Riconoscere e accettare le emozioni


Posted by: i.amati in MyBlog on Lug 15, 2010

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RICONOSCERE E ACCETTARE LE EMOZIONI

L’emozione è una sensazione che nasce dentro di noi e che si manifesta esternamente. Gli autori che si sono occupati dell’argomento non trovano un accordo sul numero delle emozioni, ma tutti considerano come emozioni di base: la paura, la collera, la gioia e la tristezza. Per alcuni, le emozioni sono il motore della vita, ma quello che è certo è che esse sono in stretto rapporto con la vostra vita relazionale. Si tratta di un fenomeno innato e naturale non controllabile, che non possiamo impedire. Ciò che caratterizza un’emozione, è:

·         il fatto di nascere in modo rapido;

·         di essere involontaria;

·         di seguire ad un evento specifico;

·         di avere una durata limitata nel tempo.

Le emozioni giocano un ruolo essenziale nelle relazioni interpersonali e nella comunicazione affettiva. Tutti gli uomini, qualunque sia la loro origine, provano delle emozioni. Per tutti, le manifestazioni corporee che le esprimono sono le stesse: aumento del battito cardiaco, aumento o abbassamento del ritmo respiratorio, pallore o rossore, modifiche ormonali, espressioni del viso. A causa delle manifestazioni facilmente reperibili, che da esse nascono, è difficile nasconderle ed è per questo che comunemente si dice che le emozioni “ci tradiscono”. Consideriamo un’emozione forte comune: la paura. Abbiamo tutti paura – o abbiamo avuto paura – di qualche cosa nel corso della nostra esistenza. Aver paura è naturale, ed è anche utile, se la situazione lo richiede. Quando siamo di fronte ad un pericolo potenziale, la paura crea nell’uomo una serie di condizioni fisiche e mentali che gli permettono di affrontarlo. Nel caso di una paura giustificata, tutto il corpo si mette in allerta massima: i muscoli sono pronti, la vista migliora, le funzioni corporee non necessarie alla fuga o al combattimento perdono di importanza. In questo caso la paura è sana e diventa persino auspicabile. Succede anche che la paura è troppo forte e produce degli effetti contrari: ci può portare alla paralisi, i muscoli sono tetanizzati (contratti) e la vista si offusca. Non riusciamo quindi a far fronte al pericolo. Si vede perciò a che punto il corpo, anche nelle sue funzioni essenziali, è legato alle emozioni. Succede anche che la paura persiste in maniera continua, anche quando non esiste più il pericolo. Questa paura senza fondamento diventa un problema che può impedirci di condurre una vita normale. Tutte le emozioni hanno una funzione ben precisa. La gioia permette di gestire le situazioni che vanno a buon fine. Si esprime con un sorriso “vero” che si distingue dal sorriso “falso”, perché i muscoli facciali si contraggono in modo spontaneo. Essa può essere percepita soltanto quando altre emozioni (paura, tristezza, collera) sono assenti e il corpo è disteso e sereno. La collera interviene per gestire le questioni di territorio e per organizzare la difesa quando ci si sente invasi. Essa si manifesta con delle espressioni di attacco, mettendo in movimento tutte le parti del corpo, affinché siano pronte per servire in caso di bisogno. La tristezza è necessaria per gestire gli affari di perdita e si manifesta con il desiderio di ritirarsi e di restare soli per elaborare il lutto che ogni separazione definitiva impone. I muscoli si rilassano mentre in genere quelli della zona orbitale si contraggono. La paura, che abbiamo visto, è necessaria nei momenti di pericolo o sentiti come tali. Tutte le emozioni sono le benvenute nella vita di tutti i giorni, perché hanno un ruolo importante da svolgere, ma possono anche diventare invalidanti, quando invece di accompagnarci, ci invadono e ci rendono la vita difficile. Al giorno d’oggi siamo in molti a non saper gestire in modo corretto le nostre emozioni: cerchiamo di tenercele dentro e di non mostrarle. Da questi atteggiamenti, nascono i luoghi comuni, per cui non sta bene piangere o arrabbiarsi davanti agli altri, farsi vedere tristi o troppo contenti e tanto meno dire “ti voglio bene” ai propri cari! Malgrado queste false credenze comuni, è molto più costruttivo considerare come normale e giustificato:

·         essere tristi e piangere quando, per esempio, il /la fidanzato/a ci lascia per un’altra persona;

·         esprimere l’amore verso i propri figli anche attraverso le parole;

·         urlare quando se ne prova il bisogno, come quando siamo arrabbiati;

·         essere pieni di gioia quando riceviamo un riconoscimento;

·         tremare dopo aver rischiato di ferirci durante un incidente.

Ci può capitare anche di voler rifiutare di vedere le emozioni che gli altri esprimono: spesso scappiamo dinanzi a queste manifestazioni perché le emozioni ci mettono a confronto con una realtà che non vorremmo vedere. Dalla negazione delle emozioni possono nascere frasi del tipo:

·         Va bene, va sempre tutto bene.

·         Non c’è nessun problema.

·         Nella vita non bisogna darsi troppa retta, non è necessario ascoltarsi.

Quando non c’è chiarezza né trasparenza nella gestione delle emozioni, non possiamo far nascere o mantenere una relazione sana e costruttiva. Prima o dopo questa mancanza di chiarezza nei nostri confronti e verso gli altri creerà dei problemi nella nostra relazione. È necessario accettare pienamente le proprie emozioni e permettere che esistano. In seguito, bisognerà lavorare su di esse, imparare a conoscerle, a gestirle, per stare bene con se stessi e stabilire con gli altri delle relazioni senza ambiguità. Soltanto così potremo accogliere e ricevere serenamente le emozioni di chi ci sta vicino e di tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino.