TARANTOSERA

«Fabio un esempio di vita»

martedì 5 agosto 2008

 

«Ogni angolo della città ci ricorda Fabio, la sua allegria, il suo carattere mite che lo faceva essere amico di tutti».

Con le parole rotte dalla commozione Gaetano Limer ricorda suo figlio Fabio, precipitato alle prime luci del mattino il 25 agosto del 2005. A quasi un anno dalla morte del 32enne sottuf¬ficiale di Marina, gli amici ed il mondo della Taranto by night gli dedicano un memorial. Domani, 6 agosto, all’Art Café Parco Archeologico di Saturo, l’evento “Tintarella di luna” sarà dedicata a Fabio Limer. Nella serata, che prenderà il via alle 21.30, si alterneranno i dj Guido Balzanelli, Goffredo Sansovito e Alex Campese. L’incasso del biglietto d’ingresso sarà devoluto in beneficenza all’Associazione italiana contro le leucemie - linfomi e mieloma. «Ricordare mio figlio può essere un’occasione di riflessione per tutti i giovani - commenta il signor Gaetano - perché facciano attenzione quando si trovano alla guida, nel rispetto della propria vita e con la consapevolezza che i genitori sono a casa in ansia per i propri figli». Il papà di Fabio ricorda, come se fosse ieri, i momenti drammatici di quella maledetta mattina del 25 agosto 2007. «Avevo aspettato Fabio alzato come sempre faccio quando i miei figli escono la sera. Alle 6.30 sono uscito ed in casa è rimasta mia moglie. E’ stata lei ad aprire la porta, appena un quarto d’ora dopo, alla polizia che veniva a comunicarci la notizia della sciagura. Non ha nemmeno aspettato che gli agenti parlassero, aveva già capito tutto. Una madre ha il sesto senso ed un legame viscerale con i propri figli. Questo anno trascorso senza Fabio è stato lunghissimo, ogni giorno è uguale all’altro. Certo io e mia moglie non distraiamo la nostra attenzione dagli altri nostri due figli, uno ha 20 anni e l’altro 25, ma il pensiero di Fabio è costante, abbiamo il cuore infranto. Quando la sciagura di perdere un figlio in un incidente d’auto è toccata a me ho compreso il dolore che, prima di me, hanno provato tanti genitori. Non si è più gli stessi, un dolore del genere ti marchia a vita. Fabio è dovunque, in ogni angolo della città, nei visi e negli sguardi dei suoi amici, che sono tanti e che spesso incontriamo per strada. Aveva un carattere mite e gentile, era impossibile non essergli amico». Angela Todaro