Le tre dimensioni dell'uomo


Posted by: i.amati in MyBlog on Giu 18, 2010

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Sono trascorse circa tre settimane dal nostro ultimo convegno e ci tenevo particolarmente ad inserire nel nostro sito l’intervento del dr. Luigi Mangione, farmacista di Taranto, che ha relazionato sul tema “Vivere significa…”. Oltre alla sua visione sulla vita che condivido pienamente, ciò che mi ha colpito di Luigi è la sua semplicità, il suo profondo amore per la natura, la sua capacità di osservarla e di saperne cogliere la bellezza attraverso la fotografia. Sono rimasta incantata nel vedere una delle sue ultime pubblicazioni, una raccolta di fotografie sulle magnificenze naturali della mia terra (la Puglia). Le sue parole, la sua concezione della vita e della natura hanno avuto in me una forte risonanza, intanto perché condivido il senso di benessere che ciascuno di noi può trarre stando a contatto con la natura e poi perché è un uomo di ottantasette anni. Sentire parlare una persona anziana sul significato della vita ha un certo impatto, lascia maggiori spunti di riflessione, cogli la saggezza e apprezzi ancora di più la vita che è dinanzi a te.  

 

LE TRE DIMENSIONI DELL’UOMO

L’uomo vive in tre dimensioni: una dimensione sociale, una biologica e una divina.

La dimensione sociale è quella che nell’arco dei millenni e col procedere della civiltà l’uomo ha via via costruito intorno a se facendosi continuamente condizionare e soffocare. Essa è artificiosa, innaturale e a volte ossessiva e alienante. Tutta la nostra vita è impregnata di essa. A differenza delle altre due dimensioni, è molto mutevole nel tempo. Essa è fatta e si estrinseca attraverso tutte le nostre convenzioni sociali; dalla mattina alla sera noi non facciamo che occuparci e preoccuparci di come meglio ottemperare e soddisfare la nostra vita sociale. Anche della nostra professione e del nostro lavoro noi non vediamo, tranne rari momenti, che il suo arido alienante lato sociale: innanzitutto il lucro, senza limiti di accumulo (IL DENARO CHE CI SERVE CI RENDE LIBERI, IL DENARO CHE ACCUMULIAMO CI RENDE SCHIAVI DI ESSO. J.J. ROUSEAU), poi la carriera spesso frutto di poco ortodossi compromessi politici e appoggi della cosiddetta “casta”. Per fortuna Dio è grande e non sempre è così e il merito trionfa: ne è un preclaro esempio il mio amico Mario Balzanelli.

L’ottemperanza al pagamento delle numerose tasse, i rapporti con i vari uffici e del comune e dello stato; col nostro amministratore; parcheggiare bene la macchina più volte al giorno. Una vera impresa questa.

Per non parlare poi di tutte le altre incombenze relative alla nostra vita privata e che investono anche la nostra famiglia. Alludo ai rapporti sociali, e direi solo tali, col nostro prossimo.

L’ostentata appartenenza ai vari circoli più o meno esclusivi, autentiche palestre di narcisistico esibizionismo e tronfia vanità. Quell’inumano accordare con degnazione la nostra preziosa considerazione a chi socialmente non sta alla nostra altezza. Quel malcelato razzismo sociale che è ben peggio del razzismo etnico e di colore.

L’ottemperanza alle varie mode seguendo i canoni di qualche santone della HAUT-COUTURE; l’essere IN o OUT secondo i cervellotici e capziosi dettami di qualche VIP di successo o di qualche grosso esponente dei MASS-MEDIA. Ormai il GOSSIP prende quasi tutte le prime pagine delle riviste che si pubblicano e gran parte della televisione.

Impera l’erotismo (LA DIMENSIONE SOCIALE DEL SESSO) in tutte le sue storpiature e varianti e non l’amore quello vero autentico fisico e spirituale. Quell’atto di intensissimo amore tra un uomo e una donna donatoci da Dio per generare una nuova vita e la continuazione della specie. Che dire della religione (LA PAROLA DI DIO) che spesso si perde in una infinità di rituali e non nella sua operosità di vita quotidiana. Tutto ciò e altro ancora costituiscono la nostra DIMENSIONE SOCIALE.


La nostra dimensione biologica
noi ovviamente la viviamo bellamente tutti i giorni e in tutti i momenti della vita: quando respiriamo, quando abbiamo cura del nostro corpo, quando facciamo l’amore con la nostra amata compagna e soprattutto direi quando ci nutriamo utilizzando i meravigliosi doni che Dio ci ha elargito per il nostro sostentamento.

