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Melissa,
difficile trovare una parola, una qualunque parola.
Impossibile individuare una ragione, un qualsiasi senso.
Ciò che è accaduto stamane, a Brindisi, appartiene – in esclusiva – ai primati dell’assurdo e del disumano.
La ragione si disconnette dalle sue stesse funzioni, non potendo trovare percorsi proponibili.
Rimane l’atroce evidenza: la tua morte.
La tua morte a soli 16 anni.
Ho saputo, poco dopo le 08.00, mentre ero in strada.
Ho chiamato immediatamente il mio collega, il direttore della Centrale Operativa 118 di Brindisi, per chiedergli se qui da Taranto avesse necessità di supporti.
Nella telefonata mi ha detto di te.
Ho visto, più tardi, il tuo viso alla TV.
Sono sconvolto, sconcertato. Come siamo tutti noi.
Oggi si è andati oltre qualunque limite.
L’insostenibile dell’insostenibile.
La degenerazione assoluta.
La violenza efferata che, così bene, riesce a distinguersi imponendo immensità di vergogna e totale disonore: colpire a tradimento, pianificare di uccidere ragazzi che stanno andando a scuola, proposito lucidissimo di annientare giovanissimi indifesi, spezzandoli nel cuore della vita, nel palpito innocente degli anni più belli.
Melissa, siamo arrivati a questo!!!
Sono da anni, siamo da anni impegnati - in prima linea - a denunciare, ad affermare, a proporre la necessità più inderogabile di una svolta radicale della nostra cultura, del nostro relazionarci, della nostra consapevolezza complessiva di essere singoli, famiglie, comunità , società civile, Stato, che parta dalla ammissione di certezza di un fallimento abissale della nostra civiltà .
Riteniamo da anni indispensabile riappropriarci di una prospettiva voluta e condivisa di senso, autenticare la nostra verità esistenziale ed esperienziale di uomini vivendo in prima persona i nostri valori, testimoniando sulla nostra pelle – e con lecito orgoglio – i nostri ideali, dimostrando con la sudata fatica di ogni giorno che vivere significa essere, al primo posto, al servizio della Vita, capaci di amare se stessi abbracciando davvero gli altri, abbracciando, nei fatti concreti e nelle esigenze più disparate del quotidiano, tutti.
Melissa, abbiamo affermato, ed andiamo affermando, la necessità improcrastinabile di un nuovo umanesimo, l’obbligo di una riscoperta di lucidità complessiva, la forza di isolare chi non crede nella vita come ad una possibilità di realizzare il proprio bene anche e soprattutto attraverso il bene degli altri.
Melissa, cerchiamo instabilmente, attraverso l’esempio personale di tanti, di affermare il primato della vita, la sua sacralità , la sua dignità assoluta, il bene ontologico supremo che esprime la sua reale essenza e, oltre qualsiasi velo, rivela immancabilmente il suo anelito all’immenso che la vita stessa ha generato, che di continuo la genera e che in noi, nella nostra massima insondabile profondità , attimo per attimo, vive.
Melissa, ci sgoliamo, senza soluzione di continuità , quando affermiamo che lo Stato va ricostruito, che il mondo della politica configura essenzialmente evidenze pesantissime di alto e perpetrato tradimento della fiducia, della buona fede, della vita intera di 60 milioni di persone, prese letteralmente in giro da lobby di ladri di altissimo livello, di fior di mascalzoni e delinquenti che, anno dopo anno, legislatura dopo legislatura, ci hanno portato, semplicemente, di fatto, alla distruzione e che continuano ad offenderci farneticando in termini di “crescita†quando, nel nome di un “rigore†che non mostrano per nulla verso se stessi, conducono popoli interi ad ulteriore sfacelo di qualsivoglia possibilità di efficace ripresa.
Ci rendiamo capaci, attraverso le nostre competenze professionali, di proposte alternative, di visioni costruttive, di vicinanza reale a chi più ha bisogno, particolarmente ai giovani, ai giovani come te.
Melissa, tutto questo, e qualsiasi possibile considerazione di carattere emozionale, sociologico, politico, filosofico, antropologico, stamattina non è servito a nulla.
Un disastro totale.
Uno scempio inenarrabile.
Inesprimibile strazio.
Penso ai tuoi genitori.
Penso all’annientamento, alla disintegrazione dei tuoi genitori, della tua famiglia, dei tuoi amici.
Sono certo che tutta l’Italia è con loro, vicino a loro, stretta indissolubilmente a loro.
Tutta l’Italia è con te.
Il nostro calore, il calore unito di tutti noi, avvolge il tuo corpo ferito a morte, orribilmente dilaniato.
Ma non sana, né ha potere di farlo, questa devastazione.
Tramonto delle parole.
Ma non delle intenzioni e delle scelte.
Sul tuo sangue, Melissa, noi non ci arrendiamo.
Oggi più che mai, non ci arrestiamo nel cammino, nella marcia, nella corsa.
Proprio ciò che è accaduto quest’oggi a Brindisi, proprio la follia di ciò che hai subìto quest’oggi, mentre totalmente sorridente alla vita, stavi semplicemente per entrare a scuola, deve imporre a ciascuno di noi l’attuazione rivoluzionaria – e senza mezzi termini - di nuove scelte, individuali e collettive, di consapevolezza, di prese di posizione più determinate ed incisive in termini quotidiani di coraggio, disponibilità , generosità , lealtà , legalità .
Occorre fare scelte forti, di autentica tutela della vita, di reale messa in sicurezza della nostra vita e della vita dei nostri figli, in qualsiasi orizzonte attuativo.
Questa la realtà . Questa la necessità .
Melissa, sono, purtroppo, abituato a constatare le conseguenze della follia.
Ho visto, nei miei 47 anni, atrocità indicibili.
Le ho toccate, professionalmente, con le mie mani.
Le ho vissute, come uomo, nel silenzio della mia intimità .
In questo silenzio, in questo assurdo, penso all’unica notizia, all’unico messaggio che mi ha tenuto in vita, in tanti anni.
L’unico vero Messaggio per la Vita che conosco.
E in cui ti incontro.
Storia di duemila anni fa.
Un giorno di domenica.
Un alito inatteso del vento.
Un masso gigantesco spostato.
Un varco inatteso della luce.
Luce intensissima.
Un sepolcro vuoto.
Mi siedo, con i poteri dell’anima, su quel sepolcro.
E da lì, da quella prospettiva, ripenso, intensamente, al tuo viso.
In questa tenebra, in questo dolore, possa quel varco inatteso della Luce, Melissa, riportare in vita tutti noi, come - sono certo - ha già fatto con te.
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