TARANTOSERA

«Inaccettabile il furto ad un morto»

sabato 7 marzo 2009

Gentile direttore, leggo quasi regolarmente il suo quotidiano on line dalla lontana Danimarca ( non solo geograficalmente ma soprattutto culturalmente e come modo di vivere ). Non posso che unirmi al disgusto del Dottor Mario Balzanelli ed aggiungere che questi episodi, forse, accadono solo nei paesi del Terzo Mondo. Se si é arrivati a derubare un moribondo bisognoso di soccorso, siamo realmente alla frutta e nessuna emergenza sociale può giustificare tale gesto! Questi episodi fanno solo capire come Taranto sia caduta nel baratro dell’emergenza sociale dove povertà, degrado, delinquenza si mischiano in un pericoloso cocktail. Ogni volta che vengo a Taranto vedo che nulla cambia in meglio, nessun passo avanzi, anzi molti passi indietro. Purtroppo vivendo fuori il mio senso di criticitá si é acuito e a differenza della gente che vive la quotidianitá a Taranto, e forse anche abituata/rassegnata, vedo con preoccupazione questi orrori. Si usa dire che una volta raggiunto il fondo del barile non si puó che risalire, ma a quando questa risalita? Quanto é profondo il nostro barile? Distinti saluti Dr. Luca Clary Copenaghen ---------------------- Gentile lettore, il tunnel di Taranto è profondo quanto è lontana da noi la civiltà del paese da cui ci scrive. Purtroppo Taranto non riesce a fare passi in avanti, anzi, spesso diciamo che si tocca il fondo per poi ritrovarci a pensare che si è cominciato anche a scavare. Negarlo non aiuta la città. L’episodio a cui si riferisce ci ha sdegnato come cronisti e uomini. Per questo abbiamo deciso di dare quell’evidenza, ma anche perchè coltiviamo la speranza che il disgusto della gente perbene serva da monito agli sciacalli.