Assaporare, gustare queste insostituibili meraviglie della natura con voluttà, consapevolezza e pieno appagamento è semplicemente stupendo, specie se questi preziosi doni che Dio ci ha dato li gustiamo e li utilizziamo nella forma più autentica e genuina, così come Lui li ha creati, magari cercando a volte solo di accoppiarli mescolarli ed elaborarli nella maniera più sobria, semplice e naturale possibile.

Dal sorseggiare un fresco infuso di caffè, a qualsiasi pietanza o frutto o dolce noi viviamo questa dimensione che, a volte in rari momenti, può assumere i tratti di un autentico momento magico: quando per esempio abbiamo la fortuna, raramente purtroppo, di addentare un pezzo di pane fragrante di forno, o meglio ancora quando in aperta campagna assaporiamo un frutto maturo appena colto dall’albero. Oserei dire in simili bellissimi momenti noi viviamo un’autentica comunione con Dio.

Purtroppo parecchi di noi, invece, abbastanza stolidamente questa dimensione la sviliscono e la vivono frettolosamente quasi fosse una pratica da sbrigare nel più breve tempo possibile.

Mentre mangiamo vediamo la televisione o diamo una sbirciatina al giornale e non gustiamo con consapevolezza il cibo.

Il pranzo spesso diventa una colazione di lavoro, se non addirittura lo si salta e al suo posto si consuma un frettoloso BREAK freddo a base di SANDWICH, crostini e preconfezionati. La cena a volte diventa una cena sociale in cui si discute di lavoro.

In altre parole anche questa bellissima dimensione l’uomo la rende spesso il più possibile SOCIALE.


La nostra dimensione divina
si estrinseca soprattutto in due modi:

Primo con l’adorazione e al tempo stesso ammirazione e contemplazione della natura, così infinitamente bella nei suoi colori, nelle sue forme, nella sua autenticità.

Nell’arco delle stagione essa cambia continuamente e per tonalità di colori e per forme e fogge, restando sempre di una bellezza indescrivibile di cui non ci si appaga mai.

Percorrete a piedi, specie al tramonto, un sentiero di campagna o meglio ancora, calpestando la nuda terra inoltratevi in un uliveto, un vigneto, tra le messi di un campo di grano, verde o dorato che sia, un mandorleto o un pescheto in primavera e scoprirete dei colori, delle forme naturali delle composizioni spontanee di fiori di campo di una bellezza ineguagliabile che solo Dio può aver dato. Vi sentirete permeare di una pace immensa e di un assoluto appagamento di voi stessi in un tacito, intimo colloquio con Dio.

L’altro modo in cui si estrinseca la nostra dimensione divina è l’amore per tutte le creature: per le piante, gli animali, e gli esseri umani in particolare.

Intendo naturalmente l’amore nel senso più completo, rigoroso, sincero, intimo disinteressato e silenzioso possibile.

Difficilmente il nostro amore per il prossimo varca i confini della nostra famiglia, al massimo di qualche amico. Guardiamoci bene con schiettezza dentro di noi e forse scopriremo che quello che crediamo amore per i nostri cari è spesso un egoismo camuffato o amore interessato. Spesso, infatti, amiamo i figli più buoni, più studiosi, più ubbidienti, quelli, come si suol dire, che ci danno maggiore soddisfazione, quelli discoli meno, dimenticando che Dio ha amato di più il figliol prodigo perché più bisognoso d’amore. L’amore vero, autentico è quello totale, grandissimo.

La via che conduce a Dio non è in discesa è tutta in salita, fatta di silenziose, sofferte conquiste in un continuo miglioramento di noi stessi.

La gentilezza, la cortesia, la disponibilità, la correttezza, la professionalità, l’onesta, l’educazione, la generosità, la sincerità sono tutte cose queste inscindibili tra loro che fanno parte di una sola matrice l’amore.

Rifacendomi alla cristallografia direi che l’amore è come una fulgidissima gemma che Dio ha cristallizzato in tante facce. In ognuna di esse c’è una delle doti prima elencate.

Pertanto cerchiamo di vivere il più possibile quel “LUNGO, MERAVIGLIOSO, IRRIPETIBILE MOMENTO MAGICO CHE E’ LA NOSTRA VITA CON GIOIOSO SLANCIO D’AMORE VERSO DIO, IL PROSSIMO E LA NATURA.”

Non indugiamo a comprenderlo e attuarlo, potrebbe essere troppo tardi.

 

Luigi Mangione