più sensibili ai nostri messaggi». Le cause degli incidenti? «La condizione disastrosa della rete stradale, la tensione nervosa più elevata nella popolazione. Poi c’è bisogno di un maggiore controllo e di un ulteriore perfezionamento della rete assistenziale sanitaria». E alcol e droga? «Incidono solo nelle ore notturne del fine settimana, ma in tutti gli altri giorni il condizionamento è nel divenire frenetico, ansiogeno e psichicamente iperstressante della nostra corsa quotidiana nella quale siamo inesorabilmente in ritardo: è questo che uccide». Sta dicendo che per morire meno sulle strade dovremmo cambiare il nostro modo di vivere? «Occorre promuovere una svolta culturale orientata ad una nuova filosofia di vita, che va vissuta senza essere costretti a scoppiare in questo caos esistenziale. Noi raddoppieremo gli sforzi». Enzo Ferrari