Convincere.

Viene dal latino “cum – vincere”, che significa “mezzo per vincere” ma anche “vincere insieme”.

Convincere.

Mezzo per vincere.

Sembra che vincere sia diventato una vera e propria ossessione.

Ovunque ricette, slogan, percorsi formativi dedicati.

Vincere è bello, vincere fa la differenza, vincere è d’obbligo.

Quindi competere è inevitabile, superare l’altro è ineludibile, affermarsi sull’altro è imprescindibile.

Altrimenti, ahimè, non posso vincere.

La ricerca del vincere diventa, purtroppo, ricerca spasmodica, convulsa, dei mezzi per vincere.

La storia dell’uomo genera, in tal modo, i primati millenari della ricchezza, del possesso, del denaro.

La storia dell’uomo partorisce, al riguardo, gli abissi permanenti di violenza, diretta e indiretta, imposti brutalmente per strada o, con maggiore eleganza, nelle sedi istituzionali, vestendo in giacca e cravatta.

La storia dell’uomo promuove le logiche spietate di dominio e di supremazia, individuali e collettive, nazionali e continentali, planetarie.

Vincere diventa possedere sempre di più, a tutti i costi, inevitabilmente, e quindi levare a qualcuno, magari il necessario, per prendersi comunque e ancora di più, magari il superfluo.

Convincere.

Mezzo per vincere.

Abbiamo scelto i soldi quali fine sostanziale del nostro esistere, l’economia quale misuratore reale del benessere, la finanza, quale parametro assoluto di riferimento su cui realizzare il destino nostro e, più ancora, dei nostri figli.

Oggi le guerre dei ricchi non si fanno solo con i mitra e con i missili quanto, principalmente, mediante la progressiva espropriazione di sovranità dei popoli da parte di un ristrettissimo numero di lobbies finanziarie internazionali mediante il meccanismo del debito.

Non ti pieghi al mio dominio?

Non mi cedi la tua sovranità, la tua libertà, il tuo diritto – dovere a decidere di te stesso?

Perfetto, ti chiudo il rubinetto.

Ti taglio i viveri.

Ai tuoi figli affamati porterai da mangiare a fine mese i tuoi principi morali.

Così tutti a vendersi o, comunque, a piegarsi.

Convincere.

Mezzo per vincere.

Momento difficile, drammatico, della nostra storia.

Vivo ogni giorno da vicino, in prima persona, il dramma del dolore e della morte.

Mi rendo conto, ogni giorno, che vivere significa, più semplicemente, prendersi cura, stare vicino a chi soffre, supportare – con tutto il cuore – chi non ce la fa.

Non ho mai visto nessuno, in punto di morte, laddove lucido, consapevole, in quegli attimi tremendi, rimpiangere i propri soldi, i propri averi, i propri titoli, le proprie ricchezze, il proprio conto in banca.

Assolutamente no.

Quando si muore, quando si è consapevoli di morire, cerchi chi ami, solo chi ami, il contatto, anche visivo, il calore, anche quello immenso che si irradia tenendosi mano nella mano.

Quando l’uomo si congeda dalla vita, emerge il senso assoluto della sua vita, l’amore.

La vita della vita.

Convincere.

Mezzo per vincere.

Lasciar perdere i dettami culturali più perdenti che unicamente producono il nostro fallimento plurimillenario.

Congedarsi dalle chiacchiere e dal frastuono di una propinata visione della storia che ad arte propone e impone polarità esistenziali invertite, quindi atroce sistematico inganno.

Distaccarsi dalle inautenticità radicali di sistema che avvelenano scientemente e di continuo il corso degli avvenimenti.

Ripartire dalla notte in cui ci troviamo.

E decidere una buona volta di attraversare con coraggio questa notte.

Guardare a questo istante di tenebre con un silenzio vero, capace di fermare il tempo.

Scendere senza remore, senza compromessi, nella sua profondità infinita.

Inabissarsi nel buio dell’ora certa alla ricerca personale della nostra verità, verità di viventi, verità di morenti.

Fare scelta corale di silenzio davanti al mistero, che piaccia o meno, si agita e pulsa in noi.

Convincere.

Mezzo per vincere.

Ripartire dall’evidenza, nuda e cruda, esattamente da ciò che è.

Entrare nel cuore di questo silenzio, spingersi oltre i confini di questa notte.

Un sepolcro vuoto si offre a mille considerazioni.

La scienza ne esclude categoricamente una.

Nessuna vita può tornare indietro dalla morte.

Penso e ripenso, ogni qualvolta constato un decesso.

Un pezzo di carta che spiega, motiva e certifica.

Una bara che viene sigillata.

Si chiude una storia.

Cosi è se ci pare, e anche se non ci pare.

Scacco matto.

La vittoria è diventata sconfitta.

Il mezzo per vincere è diventato strumento di resa.

Evidenza ultima di annientamento.

Convincere.

Vincere insieme.

Ma che significa vincere?

Significa, per me, aver realizzato noi stessi, in tutto il potenziale vero, reale, della nostra vita.

Vincere significa, per me, aver dato tutto.

Tutto senza riserve.

La vittoria dell’uomo è nell’amore, è nel vero incondizionato amore.

Vincere quindi diventa amare e pertanto amare in tutto, per tutto, attraverso tutto.

Nei limiti, oltre i limiti.

Oltre la caducità di noi stessi.

L’unica vittoria possibile è la vittoria dell’amore.

Vinciamo insieme se ci uniamo concretamente, oggettivamente, tangibilmente, significativamente, affidabilmente, in questa prospettiva.

Vinciamo insieme se nei fatti costruiamo, generiamo, nutriamo, la civiltà dell’amore.

Convincere.

Vincere insieme.

Ritrovare in noi stessi la civiltà dell’amore.

La luce oltre il buio.

L’altro diventa mio fratello.

I beni sono in nostra funzione e non viceversa.

La disuguaglianza su scala mondiale deve essere abbattuta.

L’economia deve essere strumento di bene condiviso e non di dominio del più forte sul più debole.

La ricchezza è nella realizzazione integrale dell’uomo nella pienezza dell’amore e non nei soldi.

I cristiani, così come gli atei, gli agnostici e i credenti di tutte le altri religioni, hanno il diritto di vivere e di prosperare in pace e non devono più vivere il crescente orrore di essere sistematicamente fatti a pezzi, crocifissi, decapitati, seppelliti vivi, smembrati da innumerevoli esplosivi, senza che nessuno - tra i più disgustosi cialtroni che credono di essere i giustizieri del mondo - muova un solo dito.

Convincere.

Vincere insieme.

Notte al cimitero.

La morte impone il silenzio.

Chi ha dato tutto si è svuotato di tutto.

Non ha più niente.

Anche la logica si congeda.

Inizia il banchetto delle larve.

Pure oggi, ho trovato laggiù, ancora una volta, quaggiù, qui davanti, così fedele, eco, richiamo, musica dal profondo.

Respiro di vita.

Inedito, più forte, sconvolgente, eterno.

Lo sento, lo percepisco, te ne parlo.

Non dimentico.

Vincere è la vittoria dell’amore.

La sconfitta della morte.

Per me, per te, per tutti.

 

Buona Pasqua!!!

 

Mario Balzanelli

 

 


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