TARANTOSERA

A scuola di primo soccorso

giovedì 23 ottobre 2008

Mai come in questo caso la scuola può essere “maestra di vita”. «La Scuola italiana — spiega Mario Balzanelli — deve tornare al più presto, nel solco della sua grandissima tradizione culturale, ad essere “maestra di vita” e non rischiare di scivolare, progressivamente, in attività moltiplicate di docenza, pur valide, di per sé, ma inefficaci a fare l’uomo, a fare il cittadino, a fare il cittadino italiano». Ecco allora uno strumento, preziosamente utile per fare l’uomo: insegnare il primo soccorso nelle scuole. «Il Primo Soccorso — dice sempre Balzanelli — rappresenta il primo aiuto alla vittima di un qualsiasi malore e trauma in attesa di personale specificamente qualificato, rappresentato dall’arrivo, sulla scena dell’evento, di un equipaggio del Sistema 118. L’art. 593 del Codice Penale stabilisce l’obbligo di prestare soccorso. Il quesito diventa ovvio: come fa il cittadino a fare, e peraltro a dover fare, qualcosa che ignora?». Di qui la necessità di insegnare il primo soccorso che può rivelarsi determinante per salvare una vita umana. Le cifre sono impressionanti: «Ogni giorno, in Italia, 164 persone muoiono improvvisamente a causa di un arresto cardiaco, il quale può insorgere addirittura senza la comparsa di un qualsiasi malore. E’ dimostrato, scientificamente, a livello internazionale, che un massaggio cardiaco iniziato entro i primi 3 minuti dall’insorgenza dell’arresto cardiaco, ed una scarica elettrica, erogata – sul torace del paziente – da un defibrillatore semiauto–matico, possono contribuire, in modo statisticamente significativo, a salvare, senza esiti neurologici invalidanti, oltre il 50% di questi pazienti. Ogni giorno, in Italia, muoiono, all’improvviso, almeno 61 italiani, a causa di un trauma, prevalentemente sulla strada, in casa, o durante l’attività lavorativa. E’ dimostrato, scientificamente, a livello internazionale, che un intervento assai tempestivo di Primo Soccorso, particolarmente in riferimento alle manovre di apertura delle vie aeree superiori e di emostasi di emergenza delle principali emorragie esterne, può avere valore determinante nel salvare almeno il 25% di questi pazienti». In conclusione: «Se il Primo Soccorso può, realmente, salvare una vita, il cittadino deve essere, istituzionalmente, messo in condizione di salvare una vita»