TARANTOSERA

Il popolo della notte ha creduto nei messaggi

sabato 28 giugno 2008

 

Un anno di attività non è molto. Ma abbastanza per dire che “Un messaggio per non morire” qualche piccolo risultato l’ha ottenuto. Non grandi numeri, ma aver registrato sei morti in meno nel popolo della notte è quasi un miracolo.

Due siti internet, una trasmissione tv settimanale, 100 mila volantini con dieci messaggi diversi, otto eventi culturali per promuovere una nuova filosofia di vita, incontri con gli studenti in sei scuole superiori sono solo una parte del rendiconto di questa encomiabile iniziativa che, per la prima volta in modo organico, ha cercato di affrontare quello che il dottor Mario Balzanelli, anima del progetto, definisce «un mostro gigantesco». Il 118 ha cercato di affrontare il problema direttamente sul campo e cioè davanti alle discoteche, il luogo dove troppo spesso gli azzardi della giovane età si traducono negli effetti devastanti riportati nei bollettini di morte del giorno dopo. I volontari del servizio di soccorso sono stati dislocati all’esterno delle discoteche a svolgere una preziosa opera di persuasione, invitando i giovani a non mettersi alla guida se durante la notte si è alzato un po’ troppo il gomito. Anche gli animatori del popolo della notte ci hanno messo del loro: messaggi fra un brano e l’altro e proiezione di videopromozionali per indurre tutti a non esagerare, perché dopo la notte c’è il giorno che t’aspetta. E se qualche morto in meno c’è stato, vale la pena insistere.